image
sims
Cerca nel Portale
Accedi
Recupera le credenziali.
Registrati al Portale per ricevere la Newsletter ed accedere ai servizi.
S.I.G.M. su...

Chi c'è in linea?
 66 visitatori e 2 utenti online
  • lghgradleralei
Utenti : 18595
Contenuti : 2353
Link web : 5
Tot. visite contenuti : 10519067
Contatti


Licenze Creative Commons

Notice

GRADUATORIE CONCORSO MEDICINA GENERALE 2018-21: NON ABILITATI VINCITORI DI PIU' DI UN TERZO DELLE BORSE. SIGM-SIMeG: "NECESSARIA ULTERIORE PROROGA DEGLI SCORRIMENTI OLTRE SETTEMBRE 2019"

Il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) apprezza lo sforzo dimostrato dal Ministro Grillo che, accogliendo le istanze da noi presentate, ha firmato il provvedimento con il quale viene stabilito il prolungamento, a 180 giorni dalla presa di servizio, degli scorrimenti delle graduatorie regionali di merito per l’accesso ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2018-2021.

Tuttavia, il prolungamento delle graduatorie fino a settembre 2019, previsto dal Decreto, potrebbe non essere sufficiente a scongiurare la perdita di borse.

Dall’analisi delle graduatorie finora pubblicate (link), infatti, si evince che in media il 38% delle borse di studio è stato assegnato a colleghi non ancora abilitati all’esercizio della professione medica che, come tali, non hanno mai sostenuto il Concorso per l’accesso alle Scuole di Specializzazione, e che quindi potrebbero decidere di partecipare alla prossima prova concorsuale, la quale si svolgerà verosimilmente nella primavera/estate 2019.

Alla luce di ciò, il pericolo che molte di queste borse vadano perse diventa sempre più concreto, rischiando di vanificare l’aumento del numero di contratti messi a disposizione dal Ministero che ha determinato lo slittamento del Concorso di ammissione ai Corsi di Formazione in Medicina Generale per il triennio 2018-21 al mese di dicembre 2018 e della presa di servizio per i giovani colleghi.

In alcune regioni l’aumento dei contratti è stato addirittura numericamente inferiore al numero di non abilitati vincitori di borsa.

Per scongiurare il rischio di perdita di borse, il SIGM chiede un’ulteriore proroga degli scorrimenti delle graduatorie regionali per l’accesso ai CFSMG oltre i 180 giorni previsti dal Decreto Ministeriale. Tale proroga consentirebbe di riassegnare, secondo l’ordine della graduatoria, i contratti abbandonati dai candidati che dovessero iscriversi ad una Scuola di Specializzazione anche qualora le graduatorie del concorso SSM dovessero scorrere oltre il mese di Settembre.

Vista la reiterata necessità di mantenere le Graduatorie del Concorso per l’accesso al CFSMG per periodi lunghi (vedi, oltre al concorso 2018-2021, gli anni 2014-2017 e 2017-2020), il SIGM chiede al Ministero, come già fatto in passato, di unificare i due concorsi per l’accesso al Corso di Formazione in Medicina Generale e alle Scuole di Specializzazione di Area Medica, con la creazione pertanto di una graduatoria unica, al fine di risolvere definitivamente le criticità della perdita di borse.

Inoltre, visti gli slittamenti che il Concorso per l’accesso ai CFSMG ha subito negli ultimi due anni, e preoccupati dal fatto che, con ulteriori slittamenti, si rischierebbe la perdita di un anno di borse di formazione, in una situazione di ormai dichiarata carenza di Medici di Medicina Generale nel prossimo futuro, chiediamo il rispetto dei tempi per i prossimi concorsi, con lo svolgimento di quello per il triennio 2019-2022 già nell’estate del 2019.

 

GRANDE DELUSIONE DEI GIOVANI MEDICI PER IL DL SEMPLIFICAZIONI

 

L'Associazione Italiana dei Giovani Medici (SIGM), insieme al Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU) e a FederSpecializzandi esprime forte preoccupazione circa l'emendamento prevede accesso a concorsi in Medicina d’Urgenza anche senza specializzazione del DL Semplificazioni.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ISCRIZIONE CONCORSI ACCETTAZIONE E URGENZA SENZA TITOLO

Abbiamo appreso a mezzo stampa che la maggioranza di Governo ha presentato una proposta per permettere ai medici che abbiano maturato almeno quattro anni di esperienza in area di emergenza-urgenza negli ultimi dieci, di accedere, anche in assenza di diploma di specializzazione, ai concorsi per la Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza.
Leggiamo la notizia con frustrazione, delusione, rammarico e rabbia, ma non con sorpresa.
La frustrazione nasce dal fatto che mille parole siano cadute nel vuoto, inascoltate.

La frustrazione nasce dal fatto che mille parole siano cadute nel vuoto, inascoltate.
Dopo aver evidenziato per anni le criticità nel settore dell’emergenza, quest’estate avevamo inviato al Sottosegretario alla Salute Prof. Bartolazzi una serie di proposte per migliorare la situazione di carenza cronica, poi riprese anche da un nutrito gruppo di colleghi su Quotidiano Sanità.

Per rendersi conto del quadro di carenze drammatiche di figure specialistiche per l’emergenza-urgenza e in presenza di stime catastrofiche, vogliamo ricordare che la scuola di specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza esiste solo dal 2008-2009 e a partire dal 2014 sono stati immessi sul mercato del lavoro circa 300 specialisti addestrati specificatamente a gestire le urgenze e le emergenze, sia all’interno dell’ospedale che sul territorio, a fronte di circa 2800 Anestesisti e 1600 Chirurghi Generali.

Nonostante alcuni incrementi, il finanziamento nell’ultimo concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina d’emergenza-urgenza è stato di soli 162 contratti ministeriali: un numero del tutto insufficiente, anche nel caso di un sistema a regime, considerando che sul territorio nazionale sono presenti 844 PS/DEA, di cui 513 di base e 331 ad alta complessità e 76 centrali operative di emergenza territoriale con sedi di automediche/ambulanze medicalizzate/elisoccorso.

Sicuramente la situazione che l’attuale Governo ha ereditato è il frutto di un decennio di una politica miope sia delle Istituzioni centrali che locali. L’adozione di soluzioni inadeguate, stabilmente provvisorie, e la contemporanea assenza di provvedimenti strutturali, di fatto, rende però gli attori attuali allo stesso modo responsabili.

Sappiamo che qualcuno potrà obiettare che, proprio perché il problema della carenza degli specialisti nei PS è reale e improcrastinabile, occorre intanto attivarsi anche con soluzioni immediate e temporanee.

Ci teniamo però a sottolineare una cosa: attualmente, sono 28 le specialità che garantiscono la possibilità di essere assunti come medici di Pronto Soccorso, eppure si denuncia una cronica assenza di candidati ai concorsi e una fuga sistematica di coloro che già lavorano nei PS.

Nessuno si chiede il perché?

Come già espresso in precedenza, la risposta sta a valle dell’intera filiera formativa: condizioni di lavoro massacranti, assenza di una remunerazione in proporzione al carico di lavoro (fino a 6-8 notti al mese, festivi e superfestivi compresi), mancanza di sbocchi universitari e di altri ambiti di carriera.

L’emendamento al DL Semplificazioni prova a tamponare l’emergenza sfruttando le condizioni critiche raggiunte, ma continua a ignorare deliberatamente interventi strutturali che mirino ad aumentare la qualità del lavoro: facendo ciò, si mortificano sia coloro che si sono avviati in un percorso di formazione mai davvero valorizzato, sia coloro che per anni hanno lavorato senza specializzazione e che accetteranno le attuali condizioni contrattuali, da cui tutti fuggono, pur di stabilizzarsi.

Ciò che viene proposto penalizza inoltre il merito: quale incentivo avrebbe il neolaureato a specializzarsi e ad acquisire specifiche competenze? Perché mai partecipare ad un concorso altamente selettivo, trasferirsi in un’altra città, spesso in un’altra Regione, per frequentare una scuola di specializzazione impegnativa, di cinque anni, che richiede sacrificio ed abnegazione?

Quale cittadino si sentirebbe tranquillo a farsi operare da un medico non specializzato in chirurgia?

Chi si sottoporrebbe a coronarografia praticata da un medico non specializzato in cardiologia?

E allora perché in Pronto Soccorso dovrebbe essere differente?

Non vogliamo mancare di fiducia nei confronti dei Colleghi che non hanno avuto negli anni la possibilità di formarsi: anche loro sono vittime di politiche lavorative e di programmazione dissennate.

La nostra è una riflessione di sistema, che punti a tutelare la Salute dei Cittadini, che esigono professionisti di alto livello specie in un contesto delicato come le emergenze, e a valorizzare appieno un sistema formativo ancora in sviluppo.

Ancora una volta, dunque, chiediamo a gran voce la necessità di intervenire prioritariamente garantendo:

  1. Il miglioramento qualitativo delle condizioni lavorative, per rendere appetibile e valorizzare la figura del medico dell’emergenza-urgenza, caratterizzata da un elevato carico di lavoro e di responsabilità, mediante un incremento della retribuzione e il riconoscimento dello stato di “lavoro usurante”, che permetterà di beneficiare di tutele specifiche.

  2. Un aumento adeguato del numero di contratti di formazione in medicina d’emergenza-urgenza; se davvero l’esecutivo volesse risolvere questo problema dovrebbe fornire ALMENO quattromila borse in medicina d’emergenza-urgenza nei prossimi 5 anni (800 all’anno), in accordo alle stime effettuate sulle necessità future.

Soluzioni come quella proposta dall’emendamento al DL Semplificazioni sono solo blandi palliativi, e non possono che essere temporanee e provvisorie, limitandosi categoricamente ad un contesto eccezionale di cui le istituzioni devono farsi carico in maniera strutturale.

Siamo a disposizione per un confronto plurale e condiviso per discutere ulteriori soluzioni pratiche per la risoluzione delle attuali e future criticità della medicina d’emergenza-urgenza, con l’obiettivo ultimo di tutelare il diritto alla salute dei Cittadini e la qualità del percorso formativo di tanti giovani colleghi.

Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU)

Associazione Italiana dei Giovani Medici (SIGM)

FederSpecializzandi

Alexandra Asrow - Italian Ambassador - American College of Emergency Physicians (ACEP)

 

SIGM-SIMeG SU DL SEMPLIFICAZIONI: “IL GOVERNO TRADISCE LA FIDUCIA DEI GIOVANI MEDICI DI MEDICINA GENERALE E PIUTTOSTO CHE MIGLIORARE LA FORMAZIONE LA SVILISCE CON UNA SANATORIA. INTERVENGA IL PARLAMENTO!”

SIGM-SIMeG SU DL SEMPLIFICAZIONI: “IL GOVERNO TRADISCE LA FIDUCIA DEI GIOVANI MEDICI DI MEDICINA GENERALE E PIUTTOSTO CHE MIGLIORARE LA FORMAZIONE LA SVILISCE CON UNA SANATORIA. INTERVENGA IL PARLAMENTO!”

 

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) apprende con amarezza a mezzo stampa i contenuti del testo giunto in Senato come base per la legge di conversione del DL Semplificazioni.

I Giovani Medici esprimono la loro contrarietà al provvedimento contenuto nel comma 3-quinquies del testo sopracitato, in base al quale i Medici che abbiano ricevuto un incarico di almeno 12 mesi, anche non continuativi, nell’ambito delle funzioni convenzionali previste dall’ACN negli ultimi 10 anni ed entro il 31 dicembre 2018, acquisirebbero il diritto di frequentare in sovrannumero e senza borsa di studio il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, previo superamento di un non ben specificato Concorso di Ammissione al corso triennale e attraverso graduatoria riservata.

Questo provvedimento, se approvato, comporterebbe:


  • una disparità nell’accesso alla Formazione in Medicina Generale tra coloro che hanno già lavorato nei settori della medicina regolati dall’ACN, che potrebbero accedere al Corso con un punteggio, nella prova concorsuale, inferiore rispetto a chi non ha mai lavorato in tali settori;
  • la creazione di due categorie di corsisti: quelli senza borsa, e quelli con borsa, con le conseguenti disparità di condizioni di accesso, di obblighi e di trattamento economico;
  • disagi nello svolgimento del tirocinio pratico previsto dal Corso a causa dell’inserimento dei sovrannumero e quindi dell’aumento esponenziale dei medici in formazione tenuti a svolgere le attività pratiche, con notevoli ricadute sulla qualità della formazione;
  • un elevato rischio di contenziosi in sede di giustizia amministrativa sia perchè la direttiva europea n. 82/76/CEE prevede che la formazione deve essere retribuita, sia per la confusione generata da tale provvedimento, in particolar modo tra gli aspiranti Medici di Medicina Generale che al momento della pubblicazione delle graduatorie del Concorso di Ammissione ai CFSMG per il triennio 2018-21 avranno i requisiti previsti dal provvedimento e che al contempo si troveranno ad essere vincitori.
  • una diffusa sensazione di sfiducia e di frustrazione tra gli attuali Medici in Formazione in Medicina Generale e tra quelli già formati, che hanno scelto di intraprendere questa strada tra le tante difficoltà economiche e le molteplici criticità formative e adesso vedono tutto ciò in cui hanno investito e creduto, svuotato di qualsiasi valore a causa di questo provvedimento che implicitamente contiene il gravissimo messaggio di una inutilità della Formazione in Medicina Generale.

Tutto questo andrebbe ancora una volta a discapito della Formazione in Medicina Generale, che continuerebbe ad essere considerata soltanto come un obbligo burocratico e formale piuttosto che come una vera opportunità formativa.

L’unica nota positiva è presente nel documento recante il parere approvato dalla Commissione Sanità del Senato al Decreto Semplificazioni, che si conclude con la seguente raccomandazione “nell'ambito della prefigurata revisione complessiva del sistema di Formazione Specifica in Medicina Generale, di cui all'Articolo 9, prevedere standard formativi di riferimento utili a garantire uniformità a livello nazionale e in linea con quanto previsto per ogni altra specializzazione medica in ambito accademico.

 

Il SIGM si auspica, dunque, che i parlamentari che hanno mostrato  una sensibilità maggiore sul tema e che hanno a cuore la salute dei cittadini facciano di tutto per scongiurare l’ennesimo tradimento nei confronti di una formazione di qualità per i futuri Medici di Famiglia.

 

 

immage
Tutti i diritti riservati.

I contenuti del Portale sono soggetti
a Licenza Creative Commons.