image
sims
Cerca nel Portale
Accedi
Recupera le credenziali.
Registrati al Portale per ricevere la Newsletter ed accedere ai servizi.
S.I.G.M. su...

Chi c'è in linea?
 138 visitatori online
Utenti : 18594
Contenuti : 2312
Link web : 5
Tot. visite contenuti : 9910317
Contatti


Licenze Creative Commons

Notice

PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE IL BANDO PER IL CFSMG 2018/2021

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 22/06/2018 il bando di concorso per l'accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2018/2021.

Il concorso avrà luogo Martedì 25 Settembre 2018 alle ore 10,00 , mentre il luogo e l'ora della convocazione saranno pubblicati successivamente sui singoli bollettini regionali. Il termine ultimo di presentazione della domanda è dopo 30 giorni a partire dal giorno successivo a quello di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si rimanda al  seguente link per il testo in Gazzetta.

Per la definizione del numero di posti per regione e altre informazioni sui diversi bandi regionali si rimanda all'articolo precedentemente pubblicato.

 

L'Associazione Italiana dei Giovani Medici SIGM incontra il Ministro della Salute Giulia Grillo

In data odierna la neo-Ministra della Salute, Onorevole dott.ssa Giulia Grillo, ha ricevuto una delegazione dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM). Durante l’incontro sono state poste all’attenzione del Ministro le principali priorità per le giovani generazioni di medici, in particolare sul tema della formazione.

In primo luogo è stata ribadita la necessità di rilanciare e potenziare la formazione post lauream globalmente intesa, in un’ottica di programmazione quali-quantitativa comune tra medicina specialistica e medicina generale – ancora oggi inspiegabilmente dicotomica -, segnalando la necessità di aumentare da subito il finanziamento e, allo stesso tempo, di intervenire per scongiurare il rischio di perdita di contratti di formazione a causa della separazione delle due graduatorie concorsuali. A tal proposito si è chiaramente espressa la necessità di applicare i giusti correttivi sin da subito, per poter garantire un adeguato inserimento in ambito lavorativo della workforce sanitaria e di una valorizzazione del capitale umano del Servizio Sanitario Nazionale.

E’ stato fortemente supportata l’allocazione di ulteriori risorse regionali nella formazione post-lauream, a supporto delle Reti Formative Integrate già previste dal DIM 68/2015, da sostenere e implementare, sia in termini di contratti da assegnare che di verifica puntuale e trasparente dei requisiti formativi, attraverso il monitoraggio continuo e sistematico della qualità della Formazione tramite l’Osservatorio Nazionale e gli omologhi Regionali, ma è stato anche segnalato che non è possibile in alcun modo rispondere alle carenze di organico con una reinterpretazione del Medico in Formazione Specialistica che non tenga in considerazione la tutela della qualità della formazione (attualmente riconosciuta e in potenza tutelata dall’accreditamento delle reti formative integrate Università – SSN) e che rischi di creare disparità nella formazione specialistica stessa.

La soluzione alle carenze di organico passano da una attenta valutazione che si avvalga di una metodologia di pianificazione (healthcare workforce forecasting), che sia evidence-based e che superi la programmazione personale sanitaria che ricalca una visione vecchia ormai di qualche decennio.

A tal proposito è stata anche ribadita la necessità dell’evoluzione del percorso di formazione per la Medicina Generale in senso accademico attraverso l’istituzione di una scuola di specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarierealmente rappresentativa di un’integrazione virtuosa tra le buone pratiche dei corsi di formazione espresse in alcune Regioni e il mondo del sapere universitario.

Al termine dell’incontro è stato consegnato al Ministro un documento programmaticointegrato dalla missiva inviata in data odierna e relativa alla presa di posizione del SIGM rispetto alle proposte della Conferenza Stato Regioni, confermando la disponibilità dell'Associazione dei Giovani Medici a contribuire in ogni forma e grado alle iniziative di lavoro che il Ministero vorrà attivare su tali tematiche.

L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) esprime soddisfazione per l’esito dell’incontro E ringrazia il Ministro della Salute per l’attenzione dimostrata e la piena disponibilità alla collaborazione strutturale e programmatica su queste tematiche, prospettando l’impegno per un’evoluzione del modello di formazione post-lauream in linea con le necessità future del Servizio Sanitario Nazionale, dei suoi professionisti e di tutti i cittadini.

 

I Giovani Medici S.I.G.M. denunciano i pericoli del doppio canale formativo

Assistiamo ancora una volta al tentativo della Conferenza Stato-Regioni di riproporre l’inquadramento di giovani laureati in Medicina e Chirurgia all’interno dei Sistemi Sanitari Regionali con la creazione di un doppio canale formativo, in assenza di un chiaro programma didattico e di qualsiasi tutela per la formazione e la professionalizzazione dei colleghi.

Attesa la carenza di medici specialisti espressa dalla differenza di 2369 contratti tra quelli messi a bando per il prossimo concorso di accesso alle Scuole di Specializzazione di Area Medica e il fabbisogno esplicitato dalla Conferenza Stato-Regioni l’auspicio è che si vada verso l’integrazione delle risorse territoriali nel contribuire alla creazione delle Reti Formative di ciascuna Scuola di Specializzazione.

Le procedure di Accreditamento volute dal MIUR ed espletate dall’Osservatorio Nazionale della Formazione Specialistica garantiscono che ciascuna Scuola di Specializzazione consenta al medico in formazione specialistica il raggiungimento degli obiettivi minimi: pertanto, pur non sottovalutando la valida la possibilità da parte degli specializzandi di attuare un periodo di formazione in reparti di ospedali non universitari, in modo tale da misurarsi con le risorse e la gestione territoriali delle cure mediche,  ragionando anche in un'ottica Europea, la creazione di due percorsi distinti di Specializzazione Medico-Chirurgica creerebbe inevitabilmente medici "specializzandi/specialisti di serie B".

L’utilizzo delle risorse Regionali per finanziare un numero di contratti adeguato alle necessità del Paese e l’inserimento delle strutture ospedaliere che possano offrire strumenti didattici adeguati allo specializzando per arricchire il proprio bagaglio di competenze e conoscenze, sotto la guida delle Scuole di Medicina e Chirurgia, costituiscono l’unica via per tutelare la professionalizzazione e il trattamento dignitoso del giovane laureato in formazione specialistica.

Ricordiamo, infatti, che tra le proposte che si sono succedute negli anni per l’inserimento dei neo-abilitati nel Sistema Sanitario Regionale c’era l’inquadramento degli stessi nel “comparto sanitario”, con il chiaro intento, seguendo la logica dell’“invarianza del costo complessivo della dotazione organica aziendale” di un ampio turnover di giovani neo-abilitati a basso costo con diminuzione della possibilità di assunzione di giovani specialisti nel SSN.

Svicolare la formazione specialistica dall’Università, che pur con tutti i suoi limiti si è dotata nel corso degli anni di strumenti di controllo, rischia di rendere anch’essa un percorso mortificante così come già accade ai colleghi in formazione specifica in Medicina Generale, dove le logiche culturali e formative sono superate e prevaricate dagli interessi di parte (dall’iniquo compenso economico alla totale assenza della tutela dei diritti).

E’ da scongiurare il rischio che sotto la bandiera di un aumento dei contratti di formazione specialistica si celi una disparità di trattamento nella carriera dei giovani medici; che diventino essi stessi parte delle piante organiche come manovalanza a basso costo e che il controllo degli obiettivi formativi di ciascuna Struttura venga sottratto alla verifica dell’Osservatorio Nazionale per la formazione specialistica (che assolutamente necessita di un’implementazione ma che, allo stato attuale, costituisce l’unico organo di controllo e verifica del rispetto degli standard formativi).

Chiederemo pertanto che non vengano accolte richieste che rappresentino un passo indietro per la formazione specialistica e che siano svilenti per i giovani colleghi, pur ribadendo la necessità di un’integrazione territoriale nel bagaglio formativo di ciascun medico in formazione e di un’implementazione del capitolo di finanziamento dei contratti di formazione specialistica di concerto con la Conferenza Stato-Regioni.

LEGGI IL TESTO INVIATO ALLE ISTITUZIONI

 

immage
Tutti i diritti riservati.

I contenuti del Portale sono soggetti
a Licenza Creative Commons.