Ribadito l’alt a incarichi dirigenziali per medici in quiescenza

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Care Colleghe, cari Colleghi,

nella giornata di lunedì il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ha diffuso una circolare per dettagliare l’applicazione dell’articolo 6 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, che ha introdotto nuove disposizioni in materia di “incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza”, modificando la disciplina già posta dall’articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, e prevedendo alcuni nuovi divieti.

Le modifiche introdotte dalla norma – si legge nella circolare – sono volte a evitare che il conferimento di alcuni tipi di incarico sia utilizzato dalle amministrazioni pubbliche per continuare ad avvalersi di dipendenti collocati in quiescenza o, comunque, per attribuire a soggetti in quiescenza rilevanti responsabilità nelle amministrazioni stesse, aggirando di fatto lo stesso istituto della quiescenza e impedendo che gli incarichi di vertice siano occupati da dipendenti più giovani“. (leggi approfondimento e scarica circolare qui)

Ricordiamo come lo scorso Marzo l’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) si era già fatta promotrice di una ferma richiesta alle Istituzioni competenti atta a far rispettare la normativa che sancisce l’incompatibilità tra i medici dipendenti in quiescenza dal SSN ed il convenzionamento con la specialistica ambulatoriale.

Alla stessa era poi seguite l’interpellanza parlamentare n. 92815 presentata dall’On. Prof. Calabrò tesa ad avere chiarimenti circa le iniziative per regolamentare l’incompatibilità tra incarichi di consulenza e trattamento pensionistico per il personale medico già dipendente dal Servizio Sanitario Nazionale alla quale era seguita risposta scritta del Ministero della Salute (leggi qui): tale risposta affermava chiaramente che l’incompatibilità era già vigente e per di più per ogni forma di rapporto convenzionale, ivi inclusi la medicina generale e la pediatria di libera scelta. Da qui discende l’evidenza di una scarsa attenzione da parte delle organizzazioni sindacali di settore e della stessa FNOMCeO alla tutela dei diritti delle giovani generazioni di medici, in modo particolare quando questi sembrano andare in conflitto con i legittimi interessi maturati dalle precedenti generazioni così come argomentato di recente (leggi qui). Desta pertanto meraviglia l’autocelabrazione da parte dei giovani di alcune sigle sindacali che, a fronte del silenzio protrattosi negli anni, oggi annunciano il conseguimento di risultati storici a fronte di un parere richiesto alla SISAC, guarda caso dopo la pubblicazione della risposta alla citata Interrogazione Parlamentare, quasi prendendosi i meriti di un risultato che era previsto per legge e che, laddove sia stato disatteso in passato, certamente dovrebbe far aprire una discussione interna ai sindacati tra le giovani e le meno giovani generazioni.

Ricordiamo, inoltre, come l’accesso al lavoro ed una valutazione trasparente delle professionalità basata su merito e performance sia stata e continui ad essere una delle tematiche fondanti della campagna #svoltiAMOlaSANITÀ lanciata dal SIGM per sollevare criticità e presentare proposte utili a rilanciare il nostro SSN.

Invitiamo, in ogni caso, i colleghi che dovessero riscontrare anomalie circa la corretta applicazione a livello locale della normativa a segnalarle tempestivamente al SIGM che si farà tramite presso le Istituzioni per poter attuare i provvedimenti del caso.

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