APPELLO ALL’ASSESSORE ARRU: BASTA OSTACOLARE L’ACCESSO DEI GIOVANI DELLA SANITA’ AL MONDO DEL LAVORO

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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI CAGLIARI (SIGM), RAPPRESENTANTI FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA DI CAGLIARI

APPELLO ALL’ASSESSORE DELLA SANITA’ SARDA:
BASTA OSTACOLARE L’ACCESSO DEI GIOVANI DELLA SANITA’ AL MONDO DEL LAVORO!

L’associazione dei giovani medici – SIGM Cagliari – ed i rappresentanti degli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia di Cagliari, lanciano un appello all’Assessore alla Sanità e a tutta la Giunta Regionale, affinché siano date risposte in merito all’inserimento dei giovani medici nel mondo del lavoro e ad una rapida programmazione del fabbisogno di figure mediche specialistiche per i prossimi anni.

La delibera n. 43/9 del 1 Settembre scorso (CLICCA QUI PER MAGGIORI INFO), recentemente approvata dalla Giunta su proposta dell’Assessore alla Sanità Arru, rappresenta l’ennesimo colpo inferto alla sanità regionale, già in difficoltà per la carenza evidente di personale sanitario in più settori, e che oggi spesso sopravvive grazie ai giovani medici specialisti assunti con contratti a tempo determinato (della durata di soli 3-6 mesi o 1 anno, contratti atipici privi di alcuna tutela). Questo crea una paradossale situazione in cui una grande parte del servizio sanitario regionale è tenuta in piedi grazie al lavoro dei giovani medici precari. Il silenzio della politica su questi temi è ormai insostenibile.

Dopo la decisione di non finanziare per la prima volta i contratti aggiuntivi regionali per le scuole di specializzazione sarde e favorire, quindi, la formazione dei futuri specialisti di cui la nostra Regione avrà bisogno, ecco l’ennesima sorpresa per tutti i giovani della sanità sarda, volta ad ostacolare ulteriormente l’ingresso dei giovani professionisti nel mondo del lavoro.

Pur riuscendo a capire le ragioni che portano a queste dolorose scelte politiche, riteniamo che la politica debba interessarsi delle politiche assunzionali delle Asl, tenendo conto oltre che delle esigenze economico-finanziarie, anche dell’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani medici e soprattutto il diritto alla salute dei sardi.

Contemporaneamente, siamo consapevoli che di sprechi nella sanità ce ne siano fin troppi. Tuttavia il peso ed il costo della razionalizzazione, che altro non sono se non veri e propri tagli, non dovrebbero ripercuotersi sulle risorse professionali e umane della sanità regionale, che giorno dopo giorno lavorano nei reparti con turni massacranti. I cittadini devono essere consapevoli che bloccare l’assunzione di giovani professionisti, significa creare sovraccarichi di lavoro del personale medico delle strutture ospedaliere che, non riuscendo a colmare le croniche carenze di medici, possono talvolta esporre i cittadini ai pericoli derivanti da un malfunzionamento del sistema e dagli inevitabili problemi organizzativi.

Ci chiediamo se la Regione Sardegna preferisca conservare privilegi e sprechi anziché innovarsi e investire su un necessario ricambio generazionale, correggendo le politiche pubbliche e rimuovendo sprechi, clientele, malaffare ed inadeguatezze del sistema sanitario regionale.

Questo disegno di legge ha il mero fine di fare economia a spese delle giovani risorse umane della sanità, deprimendo il sistema e dequalificando la professione medica e la formazione post lauream. Bloccando le assunzioni dei giovani medici, la Regione Sardegna ammette implicitamente che la politica non è in grado di evitare sprechi di denaro pubblico e cattive politiche gestionali ed assunzionali delle asl, se non direttamente ed inspiegabilmente impedendo di assumere o limitando estremamente nuove assunzioni. Questa è inoltre la dimostrazione di come non si voglia, per ora, migliorare il sistema sanitario tramite seri investimenti sul capitale umano formato dalle nostre Università.

Noi non siamo d’accordo con queste politiche. Crediamo fermamente che il diritto alla salute dei cittadini si possa garantire anche tramite l’inserimento di figure professionali giovani, preparate, adeguate e motivate alle nuove sfide della sanità sarda. Impedire le assunzioni significa semplicemente creare disoccupazione, precariato, ulteriori problemi nel sistema sanitario.

In conclusione lanciamo un appello all’Assessore alla Sanità Sarda affinché siano date risposte in merito ad una rapida programmazione del fabbisogno di figure mediche specialiste per i prossimi anni e certezze circa l’inserimento dei giovani medici nel mondo del lavoro. Chiediamo che la definizione dei fabbisogni di professionalità sanitarie e la programmazione in sanità siano funzione della domanda di salute e non dell’offerta (di professionisti in esubero o di strutture sanitarie pubbliche e private che andrebbero riconvertite), in modo da non alimentare più il fenomeno dell’imbuto tra pre e post lauream. E’ necessario, anche con il contributo delle associazioni di categoria, trovare soluzioni che tutelino il bilancio regionale e il diritto all’occupazione di giovani medici su cui la Regione ha investito e che pertanto rappresentano un capitale fondamentale da valorizzare, per garantire qualità e sicurezza delle cure, affinché la salute dei cittadini sia la stella polare del processo decisionale ad ogni livello, in modo che pianificazione e programmazione soppiantino lo stato di indefinizione e di deroga nel quale hanno proliferato gli interessi di parte, le speculazioni, il clientelismo, l’inappropriatezza del passato.

Il Direttivo SIGM Cagliari

I Rappresentanti degli Studenti della Facoltà di Medicina

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