CORONAVIRUS: IL SIMEG CONTRARIO AL PROVVEDIMENTO MINISTERIALE CHE RECLUTA I CORSISTI IN FORMAZIONE IN MEDICINA GENERALE PER FAR FRONTE ALL’EMERGENZA

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Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) esprime forte contrarietà riguardo l’Ordinanza emanata lo scorso 25 gennaio dal Ministero della Salute concernente “Misure Profilattiche contro il nuovo Coronavirus (2019-nCoV)”, seguita dalla Circolare inviata il 30 gennaio 2020 dalla Dott.ssa Rossana Ugenti agli Assessorati alla Sanità delle Regioni e Province Autonome e al Coordinamento Tecnico della Commissione Salute.

Il provvedimento richiede ai medici in formazione in Medicina Generale di collaborare alle attività sanitarie previste nell’attuale stato di emergenza legato all’epidemia da Coronavirus (call center per rispondere alle domande della popolazione; controlli sanitari presso le sedi aeroportuali di Malpensa e Fiumicino; servizi territoriali di assistenza sanitaria al personale navigante).

Nel provvedimento ministeriale riteniamo vi siano le seguenti criticità:

  • si tratta di attività che verranno svolte negli orari destinati alle attività formative del corso,  “da computarsi nel monte ore complessivo previsto dall’art. 26, comma 1 del citato decreto legislativo n. 368/1999”;
  • non saranno di fatto retribuite, in quanto “dalle borse di studio ad essi corrisposte dalle Regioni dovranno essere detratti, in quota parte, gli emolumenti relativi ai giorni in cui i suddetti medici hanno prestato servizio ai sensi dell’Ordinanza in parola. Ciò al fine di escludere il possibile cumulo tra la gli emolumenti derivanti dalla borsa di studio e quelli previsti dall’incarico di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’Ordinanza in questione”.

Si tratta, pertanto, dell’ennesimo provvedimento con il quale la formazione specifica in Medicina Generale risulta svilita e i colleghi in formazione privati del percorso formativo che meritano, in quanto tali attività non rientrano tra quelle previste nel corso di formazione e non consentono ai futuri medici di medicina generale di  acquisire le competenze necessarie.

I corsisti dovrebbero avere, quindi, la possibilità di svolgere tali attività al di fuori delle ore di formazione (anche con permessi speciali al di fuori del 30 giorni di assenza, senza interruzioni del periodo formativo), percependo una retribuzione ulteriore rispetto alla borsa di studio e non vedendo quest’ultima ridursi proporzionalmente.

Riteniamo sia più equo dare in via prioritaria l’opportunità di collaborare a tali iniziative ai medici esclusi dai percorsi di formazione e solo subordinatamente ai medici in formazione in medicina generale e senza che queste attività compromettano in alcun modo il loro percorso formativo nè che vengano svolte a titolo gratuito.

 

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