Author Redazione SIGM

In Primo Piano

Comunicato congiunto della Conferenza Stampa sulla Formazione Medica “Criticità e Orizzonti”

In data 13 Marzo il Segretariato Italiano Giovani Medici S.I.G.M ha presieduto, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, ad una conferenza nella quale sono state attenzionate le criticità impellenti relative alla formazione ed alla Professione Medica in genere. All’ordine del giorno della discussione: accesso allo studio e nella fattispecie alle Scuole di Medicina e Chirurgia, l’abilitazione alla Professione Medica, l’accesso al post-lauream ed il regionalismo differenziato in Sanità. Il tavolo tecnico, organizzato dal “Forum Sanità Giovani Democratici”, ha potuto contare della presenza e condivisione di intenti da parte di diverse associazioni di categoria (SIGM, GD, Federspecializzandi, ALS, CLDS) e di una rappresentanza del CNSU. L’incontro, aperto a tutti i partiti, ha visto nel ruolo di moderatore il Vice -coordinatore del Forum Sanità GD, Dr. Giovanni Romualdi, inoltre hanno preso parte attivamente all’evento non solo gli On. Vito De Filippo e Paolo Siani e i Sen. Paola Boldrini e Stefano Collina in orbita al PD ,ma anche la Sen. Paola Binetti (UDC), l’On Marcello Gemmato (FDI), l’On. Manuel Tuzi (M5S) e per quanto concerne il mondo Accademico il Vice Presidente della Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia,Prof. Giuseppe Familiari; segno tangibile di quanto le criticità relative alla formazione Medica e professionale siano sentite e necessitino di attenzione. La posizione del SIGM è stata rappresentata dal Dott. Gaetano Tumbarello, Responsabile Nazionale per la Comunicazione e Ufficio Stampa, che ha chiesto, provocatorio: <<“Dove va la Sanità? Curiamo la miopia dovuta alla non lungimiranza figlia di cattive programmazioni sanitarie”>>. Nei pochi minuti a disposizione abbiamo cercato di toccare le problematiche più pressanti dell’accesso alla formazione post-lauream, quale la necessità di risoluzione immediata dell’imbuto formativo, svilente e grande minus per l’aspirante specialista o medico di medicina generale, la necessità di una tempestiva programmazione con prospettiva almeno decennale del numero di accessi al corso di Laurea pari al numero di contratti/borse per la formazione post-lauream, la riqualificazione del corso di formazione specifica in medicina generale in vera e propria specializzazione con una creazione di skills tali da garantire un core curriculum omogeneo, la creazione di un concorso unico con unica graduatoria di merito per Specializzazioni-MG in modo da evitare inutile spreco di borse e quindi risorse, la difesa della qualità della formazione medica che passi attraverso un miglioramento degli standard di accreditamento atti a garantire alla popolazione italiana una sanità di valore. Positivo il riscontro, ma deve essere, oggi più che mai, il momento del fare, lontani da logiche personalistiche e scevri da logiche di partito. Al link il comunicato congiunto redatto dal tavolo tecnico, comprensivo di tutti gli interventi esposti.

Specializzazione

Continuano le procedure di presentazione delle istanze di accreditamento delle Scuole di Specializzazione. Il punto dei Giovani Medici

Mancano pochissimi giorni all’inizio della valutazione da parte dell’Osservatorio Nazionale delle proposte di Scuola che arriveranno, ma stiamo già lavorando per fare in modo che quanto accadrà nelle fasi successive alla valutazione possa tutelare la regolare prosecuzione del corso di studio degli specializzandi iscritti e non solo. Infatti, abbiamo chiesto e continueremo a farlo che: 1. quanto indicato dalla Nota Direttoriale del 16.10.2017 “Indicazioni operative relative al trasferimento di specializzandi iscritti presso Scuole di Specializzazione di area medica non accreditate” possa valere anche in questa edizione e che possano essere ricomprese nella stessa anche le Scuole con ACCREDITAMENTO PROVVISORIO che in questa tornata saranno RICOMPRESE nelle reti formativi di Scuole di altre sedi. Resta il problema per gli specializzandi vincitori di BORSA REGIONALE presso Scuole che non saranno accreditate. Infatti qualora nella stessa Regione non siano presenti Scuole accreditate della stessa tipologia, ad oggi il loro trasferimento presso sedi accreditate non risulta garantito. Come per le scorse volte ci faremo interlocutori con le Regioni affinché si possano trovare soluzioni idonee a favore dei colleghi che rientrano in questa fattispecie;2. gli Atenei garantiscano l’avventura NOTIFICA dell’esito dell’acccreditamento delle Scuole agli specializzandi iscritti alle stesse;3. le RETI FORMATIVE di ciascuna Scuola siano rese PUBBLICHE prima della momento della scelta del prossimo concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione;4. i QUESTIONARI compilati dagli specializzandi, seppur in maniera aggregata, siano anch’essi pubblicati prima della momento della scelta del prossimo concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione.5. venga rispettato il cronoprogramma per non ritardare l’emanazione del bando per il prossimo concorso SSM 6. alle scuole di Specializzazione con migliori performance formative vengano assegnati un maggior numero di contratti di formazione È grande la preoccupazione sui tempi e le forze che l’Osservatorio Nazionale avrà a disposizione per portare a termine questo difficile compito.L’auspicio è che, terminando con questa edizione il periodo di  introduzione di questo nuovo e complesso sistema a tutela della qualità della formazione, l’Osservatorio possa essere dotato dell’infrastruttura di supporto più opportuna per poter affinare e ottimizzare l’importante percorso già iniziato. In questa fase sarà nostra premura continuare a segnalare situazioni di criticità, seguire da vicino quanto si farà e soprattutto supportare i colleghi di tutte le sedi. Per DUBBI, CHIARIMENTI e SEGNALAZIONI continuate a scriverci in privato o su presidente@giovanemedico.it

In Primo Piano

I GIOVANI MEDICI CHIEDONO RISPOSTE TEMPESTIVE SULLA LAUREA ABILITANTE ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE

COMUNICATO CONGIUNTO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI S.I.G.M, DEL COMITATO NAZIONALE ASPIRANTI SPECIALIZZANDI C.N.A.S., DELLA CONFEDERAZIONE DEGLI STUDENTI C.D.S. E DEL COORDINAMENTO LISTE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO C.L.D.S. SU LAUREA ABILITANTE L’approvazione del D.M. del 9 maggio 2018 n. 58. del MIUR, regolamentante le nuove modalità di svolgimento degli Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione medico-chirurgica, e lo stralcio della sua proroga, inserita all’interno del dl semplificazioni, vedrebbero le nuove modalità di svolgimento in vigore dalla sessione di luglio 2019.   Le Sigle firmatarie chiedono una proroga dell’applicazione del D.M. del 9 maggio 2018, n. 58. a decorrere dalla sessione di esame di luglio 2020. Riteniamo opportuno che per questa sessione la prova si svolga secondo le vecchie modalità, per non gravare sugli esaminandi, non opportunamente preparati all’introduzione della nuova normativa. Richiediamo a tal fine la tempestiva emanazione di note ministeriali ufficiali circa i tempi di pubblicazione del bando di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo della I sessione dell’anno 2019, al fine di non compromettere l’inizio del tirocinio clinico di tre mesi previsto per aprile e di non ostacolare la partecipazione dei laureati al concorso di accesso alle scuole di specializzazione del 2019.   Si ritiene necessario inoltre, per le sessioni d’esame a decorrere dall’anno 2020, che venga reso omogeneo il regolamento del tirocinio pratico-valutativo pre-laurea valido ai fini dell’esame di Stato, di modo che garantisca opportuni livelli di qualità formativa. Ad oggi, secondo quanto emerso dall’analisi della Conferenza Permanente dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, il tirocinio pratico richiesto dal Decreto Fedeli sarebbe previsto solo in pochissimi poli Universitari, rendendo necessario ricorrere a modalità provvisorie e discutibili che suppliscano a quanto richiesto ed accentuando peraltro le differenze già esistenti a livello di core curricula tra i diversi Atenei. Non viene inoltre considerato il problema del tirocinio pratico di studenti appartenenti a ordinamenti precedenti al vigente (NODbis), non prevedenti lo svolgimento di un tirocinio medico-chirurgico durante il corso di laurea.   Pur constatando il tentativo di adeguamento al contesto europeo nella riduzione dei tempi di ingresso nel mondo del lavoro, riteniamo che una adeguata applicazione del decreto necessiti di un riordino del sistema formativo-professionalizzante, coordinando gli Atenei per conformarsi alle nuove modalità. Riteniamo che tale riordino debba comprendere: – una calendarizzazione dei tirocini clinici all’interno dei semestri formativi e la definizione di obiettivi professionalizzanti da certificare su apposito libretto-diario; – l’istituzione di una commissione validatrice degli stessi, attualmente prevista per il post- laurea, ma non per il pre-laurea. – la corretta e anticipata informazione degli studenti circa le effettive nuove modalità di svolgimento della prova scritta – l’istituzione di una commissione nazionale atta a redigere la prova scritta, con l’attenzione che essa sia sì valutativa delle competenze del concorrente, ma che non vada a costituire un ulteriore blocco nel percorso di immissione nel campo del lavoro, aggravando il già drammatico imbuto formativo.   Le nostre Associazioni invitano i Ministeri interessati ad investire in risorse umane ed economiche nella programmazione e nel miglioramento della qualità del percorso formativo puntando ad una laurea realmente abilitante, alla quale il DM 58/2018 supplisce solo parzialmente. Riteniamo infatti che il percorso di laurea, da solo, dovrebbe dotare lo studente di un curriculum qualificante ed omogeneo sul territorio nazionale, condizione possibile mediante l’aggiornamento del core curriculum del corso di laurea di medicina e chirurgia e l’eliminazione dell’esame di stato.   Auspichiamo pertanto da parte del MIUR l’istituzione di un tavolo tecnico con la compartecipazione, fra i vari attori, delle Associazioni di rappresentanza giovanili, agendo nell’interesse della formazione di professionisti che sappiano far fronte alle esigenze di Salute in costante evoluzione del nostro Paese, a cui dovrebbero corrispondere adeguati standard del Sistema Sanitario Nazionale.   Associazione Italiana Giovani Medici S.I.G.M Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi C.N.A.S Confederazione degli Studenti C.d.S. Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio C.L.D.S

In Primo Piano

III Conferenza Nazionale dei Giovani Medici. A dieci anni dalla nascita del SIGM tracciamo bilancio e road map per il futuro

Bari, 3 marzo 2019 In occasione dei 10 anni dalla nascita del SIGM, tracciamo il bilancio di questi anni e la road map per il nostro futuro. A dieci anni dalla sua nascita, proprio a Bari dove si è celebrata il 2 e 3 Marzo scorsi la terza Conferenza Nazionale dell’Associazione, tutti noi Giovani Medici del SIGM vogliamo ribadire che la forza della nostra associazione rimane la relazione diretta e capillare con i Colleghi sull’intero territorio nazionale, armonizzata con la rappresentanza eletta assicurata negli Organi istituzionali, sulla base di un forte rapporto fiduciario a livello locale, regionale e nazionale. Un ulteriore elemento qualificante la nostra azione quotidiana risiede nell’essere espressione di tutte le componenti dei giovani medici, siano esse attive nelle corsie degli ospedali, nel territorio o nelle università, nell’ambito della ricerca o della primary health care. Vivendo quotidinanamente la complessità dell’intero sistema formativo e professionale medico,  raccogliamo le nuove sfide circa l’accesso alla formazione, la qualità della stessa, le istanze dei camici grigi e dei neo-specialisti. Se da un lato la nostra rappresentanza assicura competente propositività nelle appropriate sedi istituzionali, dall’altro restiamo in continuo ascolto delle singole istanze che i colleghi rappresentano e ci presentano. Al netto dei sensazionalismi e dei proclami che molti avocano nella realizzazione dei propri successi, sul piano istituzionale, spesso, le modifiche che proponiamo richiedono tempi di confronto e implementazione molto lunghi e non si traducono, quindi, in immediati cambiamenti, apprezzabili nel breve tempo. Il vero cambiamento, specie quello culturale, necessita dei tempi giusti. Nonostante ciò, rivendichiamo la forza della goccia che erode la roccia e il nostro coerente e tenace impegno nel corso degli anni. La risoluzione delle problematiche, evidenziate a livello locale dai colleghi con cui abbiamo costruito un rapporto fiduciario, risulta invece più tangibile nelle quotidiane battaglie vinte per il rispetto dei diritti e l’applicazione delle norme. Rivendichiamo la nostra autonomia rispetto a qualsiasi influenza partitica e sindacale, non avendo la nostra rappresentanza alcuno spirito personalistico e autoreferenziale. D’altro canto, non siamo più disposti a delegare il nostro futuro a una generazione di professionisti che, finora, per gli interessi di pochi a mantenere lo status quo, non ha osato soluzioni lungimiranti e in linea con le nuove esigenze epidemiologiche della popolazione e i bisogni formativi di una classe medica sempre più preparata e distante da vecchie logiche consociative o di subalternità. Le giovani generazioni hanno il diritto di essere adeguatamente rappresentate e di poter partecipare ai processi decisionali che, in primis, impatteranno sulla propria vita professionale. Esse stanno dimostrando sempre più consapevolezza delle criticità proprie  del nostro Servizio Sanitario Nazionale, nonché responsabilità sociale e visione a lungo termine nella proposta di soluzioni efficaci. Riteniamo che la componente giovanile negli organi di rappresentanza sia tutt’oggi poco valorizzata, sia in termini di equa rappresentatività  che, soprattutto,  in relazione al contributo che  i più giovani – cioè coloro che vivranno e manterranno in vita il nostro S.S.N –  possono dare nella lettura delle moderne e future esigenze organizzative del sistema, dei diversi bisogni di salute della popolazione, del cambio dei paradigmi culturali che il nuovo millennio impone. A titolo di esempio, in FNOMCeO le componenti giovanili sono nominate e confinate in organi consultivi. In Assemblea ENPAM, vi è la presenza di un unico giovane eletto tra i contribuenti della quota A sugli oltre 180 componenti, risultando di tutta evidenza una scarsa rappresentatività di una categoria, quella giovanile, che rappresenta  un gran numero di contribuenti. Da quanto descritto emerge nettamente  la pochezza  di spazi reali di azione e confronto, utili concretamente a  poter fornire il punto di vista delle giovani professionalità mediche, determinando una totale impossibilità nel direzionare le politiche degli organi e delle istituzioni della nostra professione. Aperti come sempre a qualsiasi nuovo contributo, in virtù della volontà di un confronto costruttivo orientato alla risoluzione delle problematiche dei giovani medici, mai come in questo periodo sotto attacco, in occasione della Terza Conferenza Nazionale dei Giovani Medici organizzata a Bari, abbiamo voluto ascoltare il punto di vista delle Istituzioni, attraverso la partecipazione di rappresentanti di forze politiche di diverso orientamento, e avviare un confronto con le altre realtà portatrici di interessi comuni. La delicatezza del momento storico impone una collaborazione sinergica e tesa al lungo periodo, priva di protagonismi, per far fronte comune alle serie problematiche emerse. Il confronto si è concentrato sulla necessaria programmazione degli accessi e della qualità della formazione pre e post-laurea e sul ruolo della Professione. Su questi temi esprimiamo di seguito la nostra ferma posizione, convinti che non sia possibile trovare soluzioni populiste, atte solo a raccogliere consensi immediati e a posticipare o evitare possibili soluzioni reali.

Formazione

Accesso programmato a Medicina: la posizione di SIGM e CNAS

Il Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi e il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) apprendono a mezzo stampa dell’audizione avvenuta in VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati sulla proposta di revisione dei termini di accesso alla Scuola di Medicina e Chirurgia avanzata dal Rettore di Ferrara, prof. Zauli, che prevedrebbe l’iscrizione di 600 studenti al I anno di corso di laurea senza alcuna selezione in ingresso e il prosieguo legato al superamento di tre esami al primo semestre con media aritmetica di almeno 27 trentesimi. Si esprime profonde perplessità su qualsiasi proposta che non tenga conto di una programmazione quantitativa e qualitativa del fabbisogno di medici e professionisti sanitari ai fini della definizione del numero degli studenti ammessi a frequentare il percorso di studi in Medicina e Chirurgia. Selezionare il contingente del numero di studenti da ammettere a Medicina, o peggio, basandosi esclusivamente sul potenziale formativo delle università, peraltro sovradimensionato, utilizzare la media degli esami e il numero degli esami superati e arrivare a proporre, per riassorbire un numero di medici nettamente incrementato, va a discapito della qualità dei percorsi di formazione post-lauream, comportando un rapporto tra docenti e discenti nettamente a sfavore dei primi. Il ruolo dell’Università nella formazione medica è quello di rispondere, con qualità e in termini numericamente adeguati, al fabbisogno formativo di medici e professionisti sanitari, che a sua volta dovrebbe essere funzionale al bisogno di Salute espresso dalla popolazione italiana, e non, a scopo demagogico, soddisfare la pressione di migliaia di studenti che aspirano al percorso di formazione in Medicina e Chirurgia. Il ventilato meccanismo di svolgimento degli esami, inoltre, sembra lungi dall’assicurare l’imparzialità dei risultati e non fornisce garanzie sul corretto svolgimento della prova d’esame. Imparzialità, meritocrazia e oggettività sono criteri irrinunciabili per stabilire le corrette modalità di accesso al CdL di Medicina e Chirurgia, condizioni che troverebbero riscontro soltanto nell’utilizzo di quesiti prodotti da enti terzi e mediante correzione centralizzata degli elaborati attraverso un sistema che garantisca l’anonimato, procedimenti che il test d’ingresso attuale impone. Inoltre, in assenza di un limite al numero di posti disponibili ma al cospetto della sola necessità di raggiungere un valore soglia per l’ammissione, il rischio di collaborazione fra studenti risulterebbe altissimo, richiedendo controlli serrati in ciascun ateneo. In ultimo, in considerazione del numero di candidati dell’ultima selezione nazionale per i corsi di medicina e Chirurgia in rapporto agli studenti ammessi a frequentarlo, le Università si troverebbero ad accogliere un numero di studenti pari a 7, se non 8 volte il volume attualmente ospitato. Qualora non venisse garantito a tutti gli studenti iscritti il diritto di seguire le lezioni frontali e di interagire con il corpo docente la proposta non farebbe altro che sostituire con 3 esami, soggetti al controllo dei professori, il test unico a numero programmato a correzione centrale. Siffatta soluzione all’ “imbuto formativo” pre-laurea, pertanto, si fonda su un accesso non programmato, e quindi incontrollato, alla formazione medica con la prospettiva dell’immissione nel mercato del lavoro di un numero esorbitante di medici, per di più non adeguatamente formati. Non a caso, si assiste al fiorire di petizioni online contro la proposta del Rettore di Ferrara, che hanno avuto origine dagli studenti in medicina dell’Università di Ferrara (http://chng.it/ctsKyWYLFt). Ricordiamo, inoltre, che la denunciata carenza di medici non è nel pool di medici laureati ma degli specialisti che mancano: l’urgenza è attualmente a carico dell’imbuto post-lauream e qualsiasi altro provvedimento che sposti l’attenzione su un altro momento del percorso formativo è segno di mancanza di consapevolezza del problema. Ancora sottolineiamo che a causa dei provvedimenti della giustizia amministrativa negli anni passati, il numero di ingressi ai Corsi di Laurea a numero chiuso è stato superiore a quanto programmato, e che tale incremento non ha trovato corrispondenza nell’aumento dei contratti per la formazione postlaurea.  Pertanto il mancato rispetto della programmazione è un evento che determina un danno non solo a carico del Sistema Sanitario Nazionale ma anche della futura classe medica. SIGM e CNAS ribadiscono assoluta contrarietà a qualsiasi manovra che reintroduca discrezionalità nella valutazione dei candidati e che rischi di far scadere la qualità della formazione erogata. Si ritiene, inoltre, che il sistema Universitario debba porsi come obiettivo il continuo miglioramento dei propri percorsi didattici e che si interroghi profondamente sulla direzione verso cui sta andando: le soluzioni al ribasso rischiano di far implodere un sistema che dovrebbe giovarsi, invece, di una tensione al continuo miglioramento, in un’ottica di sostenibilità e programmazione.  

Formazione

GIOVANI MEDICI SIGM: “No al Regionalismo Differenziato. Sì ad una Sanità omogenea ed universale e ad una formazione di qualità”

GIOVANI MEDICI SIGM: “No al Regionalismo Differenziato. Crediamo in una Sanità omogenea ed universale e che garantisca la stessa assistenza in ogni angolo del nostro Paese. Per ottenere questo obiettivo è necessaria una formazione di qualità che non deroghi al raggiungimento di standard minimi!”   Nel merito delle riflessioni recentemente diffuse a mezzo stampa dall’Osservatorio Giovani della FNOMCeO circa le implicazioni negative per il Servizio Sanitario Nazionale pubblico, equo e solidale, derivanti dall’ipotesi di introduzione di un regionalismo differenziato, pur condividendo le preoccupazioni espresse per le potenziali ricadute sulla formazione medica pre e post-lauream, l’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ritiene opportuno ribadire pubblicamente quanto segue. I Giovani Medici (SIGM) hanno da sempre sostenuto in tutte le sedi la necessità di sostenere un sistema formativo di riferimento per i medici e le professioni sanitarie universale ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, fermo restando le fisiologiche differenze di contesto, e che sia tale da garantire agli aspiranti medici adeguati standard di qualità della formazione su tutto il territorio nazionale, a garanzia della salute di tutti i cittadini italiani.   A tal fine, il SIGM ha sostenuto e continua a sostenere l’attuale sistema di accreditamento delle scuole di specializzazione di medicina, che ha adottato ed introdotto standard e requisiti minimi ed indicatori di performance assistenziali e formative (decreto interministeriale 402/17) in linea con quanto richiesto ai fini della spendibilità del titolo nel contesto dell’Unione Europea. Siamo alla vigilia del completamento del primo ciclo di accreditamento delle scuole di specializzazione di medicina e, a conclusione del primo triennio, riteniamo un grave errore concettuale ipotizzare di “salvaguardare” l’esistenza di scuole di specializzazione che risultassero inottemperanti rispetto ai criteri di qualità previsti dalla Riforma dell’accreditamento. Né riterremmo in alcun modo di avallare qualsivoglia ipotesi di “correggere” in corso d’opera i criteri di qualità al fine di preservare realtà formative che, negli anni, hanno dimostrato di non poter garantire performance adeguate in maniera autonoma. Tali scuole di specializzazione andrebbero riconfigurate all’interno delle reti formative delle scuole che dimostrino un accreditamento pieno. Pertanto, rivolgiamo un appello ai Ministri dell’Università e della Salute affinchè si facciano garanti di tale percorso di accreditamento, dotando l’Osservatorio Nazionale di una tecnostruttura dedicata e rendendo più efficace l’azione di monitoraggio capillare ad opera degli Osservatori Regionali, che a tal proposito dovrebbero essere presieduti da componenti terzi rispetto alle Università. Inoltre, ai fini della prossima procedura di accreditamento chiediamo che vengano presi in debita considerazione anche i risultati della survey sull’opinione degli specializzandi in tema di qualità della formazione e dei servizi erogati dalle scuole di specializzazione che, da quanto ci è dato sapere, ha riscontrato un’adesione senza precedenti da parte degli iscritti alle scuole di specializzazione. Chiediamo, altresì, che vengano rese pubbliche le valutazioni delle singole scuole di specializzazione e che alle scuole di specializzazione che documentino migliori performance formative venga assegnato un maggior numero di contratti di formazione, nel rispetto del potenziale formativo delle singole scuole. I Giovani Medici (SIGM) in ultimo, ma non da ultimo, fermo restando che l’accesso programmato sia un valore da preservare, laddove questo sia costruito sul bisogno di salute espresso dalla popolazione, credono che debba essere garantito a quanti intendano intraprendere il percorso della formazione medica un continuum formativo-professionalizzate, dall’accesso ai corsi di laurea, alla prosecuzione con la formazione post-lauream ed all’accesso al mondo del lavoro. In tal senso, un modello virtuoso di ingresso alla formazione post-lauream cui guardare con interesse è quello in adozione in Francia.    

Specializzazione

Emendamenti Concorso di Specializzazione: i chiarimenti dei Giovani Medici

Intendiamo richiamare l’attenzione su un emendamento in tema di formazione medica specialistica, recentemente presentato in seno al Decreto Legge di Semplificazione http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=18&id=1094568&idoggetto=1095835 Da sempre la nostra Associazione è a favore della trasparenza. Non a caso, negli scorsi anni, ha sostenuto in prima linea la riforma dell’accesso alle Scuole di Specializzazione, fondata su un concorso a graduatoria nazionale. E siamo, ancora oggi, impegnati per richiedere la semplificazione degli standard organizzativi delle prove di accesso alle SSM. Pertanto, non possiamo che accogliere favorevolmente qualsivoglia emendamento che preveda la pubblicazione, prima dello svolgimento delle prove concorsuali, del numero di contratti di formazione specialistica abbandonati nel corso dell’anno accademico precedente (cosa peraltro parimenti richiesto dalla nostra Associazione in passato (https://drive.google.com/file/d/1Jz4JgrQ5qqr2ZLREi2uYwEEhzt4pgY9f/view).   Tuttavia, è bene fare alcune precisazioni a beneficio di giovani medici aspiranti specializzandi. In verità, già dal 2014, tale aspetto è regolamentato nei Bandi di accesso alle scuole di specializzazione, laddove è stabilito quanto segue:   1) Premesse: “VISTA la nota del 4 aprile 2018 prot. n. 10781 con la quale il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con riferimento alla coorte di specializzandi iscritti agli a.a. precedenti all’a.a. 2017/2018, ha comunicato al Ministero dell’Economia e Finanze l’ammontare della spesa prevista per l’A.A. 2017-2018, comprensiva anche delle sospensioni, relativa alla corresponsione dei contratti di formazione medica specialistica già in essere, al netto della quale risultano attivabili con risorse statali n. 6.200 contratti di formazione medica specialistica per l’A.A. 2017-2018;2   2) Articolo 10: […] “I contratti di formazione specialistica eventualmente resisi liberi sono oggetto, compatibilmente con le procedure ministeriali in atto, di riassegnazione nell’ambito del contingente dei contratti di specializzazione per i successivi anni accademici.” Nonostante ciò, in passato è stato fatto notare come non ci sia corrispondenza tra il numero di contratti abbandonati/non assegnati nell’anno accademico precedente e quello dei contratti rimessi a bando nell’anno accademico successivo. Come mai accade?   Anche questo è già in parte spiegato nel bando, sempre nelle premesse: “TENUTO CONTO che parte delle risorse residue relative all’a.a. 2016-2017 sono state accantonate, in via prudenziale, a copertura delle eventuali spese a carico dello Stato per il finanziamento dei contratti di formazione medico specialistica quale conseguenza di una eventuale soccombenza del Ministero nel contenzioso instaurato avverso la procedura concorsuale relativa all’a.a. 2016/2017;” (http://www.miur.gov.it/documents/20182/6487429/DECRETO+N.+1208+DEL+17+MAGGIO+2018.pdf/f9b6cab8-505b-49cc-ab45-af45d70237fc?version=1.0)   Ma vi sono non altri meccanismi di natura amministrativo-contabile che riteniamo opportuno spiegarvi di seguito. Giova spiegare, innanzitutto, che la contabilità nella Pubblica Amministrazione segue l’anno solare (inizio 1 gennaio e scadenza 31 dicembre) e non certamente quello accademico. Per di più, l’anno accademico di riferimento per le scuole di specializzazione è sfalsato di un anno indietro nel tempo (gli attuali neospecializzandi risultano iscritti all’a.a. 2017/2018, con inizio delle attività assistenziali il 1° novembre 2018). Laddove, ad esempio, si sia registrata nel precedente anno accademico una rinuncia in corso d’opera, non è detto che le corrispondenti economie liberatisi, a causa di ineludibili passaggi economico-contabili e del predetto disallineamento, possano essere immediatamente disponibili in tempo per il successivo bando di specializzazione. Infatti, lo Stato centrale trasferisce le somme spettanti alle Università tramite il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), con cadenza annuale. Ogni coorte di specializzandi ha iniziato la propria attività in anni differenti: può accadere che un medico in formazione specialistica rinunci all’inizio dell’anno accademico, ma può anche accadere che rinunci ad anno iniziato, o magari a ridosso del 31 Dicembre quando la contabilità solare è già chiusa (in molti casi, se vi rivolgete alle vostre Segreterie, vi rendete conto che la contabilità chiude già nelle prime settimane di Dicembre, per poi riaprire a Gennaio). Qualora accada una situazione del genere, la rinuncia viene contabilizzata ancora per l’anno successivo, cioè nel concorso che viene bandito due anni dopo l’effettiva rinuncia. In altre parole, se si registra la rinuncia di un contratto entro un termine temporale utile, ovvero tale da allinearsi con le scadenze amministrative, allora in linea teorica si potrebbe disporre delle economie per l’anno successivo. Ma se, come invece avviene spesso, tale rinuncia è troppo a ridosso della scadenza dell’anno solare (31 dicembre) o se scavalla nell’anno solare successivo, tali economie non sono immediatamente recuperabili dalla Stato. Ne consegue, pertanto, che le Università non “conservano” tali somme, nè sono autorizzate ad utilizzarle per finalità diverse da quelle della formazione medica specialistica. Semmai, parte di tali fondi residuali (ma potrebbe accadere tutti) sono utilizzati dalle Università, di concerto con il MEF ed il MIUR, per coprire le spettanze relative al recupero della formazione da parte delle giovani colleghe che esercitano il diritto del congedo di gravidanza, ovvero da parte di tutti quei colleghi che siano costretti ad assentarsi dalla formazione/lavoro per periodi superiori ai 40 giorni. Queste colleghe e questi colleghi dovranno recuperare la formazione in coda all’anno di riferimento, percependo di diritto la parte fissa della retribuzione. Ne consegue che, di anno in anno, attraverso il FFO lo Stato trasferisce alle Università le risorse spettanti al netto delle risorse residue, recuperando, laddove necessario, le risorse non effettivamente erogate dall’Università, anche se risalenti.   Alla base di tutto, al di là della complessità di tali passaggi, la garanzia che le risorse residuali destinate ai contratti di formazione medica specialistica non vengano “distratte” per altre finalità, deriva dal fatto che nel bilancio statale esiste un capitolo di spesa dedicato ai contratti di formazione specialistica e, pertanto, a quello si deve fare riferimento. Ed ogni eventuale storno, non potrebbe che avvenire tramite espresse disposizioni in sede di bilancio dello Stato. Non ci risulta che, almeno negli ultimi 10 anni, una siffatta fattispecie si sia mai verificata, anzi, il capitolo del spesa, a partire dall’anno accademico 2012/2013 è stato sempre progressivamente implementato.   In conclusione, ben venga la trasparenza, ma sia altrettanto benvenuta una rappresentanza competente e responsabile, tale da fornire ai medici in formazione specialistica ed agli aspiranti Specializzandi informazioni complete ed esaustive. Il rischio, altrimenti, è quello di scadere in  annunci sensazionalistici o, addirittura, di dare informazioni distorte rispetto alla verità fattuale. Nel caso dell’emendamento in questione, pertanto, non è per nulla detto che rendere note “per legge” quante e quali risorse siano residuate dalla rinunzia, ovvero dalla non assegnazione, di contratti nel corrente anno accademico, possa tradursi, nel prossimo bando di concorso, in una pedissequa disponibilità di tali somme per stanziare contratti aggiuntivi.   Il Segretariato Italiano Giovani Medici

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GRANDE DELUSIONE DEI GIOVANI MEDICI PER IL DL SEMPLIFICAZIONI

  L’Associazione Italiana dei Giovani Medici (SIGM), insieme al Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU) e a FederSpecializzandi esprime forte preoccupazione circa l’emendamento prevede accesso a concorsi in Medicina d’Urgenza anche senza specializzazione del DL Semplificazioni. COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ISCRIZIONE CONCORSI ACCETTAZIONE E URGENZA SENZA TITOLO Abbiamo appreso a mezzo stampa che la maggioranza di Governo ha presentato una proposta per permettere ai medici che abbiano maturato almeno quattro anni di esperienza in area di emergenza-urgenza negli ultimi dieci, di accedere, anche in assenza di diploma di specializzazione, ai concorsi per la Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza.Leggiamo la notizia con frustrazione, delusione, rammarico e rabbia, ma non con sorpresa.La frustrazione nasce dal fatto che mille parole siano cadute nel vuoto, inascoltate. La frustrazione nasce dal fatto che mille parole siano cadute nel vuoto, inascoltate.Dopo aver evidenziato per anni le criticità nel settore dell’emergenza, quest’estate avevamo inviato al Sottosegretario alla Salute Prof. Bartolazzi una serie di proposte per migliorare la situazione di carenza cronica, poi riprese anche da un nutrito gruppo di colleghi su Quotidiano Sanità. Per rendersi conto del quadro di carenze drammatiche di figure specialistiche per l’emergenza-urgenza e in presenza di stime catastrofiche, vogliamo ricordare che la scuola di specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza esiste solo dal 2008-2009 e a partire dal 2014 sono stati immessi sul mercato del lavoro circa 300 specialisti addestrati specificatamente a gestire le urgenze e le emergenze, sia all’interno dell’ospedale che sul territorio, a fronte di circa 2800 Anestesisti e 1600 Chirurghi Generali. Nonostante alcuni incrementi, il finanziamento nell’ultimo concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina d’emergenza-urgenza è stato di soli 162 contratti ministeriali: un numero del tutto insufficiente, anche nel caso di un sistema a regime, considerando che sul territorio nazionale sono presenti 844 PS/DEA, di cui 513 di base e 331 ad alta complessità e 76 centrali operative di emergenza territoriale con sedi di automediche/ambulanze medicalizzate/elisoccorso. Sicuramente la situazione che l’attuale Governo ha ereditato è il frutto di un decennio di una politica miope sia delle Istituzioni centrali che locali. L’adozione di soluzioni inadeguate, stabilmente provvisorie, e la contemporanea assenza di provvedimenti strutturali, di fatto, rende però gli attori attuali allo stesso modo responsabili. Sappiamo che qualcuno potrà obiettare che, proprio perché il problema della carenza degli specialisti nei PS è reale e improcrastinabile, occorre intanto attivarsi anche con soluzioni immediate e temporanee. Ci teniamo però a sottolineare una cosa: attualmente, sono 28 le specialità che garantiscono la possibilità di essere assunti come medici di Pronto Soccorso, eppure si denuncia una cronica assenza di candidati ai concorsi e una fuga sistematica di coloro che già lavorano nei PS. Nessuno si chiede il perché? Come già espresso in precedenza, la risposta sta a valle dell’intera filiera formativa: condizioni di lavoro massacranti, assenza di una remunerazione in proporzione al carico di lavoro (fino a 6-8 notti al mese, festivi e superfestivi compresi), mancanza di sbocchi universitari e di altri ambiti di carriera. L’emendamento al DL Semplificazioni prova a tamponare l’emergenza sfruttando le condizioni critiche raggiunte, ma continua a ignorare deliberatamente interventi strutturali che mirino ad aumentare la qualità del lavoro: facendo ciò, si mortificano sia coloro che si sono avviati in un percorso di formazione mai davvero valorizzato, sia coloro che per anni hanno lavorato senza specializzazione e che accetteranno le attuali condizioni contrattuali, da cui tutti fuggono, pur di stabilizzarsi. Ciò che viene proposto penalizza inoltre il merito: quale incentivo avrebbe il neolaureato a specializzarsi e ad acquisire specifiche competenze? Perché mai partecipare ad un concorso altamente selettivo, trasferirsi in un’altra città, spesso in un’altra Regione, per frequentare una scuola di specializzazione impegnativa, di cinque anni, che richiede sacrificio ed abnegazione? Quale cittadino si sentirebbe tranquillo a farsi operare da un medico non specializzato in chirurgia? Chi si sottoporrebbe a coronarografia praticata da un medico non specializzato in cardiologia? E allora perché in Pronto Soccorso dovrebbe essere differente? Non vogliamo mancare di fiducia nei confronti dei Colleghi che non hanno avuto negli anni la possibilità di formarsi: anche loro sono vittime di politiche lavorative e di programmazione dissennate. La nostra è una riflessione di sistema, che punti a tutelare la Salute dei Cittadini, che esigono professionisti di alto livello specie in un contesto delicato come le emergenze, e a valorizzare appieno un sistema formativo ancora in sviluppo. Ancora una volta, dunque, chiediamo a gran voce la necessità di intervenire prioritariamente garantendo: Il miglioramento qualitativo delle condizioni lavorative, per rendere appetibile e valorizzare la figura del medico dell’emergenza-urgenza, caratterizzata da un elevato carico di lavoro e di responsabilità, mediante un incremento della retribuzione e il riconoscimento dello stato di “lavoro usurante”, che permetterà di beneficiare di tutele specifiche. Un aumento adeguato del numero di contratti di formazione in medicina d’emergenza-urgenza; se davvero l’esecutivo volesse risolvere questo problema dovrebbe fornire ALMENO quattromila borse in medicina d’emergenza-urgenza nei prossimi 5 anni (800 all’anno), in accordo alle stime effettuate sulle necessità future. Soluzioni come quella proposta dall’emendamento al DL Semplificazioni sono solo blandi palliativi, e non possono che essere temporanee e provvisorie, limitandosi categoricamente ad un contesto eccezionale di cui le istituzioni devono farsi carico in maniera strutturale. Siamo a disposizione per un confronto plurale e condiviso per discutere ulteriori soluzioni pratiche per la risoluzione delle attuali e future criticità della medicina d’emergenza-urgenza, con l’obiettivo ultimo di tutelare il diritto alla salute dei Cittadini e la qualità del percorso formativo di tanti giovani colleghi. Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU) Associazione Italiana dei Giovani Medici (SIGM) FederSpecializzandi Alexandra Asrow – Italian Ambassador – American College of Emergency Physicians (ACEP)

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I Giovani Medici fanno sentire la loro voce in Commissione Cultura della Camera dei Deputati

Care Colleghe e Colleghi, l’Associazione Italiana dei Giovani Medici (SIGM), è stata oggi in audizione presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, su convocazione delle forze politiche per esprimere la propria posizione in merito a Programmazione, Accesso e Formazione post-laurea.    VEDI IL VIDEO DELL’INTERVENTO –> CLICCA QUI In sede di audizione i Giovani Medici SIGM hanno illustrato le proposte operative  (allegato) in merito ai tre i momenti critici su cui si compone la formazione dei Giovani Medici: l’accesso al corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, la laurea e l’accesso alla formazione post-lauream, l’inizio dell’attività lavorativa. Una programmazione della reale domanda di professionisti della salute svincolata da stime obsolete appare ancora un miraggio perché i fabbisogni stimati non tengono conto dell’evoluzione sociale e demografica della popolazione e si limitano a pure equazioni numeriche per cui è necessario un numero di medici pari a quanti cessano l’attività lavorativa. L’inizio dell’attività lavorativa e il fabbisogno di salute della nostra popolazione devono guidare la programmazione numerica degli accessi alle Scuole di Medicina e Chirurgia. Per quanto concerne invece la selezione dei candidati, sottolineamo l’imprescindibilità del numero programmato: la scelta di posticipare la selezione al secondo anno per l’area medica è puramente politica e dovrà sempre rispettare i principi di imparzialità, trasparenza, sostenibilità e qualità della formazione e della didattica. Per ciò che concerne la laurea abilitante, ancora numerose sono le incognite circa la attuazione e le disposizioni del DM n.58 del 09/05/2018 del MIUR. Sarebbe auspicabile che, in fase di intervento legislativo, la laurea in Medicina e Chirurgia divenisse automaticamente abilitante e che vengano messe in essere soluzioni tampone per le prossime edizioni dell’abilitazione (dalla pubblicazione di un pool di domande note al posticipo di un anno il nuovo metodo di abilitazione). In ultimo, la drammatica situazione dell’accesso al post-laurea, in cui da anni non viene ad essere pareggiato il fabbisogno espresso dalla Conferenza Stato Regioni sui medici specialisti e generici, rendendo sempre più stretto l’imbuto formativo. E’ necessario non solo finanziare un numero di contratti adeguato alle necessità del Paese, ma anche prevenire i fenomeni di abbandono di contratti. In primis, la creazione di una graduatoria unica nazionale per scuole di specializzazione e medicina generale: secondo le nostre stime, il posticipo del concorso di Medicina Generale a Dicembre 2018 avrà conseguenze sanguinose, con un numero di contratti persi che oscillerà tra 800 e 1000 unità; in secundis, prevenire il fenomeno del “salto” da un contratto di specializzazione all’altro, inserendo opportuni correttivi. Ma non solo: va migliorata la struttura del concorso nazionale, consentendo ai candidati di inserire tutte le sedi di tutte le scuole desiderate, superando il meccanismo degli scaglioni, e garantire lo svolgimento delle prove in un’unica sede nazionale per omogeneizzare i controlli e lo svolgimento della prova, oltre alla regolamentazione dell’accesso ai posti riservati SSN. Non è più procrastinabile, inoltre, un potenziamento delle attività dell’Osservatorio Nazionale con uffici dedicati, cruciale per rendere sempre piu’ un diritto cio’ che per anni e’ sembrato un privilegio: un training specialistico adeguato ai requisiti e agli standard europei. L’attuazione del decreto DM 402/2017 con l’implementazione del monitoraggio dei percorsi formativi si inserisce nella scia delle battaglie che da anni la nostra Associazione cerca di perseguire e su cui non  abbiamo intenzione di cedere il passo. E’ fondamentale affiancarlo ad Osservatori Regionali attivi e fattivi, ed è fondamentale tutelare il diritto degli specializzandi ad essere formati adeguatamente, e non ad essere usati, come ogni anno qualcuno cerca di fare, come tappabuchi nelle corsie ospedaliere. Nodi che sembrano ancora troppo stretti da sciogliere e a cui la nostra Associazione sta cercando di sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica : uno sguardo sul passato con occhio vigile sul futuro, questo in Commissione Cultura i nostri rappresentati hanno voluto segnalare, ricordando che nel futuro delle nuove generazioni di medici risiede il futuro dell’intera comunità cittadina. Le risposte dei Deputati che ci hanno accolto in Commissione Cultura, che ringraziamo per l’opportunità di essere ricevuti, segnano l’inizio di una interlocuzione, speriamo proficua. Il messaggio che l’accesso programmato  al Corso di Laurea va difeso e che vanno preservati il merito, la trasparenza e l’oggettività sembra essere stato ben compreso al pari della necessità di rendere automaticamente abilitante il corso di Medicina e Chirurgia al momento della Laurea; e sembra anche che ci sia la volontà di riformare la formazione medica in un’ottica programmatica e progettuale, con un numero di accessi al post-laurea congruo  alle necessità del Paese. Rimaniamo in attesa di visionare i provvedimenti legislativi adottati per poter continuare a dare il nostro Contributo!

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Sentiamo spesso parlare degli Osservatori ma come funzionano veramente?

Il decreto 368\99 prevede l’istituzione di un Osservatorio Nazionale per la Formazione Medica Specialistica che coordini le attività degli Osservatori Regionali. In seno all’Osservatorio Nazionale trovano posto i rappresentanti degli specializzandi, del MIUR e del Ministero della Salute, dei Presidenti delle Scuole di Medicina e Chirurgia e della Conferenza Stato Regioni. In quelli Regionali, invece, siedono i rappresentanti degli specializzandi, i docenti universitari nelle sedi dove insistono le Scuole di Medicina e Chirurgia e dirigenti sanitari delle strutture della rete formativa con il compito di monitorare e vigilare sulla qualità della nostra formazione post laurea. In questi anni però solo poche regioni hanno effettivamente dato vita ad Osservatori Regionali funzionali e pertanto l’Osservatorio Nazionale ha dovuto farsi carico di una mole di lavoro che andava ben oltre le possibilità previste. Ciononostante, grazie anche e soprattutto alle vostre segnalazioni e al lavoro di mediazione della nostra rappresentante in Osservatorio nazionale, molte criticità sono state sanate: l’immagine esplicativa che alleghiamo al presente post spiega, nel particolare, da cosa siamo partiti, cosa abbiamo fatto e quali sono le prospettive future alle quali stiamo lavorando! Noi però non vogliamo fermarci qui: adesso è il momento di rendere capillari gli osservatori regionali! abbiamo disegnato la geografia di quelli già attivi, quelli da attivare e quelli addirittura da istituire, e abbiamo richiesto di provvedere e sollecitare quanto prima le regioni ancora inadempienti! Ne va della nostra formazione!   La mappa allegata restituisce lo stato attuale degli Osservatori Regionali in Italia.. Se sei uno specializzando e vuoi aiutarci a istituire l’osservatorio regionale nella tua regione, questo è il tuo momento! Contattaci qui –> osservatorionazionalesigm@gmail.com e ti daremo tutte le info utili! #accreditamento #osservatori #sitevisits

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