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Diritto alla malattia per i corsisti di Medicina Generale. A seguito della risposta favorevole del Ministero della Salute il SIMeG chiede il parere delle Regioni

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), in una lettera (in allegato in fondo all’articolo) inviata in data 25 luglio 2019, ha chiesto alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome un parere in merito al diritto alle assenze per malattia di durata inferiore a 40 giorni per i medici in formazione in Medicina Generale. Riassunto delle puntate precedenti. A seguito dei chiarimenti ricevuti dal MIUR, su richiesta del SIGM, con la nota del 5 febbraio 2019 (link) che ha precisato che, per i medici in formazione specialistica, le assenze inferiori a 40 giorni, debitamente certificate, non vengano computate nell’ambito dei 30 giorni previsti dall’art. 40, comma 4 del d.lgs. 368/99, quali assenze per motivi personali, il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM ha ritenuto opportuno avere chiarimenti riguardo tale aspetto anche per i corsisti in formazione in medicina generale. Il 14 giugno scorso, il Ministero della Salute, nella figura della Dott.ssa Rossana Ugenti, Direttore delle Professioni Sanitarie e Risorse Umane, in risposta al nostro sollecito (link), ha inviato alle Regioni una nota (link) nella quale ha espresso “orientamento favorevole” al riconoscimento, anche per i medici in formazione specifica in medicina generale, del diritto all’assenza per malattia, al di fuori dei 30 giorni previsti per motivi personali, per periodi inferiori a 40 giorni, senza che ciò determini interruzione della formazione, ritenendo altresì che la questione investa la sfera di competenza delle Regioni e Province Autonome “che necessariamente devono essere interpellate in ordine alla accoglibilità di quanto formulato dal Segretariato di indirizzo”. Restiamo in attesa di risposta da parte delle Regioni riguardo tale questione e vi teniamo aggiornati. richiesta_parere_assenze_malattia_corso_medicina_generale

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SIGM: “NON PIU’ TOLLERABILE IL RITARDO DEI BANDI PER IL CONCORSO DI MEDICINA GENERALE.” LE PROPOSTE DEI GIOVANI MEDICI AL MINISTERO DELLA SALUTE PER UN DECRETO ATTUATIVO CHE SUPERI L’IMPASSE CREATA DAL DL CALABRIA

Ormai quasi alla fine del mese di luglio e all’indomani della pubblicazione della graduatoria per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di Area Medica, il ritardo nell’uscita dei bandi regionali per il test di ammissione al triennio 2019-2022 del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, ma soprattutto la mancanza di informazioni e di chiarimenti in proposito, pone gli aspiranti medici di medicina generale in una situazione di smarrimento. Il ritardo di pubblicazione dei bandi per la prova di ammissione di quest’anno, come segnalato dalle Regioni in una nota, sarebbe dovuto al fatto che la conversione in legge del DL Calabria presenta diverse ambiguità, tali che senza un decreto attuativo ad hoc da parte del Ministero della Salute “qualsiasi formulazione del prossimo bando di concorso per l’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale rischia di essere fonte di notevoli contenziosi”. Alla luce di ciò, per superare le criticità evidenziate dalle Regioni, il SIMeG ritiene che in sede di decreto ministeriale possano essere risolutive dell’impasse le seguenti proposte: DL Calabria effettivo a partire dal prossimo concorso. Il SIGM ritiene che il concorso di cui al DL Calabria dovrebbe essere un concorso che si deve ancora bandire ed espletare. Stesso concorso, due graduatorie. Un unico concorso in cui al momento della presentazione della domanda per la partecipazione alla prova i candidati in possesso dei requisiti devono scegliere se accedere alla graduatoria ordinaria o alla graduatoria riservata. Meritocrazia principio costituzionale da salvaguardare: il decreto attuativo dovrebbe prevedere, all’interno della graduatoria riservata, quale primo criterio di selezione il punteggio conseguito al test e solo secondariamente l’anzianità di servizio; Definizione chiara del numero di borse in sovrannumero finanziate e della redistribuzione su base regionale. A ciò si aggiunge il fatto che si potrebbe avere una riduzione delle borse stanziate per i candidati, non in possesso dei requisiti previsti dal DL Calabria, che superano il test. Le Regioni potrebbero infatti decidere di dimezzare rispetto all’anno precedente il finanziamento delle borse, sfruttando l’accesso, in sovrannumero e senza borsa, di un numero cospicuo di medici secondo i requisiti del decreto in questione. Ciò si tradurrebbe di fatto in un definanziamento della formazione in medicina generale, contrapponendosi allo sforzo compiuto dalle Regioni, nell’agosto 2018, quando si optò per un incremento delle borse stanziate per la Medicina Generale per il triennio 2018-2021, determinando tra l’altro lo slittamento della prova d’accesso e di conseguenza l’inizio delle attività didattiche. Pertanto, in data odierna il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ha inviato al Ministero della Salute e alle Regioni una lettera (link in fondo all’articolo) nella quale chiede l’emanazione urgente di un decreto ministeriale attuativo che, facendo chiarezza sulle criticità sopra esposte, consenta di superare il blocco delle procedure concorsuali determinato dal Decreto Calabria, permettendo alle Regioni di elaborare e di pubblicare i bandi per la prova d’accesso al triennio 2019-22 dei CFSMG. Il SIMeG esorta, inoltre, allo stanziamento di un numero di borse congruo sulla base del fabbisogno di medici di famiglia, scongiurando il definanziamento della formazione medica post-lauream in medicina generale. richiesta_decreto_attuativo_sigm_simeg

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Medicina Generale. Il Ministero della Salute in risposta alle richieste del SIMeG: “Le Regioni riconoscano diritto alla malattia ai corsisti in formazione”.

In data odierna, il Ministero della Salute, nella figura della Dott.ssa Rossana Ugenti, Direttore Generale delle Professioni Sanitarie e Risorse Umane, in risposta alla nostra sollecitazione (link) sul riconoscimento del diritto all’assenza per malattia per i corsisti in formazione in Medicina Generale, ha inviato alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome una nota (link) nella quale esprime “orientamento favorevole” e chiede “di conoscere l’avviso delle Regioni e Province Autonome in ordine alla questione”. Si legge nella nota che “questo Ministero ha appreso solo in questa sede quanto riportato dal suddetto Segretariato a proposito della circostanza che, sia da parte di alcune Regioni (per quanto riguarda la formazione specifica in medicina generale), sia da parte delle Università (per quanto concerne la formazione specialistica) sarebbe prassi imputare le assenze inferiori a 40 giorni consecutivi per malattia ai 30 giorni concessi ai medici in formazione per motivi personali”, sottolineando che a tale riguardo vi è una lacuna normativa. A seguito dei chiarimenti ricevuti dal MIUR, su richiesta del SIGM, con la nota del 5 febbraio 2019 (link), che ha contribuito a colmare tale vuoto normativo per quel che riguarda i medici in formazione specialistica, precisando che le assenze inferiori a 40 giorni, debitamente certificate, non vengano computate nell’ambito dei 30 giorni previsti dall’art. 40, comma 4 del d.lgs. 368/99, quali assenze per motivi personali, il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM ha ritenuto opportuno avere chiarimenti in merito a tale aspetto anche per i corsisti in formazione in medicina generale. Il Ministero della Salute, nell’esprimere parere favorevole al riconoscimento, anche per i medici in formazione specifica in medicina generale, del diritto all’assenza per malattia, al di fuori dei 30 giorni previsti per motivi personali, per periodi inferiori a 40 giorni, senza che ciò determini interruzione della formazione, “soprattutto alla luce della ravvisata disparità di trattamento che comporterebbe il recente indirizzo fornito dal MIUR agli specializzandi universitari”, ritiene altresì che la questione investa la sfera di competenza delle Regioni e Province Autonome “che necessariamente devono essere interpellate in ordine alla accoglibilità di quanto formulato dal Segretariato di indirizzo”. Pertanto il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) esprime soddisfazione per la risposta del Ministero della Salute e ringrazia la Dott.ssa Ugenti per aver mostrato interesse riguardo tale problematica e per aver fornito una risposta concreta e attuabile dalla quale partire per risolvere la questione. A tal proposito ci attiveremo nell’immediato per conoscere il parere delle Regioni, al fine di ottenere un risultato positivo per tutti i corsisti in formazione in medicina generale.

Corso Specifico di Medicina Generale

Il SIMeG dice sì al Core Curriculum del Movimento Giotto per i futuri Medici di Medicina Generale

Apprendiamo con molto piacere, a mezzo stampa, dell’iniziativa del Movimento Giotto di stesura di un “Core Curriculum” della Medicina Generale (link). Dopo il Position Paper (link), è il secondo documento elaborato dal ramo italiano del WONCA per dare un contributo qualificante alla formazione in Medicina Generale in Italia. Un Core Curriculum per la formazione dei futuri medici di famiglia Si tratta, a distanza di quasi 30 dall’istituzione della Formazione Specifica in Medicina Generale, del primo tentativo, in Italia, di definire le specifiche competenze cliniche e conoscenze biomediche che gli aspiranti medici di famiglia devono apprendere e in base alle quali devono formarsi, senza trascurare l’approccio al contesto familiare e alla comunità, che rappresenta un aspetto imprescindibile nell’esercizio quotidiano della professione del medico di medicina generale. Il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM condivide in toto il documento prodotto dal Movimento Giotto, che richiama quanto auspicato storicamente dalla nostra associazione attraverso la proposta di evoluzione del CFSMG in Scuola di Specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarie (link). Pertanto, diamo la nostra piena disponibilità a supportare l’iniziativa e a dare ampio spazio ad un confronto costruttivo e concreto sul tema. Un po’ di numeri • 9 coordinatori; • 52 collaboratori; • 3 mesi di lavoro; • Un documento finale di quasi 200 pagine. Non solo. Il documento prodotto dal Movimento Giotto è frutto di un proficuo lavoro condotto con un metodo innovativo basato su trasparenza e condivisione dei contenuti, aperto a chiunque abbia offerto la propria disponibilità. Un documento ispirato alla letteratura internazionale ed elaborato sulla base delle indicazioni del WONCA e dei curricula formativi dei medici di famiglia, adattate al contesto italiano, con l’obiettivo di perseguire il tanto auspicato miglioramento della formazione in medicina generale, perché la qualità delle Cure Primarie non può prescindere dalla qualità della formazione dei futuri medici di famiglia. Un esempio emblematico di come i giovani medici possano essere promotori di un cambiamento in positivo nella formazione post-lauream, come auspicato da anni dal SIGM, soprattutto in una fase di transizione (demografica, epidemiologica e sociale) come quella attuale, nella quale la necessità di colmare i vuoti formativi e di mettere in atto un netto cambio di paradigma non è più procrastinabile. Alla luce di tutto ciò si esprime rammarico, per aver ritenuto inammissibile, durante il passaggio del provvedimento in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, l’emendamento 12.13 avente come prima firmataria l’onorevole Bologna, che avrebbe consentito proprio l’istituzione di un core curriculum nella Formazione Specifica in Medicina Generale. Il SIGM-SIMeG auspica, pertanto, che i contenuti di tale emendamento, che avrebbero contribuito ad una valorizzazione della formazione in Medicina Generale, vengano riproposti quanto prima. In conclusione, il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM chiede massima condivisione ed invita chiunque sia interessato ad unirsi al gruppo di lavoro del Movimento Giotto per proseguire nell’elaborazione e nel perfezionamento del documento.

Corso Specifico di Medicina Generale

Inviato sollecito al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni sul riconoscimento alla malattia per i Corsisti di Medicina Generale

In data 29/05/2019 il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ha inviato un sollecito (link) al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni a chiarire la questione del riconoscimento del diritto all’assenza per malattia per i Medici in Formazione iscritti ai CFSMG. Il SIMeG richiede, come già fatto in una lettera inviata in data 11/02/2019 (link2), alla quale non è seguita risposta, chiede che anche per i Medici iscritti ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale i giorni di assenza per malattia, debitamente certificati, non vengano computati nei 30 giorni di assenza previsti per motivi personali, così come è stato chiarito essere per i colleghi specializzandi. Questa richiesta trova due ordini di motivazione: la tutela del diritto alla malattia del lavoratore e la tutela della saluta pubblica. Oggi, di fatto, in molte regioni i Medici in CFSMG non hanno diritto ad assentarsi dal corso per malattia senza che questi giorni vengano computati all’interno dei 30 giorni di assenza per motivi personali. Questo obbliga i Giovani Medici a recarsi al lavoro anche se malati, aumentando il rischio di diffusione di malattie a pazienti già debilitati che frequentano gli ambulatori o i reparti in cui i medici svolgono la loro formazione. Riteniamo che questa richiesta debba servire a fare chiarezza sul tema e ad equiparare, almeno sotto questo aspetto, i Medici in Formazione Specifica in Medicina Generale ai colleghi specializzandi.

Corso Specifico di Medicina Generale

Manifestazione 10 maggio a Napoli per la pubblicazione degli ambiti carenti in Campania. Il SIGM aderisce alla protesta dei “Medici senza carriere”

La Sede Provinciale di Salerno del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) e il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G.), preso atto della mancata pubblicazione degli ambiti carenti di Medicina Generale in Regione Campania, aderisce alla manifestazione indetta dai colleghi del movimento “Medici senza carriere”, che si svolgerà il prossimo 10 maggio presso il Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania e del Dipartimento Tutela della Salute. Lo scorso 1 aprile è scaduto il termine per la pubblicazione degli ambiti territoriali carenti della Medicina Generale per l’anno in corso, ai sensi degli Artt. 5 e 6 del vigente Accordo Collettivo Nazionale (ACN 2018). È una criticità tutt’altro che nuova in Regione Campania, dal momento che mancano all’appello anche le zone carenti per l’anno 2018, la cui pubblicazione, in base al precedente ACN, era prevista nei mesi di aprile ed ottobre 2018. I medici presenti in graduatoria regionale sono, inoltre, tuttora in attesa delle assegnazioni delle carenze pubblicate nel 2017. Sulla base della situazione in atto, che grava sul futuro professionale dei medici di medicina generale campani in attesa di convenzione, oltre che sull’assistenza sanitaria offerta ai cittadini, ci uniamo alla protesta dei “Medici senza carriere”. In particolare, chiediamo alla Regione Campania: –          Di rispettare la normativa relativa alla pubblicazione delle aree carenti, in base a quanto stabilito dal vigente ACN, evitando di creare ulteriori ritardi e disagi per i colleghi in attesa di convenzione; –          Di pubblicare quanto prima gli ambiti carenti per gli anni 2018 – 19 e quelli che si renderanno disponibili nel corso dell’anno, come stabilito dagli Artt. 5 e 6, comma 1, dell’ACN 2018; –          Di regolamentare la situazione relativa ai medici in attesa di assegnazione delle carenze per l’anno 2017.  

Corso Specifico di Medicina Generale

CFSMG Sicilia: illegittimo e incostituzionale imporre ai medici in formazione di rinunciare al Corso MG per partecipare al concorso SSM. La lettera del SIMeG a Ministero e Regione.

In una lettera inviata al Ministero della Salute e alla Regione Sicilia (link), il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) chiede una revisione dell’atto notorio fatto sottoscrivere ai medici iscritti al primo anno del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Sicilia (triennio 2018 – 2021). Abbiamo, infatti, ricevuto le segnalazioni dei colleghi siciliani in formazione al primo anno di corso, ai quali è stato fatto firmare un atto notorio, di cui non era stata data la possibilità di prendere visione precedentemente. Nel documento risulta che il corsista in formazione dichiara “di essere a conoscenza del fatto che il medico iscritto al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale può partecipare, successivamente, a fine corso o rinunciando allo stesso, ai concorsi per l’ammissione alle scuole universitarie di specializzazione in Medicina e Chirurgia per il conseguimento dei titoli di specializzazione e che il medico iscritto a scuola universitaria di specializzazione può partecipare, a fine corso o rinunciando allo stesso, al concorso per l’ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.” Tale comma rappresenta un’anomalia sia rispetto alle altre regioni che rispetto ai trienni precedenti, nel quale viene rispolverato un articolo, mai applicato, con un forte profilo di illegittimità ed incostituzionalità, che determinerà molto probabilmente un ricorso alla giustizia amministrativa, con tutte le conseguenze del caso. Non è con misure penalizzanti, che creano tra l’altro una ingiustificata ostilità tra i colleghi in formazione, che si valorizza la Formazione Specifica in Medicina Generale né con tali misure si può risolvere il problema dell’imbuto formativo, ma solo con lo stanziamento di più fondi e con l’adeguamento, sia in termini economici che di qualità formativa, della FSMG. Prendiamo atto, dunque, con amarezza, dell’ennesima occasione che evidenzia una discutibile gestione del CFSMG nella Regione Sicilia (da ricordare, a titolo d’esempio, l’inserimento reiterato di una tassa di iscrizione per l’accesso al Concorso di ammissione al Corso di Formazione in Medicina Generale, rimasto un caso isolato in tutta Italia) da quando, nel 2016, è stata stipulata, tra la Regione Siciliana – Assessorato alla Salute e l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Palermo, la “Convenzione per la definizione dei rapporti di collaborazione per l’organizzazione, l’attuazione e la gestione delle attività formative del Corso triennale di Formazione Specifica in Medicina Generale”, per la quale l’OMCeO di Palermo è divenuto affidatario della gestione delle attività didattiche del CFSMG, mentre le procedure relative all’emanazione del bando annuale di concorso per l’accesso al Corso di Formazione e la gestione della procedura concorsuale sono rimaste in capo all’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia Alla luce di ciò, il S.I.Me.G chiede: –   che sia fatta chiarezza su quanto avvenuto e che venga abrogato con effetto immediato il divieto per i corsisti del CFSMG della Regione Sicilia, e di tutte le altre regioni che dovessero applicare questo regolamento, di partecipare al concorso SSM prima della fine del corso o della rinuncia allo stesso; –   che, per arginare il fenomeno della perdita di borse di studio dovuta al passaggio di medici in formazione dal percorso di formazione specialistica a quello di formazione specifica in medicina generale e viceversa, sia istituito un concorso unico per l’accesso ad entrambi, e che siano garantite le stesse condizioni economiche e di tutela per i medici in scuola di specializzazione e per quelli in formazione specifica di medicina generale; –   che la Regione Sicilia torni ad appropriarsi delle proprie competenze in tema di Formazione in Medicina Generale e di gestione dei corsi, e vigili affinché ai propri medici in formazione siano garantite le stesse condizioni degli altri colleghi italiani.      

Corso Specifico di Medicina Generale

Grillo: “Serve unico contratto di formazione-lavoro”. La posizione del SIMeG

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) apprende a mezzo stampa delle dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo in merito alla riforma delle specializzazioni ed auspica che la linea espressa possa riguardare anche i medici in formazione in Medicina Generale. In base a quanto dichiarato dal Ministro della Salute, emerge la volontà di ripensare il ruolo degli specializzandi in un nuovo contratto di formazione-lavoro, con certificazione delle competenze acquisite, riorganizzazione ed ampliamento delle reti formative che coinvolga i Policlinici universitari e le strutture del SSN che rispettano gli standard formativi, e dunque una valorizzazione della formazione specialistica ed, al contempo, un potenziamento dei servizi sanitari volto a rispondere adeguatamente alla carenza di medici. Da anni il nostro Dipartimento propone un’evoluzione della Formazione Specifica in Medicina Generale in disciplina accademica, atta a consentire una valorizzazione della formazione dei futuri Medici di Medicina Generale, da considerare anch’essi, al pari degli altri colleghi in formazione, quali medici in formazione specialistica da inserire nel contesto del Servizio Sanitario, al quale poter dare il loro contributo qualificante. Far rientrare anche la Formazione Specifica in Medicina Generale nella riforma della formazione specialistica consentirebbe di: Rispondere alla  carenza di medici di Medicina Generale; Adeguare finalmente l’anomalia italiana della formazione specifica in medicina generale, equiparandola a quella degli altri specializzandi, sia per modalità contrattuali, sia per durata del corso di studi; Dare alla Formazione Specifica in Medicina Generale la qualità ed il valore che merita, con la crescita di una nuova generazione di MMG adeguatamente formati per rispondere alle sfide determinate dai cambiamenti epidemiologici e demografici che impongono in maniera sempre più impellente una riorganizzazione delle Cure Primarie, in cui il Medico di Medicina Generale funga da coordinatore dell’assistenza sanitaria; Creare un core curriculum di competenze specifiche che il corsista in formazione deve acquisire. Il Dipartimento SIMeG ribadisce la necessità di valorizzare l’importanza della formazione in Medicina Generale quale percorso fondamentale per formare professionisti in grado, in prospettiva futura, di rispondere ai bisogni di salute della popolazione dettati dal nuovo contesto socio-epidemiologico, superando i vecchi modelli ai quali i CFSMG sono tuttora ancorati. In definitiva, il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) esprime interesse per le nuove proposte del Ministro della Salute volte a  coniugare in modo equilibrato la formazione e il lavoro, al pari di quanto avviene attualmente in diversi Paesi Europei, e si dichiara altresì disponibile a lavorare sui temi suddetti all’interno degli specifici tavoli tecnici e commissioni atte ad attuare tali riforme.

In Primo Piano

GIOVANI MEDICI: “LA FORMAZIONE DEI MEDICI E L’EROGAZIONE DEI SERVIZI SANITARI SIANO UNICI E UNIVERSALI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, E L’ACCESSO AVVENGA ALLE MEDESIME CONDIZIONI IN TUTTO IL PAESE

Giovani Medici SIGM su autonomia differenziata e formazione medica “La formazione, come del resto l’erogazione dei servizi sanitari, deve essere unica e universale su tutto il territorio italiano e l’accesso deve avvenire alle medesime condizioni. Lo Stato si deve far garante che vengano preservati i principi di uguaglianza, merito e trasparenza nella selezione dei giovani medici!” Il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), apprendendo l’orientamento governativo di favorire il Regionalismo Differenziato anche in tema di formazione medica, esprime forti preoccupazioni e auspica che le forze parlamentari agiscano con forza sul tema, per garantire sia alla formazione medica che al sistema sanitario in toto l’omogeneità e l’universalismo su tutto il territorio italiano. Sui presupposti dell’articolo 116 della Costituzione, comma terzo, che prevede che la legge ordinaria possa attribuire alle regioni non a statuto speciale “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” sulla base di un’intesa fra lo Stato e la regione interessata, l’iter per definire l’attribuzione dell’autonomia differenziata a Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, già avviato da anni, ha subito un’accelerazione. Circa il riparto costituzionale delle competenze in materia di salute, l’autonomia differenziata consentirebbe l’attribuzione alle regioni di competenze statali riguardo ai principi fondamentali in materia di salute e ricerca scientifica e in particolare per quel che riguarda la formazione medica: –         Attribuirebbe una maggiore autonomia finalizzata a rimuovere specifici vincoli di spesa in materia di personale stabiliti dalla normativa statale –         Attribuirebbe maggiore autonomia in materia di accesso alle scuole di specializzazione, ivi incluse: la programmazione delle borse di studio per i medici specializzandi e l’integrazione operativa dei medici specializzandi con il sistema aziendale con inquadramenti contrattuali tipo “specializzazione lavoro” da intendere come strumenti alternativi all’accesso alle scuole di specializzazione –         Per la Lombardia: l’autonomia si estenderebbe alla determinazione del numero dei posti dei corsi di formazione per i medici di medicina generale. È evidente che consentendo autonomia su questi temi, verrebbe meno l’omogeneità dei percorsi di formazione specialistica su tutto il territorio nazionale, già a partire dall’accesso, sia da un punto di vista culturale che contrattuale. Sarebbe infatti prevista una modalità di ammissione alternativa al percorso di formazione medico-specialistica con differenti criteri di selezione, con il rischio di soccombere nuovamente a logiche localistiche o a selezioni influenzate da fattori non oggettivi. Si tratta di un passo indietro rispetto al traguardo raggiunto solo pochi anni fa, e non senza sforzi per combattere i tentativi di ostruzionismo baronale, di un concorso uguale su tutto il territorio nazionale che ha consentito, da cinque edizioni ad oggi, agli aspiranti specializzandi di tutta Italia di concorrere, in base al punteggio conseguito, per tutte le borse messe a concorso nelle Scuole di Specializzazione di Area Medica d’Italia. Risulta inoltre utile constatare in tal senso che delle 640 borse regionali finanziate nel 2018 in aggiunta ai contratti di formazione specialistica previsti su scala nazionale, il 38% è appannaggio delle tre regioni che oggi chiedono maggiore autonomia (15% Emilia Romagna, 14% Veneto, 9% Lombardia). Nessuna regione, ad eccezione della Campania che attinge però ai fondi del FSE 2014-2020, fa di più e meglio in termini di finanziamento di contratti di formazione. Ciò condurrebbe a disparità di opportunità per la formazione post-laurea sulla base del solo dato geografico, a evidente discapito dei medici delle Regioni meno abbienti. Quale sarebbe, infatti, lo stimolo per dette Regioni a continuare a finanziare il capitolo di spesa regionale per i contratti regionali da assegnare Scuole di Specializzazione in Area Medica con il concorso nazionale? Sarebbe sicuramente più proficuo, in quelle Regioni, favorire i propri candidati con concorsi ad hoc (o proprio ad personam), svincolati da contenuti definiti a livello nazionale e correzione centrale, e pericolosamente influenzabili da fattori esterni. Non da sottovalutare inoltre il fatto che i contratti di “specializzazione lavoro” sarebbero ben diversi dai contratti di formazione specialistica attualmente in essere. Svuotati dal forte indirizzo formativo e più orientati invece alla professione, si configurerebbero come una scappatoia a doppio senso: le regioni si assicurerebbero manodopera a basso costo da inserire nelle aziende del territorio, magari per coprire le carenze di organico, mentre i medici esclusi dal concorso nazionale troverebbero, è bene ribadirlo, solo se residenti in tali regioni, una possibilità di impiego che sarebbe pura illusione.   Sottopagati per le mansioni di responsabilità e alto profilo che sarebbero tenuti a svolgere, i medici così inquadrati non conseguirebbero al termine di tale contratto a tempo determinato neppure un titolo equiparabile alla Specializzazione. Ad aggravare il quadro, già di per sè drammatico, c’è il rischio che i giovani professionisti neo-specialisti siano difficilmente assunti dalle strutture, pubbliche o convenzionate che siano, poiché queste trarrebbero sicuramente maggior beneficio a finanziare a ciclo continuo medici in formazione “specialistica” a costo ben più basso, dal punto di vista economico e delle tutele professionali.   Il pericolo derivante dal regionalismo differenziato è proprio quello di svincolare anche la formazione specialistica dal meccanismo virtuoso di controllo e continuo miglioramento previsto dal sistema di accreditamento e di conferire potere, anche in questo ambito, ai potentati sindacali locali senza alcuna tutela per la qualità della formazione e, in ultimo, per la salute dei cittadini, quando l’auspicio sarebbe di potenziare l’attività dell’Osservatorio Nazionale, da accompagnarsi a Osservatori Regionali funzionanti e terzi rispetti al sistema universitario.   Non vogliamo rinunciare all’idea di un SSN e di una formazione universitaria omogenea, universale e uguale per tutti, su tutto il territorio italiano, che tenda al miglioramento e alla qualità! Fonti: http://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1104705.pdf https://www.miur.gov.it/normativa/-/asset_publisher/l5McTyTJNEft/content/requisiti-specifici-contratti-aggiuntivi-di-formazione-medica-specialistica-presso-le-scuole-di-specializzazione-mediche-a-a-2017-2018?inheritRedirect=false https://www.miur.gov.it/normativa/-/asset_publisher/l5McTyTJNEft/content/decreto-ministeriale-di-distribuzione-contratti-di-formazione-medica-specialistica-presso-le-scuole-di-specializzazione-mediche-a-a-2017-2018?inheritRedirect=false

Specializzazione

IL SIGM RICEVE LE SEGNALAZIONI DEI COLLEGHI SULL’IMPOSSIBILITA’ DI PARTECIPARE ALLE PROCEDURE CONCORSUALI PER GLI SPECIALIZZANDI DELL’ULTIMO ANNO E CHIEDE L’ADEGUAMENTO URGENTE DEI BANDI DI CONCORSO

Giovani Medici (SIGM): “Decine di segnalazioni da parte dei medici all’ultimo anno di formazione specialistica sull’impossibilità a partecipare alle procedure concorsuali indette nel 2019, differentemente da quanto previsto e approvato in legge di Bilancio. Dov’è la carenza di medici denunciata dalle Regioni? Chiediamo adeguamento urgente dei bandi di concorso!” Com’è noto con l’approvazione della Legge 145/2018 del 30/12/18 (cfr. Legge di Bilancio o di Stabilità) è stata introdotta la possibilità per gli specializzandi all’ultimo anno di partecipare ai concorsi per l’accesso alle posizioni di Dirigente Medico. <<Abbiamo già segnalato al Ministero della Salute, in data 31 Gennaio, l’impossibilità per i medici all’ultimo anno di formazione specialistica di partecipare alle procedure di iscrizione ai concorsi per l’accesso alle posizioni di Dirigenza medica, perché non i bandi non erano stati aggiornati. Abbiamo chiesto a tal fine una circolare ministeriale che desse istruzioni alle Regioni di adeguare i bandi, ma non abbiamo ancora avuto riscontro. Ci continuano ad arrivare decine di segnalazioni di specializzandi che vorrebbero partecipare ai concorsi -dichiarano i Giovani Medici SIGM – ma non possono. Al momento solo la Regione Lazio ha emanato una nota, recepita dall’ASL di Frosinone da qualche giorno (link), in cui si apre ai giovani medici la possibilità di accedere ai concorsi indetti nel 2019, i cui termini di presentazione delle domande non sono ancora scaduti.” <<Ci troviamo di fronte alla solita situazione all’italiana: abbiamo finalmente una legge, accolta con soddisfazione, che riduce i tempi di accesso al mondo del lavoro ma nessuno la fa applicare. Curiosamente, le stesse Regioni che lamentano la cronica mancanza di medici e vorrebbero inserire gli specializzandi in corsia nicchiano nel recepire i provvedimenti parlamentari che ne consentirebbero l’assunzione, spesso anche a tempo indeterminato, in tempi brevissimi dal conseguimento del diploma di specializzazione. A condire il tutto – incalzano dal SIGM – ci sono procedure concorsuali, pochissime in verità, in corso di adeguamento ai termini di legge. Si è creata la solita disomogeneità sul territorio nazionale: la discrezionalità nell’applicazione dei provvedimenti legislativi non fa bene a nessuno!>> <<Abbiamo richiesto, (link alla lettera) in data odierna, a tutti gli assessorati alle politiche sanitarie delle Regioni Italiane di emanare una nota urgente con l’aggiornamento dei bandi di concorso – continuano i Giovani Medici – e, contestualmente, al Ministero della Salute di vigilare affinché il contenuto della legge di bilancio, che tutela finalmente le giovani professionalità, non venga ignorato dagli uffici competenti. Rimaniamo in attesa di novità, confidando che le Istituzioni sblocchino questa situazione il prima possibile.>>  

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