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Corso Specifico di Medicina Generale

Manifestazione 10 maggio a Napoli per la pubblicazione degli ambiti carenti in Campania. Il SIGM aderisce alla protesta dei “Medici senza carriere”

La Sede Provinciale di Salerno del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) e il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G.), preso atto della mancata pubblicazione degli ambiti carenti di Medicina Generale in Regione Campania, aderisce alla manifestazione indetta dai colleghi del movimento “Medici senza carriere”, che si svolgerà il prossimo 10 maggio presso il Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania e del Dipartimento Tutela della Salute. Lo scorso 1 aprile è scaduto il termine per la pubblicazione degli ambiti territoriali carenti della Medicina Generale per l’anno in corso, ai sensi degli Artt. 5 e 6 del vigente Accordo Collettivo Nazionale (ACN 2018). È una criticità tutt’altro che nuova in Regione Campania, dal momento che mancano all’appello anche le zone carenti per l’anno 2018, la cui pubblicazione, in base al precedente ACN, era prevista nei mesi di aprile ed ottobre 2018. I medici presenti in graduatoria regionale sono, inoltre, tuttora in attesa delle assegnazioni delle carenze pubblicate nel 2017. Sulla base della situazione in atto, che grava sul futuro professionale dei medici di medicina generale campani in attesa di convenzione, oltre che sull’assistenza sanitaria offerta ai cittadini, ci uniamo alla protesta dei “Medici senza carriere”. In particolare, chiediamo alla Regione Campania: –          Di rispettare la normativa relativa alla pubblicazione delle aree carenti, in base a quanto stabilito dal vigente ACN, evitando di creare ulteriori ritardi e disagi per i colleghi in attesa di convenzione; –          Di pubblicare quanto prima gli ambiti carenti per gli anni 2018 – 19 e quelli che si renderanno disponibili nel corso dell’anno, come stabilito dagli Artt. 5 e 6, comma 1, dell’ACN 2018; –          Di regolamentare la situazione relativa ai medici in attesa di assegnazione delle carenze per l’anno 2017.  

Corso Specifico di Medicina Generale

CFSMG Sicilia: illegittimo e incostituzionale imporre ai medici in formazione di rinunciare al Corso MG per partecipare al concorso SSM. La lettera del SIMeG a Ministero e Regione.

In una lettera inviata al Ministero della Salute e alla Regione Sicilia (link), il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) chiede una revisione dell’atto notorio fatto sottoscrivere ai medici iscritti al primo anno del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Sicilia (triennio 2018 – 2021). Abbiamo, infatti, ricevuto le segnalazioni dei colleghi siciliani in formazione al primo anno di corso, ai quali è stato fatto firmare un atto notorio, di cui non era stata data la possibilità di prendere visione precedentemente. Nel documento risulta che il corsista in formazione dichiara “di essere a conoscenza del fatto che il medico iscritto al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale può partecipare, successivamente, a fine corso o rinunciando allo stesso, ai concorsi per l’ammissione alle scuole universitarie di specializzazione in Medicina e Chirurgia per il conseguimento dei titoli di specializzazione e che il medico iscritto a scuola universitaria di specializzazione può partecipare, a fine corso o rinunciando allo stesso, al concorso per l’ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.” Tale comma rappresenta un’anomalia sia rispetto alle altre regioni che rispetto ai trienni precedenti, nel quale viene rispolverato un articolo, mai applicato, con un forte profilo di illegittimità ed incostituzionalità, che determinerà molto probabilmente un ricorso alla giustizia amministrativa, con tutte le conseguenze del caso. Non è con misure penalizzanti, che creano tra l’altro una ingiustificata ostilità tra i colleghi in formazione, che si valorizza la Formazione Specifica in Medicina Generale né con tali misure si può risolvere il problema dell’imbuto formativo, ma solo con lo stanziamento di più fondi e con l’adeguamento, sia in termini economici che di qualità formativa, della FSMG. Prendiamo atto, dunque, con amarezza, dell’ennesima occasione che evidenzia una discutibile gestione del CFSMG nella Regione Sicilia (da ricordare, a titolo d’esempio, l’inserimento reiterato di una tassa di iscrizione per l’accesso al Concorso di ammissione al Corso di Formazione in Medicina Generale, rimasto un caso isolato in tutta Italia) da quando, nel 2016, è stata stipulata, tra la Regione Siciliana – Assessorato alla Salute e l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Palermo, la “Convenzione per la definizione dei rapporti di collaborazione per l’organizzazione, l’attuazione e la gestione delle attività formative del Corso triennale di Formazione Specifica in Medicina Generale”, per la quale l’OMCeO di Palermo è divenuto affidatario della gestione delle attività didattiche del CFSMG, mentre le procedure relative all’emanazione del bando annuale di concorso per l’accesso al Corso di Formazione e la gestione della procedura concorsuale sono rimaste in capo all’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia Alla luce di ciò, il S.I.Me.G chiede: –   che sia fatta chiarezza su quanto avvenuto e che venga abrogato con effetto immediato il divieto per i corsisti del CFSMG della Regione Sicilia, e di tutte le altre regioni che dovessero applicare questo regolamento, di partecipare al concorso SSM prima della fine del corso o della rinuncia allo stesso; –   che, per arginare il fenomeno della perdita di borse di studio dovuta al passaggio di medici in formazione dal percorso di formazione specialistica a quello di formazione specifica in medicina generale e viceversa, sia istituito un concorso unico per l’accesso ad entrambi, e che siano garantite le stesse condizioni economiche e di tutela per i medici in scuola di specializzazione e per quelli in formazione specifica di medicina generale; –   che la Regione Sicilia torni ad appropriarsi delle proprie competenze in tema di Formazione in Medicina Generale e di gestione dei corsi, e vigili affinché ai propri medici in formazione siano garantite le stesse condizioni degli altri colleghi italiani.      

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Grillo: “Serve unico contratto di formazione-lavoro”. La posizione del SIMeG

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) apprende a mezzo stampa delle dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo in merito alla riforma delle specializzazioni ed auspica che la linea espressa possa riguardare anche i medici in formazione in Medicina Generale. In base a quanto dichiarato dal Ministro della Salute, emerge la volontà di ripensare il ruolo degli specializzandi in un nuovo contratto di formazione-lavoro, con certificazione delle competenze acquisite, riorganizzazione ed ampliamento delle reti formative che coinvolga i Policlinici universitari e le strutture del SSN che rispettano gli standard formativi, e dunque una valorizzazione della formazione specialistica ed, al contempo, un potenziamento dei servizi sanitari volto a rispondere adeguatamente alla carenza di medici. Da anni il nostro Dipartimento propone un’evoluzione della Formazione Specifica in Medicina Generale in disciplina accademica, atta a consentire una valorizzazione della formazione dei futuri Medici di Medicina Generale, da considerare anch’essi, al pari degli altri colleghi in formazione, quali medici in formazione specialistica da inserire nel contesto del Servizio Sanitario, al quale poter dare il loro contributo qualificante. Far rientrare anche la Formazione Specifica in Medicina Generale nella riforma della formazione specialistica consentirebbe di: Rispondere alla  carenza di medici di Medicina Generale; Adeguare finalmente l’anomalia italiana della formazione specifica in medicina generale, equiparandola a quella degli altri specializzandi, sia per modalità contrattuali, sia per durata del corso di studi; Dare alla Formazione Specifica in Medicina Generale la qualità ed il valore che merita, con la crescita di una nuova generazione di MMG adeguatamente formati per rispondere alle sfide determinate dai cambiamenti epidemiologici e demografici che impongono in maniera sempre più impellente una riorganizzazione delle Cure Primarie, in cui il Medico di Medicina Generale funga da coordinatore dell’assistenza sanitaria; Creare un core curriculum di competenze specifiche che il corsista in formazione deve acquisire. Il Dipartimento SIMeG ribadisce la necessità di valorizzare l’importanza della formazione in Medicina Generale quale percorso fondamentale per formare professionisti in grado, in prospettiva futura, di rispondere ai bisogni di salute della popolazione dettati dal nuovo contesto socio-epidemiologico, superando i vecchi modelli ai quali i CFSMG sono tuttora ancorati. In definitiva, il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) esprime interesse per le nuove proposte del Ministro della Salute volte a  coniugare in modo equilibrato la formazione e il lavoro, al pari di quanto avviene attualmente in diversi Paesi Europei, e si dichiara altresì disponibile a lavorare sui temi suddetti all’interno degli specifici tavoli tecnici e commissioni atte ad attuare tali riforme.

In Primo Piano

GIOVANI MEDICI: “LA FORMAZIONE DEI MEDICI E L’EROGAZIONE DEI SERVIZI SANITARI SIANO UNICI E UNIVERSALI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, E L’ACCESSO AVVENGA ALLE MEDESIME CONDIZIONI IN TUTTO IL PAESE

Giovani Medici SIGM su autonomia differenziata e formazione medica “La formazione, come del resto l’erogazione dei servizi sanitari, deve essere unica e universale su tutto il territorio italiano e l’accesso deve avvenire alle medesime condizioni. Lo Stato si deve far garante che vengano preservati i principi di uguaglianza, merito e trasparenza nella selezione dei giovani medici!” Il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), apprendendo l’orientamento governativo di favorire il Regionalismo Differenziato anche in tema di formazione medica, esprime forti preoccupazioni e auspica che le forze parlamentari agiscano con forza sul tema, per garantire sia alla formazione medica che al sistema sanitario in toto l’omogeneità e l’universalismo su tutto il territorio italiano. Sui presupposti dell’articolo 116 della Costituzione, comma terzo, che prevede che la legge ordinaria possa attribuire alle regioni non a statuto speciale “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” sulla base di un’intesa fra lo Stato e la regione interessata, l’iter per definire l’attribuzione dell’autonomia differenziata a Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, già avviato da anni, ha subito un’accelerazione. Circa il riparto costituzionale delle competenze in materia di salute, l’autonomia differenziata consentirebbe l’attribuzione alle regioni di competenze statali riguardo ai principi fondamentali in materia di salute e ricerca scientifica e in particolare per quel che riguarda la formazione medica: –         Attribuirebbe una maggiore autonomia finalizzata a rimuovere specifici vincoli di spesa in materia di personale stabiliti dalla normativa statale –         Attribuirebbe maggiore autonomia in materia di accesso alle scuole di specializzazione, ivi incluse: la programmazione delle borse di studio per i medici specializzandi e l’integrazione operativa dei medici specializzandi con il sistema aziendale con inquadramenti contrattuali tipo “specializzazione lavoro” da intendere come strumenti alternativi all’accesso alle scuole di specializzazione –         Per la Lombardia: l’autonomia si estenderebbe alla determinazione del numero dei posti dei corsi di formazione per i medici di medicina generale. È evidente che consentendo autonomia su questi temi, verrebbe meno l’omogeneità dei percorsi di formazione specialistica su tutto il territorio nazionale, già a partire dall’accesso, sia da un punto di vista culturale che contrattuale. Sarebbe infatti prevista una modalità di ammissione alternativa al percorso di formazione medico-specialistica con differenti criteri di selezione, con il rischio di soccombere nuovamente a logiche localistiche o a selezioni influenzate da fattori non oggettivi. Si tratta di un passo indietro rispetto al traguardo raggiunto solo pochi anni fa, e non senza sforzi per combattere i tentativi di ostruzionismo baronale, di un concorso uguale su tutto il territorio nazionale che ha consentito, da cinque edizioni ad oggi, agli aspiranti specializzandi di tutta Italia di concorrere, in base al punteggio conseguito, per tutte le borse messe a concorso nelle Scuole di Specializzazione di Area Medica d’Italia. Risulta inoltre utile constatare in tal senso che delle 640 borse regionali finanziate nel 2018 in aggiunta ai contratti di formazione specialistica previsti su scala nazionale, il 38% è appannaggio delle tre regioni che oggi chiedono maggiore autonomia (15% Emilia Romagna, 14% Veneto, 9% Lombardia). Nessuna regione, ad eccezione della Campania che attinge però ai fondi del FSE 2014-2020, fa di più e meglio in termini di finanziamento di contratti di formazione. Ciò condurrebbe a disparità di opportunità per la formazione post-laurea sulla base del solo dato geografico, a evidente discapito dei medici delle Regioni meno abbienti. Quale sarebbe, infatti, lo stimolo per dette Regioni a continuare a finanziare il capitolo di spesa regionale per i contratti regionali da assegnare Scuole di Specializzazione in Area Medica con il concorso nazionale? Sarebbe sicuramente più proficuo, in quelle Regioni, favorire i propri candidati con concorsi ad hoc (o proprio ad personam), svincolati da contenuti definiti a livello nazionale e correzione centrale, e pericolosamente influenzabili da fattori esterni. Non da sottovalutare inoltre il fatto che i contratti di “specializzazione lavoro” sarebbero ben diversi dai contratti di formazione specialistica attualmente in essere. Svuotati dal forte indirizzo formativo e più orientati invece alla professione, si configurerebbero come una scappatoia a doppio senso: le regioni si assicurerebbero manodopera a basso costo da inserire nelle aziende del territorio, magari per coprire le carenze di organico, mentre i medici esclusi dal concorso nazionale troverebbero, è bene ribadirlo, solo se residenti in tali regioni, una possibilità di impiego che sarebbe pura illusione.   Sottopagati per le mansioni di responsabilità e alto profilo che sarebbero tenuti a svolgere, i medici così inquadrati non conseguirebbero al termine di tale contratto a tempo determinato neppure un titolo equiparabile alla Specializzazione. Ad aggravare il quadro, già di per sè drammatico, c’è il rischio che i giovani professionisti neo-specialisti siano difficilmente assunti dalle strutture, pubbliche o convenzionate che siano, poiché queste trarrebbero sicuramente maggior beneficio a finanziare a ciclo continuo medici in formazione “specialistica” a costo ben più basso, dal punto di vista economico e delle tutele professionali.   Il pericolo derivante dal regionalismo differenziato è proprio quello di svincolare anche la formazione specialistica dal meccanismo virtuoso di controllo e continuo miglioramento previsto dal sistema di accreditamento e di conferire potere, anche in questo ambito, ai potentati sindacali locali senza alcuna tutela per la qualità della formazione e, in ultimo, per la salute dei cittadini, quando l’auspicio sarebbe di potenziare l’attività dell’Osservatorio Nazionale, da accompagnarsi a Osservatori Regionali funzionanti e terzi rispetti al sistema universitario.   Non vogliamo rinunciare all’idea di un SSN e di una formazione universitaria omogenea, universale e uguale per tutti, su tutto il territorio italiano, che tenda al miglioramento e alla qualità! Fonti: http://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1104705.pdf https://www.miur.gov.it/normativa/-/asset_publisher/l5McTyTJNEft/content/requisiti-specifici-contratti-aggiuntivi-di-formazione-medica-specialistica-presso-le-scuole-di-specializzazione-mediche-a-a-2017-2018?inheritRedirect=false https://www.miur.gov.it/normativa/-/asset_publisher/l5McTyTJNEft/content/decreto-ministeriale-di-distribuzione-contratti-di-formazione-medica-specialistica-presso-le-scuole-di-specializzazione-mediche-a-a-2017-2018?inheritRedirect=false

Specializzazione

IL SIGM RICEVE LE SEGNALAZIONI DEI COLLEGHI SULL’IMPOSSIBILITA’ DI PARTECIPARE ALLE PROCEDURE CONCORSUALI PER GLI SPECIALIZZANDI DELL’ULTIMO ANNO E CHIEDE L’ADEGUAMENTO URGENTE DEI BANDI DI CONCORSO

Giovani Medici (SIGM): “Decine di segnalazioni da parte dei medici all’ultimo anno di formazione specialistica sull’impossibilità a partecipare alle procedure concorsuali indette nel 2019, differentemente da quanto previsto e approvato in legge di Bilancio. Dov’è la carenza di medici denunciata dalle Regioni? Chiediamo adeguamento urgente dei bandi di concorso!” Com’è noto con l’approvazione della Legge 145/2018 del 30/12/18 (cfr. Legge di Bilancio o di Stabilità) è stata introdotta la possibilità per gli specializzandi all’ultimo anno di partecipare ai concorsi per l’accesso alle posizioni di Dirigente Medico. <<Abbiamo già segnalato al Ministero della Salute, in data 31 Gennaio, l’impossibilità per i medici all’ultimo anno di formazione specialistica di partecipare alle procedure di iscrizione ai concorsi per l’accesso alle posizioni di Dirigenza medica, perché non i bandi non erano stati aggiornati. Abbiamo chiesto a tal fine una circolare ministeriale che desse istruzioni alle Regioni di adeguare i bandi, ma non abbiamo ancora avuto riscontro. Ci continuano ad arrivare decine di segnalazioni di specializzandi che vorrebbero partecipare ai concorsi -dichiarano i Giovani Medici SIGM – ma non possono. Al momento solo la Regione Lazio ha emanato una nota, recepita dall’ASL di Frosinone da qualche giorno (link), in cui si apre ai giovani medici la possibilità di accedere ai concorsi indetti nel 2019, i cui termini di presentazione delle domande non sono ancora scaduti.” <<Ci troviamo di fronte alla solita situazione all’italiana: abbiamo finalmente una legge, accolta con soddisfazione, che riduce i tempi di accesso al mondo del lavoro ma nessuno la fa applicare. Curiosamente, le stesse Regioni che lamentano la cronica mancanza di medici e vorrebbero inserire gli specializzandi in corsia nicchiano nel recepire i provvedimenti parlamentari che ne consentirebbero l’assunzione, spesso anche a tempo indeterminato, in tempi brevissimi dal conseguimento del diploma di specializzazione. A condire il tutto – incalzano dal SIGM – ci sono procedure concorsuali, pochissime in verità, in corso di adeguamento ai termini di legge. Si è creata la solita disomogeneità sul territorio nazionale: la discrezionalità nell’applicazione dei provvedimenti legislativi non fa bene a nessuno!>> <<Abbiamo richiesto, (link alla lettera) in data odierna, a tutti gli assessorati alle politiche sanitarie delle Regioni Italiane di emanare una nota urgente con l’aggiornamento dei bandi di concorso – continuano i Giovani Medici – e, contestualmente, al Ministero della Salute di vigilare affinché il contenuto della legge di bilancio, che tutela finalmente le giovani professionalità, non venga ignorato dagli uffici competenti. Rimaniamo in attesa di novità, confidando che le Istituzioni sblocchino questa situazione il prima possibile.>>  

Corso Specifico di Medicina Generale

SIA RICONOSCIUTO ANCHE PER I CORSISTI IN MEDICINA GENERALE IL DIRITTO ALLA MALATTIA, PER LA TUTELA DEI LAVORATORI E DELLA SALUTE PUBBLICA

In una lettera inviata al Ministero della Salute e alla conferenza delle regioni (link), il dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) chiede che anche per i Medici iscritti ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale i giorni di assenza per malattia, debitamente certificati, non vengano computati nei 30 giorni di assenza previsti per motivi personali, così come è stato chiarito essere per i colleghi specializzandi. Questa richiesta trova due ordini di motivazione: la tutela del diritto alla malattia del lavoratore e la tutela della saluta pubblica. Oggi, di fatto, in molte regioni i Medici in CFSMG non hanno diritto ad assentarsi dal corso per malattia senza che questi giorni vengano computati all’interno dei 30 giorni di assenza per motivi personali. Questo obbliga i Giovani Medici a recarsi al lavoro anche se malati, aumentando il rischio di diffusione di malattie a pazienti già debilitati che frequentano gli ambulatori o i reparti in cui i medici svolgono la loro formazione. Riteniamo che questa richiesta debba servire a fare chiarezza sul tema e ad equiparare, almeno sotto questo aspetto, i Medici in Formazione Specifica in Medicina Generale ai colleghi specializzandi.

Specializzazione

CHIARITA DALLA DIREZIONE GENERALE DEL MIUR LA DIFFERENZA TRA ASSENZE GIUSTIFICATE E ASSENZE PER MALATTIA. UN TASSELLO IN PIU’ PER GARANTIRE I DIRITTI DEI MEDICI IN FORMAZIONE

La Direzione Generale del MIUR, nella figura della dott.ssa Melina, ha emanato una nota indirizzata ai rettori delle Università Italiane in cui chiarisce che gli “impedimenti temporanei inferiori a quaranta giorni lavorativi consecutivi non rientrino tra le assenze per motivi personali […] in quanto gli stessi, debitamente certificati, sono da ritenersi giustificati ex se in applicazione dei principi generali dell’ordinamento giuridico”. Tali assenze non comportano sospensione della formazione (si ricorda che la sospensione della formazione è prevista per impedimenti come servizio militare, gravidanza o malattia che duri più di 40 giorni). <<Siamo soddisfatti che la Direzione Generale del MIUR si sia attivata per chiarire la zona grigia che molti Direttori di Scuole e molte Segreterie utilizzavano per spaventare i medici in formazione specialistica. In molti casi – dichiarano i Giovani Medici – ci sono pervenute segnalazioni di colleghi che avevano timore di sottoporsi ad operazioni chirurgiche per potersi concedere una settimana di vacanza estiva. Abbiamo girato tutte le email che ci sono arrivate alla Direzione Generale del MIUR per cercare di smuovere questa situazione e, a quanto pare, la massa di segnalazioni ha funzionato!>> La nota dovrebbe essere stata recapitata presso le PEC di ciascun rettore già nella mattinata odierna: <<Invitiamo gli specializzandi a far presente, presso le proprie segreterie, del chiarimento inviato alle Università dal MIUR e che stiamo diffondendo anche a mezzo Social – continuano dal SIGM – Hanno finalmente un documento ufficiale con quale difendere i propri diritti. Adesso – continuano i Giovani Medici – vorremmo riuscire ad avere un’interlocuzione con il Ministero della Salute per chiarire anche i diritti dei Corsisti di Medicina Generale>> <<Ad ogni modo – concludono – ci teniamo a ringraziare la dott.ssa Melina, che ha mostrato comprensione della problematica, e si è adoperata per incaricare gli uffici preposti a chiarire in maniera definitiva la questione. In tempi in cui le Istituzioni vengono percepite lontane, è soddisfacente sapere che si riescono ad ottenere risultati positivi con competenza e collaborazione>>.

Formazione

RIFORMA ACCESSO A MEDICINA: “NO A MODALITA’ DI SELEZIONE CHE NON TENGANO CONTO DELLA PROGRAMMAZIONE E CHE NON SIANO OGGETTIVE”

Il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) esprime la propria preoccupazione riguardo alla proposta di modifica delle modalità di accesso al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia preseNtata il 25 Gennaio u.s. dal rettore dell’Università degli Studi di Ferrara, prof. Zauli. Durante una tavola rotonda tenutasi a Ferrara, il rettore ha proposto un modello di accesso che di fatto vanificherebbe ogni tentativo di programmazione della formazione dei professionisti sanitari in funzione del fabbisogno da parte del SSN. La sua proposta prevede, infatti, l’ingresso di circa 600 studenti, oltre alla quota assegnata a livello nazionale e selezionata mediante il regolare test d’ingresso, che abbiano come requisiti necessari solamente il superamento di un test di autovalutazione psico-attitudinale gratuito e la conoscenza della lingua inglese. Dopo il primo semestre, la possibilità di continuare gli studi sarebbe data a tutti gli studenti con la media uguale o superiore al 27 agli esami del primo semestre. Questa modalità di accesso da un lato non appare oggettiva: non riteniamo infatti che gli esami universitari, spesso sostenuti oralmente e con criteri di valutazione soggettivi, siano un metodo di selezione imparziale per l’accesso a Medicina. Inoltre, questa proposta abolirebbe di fatto una programmazione degli accessi, perché non prevederebbe più un numero predeterminato di studenti, ma l’accesso a chiunque superi una determinata media. Da sempre il SIGM sostiene una corretta programmazione degli accessi alla Facoltà di Medicina, per la tutela della qualità della formazione dei futuri medici anche a garanzia dei diritti dei cittadini di ricevere assistenza sanitaria da medici formati con un percorso di alta qualità. È infatti fondamentale una corretta programmazione che tenga conto dei fabbisogno del SSN e della necessità che i futuri professionisti possano ricevere una formazione di alta qualità, con maggiore spazio dedicato alle attività pratiche e professionalizzanti, possibili solo laddove il numero di studenti lo rende possibile. Un aumento così ampio di accessi, inoltre, non farebbe che aumentare l’imbuto formativo alla fine del corso di Laurea, portando al collasso un sistema in cui già migliaia di medici ogni anno, dopo la Laurea, non riescono ad accedere ad una scuola di Specializzazione  o al Corso di Formazione in Medicina Generale, generando un numero sempre maggiore di Medici Laureati ma senza formazione post Laurea, a forte rischio di disoccupazione o sotto-occupazione, come già avviene oggi. Il SIGM ribadisce quindi l’importanza di una corretta programmazione degli accessi, e auspica che questi siano calcolati tenendo conto dei fabbisogni del SSN e sempre più proporzionati al numero di contratti di formazione post Laurea messi a disposizione. Il SIGM vuole inoltre esprimere il suo rammarico per il mancato invito alla “tavola rotonda” tenutasi presso l’Università di Ferrara. Una esplicita richiesta di partecipazione, anche in qualità di semplici uditori, di alcuni membri della nostra Associazione inviata al Rettore dell’Università e al Preside della Facoltà di Medicina di Ferrara è stata ignorata, non ricevendo alcuna risposta. Dispiace per il mancato coinvolgimento, in una scelta così importante, di associazioni come la nostra, che sicuramente avrebbero fornito un punto di vista di chi conosce bene la realtà formativa e lavorativa di studenti di Medicina e Giovani Medici. Appare inoltre curioso come la stampa locale parli di proposta accolta con l’unanime consenso di tutti gli intervenuti alla tavola rotonda. Un uditorio selezionato, che non prevedesse l’ingresso neanche come uditori, di chi sostiene idee diverse, non può che esprimere parere unanime. La nostra Associazione ribadisce la sua contrarietà a qualsiasi modalità di accesso alla formazione medica che non rispetti il principio di programmazione e che non avvenga attraverso criteri e modalità oggettive. Ribadisce inoltre la sa disponibilità al dialogo e alla collaborazione in merito a proposte di riforma delle modalità di accesso, che rispondano però necessariamente ai requisiti esposti.

Corso Specifico di Medicina Generale

DL Semplificazioni: lo stop del Quirinale. Il SIGM: “Pericolo scampato. Adesso collaboriamo tutti per migliorare la formazione in Medicina Generale”

  Il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G.) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) esprime soddisfazione per la decisione del Quirinale di frenare l’iter parlamentare del cosiddetto “Decreto Semplificazioni” rinviando dunque le misure riguardanti la Formazione in Medicina Generale. Riteniamo che in tal modo sia stato scongiurato il pericolo di una modifica delle modalità di accesso alla Formazione in Medicina Generale apportata in assenza di un adeguato confronto con le parti interessate, e che a nostro avviso avrebbe svilito la qualità della formazione e della professione, come da noi evidenziato nei giorni scorsi.   In base a quanto risulta dalle notizie trapelate oggi a mezzo stampa, gli emendamenti momentaneamente bloccati verrebbero riproposti in un ddl di iniziativa parlamentare da presentare con procedura d’urgenza. A tal proposito riteniamo fondamentale che vengano prese in considerazione le opinioni delle associazioni che rappresentano i giovani medici e che più conoscono la realtà e i problemi della categoria. Pertanto, facciamo un appello a tutte le forze politiche, sindacali ed associative del mondo medico giovanile affinché si collabori per l’elaborazione di proposte che rendano l’accesso alla Formazione in Medicina generale meritocratico, adeguatamente retribuito, rispondente a specifiche esigenze qualitative di tipo formativo e al fabbisogno quantitativo di personale da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Riteniamo che questi siano i cardini fondamentali sui quali elaborare proposte e basare la formazione dei Medici di Medicina Generale del futuro.

Corso Specifico di Medicina Generale

Emendamenti Formazione Specifica in Medicina Generale. I Giovani Medici: “No a qualsiasi tentativo di svilire la formazione in MG”

  Approda oggi al Senato della Repubblica il testo della legge di conversione del DL Semplificazioni arricchito dagli emendamenti approvati dalle varie commissioni di Palazzo Madama. Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG), del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), esprime profonda preoccupazione in merito all’emendamento n. 9.2 al DDL n. 989 presentato dai senatori Patuanelli, Grassi, Santillo, Giuseppe Pisani, Sileri, Castellone, Di Marzio, Endrizzi, Mautone, Marinello, Puglia, in particolare sulla parte riguardante la Formazione Specifica in Medicina Generale. L’emendamento in questione, come tale, è stato formulato al fine di sanare la posizione dei colleghi che per anni hanno lavorato nell’SSN, garantendone il servizio di “…funzioni convenzionali previste dall’Accordo Collettivo Nazionale…“, pur non avendo i titoli per farlo.Riteniamo che tale emendamento rappresenti: il tentativo di eludere il diritto ad una formazione retribuita, rendendo strutturale una situazione di precarietà che invece andrebbe affrontata mediante la messa a bando di un congruo numero di borse, sulla base di una programmazione del fabbisogno di professionisti sanitari;   il tentativo  di utilizzare l’ormai drammatica e cronica condizione di definanziamento della formazione post-lauream per risparmiare sul capitolo di spesa della formazione dei futuri professionisti e per nascondere l’incapacità del governo di reperire fondi a tale scopo;   il tentativo di utilizzare le graduatorie in modo non conforme alla posizione utile dei concorrenti adducendo, come validi ai fini dell’accesso, titoli il cui valore è sia dubbio sia in violazione di quanto previsto nei bandi di concorso.   Poniamo, inoltre, in evidenza come attraverso tale emendamento venga meno ancora una volta la valorizzazione del ruolo e dell’importanza  della formazione in Medicina Generale, considerata mero percorso formale per l’accesso all’esercizio della professione di Medico di Medicina Generale, anziché momento fondamentale per formare professionisti capaci di dar vita ad una nuova medicina generale e di soppiantare l’attuale modello obsoleto di Cure Primarie al fine di costruire un nuovo modello di assistenza che sia funzionale al nuovo contesto. Denunciamo, infine, il silenzio dei sindacati e delle categorie di rappresentanza della Medicina Generale, augurandoci che la mollezza da essi mostrata nel contrastare tale iniziativa non derivi dai vantaggi che la pletora medica garantisce alle vecchie generazioni in alcune regioni del nostro Paese. La nostra Associazione si dichiara contraria ad iniziative che sminuiscono il valore della Formazione in Medicina Generale e non rimarrà a guardare di fronte a quanto sta succedendo  ai danni dei giovani medici.

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