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Il SIGM sostiene l’AISM: il 10 e l’11 ottobre le MELE SCENDONO IN PIAZZA!

Anche quest’anno il Segretariato Italiano Giovani Medici sostiene l’iniziativa “LA MELA DI AISM”, promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla per sostenere la ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla. Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2015 torna infatti in 4000 piazze italiane La Mela di AISM, manifestazione organizzata dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il patrocinio di Pubblicità Progresso Fondazione per la Comunicazione Sociale, con lo nostro scopo di informare, sensibilizzare, sostenere la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla e i servizi per i giovani con SM. Per il secondo anno consecutivo lo chef Alessandro Borghese è volto della campagna. La sclerosi multipla oggi in Italia colpisce 75 mila persone, il 50% sono giovani. Cronica, imprevedibile e spesso invalidante: è la prima causa di invalità tra i giovani dopo gli incidenti stradali. Una diagnosi ogni 4 ore. La malattia si manifesta per lo più con disturbi del movimento, della vista e dell’equilibrio, seguendo un decorso diverso da persona a persona. Acquista un sacchetto di mele anche tu per contribuire ai progetti AISM!   **Dal 27 settembre al 12 ottobre all’evento La Mela di AISM è legato anche l’SMS solidale 45591 del valore di 1 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile e CoopVoce. Sarà di 2 euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone e TWT e di 2/5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb** Invitiamo tutti i colleghi ad aderire all’iniziativa! Ulteriori info: sito dell’AISM Il Consiglio Esecutivo del SIGM

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Il 7 e l’8 MARZO 2015 DON(n)A LA GARDENIA DI AISM!

Anche quest’anno il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) sostiene e promuove la campagna La GARDENIA di AISM”, organizzata dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (ASIM) per sostenere la ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla.

Come ogni anno, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, torna in 3000 piazze italiane l’evento benefico destinato a raccogliere fondi per sostenere la ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla, grazie a 10 mila volontari che distribuiranno le Gardenie di AISM.

Che cos’è la sclerosi mulipla? La sclerosi multipla è una malattia cronica, imprevedibile e spesso invalidante; una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Colpisce maggiormente le donne, in un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini. Il 50% delle persone con SM sono giovani, cui spesso la malattia viene diagnosticata tra i 20 e i 40 anni, nel periodo della vita più ricco di progetti. Si manifesta per lo più con disturbi del movimento, della vista e dell’equilibrio, seguendo un decorso diverso da persona a persona. Ogni 4 ore una nuova diagnosi.

Sabato 7 e domenica 8 marzo 2015: in occasione della Festa della Donna, quale atto più bello del sostenere l’AISM e la ricerca per costruire il futuro di tante donne? Quest’anno non regalate la solita mimosa, ma DON(n)ATE la Gardenia di AISM, che potete acquistare con un contributo minimo di 15 euro!

Inoltre, fino al 15 marzo potete donare 2 euro inviando un SMS o chiamando da rete fissa il 45599 con cellulare personale TIM, Vodafone, Wind, 3, Postemobile e CoopVoce e per ogni chiamata allo stesso numero da rete fissa Vodafone, Teletu e TWT oppure 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da telefono di rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.

I fondi raccolti con Gardenia di AISM 2015 saranno impiegati in progetti di ricerca finalizzati a trovare, in particolare, nuovi trattamenti per le forme gravi di sclerosi multipla ad oggi orfane di terapie. Una forma che colpisce almeno 25 mila persone in tutta Italia e un milione nel mondo.

 

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Contro il panico in un Paese paralizzato dall’epidemia di Ebola: la missione di Rainbow For Africa in Sierra Leone

Contro il panico in un Paese paralizzato dall’epidemia di Ebola: la missione di Rainbow For Africa in Sierra Leone (di Renata Gili) Verso la fine di settembre la mia Professoressa, Direttore della Scuola di Specializzazione di Igiene e Medicina preventiva che sto frequentando, mi propose di partire per una missione breve in Sierra Leone. Sapeva che sono interessata e affascinata dal mondo della cooperazione internazionale, ma non vi nascondo che provai una certa paura, in quel momento, all’idea buttarmi in mezzo all’epidemia di Ebola più grave che ci sia stata fino ad ora. Il lato un po’ incosciente del mio carattere, dopo averci razionalmente pensato qualche giorno, mi fece rispondere “Sì, vado!”. E così, il primo novembre 2014, mi ritrovai su un aereo della Royal Air Maroc. Destinazione: Freetown. Sono partita, con il Dott. Paolo Narcisi, anestesista-rianimatore del Centro Traumatologico dell’ospedale CTO di Torino e presidente dell’associazione torinese di cooperazione internazionale in ambito sanitario Rainbow for Africa. In Sierra Leone ci ha raggiunti, da Roma, Francesco Farnesi, direttore di Engim Internazionale, ONG per la formazione, lo sviluppo e la cooperazione che opera in Italia, in Europa e nei Paesi in Via di Sviluppo. Durante il mese prima della partenza, il lavoro è stato duro: da un lato, era volto ad acquisire una preparazione adeguata che ci permettesse di assumere i comportamenti corretti e di fronteggiare eventuali pericoli, dall’altro era indirizzato a studiare un protocollo di vestizione e svestizione per l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) di alto livello, adatti cioè a lavorare in sala operatoria e ad eseguire un intervento chirurgico. Una volta atterrati in Sierra Leone, abbiamo lavorato in due città nel nord ovest del Paese: Lunsar, nel distretto di Port Loko, e Makeni, nel distretto di Bombali. In queste due realtà ci siamo proposti di attivare un supporto per il sostegno dei due ospedali St. John of God di Lunsar e Holy Spirit di Makeni, attualmente chiusi per la paura di infettare il personale medico. Punto fondamentale di questo supporto era la formazione del personale locale all’utilizzo dei nuovi DPI, in modo che potessero ricominciare a lavorare in sicurezza a contatto con pazienti sospetti. Inoltre, collaborando con il personale locale, abbiamo impostato dei protocolli di ripresa delle attività con l’istituzione di un triage molto stretto esterno all’ospedale che permettesse di non fare entrare i casi sospetti di Ebola e di mandarli direttamente in una zona di isolamento, per evitare la contaminazione degli ambienti interni e del personale. La zona di isolamento nell’ospedale di Lunsar è un vero e proprio Holding Center finanziato da WHO (struttura per il ricovero dei pazienti sospetti, in attesa di esclusione o accertamento della malattia Ebola), a cui noi stiamo dando supporto inviando materiale protettivo per medici e infermieri. Inoltre, il nostro progetto si propone di instaurare una zona di isolamento anche nell’ospedale di Makeni. In questo modo, passo dopo passo, si arriverà alla riapertura progressiva dei reparti di Maternità, Chirurgia e Traumatologia. Infine, abbiamo iniziato a supportare 60 comunità rurali afferenti agli ospedali di Makeni e Lunsar, molte delle quali lontane dalle città (quelle in cui i casi di Ebola stanno crescendo maggiormente). Ad ognuna forniremo un termometro, un telefono, alcuni DPI e formeremo un abitante del villaggio al riconoscimento di un caso sospetto. L’Ebola, ad oggi, ha causato il contagio di circa 15000 persone nei tre Paesi maggiormente colpiti: Guinea, Liberia e Sierra Leone. Le morti sono state circa 5500. Se in questi Paesi ci fosse stato un sistema sanitario organizzato, l’epidemia non sarebbe stata di proporzioni così grandi e si sarebbe controllata facilmente. Ma adesso il vero problema, ciò che più mi ha colpito, è stato vedere un Paese paralizzato dal terrore verso un virus che ancora non si sa fronteggiare correttamente e tenere sotto controllo. È la paura del contagio, che provoca più vittime della diffusione della malattia da Virus Ebola. Si percepisce già dall’ingresso all’aeroporto, dove gli addetti ai controlli non ti permettono di entrare senza essersi lavati le mani nell’acqua e candeggina e ti attendono con guanti e mascherina, armati di termometri laser per il controllo della temperatura. Ogni volta che si tocca qualcosa ci si lava le mani con le soluzioni di acqua e alcol, che ormai tutti possiedono. Nessuno si dà la mano, ogni forma di contatto fisico è proibita … e questo è significativo, soprattutto se si è già stati in Africa altre volte: è un popolo abituato al contatto fisico continuo, agli abbracci, alle strette di mano e alle pacche sulla spalla. Addirittura i bambini non toccano nessuno, con i conseguenti traumi dal punto di vista psicologico che si verificheranno nel post-Ebola. Tutto è fermo. Le scuole sono chiuse, i giochi e gli sport sono interrotti. Qualunque possibile fonte di aggregazione è sospesa. Di fronte ad ogni casa e sparsi per le città si trovano secchi pieni di acqua e candeggina per lavarsi le mani. Il terrore, purtroppo, ha provocato anche la chiusura di molti ospedali. I medici non si proteggono correttamente e rischiano di infettarsi. Questo genera un disastro ancora più grande: non vengono più curate le altre patologie e le morti si accumulano. L’assistenza sanitaria materna è negata, quindi i bambini vengono partoriti in casa con tutte le complicanze che ne derivano (nell’ospedale di Makeni, fino all’agosto scorso, si contavano circa 200 parti al mese). I cesarei non vengono più fatti: nell’ospedale di Makeni, per esempio, c’era una media di 30 cesarei al mese… che fine avranno fatto oggi quelle mamme e quei bambini? Inoltre la malaria, la diarrea, i traumi non vengono più curati. I programmi di vaccinazione infantile sono interrotti. È terribile vedere alcune statistiche che mostrano come, per esempio nel distretto di Bombali, solo il 40% dei cadaveri morti in questa epidemia siano risultati positivi al test per Ebola … e tutti gli altri? Triste vedere come, se si fosse presa in mano la situazione in tempo dandole la giusta importanza, le risorse da impiegare sarebbero state decisamente inferiori. Potevano essere pochi milioni di dollari sei mesi fa, saranno alcuni miliardi nei prossimi mesi. Gli interventi per il controllo di quest’epidemia, infatti, sono semplici, se si applicano le giuste risorse: formazione e protezione degli operatori sanitari, isolamento dei casi, quarantena per i sospetti contagi e pratiche funerarie sicure e non pubbliche. Un’altra emergenza è quella alimentare: migliaia di persone in Sierra Leone sono costrette a violare la quarantena per trovare del cibo, potenzialmente contaminando altri individui, in quanto gli aiuti alimentari non sempre riescono a raggiungere tutte le comunità. In particolare in Sierra Leone dovrebbe essere attivo un sistema atto a garantire gli aiuti alimentari per le persone in quarantena ma questo non funziona in modo effettivo e le persone sono costrette a uscire di casa, esponendo altri alla malattia. Come ho già scritto, con il nostro progetto ci siamo proposti di supportare 60 comunità rurali, e vorremmo dare una mano anche in questo senso: attivando un supporto alimentare, tramite l’invio di riso in Sierra Leone, per le comunità in quarantena. Rainbow for Africa Rainbow for Africa è un’Associazione senza fini di lucro che opera nell’ambito dello sviluppo e della cooperazione internazionale, nata al CTO di Torino nel 2007 per iniziativa di un gruppo di medici e infermieri e riconosciuta Onlus nel 2009. È costituita da medici (specialisti in varie discipline), infermieri, altre figure sanitarie, ingegneri ed esperti informatici, che mettono a disposizione la loro professionalità ed esperienza. Si è rapidamente espansa ed ora ha volontari in diverse regioni d’Italia. L’Associazione vuole contribuire allo sviluppo sostenibile dell’Africa intervenendo nel settore sanitario al fine di accrescerne la qualità, la specificità e l’accessibilità. In Italia è impegnata nella promozione dell’educazione alla cooperazione e nell’integrazione degli immigrati nel tessuto sociale del Paese ospitante. In Africa l’impegno maggiore consiste nella formazione generale e specifica del personale sanitario locale, curando parallelamente la valorizzazione e l’incremento di attrezzature, infrastrutture e strumenti telematici presenti in loco. Rainbow For Africa è intervenuta durante il terremoto ad Haiti, ha missioni in Etiopia, Burkina Faso, Senegal e Sierra Leone. Ha il supporto delle Università di Torino, Novara e Roma TorVergata. Ulteriori info: http://www.rainbow4africa.org

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L’8 e il 9 MARZO DON(n)A LA GARDENIA DI AISM!

Anche quest’anno il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) sostiene e promuove la campagna La GARDENIA di AISM”, organizzata dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (ASIM) per sostenere la ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla.

Come ogni anno, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, torna in 3000 piazze italiane l’evento benefico destinato a raccogliere fondi per sostenere la ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla, grazie a 10 mila volontari che distribuiranno le Gardenie di AISM. In Italia, delle 65 mila persone affette da Sclerosi Multipla, 43.000 sono DONNE, cui la malattia viene spesso diagnosticata tra i 20 e i 30 anni, nel periodo della vita più ricco di progetti, quando si investe nella vita familiare e lavorativa, nei sogni, negli affetti. Sabato 8 e domenica 9 marzo 2014, Dal 24 febbraio al 16 marzo potrete anche donare 2 euro alla ricerca inviando un SMS al numero 45509.

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L’8, il 9 e il 10 marzo non comprate una mimosa…comprate la GARDENIA di AISM!

  Il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) sostiene e promuove la campagna “La GARDENIA dell’AISM”, organizzata dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (ASIM) per sostenere la ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla.   Venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 marzo 2013, come ogni anno, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, torna in 3000 piazze italiane l’evento benefico destinato a raccogliere fondi per sostenere la ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla, grazie a 10 mila volontari che distribuiranno 250 mila gardenie. In Italia, delle 65 mila persone affette da Sclerosi Multipla, 43.000 sono DONNE, cui la malattia viene spesso diagnosticata tra i 20 e i 30 anni, nel periodo della vita più ricco di progetti, quando si investe nella vita familiare e lavorativa, nei sogni, negli affetti. Cronica, imprevedibile ed invalidante, la sclerosi multipla è una delle più gravi malattie del sistema nervoso centrale. Ogni anno vengono diagnosticati 1800 nuovi casi: uno ogni 4 ore. Di questi nuovi casi, ogni anno, 1.200 sono donne. In occasione della Festa della Donna, quindi, quale atto più bello del sostenere l’AISM e la ricerca per costruire il futuro di tante donne? Quest’anno non regalate la solita mimosa, ma la Gardenia di AISM! L’offerta minima richiesta è di 13 euro, e insieme alle piante, nelle piazze verrà distribuito lo Speciale Gardenia dell’AISM con informazioni sulla sclerosi multipla. I fondi raccolti con la Gardenia dell’AISM contribuiranno a potenziare l’impegno dell’Associazione nello studio della causa della malattia, finalizzata alla ricerca di una cura risolutiva.   Dal 25 febbraio al 10 marzo è attivo anche l’SMS Solidale 45509 per donare 2 euro da cellulare personale TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca. La donazione sarà di 2 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT oppure di 2 o 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb. Invitiamo tutti i colleghi ad aderire all’iniziativa! Trova la piazza più vicina a te Ulteriori info: sito dell’AISM   Il Consiglio Esecutivo del SIGM

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Giovani Medici e Medici con l’Africa CUAMM il 15 Dicembre 2012 all’Università Cattolica di Roma per l’evento “Prima le Mamme e i Bambini. I primi passi: risultati, innovazione e ricerca”

Care Colleghe e cari Colleghi, in continuità con l’impegno sulle tematiche della Salute Globale che il SIGM sta portando avanti ormai da tempo e nell’ottica della sempre maggiore sensibilizzazione al tema della Cooperazione Sanitaria allo Sviluppo, anche a seguito della sigla del protocollo di intesa con il CUAMM durante lo scorso Congresso Nazionale, vi invitiamo all’evento “Prima le Mamme e i Bambini. I primi passi: risultati, innovazione e ricerca” che si terrà presso l’Auditorium dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, la mattina del 15 Dicembre p.v. Trovate qui tutte le informazioni (clicca qui) Come vedete dal programma (clicca qui) si tratta di un’occasione importante che vedrà la partecipazione di importanti personalità italiane e straniere che hanno a che fare con il mondo della cooperazione sanitaria e della salute materno infantile e dove anche il SIGM avrà il proprio spazio per ribadire l’importanza della responsabilità sociale dell’essere medico e di quanto possano giovare nel percorso formativo di un giovane medico le esperienze in Paesi in via di sviluppo. Come riportato nel programma, è opportuno iscriversi all’evento o per telefono 049 8751279 o inviando una mail a roma15dicembre@cuamm.org. Il Consiglio Nazionale SIGM

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Il SIGM sostiene l’AISM: il 13 e il 14 ottobre aderite anche voi a “una mela per la vita”!

Il Segretariato Italiano Giovani Medici sostiene l’iniziativa UNA MELA PER LA VITA”, promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (ASIM) per sostenere la ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla.

 

Sabato 13 e domenica 14 ottobre 2012, come ogni anno, torna in 3000 piazze italiane l’evento benefico destinato a raccogliere fondi per sostenere la ricerca scientifica ed i servizi dedicati ai giovani colpiti dalla sclerosi multipla. In Italia, infatti, delle 65 mila le persone con SM il 50% sono giovani, cui spesso, la malattia, viene diagnosticata tra i 20 e i 30 anni, nel periodo della vita più ricco di progetti. L’evento di raccolta fondi promosso da AISM in collaborazione con Unaproa, Unione di organizzazioni di produttori ortofrutticoli d’Europa, quest’anno compie 18 anni e per festeggiare moltiplica le varietà di mela che si possono gustare.

I 4 milioni di mele forniti dal nuovo produttore Kiwi Sole Spreafico, Gala, Golden, Stark o Granny, verranno distribuiti da 10 mila volontari in 3mila piazze italiane: basta una donazione di 8 euro per assicurarsi un sacchetto e contribuire ai progetti AISM.

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Arci 690 – Progetto Chernobyl

Cari colleghi, presso il reparto di Pediatria dove sto svolgendo il mio corso di Specializzazione ho avuto recentemente occasione di venire a conoscenza dell’attività di una associazione di volontariato che voglio presentarvi. Si tratta dell’associazione pisana Arci 690, nata nel 1996 nell’ambito della Pubblica Assistenza di Cascina (Pisa): l’Arci 960 da anni porta avanti il Progetto Chernobyl, consistente nell’accoglienza per il periodo di un mese (estiva o invernale) di bambini provenienti da zone contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl nel 1986.   I bambini provengono dalle zone colpite dall’incidente, in particolare da un villaggio chiamato SudKovo, della provincia di Khojniki, nella regione di Gomel: il villaggio è molto vicino (circa 10 Km) alla zona così detta “proibita” e dista 40 Km da Chernobyl. L’accoglienza prevede, oltre agli ovvi obblighi nei confronti del minore, anche una spesa comprensiva del viaggio aereo, della produzione dei documenti necessari, dell’iscrizione e di un contributo per l’associzione (circa  500 euro in totale). Inoltre, l’associaizone si occupa due volte all’anno anche della raccolta e consegna di aiuti umanitari (vestiario, generi alimentari a lunga conservazione, medicine ed altro materiale). Per saperne di più consultate il sito dell’associazione: http://www.arci690cernobyl.it/default.php Potete inoltre consultare le modalità di accoglimento dei minori bielorussi: http://www.arci690cernobyl.it/modalita.pdf e il codice dei comportamenti etici ed organizzativi dell’associazione: http://www.arci690cernobyl.it/codice.pdf Ecco i riferimenti dell’associazione: – Arci 690 Progetto Chernobyl c/o PUBBLICA ASSISTENZA- CASCINA– V.le Comaschi, 36 Tel.: 050– 760081 – 742478   |   E-mail: info@arci690cernobyl.it – Responsabili del Progetto Chernobyl: Liliana Bertini cell 333/6603475  | E-mail:  marcobertini@aliceposta.it – Volontario organizzativo e referente per i progetti: Umberto Mugnaini cell. 335/6399755   |   E-mail:  mugnaini@m-consulting.pisa.it

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SIGM e AVIS for KENYA

Vi segnaliamo una importante collaborazione che la sede SIGM di Caserta ha recentemente deciso di costruire: la sede sposerà come partner per progetti di beneficenza l’Associazione “Avis for Kenya”, una associazione finalizzata allo sviluppo e sostegno delle popolazioni nella provincia di Malindi. Per info: http://www.aviscasalnuovoforkenya.it. Abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare il loro importante impegno, in particolare per il villaggio Muyeye, dove sono attualmente in corso: – il Progetto Scuola:  lo scopo e la finalità è quella di garantire il percorso didattico di bambini di Muyeye,  di cui si verrà costantemente informati anche con l’invio delle pagelle…per ora ancora non molto brillanti a dire il vero…ma poco male per chi ha imparato a leggere e scrivere da pochi anni. – il Progetto Sanità, in cui potremmo essere direttamente coinvolti: già sulle pagine Facebook potrete trovare l’atto di convenzione con il Municipal Hospital, con il quale instaurano una sorta di convenzione, o meglio un’autorizzazione ad entrare nella loro struttura e prestare aiuto. Aiuto che si realizzerà con “spedizioni” di medici ed infermieri in settimane dedicate, quella della ginecologia, dell’ortopedia, piccoli interventi ecc ecc. ma per fare questo si rende necessario prima adeguare le loro precarie e cadenti strutture. Una richiesta esplicita della loro direzione, ad esempio, è stata quella di rendere operativa la degenza ginecologica materno infantile, perchè come giustamente fatto osservare dai colleghi, se le nascite sono un rischio non ci sarà futuro. Hanno richiesto un preventivo per la ristrutturazione del reparto, sarebbero necessari circa 30.000 euro, non è una cifra impossibile, ma non è neanche semplice.. – Farm: acquistato, e quasi completamente bonificato un terreno, recintato aiutati anche dai ragazzi dell’orfanotrofio, e già è stata organizzata una piantaggione di water melon… pronti proprio in questo periodo per essere raccolti; andranno a questo punto venduti nei mercati locali, per insegnare loro ad autosostenersi, consci che serve educare piuttosto che limitare l’aiuto ad una semplice beneficenza, il cui effetto finisce appena il volontario se ne va. Proprio in occasione della raccolta, due gruppi di volontari sono già partiti. E’già pronta, inoltre, per Natale l’agendina 2012, “NatoNero”, che con un contributo di soli 5 euro, contribuirà a raccogliere importanti fondi per le nostre iniziative. Per chiunque fosse interessato a conoscere più nel dettaglio, e magari a partecipare, alle attività dell’Associazione, non esitate a contattarmi!   Imma Tartaglione, Responsabile SIGM Caserta

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