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Formazione

SSM19 VADEMECUM E NOVITA’

VADEMECUM E NOVITA’ SSM19 All’indomani della pubblicazione del bando per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria, vogliamo fornire ai colleghi che sosterranno la prova un vademecum riassuntivo dei punti salienti inerenti la presentazione della domanda ed il cronoprogramma di questo concorso; nonché una analisi delle novità introdotte. CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL PDF RIASSUNTIVO Due le principali novità di questo bando di concorso: 1) L’introduzione della certificazione di lingua italiana, attestante la conoscenza della lingua italiana corrispondente al livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento delle Lingue (QCER) rilasciata dagli enti certificatori accreditati appartenenti al sistema di certificazione unificato CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità): Società Dante Alighieri, Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena e Università degli Studi Roma Tre. Da bando tale certificazione sarebbe richiesta a tutti i concorrenti extracomunitari, seppur con titolo conseguito in Italia. Come associazione, sottolineando che da circolare MIUR n. 39 del 21 Marzo 2005, si è dispensati per lavorare in Italia dalla presentazione del certificato CELI 5 (corrispondente al C1) qualora in possesso di una laurea conseguita presso una Università Italiana, abbiamo chiesto al MIUR (ED OTTENUTO) chiarimenti affinché la certificazione in oggetto non vada a riguardare i colleghi extracomunitari con titolo conseguito in Italia. (CLICCA QUI). 2) L’introduzione, con riferimento all’art.10 comma 2 del bando, di una Sessione Straordinaria di recupero finalizzata alla riassegnazione dei posti assegnati a candidati che non hanno perfezionato l’immatricolazione. Potranno ambire a questi contratti tutti i candidati “compresi i candidati già immatricolati e quelli decaduti dalla procedura degli scaglioni di scelta o decaduti dal posto assegnato per mancato perfezionamento dell’immatricolazione” nel rispetto della graduatoria di merito. Si legge in questo la volontà delle Istituzioni di porre un argine al fenomeno dei contratti assegnati, ma per i quali non venga poi perfezionata l’immatricolazione. E’ una novità a cui guarderemo con attenzione, vigilando sulla sua efficacia e sulla sua realizzazione nel rispetto della meritocrazia.   Seppur guardando positivamente al rispetto della tempistiche di attuazione della prova concorsuale, intendiamo comunque sottolineare che molti restano ancora i punti critici e non ancora affrontati della prova di accesso alle scuole di specializzazione di area medica: l’eccessiva parcellizzazione ed eterogeneità nella vigilanza delle sedi concorsuali; il numero di contratti di formazione ancora troppo inferiore al numero di concorrenti e slegato a qualunque ottica di programmazione,  la mancata introduzione di criteri che regolino i requisiti di assegnazione dei contratti SSN e l’incapacità di rispondere al gran numero di contratti abbandonati in corso d’opera e non riassegnati. Sono ancora molte, troppe, le criticità da colmare per poterci dire soddisfatti di questa prova di concorso e continueremo a batterci affinché esse vengano recepite e risolte. Intanto auguriamo ai colleghi impegnati in questa tornata concorsuale il nostro più grande in bocca al lupo. L’Associazione Italiana Giovani Medici S.I.G.M.

Specializzazione

Certificazione C1 per Aspiranti Specializzandi stranieri

AGGIORNAMENTO 06/05/2019 Come vi avevamo preannunciato studiando la normativa, il possesso di un titolo di studio ottenuto in Italia equivale alla certificazione C1 secondo il Quadro Normativo Europeo. Per tutti gli altri, sussiste una proroga fino all’8 Luglio 2019. Vi preannunciamo inoltre che tutti gli Enti che rilasciano l’attestato, in questo caso, avranno tempistiche più brevi per il rilascio tali da garantire la partecipazione al concorso. LINK AL DECRETO DIRETTORIALE   POST ORIGINALE: GIOVANI MEDICI SIGM “Grosso clamore mediatico sulla questione della certificazione C1 per la partecipazione degli aspiranti specializzandi stranieri, ma siamo ragionevolmente tranquilli. Abbiamo chiesto un chiarimento al MIUR (LINK ALLA RICHIESTA), ma già in altri ambiti una Laurea conseguita in un Ateneo Italiano non necessita di ulteriore riconoscimento linguistico. Piuttosto, ci aspettiamo la stessa attenzione verso questioni ben più gravose” Il SIGM, in riferimento alla recente pubblicazione del bando per l’accesso al concorso SSM 19, ritiene che, per i colleghi laureatisi in Italia ma provenienti da altri Paesi, non sia necessaria ulteriore documentazione certificante un livello di lingua C1 o superiore. “Appena è stata sollevata la questione sui social, dopo l’uscita del bando di giovedì scorso – commentano I Giovani Medici SIGM – abbiamo cercato di approfondire la problematica da un punto di vista legislativo e di capire se esistesse una normativa in merito. Ci sembrava paradossale che chi avesse sostenuto e superato tutto il corso di Studi in lingua italiana poi non potesse accedere ad un concorso che ne costituisce la naturale prosecuzione.”   “Effettivamente esiste una circolare ministeriale (n.39 del 21 Marzo 2005) che, per quanto concerne l’istruzione della lingua italiana effettuata da personale straniero nella scuola primaria e secondaria, dispensa dalla presentazione della certificazione della conoscenza lingua italiana chi abbia conseguito la laurea presso una Università Italiana. Tale circolare richiama il decreto legislativo 319 del 1994 sul riconoscimento dei titoli professionali nei paesi della Comunità Europea in recepimento di direttive comunitarie”   “I riferimenti legislativi citati sono contenuti nella richiesta inoltrata in data odierna alle Direzioni Generali del MIUR, dove si richiede che, semplicemente e come già accaduto, chi si sia laureato presso una Scuola italiana di Medicina e Chirurgia non debba presentare altra certificazione di lingua.”   “ Apprezziamo – concludono I Giovani Medici SIGM – il vivo interesse per la questione mostrato dalla FNOMCEO e dagli ordini dei Medici. Riteniamo tuttavia che lo stesso impegno debba essere profuso in questioni ugualmente gravi e che rischiano di minare definitivamente l’accesso alla professione delle giovani generazioni di medici. Il contratto a tempo “determinato” per gli specializzandi all’ultimo anno, nella proposta di legge della Lega, rischia di avviare un ciclo continuo di assunzioni a tempo determinato, in cui al termine dei 12 mesi ci sarà un altro specializzando a sostituire chi esaurisce il contratto e si specializza, che non avrà alcuno sbocco professionale possibile perché già occupato da chi lo ha sostituito. In questo modo si garantisce alle Regioni una soluzione low cost, approfittando di medici demansionati e dequalificati da pagare di meno e per soli 12 mesi, e del clamore mediatico generato dalle sigle sindacali sulla carenza di medici che non è vera in tutto il Paese e di cui soffre soprattutto il pubblico, che ha inevitabilmente perso appeal e competitività non ricevendo investimenti statali da oltre dieci anni. Andiamo verso una Sanità di Serie A e di Serie B, con giovani sempre più precari e cittadini costretti ad accedere ad una sanità pubblica fatta di medici inesperti, non formati oppure pensionati richiamati in servizio. E tutto questo nel silenzio della FNOMCEO, così solerte nel sollecitare il MIUR per la certificazione di lingua.”

Corso Specifico di Medicina Generale

Manifestazione 10 maggio a Napoli per la pubblicazione degli ambiti carenti in Campania. Il SIGM aderisce alla protesta dei “Medici senza carriere”

La Sede Provinciale di Salerno del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) e il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G.), preso atto della mancata pubblicazione degli ambiti carenti di Medicina Generale in Regione Campania, aderisce alla manifestazione indetta dai colleghi del movimento “Medici senza carriere”, che si svolgerà il prossimo 10 maggio presso il Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania e del Dipartimento Tutela della Salute. Lo scorso 1 aprile è scaduto il termine per la pubblicazione degli ambiti territoriali carenti della Medicina Generale per l’anno in corso, ai sensi degli Artt. 5 e 6 del vigente Accordo Collettivo Nazionale (ACN 2018). È una criticità tutt’altro che nuova in Regione Campania, dal momento che mancano all’appello anche le zone carenti per l’anno 2018, la cui pubblicazione, in base al precedente ACN, era prevista nei mesi di aprile ed ottobre 2018. I medici presenti in graduatoria regionale sono, inoltre, tuttora in attesa delle assegnazioni delle carenze pubblicate nel 2017. Sulla base della situazione in atto, che grava sul futuro professionale dei medici di medicina generale campani in attesa di convenzione, oltre che sull’assistenza sanitaria offerta ai cittadini, ci uniamo alla protesta dei “Medici senza carriere”. In particolare, chiediamo alla Regione Campania: –          Di rispettare la normativa relativa alla pubblicazione delle aree carenti, in base a quanto stabilito dal vigente ACN, evitando di creare ulteriori ritardi e disagi per i colleghi in attesa di convenzione; –          Di pubblicare quanto prima gli ambiti carenti per gli anni 2018 – 19 e quelli che si renderanno disponibili nel corso dell’anno, come stabilito dagli Artt. 5 e 6, comma 1, dell’ACN 2018; –          Di regolamentare la situazione relativa ai medici in attesa di assegnazione delle carenze per l’anno 2017.  

Corso Specifico di Medicina Generale

CFSMG Sicilia: illegittimo e incostituzionale imporre ai medici in formazione di rinunciare al Corso MG per partecipare al concorso SSM. La lettera del SIMeG a Ministero e Regione.

In una lettera inviata al Ministero della Salute e alla Regione Sicilia (link), il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) chiede una revisione dell’atto notorio fatto sottoscrivere ai medici iscritti al primo anno del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Sicilia (triennio 2018 – 2021). Abbiamo, infatti, ricevuto le segnalazioni dei colleghi siciliani in formazione al primo anno di corso, ai quali è stato fatto firmare un atto notorio, di cui non era stata data la possibilità di prendere visione precedentemente. Nel documento risulta che il corsista in formazione dichiara “di essere a conoscenza del fatto che il medico iscritto al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale può partecipare, successivamente, a fine corso o rinunciando allo stesso, ai concorsi per l’ammissione alle scuole universitarie di specializzazione in Medicina e Chirurgia per il conseguimento dei titoli di specializzazione e che il medico iscritto a scuola universitaria di specializzazione può partecipare, a fine corso o rinunciando allo stesso, al concorso per l’ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.” Tale comma rappresenta un’anomalia sia rispetto alle altre regioni che rispetto ai trienni precedenti, nel quale viene rispolverato un articolo, mai applicato, con un forte profilo di illegittimità ed incostituzionalità, che determinerà molto probabilmente un ricorso alla giustizia amministrativa, con tutte le conseguenze del caso. Non è con misure penalizzanti, che creano tra l’altro una ingiustificata ostilità tra i colleghi in formazione, che si valorizza la Formazione Specifica in Medicina Generale né con tali misure si può risolvere il problema dell’imbuto formativo, ma solo con lo stanziamento di più fondi e con l’adeguamento, sia in termini economici che di qualità formativa, della FSMG. Prendiamo atto, dunque, con amarezza, dell’ennesima occasione che evidenzia una discutibile gestione del CFSMG nella Regione Sicilia (da ricordare, a titolo d’esempio, l’inserimento reiterato di una tassa di iscrizione per l’accesso al Concorso di ammissione al Corso di Formazione in Medicina Generale, rimasto un caso isolato in tutta Italia) da quando, nel 2016, è stata stipulata, tra la Regione Siciliana – Assessorato alla Salute e l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Palermo, la “Convenzione per la definizione dei rapporti di collaborazione per l’organizzazione, l’attuazione e la gestione delle attività formative del Corso triennale di Formazione Specifica in Medicina Generale”, per la quale l’OMCeO di Palermo è divenuto affidatario della gestione delle attività didattiche del CFSMG, mentre le procedure relative all’emanazione del bando annuale di concorso per l’accesso al Corso di Formazione e la gestione della procedura concorsuale sono rimaste in capo all’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia Alla luce di ciò, il S.I.Me.G chiede: –   che sia fatta chiarezza su quanto avvenuto e che venga abrogato con effetto immediato il divieto per i corsisti del CFSMG della Regione Sicilia, e di tutte le altre regioni che dovessero applicare questo regolamento, di partecipare al concorso SSM prima della fine del corso o della rinuncia allo stesso; –   che, per arginare il fenomeno della perdita di borse di studio dovuta al passaggio di medici in formazione dal percorso di formazione specialistica a quello di formazione specifica in medicina generale e viceversa, sia istituito un concorso unico per l’accesso ad entrambi, e che siano garantite le stesse condizioni economiche e di tutela per i medici in scuola di specializzazione e per quelli in formazione specifica di medicina generale; –   che la Regione Sicilia torni ad appropriarsi delle proprie competenze in tema di Formazione in Medicina Generale e di gestione dei corsi, e vigili affinché ai propri medici in formazione siano garantite le stesse condizioni degli altri colleghi italiani.      

Corso Specifico di Medicina Generale

Grillo: “Serve unico contratto di formazione-lavoro”. La posizione del SIMeG

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) apprende a mezzo stampa delle dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo in merito alla riforma delle specializzazioni ed auspica che la linea espressa possa riguardare anche i medici in formazione in Medicina Generale. In base a quanto dichiarato dal Ministro della Salute, emerge la volontà di ripensare il ruolo degli specializzandi in un nuovo contratto di formazione-lavoro, con certificazione delle competenze acquisite, riorganizzazione ed ampliamento delle reti formative che coinvolga i Policlinici universitari e le strutture del SSN che rispettano gli standard formativi, e dunque una valorizzazione della formazione specialistica ed, al contempo, un potenziamento dei servizi sanitari volto a rispondere adeguatamente alla carenza di medici. Da anni il nostro Dipartimento propone un’evoluzione della Formazione Specifica in Medicina Generale in disciplina accademica, atta a consentire una valorizzazione della formazione dei futuri Medici di Medicina Generale, da considerare anch’essi, al pari degli altri colleghi in formazione, quali medici in formazione specialistica da inserire nel contesto del Servizio Sanitario, al quale poter dare il loro contributo qualificante. Far rientrare anche la Formazione Specifica in Medicina Generale nella riforma della formazione specialistica consentirebbe di: Rispondere alla  carenza di medici di Medicina Generale; Adeguare finalmente l’anomalia italiana della formazione specifica in medicina generale, equiparandola a quella degli altri specializzandi, sia per modalità contrattuali, sia per durata del corso di studi; Dare alla Formazione Specifica in Medicina Generale la qualità ed il valore che merita, con la crescita di una nuova generazione di MMG adeguatamente formati per rispondere alle sfide determinate dai cambiamenti epidemiologici e demografici che impongono in maniera sempre più impellente una riorganizzazione delle Cure Primarie, in cui il Medico di Medicina Generale funga da coordinatore dell’assistenza sanitaria; Creare un core curriculum di competenze specifiche che il corsista in formazione deve acquisire. Il Dipartimento SIMeG ribadisce la necessità di valorizzare l’importanza della formazione in Medicina Generale quale percorso fondamentale per formare professionisti in grado, in prospettiva futura, di rispondere ai bisogni di salute della popolazione dettati dal nuovo contesto socio-epidemiologico, superando i vecchi modelli ai quali i CFSMG sono tuttora ancorati. In definitiva, il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) esprime interesse per le nuove proposte del Ministro della Salute volte a  coniugare in modo equilibrato la formazione e il lavoro, al pari di quanto avviene attualmente in diversi Paesi Europei, e si dichiara altresì disponibile a lavorare sui temi suddetti all’interno degli specifici tavoli tecnici e commissioni atte ad attuare tali riforme.

Specializzazione

Continuano le procedure di presentazione delle istanze di accreditamento delle Scuole di Specializzazione. Il punto dei Giovani Medici

Mancano pochissimi giorni all’inizio della valutazione da parte dell’Osservatorio Nazionale delle proposte di Scuola che arriveranno, ma stiamo già lavorando per fare in modo che quanto accadrà nelle fasi successive alla valutazione possa tutelare la regolare prosecuzione del corso di studio degli specializzandi iscritti e non solo. Infatti, abbiamo chiesto e continueremo a farlo che: 1. quanto indicato dalla Nota Direttoriale del 16.10.2017 “Indicazioni operative relative al trasferimento di specializzandi iscritti presso Scuole di Specializzazione di area medica non accreditate” possa valere anche in questa edizione e che possano essere ricomprese nella stessa anche le Scuole con ACCREDITAMENTO PROVVISORIO che in questa tornata saranno RICOMPRESE nelle reti formativi di Scuole di altre sedi. Resta il problema per gli specializzandi vincitori di BORSA REGIONALE presso Scuole che non saranno accreditate. Infatti qualora nella stessa Regione non siano presenti Scuole accreditate della stessa tipologia, ad oggi il loro trasferimento presso sedi accreditate non risulta garantito. Come per le scorse volte ci faremo interlocutori con le Regioni affinché si possano trovare soluzioni idonee a favore dei colleghi che rientrano in questa fattispecie;2. gli Atenei garantiscano l’avventura NOTIFICA dell’esito dell’acccreditamento delle Scuole agli specializzandi iscritti alle stesse;3. le RETI FORMATIVE di ciascuna Scuola siano rese PUBBLICHE prima della momento della scelta del prossimo concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione;4. i QUESTIONARI compilati dagli specializzandi, seppur in maniera aggregata, siano anch’essi pubblicati prima della momento della scelta del prossimo concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione.5. venga rispettato il cronoprogramma per non ritardare l’emanazione del bando per il prossimo concorso SSM 6. alle scuole di Specializzazione con migliori performance formative vengano assegnati un maggior numero di contratti di formazione È grande la preoccupazione sui tempi e le forze che l’Osservatorio Nazionale avrà a disposizione per portare a termine questo difficile compito.L’auspicio è che, terminando con questa edizione il periodo di  introduzione di questo nuovo e complesso sistema a tutela della qualità della formazione, l’Osservatorio possa essere dotato dell’infrastruttura di supporto più opportuna per poter affinare e ottimizzare l’importante percorso già iniziato. In questa fase sarà nostra premura continuare a segnalare situazioni di criticità, seguire da vicino quanto si farà e soprattutto supportare i colleghi di tutte le sedi. Per DUBBI, CHIARIMENTI e SEGNALAZIONI continuate a scriverci in privato o su presidente@giovanemedico.it

Formazione

Accesso programmato a Medicina: la posizione di SIGM e CNAS

Il Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi e il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) apprendono a mezzo stampa dell’audizione avvenuta in VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati sulla proposta di revisione dei termini di accesso alla Scuola di Medicina e Chirurgia avanzata dal Rettore di Ferrara, prof. Zauli, che prevedrebbe l’iscrizione di 600 studenti al I anno di corso di laurea senza alcuna selezione in ingresso e il prosieguo legato al superamento di tre esami al primo semestre con media aritmetica di almeno 27 trentesimi. Si esprime profonde perplessità su qualsiasi proposta che non tenga conto di una programmazione quantitativa e qualitativa del fabbisogno di medici e professionisti sanitari ai fini della definizione del numero degli studenti ammessi a frequentare il percorso di studi in Medicina e Chirurgia. Selezionare il contingente del numero di studenti da ammettere a Medicina, o peggio, basandosi esclusivamente sul potenziale formativo delle università, peraltro sovradimensionato, utilizzare la media degli esami e il numero degli esami superati e arrivare a proporre, per riassorbire un numero di medici nettamente incrementato, va a discapito della qualità dei percorsi di formazione post-lauream, comportando un rapporto tra docenti e discenti nettamente a sfavore dei primi. Il ruolo dell’Università nella formazione medica è quello di rispondere, con qualità e in termini numericamente adeguati, al fabbisogno formativo di medici e professionisti sanitari, che a sua volta dovrebbe essere funzionale al bisogno di Salute espresso dalla popolazione italiana, e non, a scopo demagogico, soddisfare la pressione di migliaia di studenti che aspirano al percorso di formazione in Medicina e Chirurgia. Il ventilato meccanismo di svolgimento degli esami, inoltre, sembra lungi dall’assicurare l’imparzialità dei risultati e non fornisce garanzie sul corretto svolgimento della prova d’esame. Imparzialità, meritocrazia e oggettività sono criteri irrinunciabili per stabilire le corrette modalità di accesso al CdL di Medicina e Chirurgia, condizioni che troverebbero riscontro soltanto nell’utilizzo di quesiti prodotti da enti terzi e mediante correzione centralizzata degli elaborati attraverso un sistema che garantisca l’anonimato, procedimenti che il test d’ingresso attuale impone. Inoltre, in assenza di un limite al numero di posti disponibili ma al cospetto della sola necessità di raggiungere un valore soglia per l’ammissione, il rischio di collaborazione fra studenti risulterebbe altissimo, richiedendo controlli serrati in ciascun ateneo. In ultimo, in considerazione del numero di candidati dell’ultima selezione nazionale per i corsi di medicina e Chirurgia in rapporto agli studenti ammessi a frequentarlo, le Università si troverebbero ad accogliere un numero di studenti pari a 7, se non 8 volte il volume attualmente ospitato. Qualora non venisse garantito a tutti gli studenti iscritti il diritto di seguire le lezioni frontali e di interagire con il corpo docente la proposta non farebbe altro che sostituire con 3 esami, soggetti al controllo dei professori, il test unico a numero programmato a correzione centrale. Siffatta soluzione all’ “imbuto formativo” pre-laurea, pertanto, si fonda su un accesso non programmato, e quindi incontrollato, alla formazione medica con la prospettiva dell’immissione nel mercato del lavoro di un numero esorbitante di medici, per di più non adeguatamente formati. Non a caso, si assiste al fiorire di petizioni online contro la proposta del Rettore di Ferrara, che hanno avuto origine dagli studenti in medicina dell’Università di Ferrara (http://chng.it/ctsKyWYLFt). Ricordiamo, inoltre, che la denunciata carenza di medici non è nel pool di medici laureati ma degli specialisti che mancano: l’urgenza è attualmente a carico dell’imbuto post-lauream e qualsiasi altro provvedimento che sposti l’attenzione su un altro momento del percorso formativo è segno di mancanza di consapevolezza del problema. Ancora sottolineiamo che a causa dei provvedimenti della giustizia amministrativa negli anni passati, il numero di ingressi ai Corsi di Laurea a numero chiuso è stato superiore a quanto programmato, e che tale incremento non ha trovato corrispondenza nell’aumento dei contratti per la formazione postlaurea.  Pertanto il mancato rispetto della programmazione è un evento che determina un danno non solo a carico del Sistema Sanitario Nazionale ma anche della futura classe medica. SIGM e CNAS ribadiscono assoluta contrarietà a qualsiasi manovra che reintroduca discrezionalità nella valutazione dei candidati e che rischi di far scadere la qualità della formazione erogata. Si ritiene, inoltre, che il sistema Universitario debba porsi come obiettivo il continuo miglioramento dei propri percorsi didattici e che si interroghi profondamente sulla direzione verso cui sta andando: le soluzioni al ribasso rischiano di far implodere un sistema che dovrebbe giovarsi, invece, di una tensione al continuo miglioramento, in un’ottica di sostenibilità e programmazione.  

Specializzazione

IL SIGM RICEVE LE SEGNALAZIONI DEI COLLEGHI SULL’IMPOSSIBILITA’ DI PARTECIPARE ALLE PROCEDURE CONCORSUALI PER GLI SPECIALIZZANDI DELL’ULTIMO ANNO E CHIEDE L’ADEGUAMENTO URGENTE DEI BANDI DI CONCORSO

Giovani Medici (SIGM): “Decine di segnalazioni da parte dei medici all’ultimo anno di formazione specialistica sull’impossibilità a partecipare alle procedure concorsuali indette nel 2019, differentemente da quanto previsto e approvato in legge di Bilancio. Dov’è la carenza di medici denunciata dalle Regioni? Chiediamo adeguamento urgente dei bandi di concorso!” Com’è noto con l’approvazione della Legge 145/2018 del 30/12/18 (cfr. Legge di Bilancio o di Stabilità) è stata introdotta la possibilità per gli specializzandi all’ultimo anno di partecipare ai concorsi per l’accesso alle posizioni di Dirigente Medico. <<Abbiamo già segnalato al Ministero della Salute, in data 31 Gennaio, l’impossibilità per i medici all’ultimo anno di formazione specialistica di partecipare alle procedure di iscrizione ai concorsi per l’accesso alle posizioni di Dirigenza medica, perché non i bandi non erano stati aggiornati. Abbiamo chiesto a tal fine una circolare ministeriale che desse istruzioni alle Regioni di adeguare i bandi, ma non abbiamo ancora avuto riscontro. Ci continuano ad arrivare decine di segnalazioni di specializzandi che vorrebbero partecipare ai concorsi -dichiarano i Giovani Medici SIGM – ma non possono. Al momento solo la Regione Lazio ha emanato una nota, recepita dall’ASL di Frosinone da qualche giorno (link), in cui si apre ai giovani medici la possibilità di accedere ai concorsi indetti nel 2019, i cui termini di presentazione delle domande non sono ancora scaduti.” <<Ci troviamo di fronte alla solita situazione all’italiana: abbiamo finalmente una legge, accolta con soddisfazione, che riduce i tempi di accesso al mondo del lavoro ma nessuno la fa applicare. Curiosamente, le stesse Regioni che lamentano la cronica mancanza di medici e vorrebbero inserire gli specializzandi in corsia nicchiano nel recepire i provvedimenti parlamentari che ne consentirebbero l’assunzione, spesso anche a tempo indeterminato, in tempi brevissimi dal conseguimento del diploma di specializzazione. A condire il tutto – incalzano dal SIGM – ci sono procedure concorsuali, pochissime in verità, in corso di adeguamento ai termini di legge. Si è creata la solita disomogeneità sul territorio nazionale: la discrezionalità nell’applicazione dei provvedimenti legislativi non fa bene a nessuno!>> <<Abbiamo richiesto, (link alla lettera) in data odierna, a tutti gli assessorati alle politiche sanitarie delle Regioni Italiane di emanare una nota urgente con l’aggiornamento dei bandi di concorso – continuano i Giovani Medici – e, contestualmente, al Ministero della Salute di vigilare affinché il contenuto della legge di bilancio, che tutela finalmente le giovani professionalità, non venga ignorato dagli uffici competenti. Rimaniamo in attesa di novità, confidando che le Istituzioni sblocchino questa situazione il prima possibile.>>  

Corso Specifico di Medicina Generale

SIA RICONOSCIUTO ANCHE PER I CORSISTI IN MEDICINA GENERALE IL DIRITTO ALLA MALATTIA, PER LA TUTELA DEI LAVORATORI E DELLA SALUTE PUBBLICA

In una lettera inviata al Ministero della Salute e alla conferenza delle regioni (link), il dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) chiede che anche per i Medici iscritti ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale i giorni di assenza per malattia, debitamente certificati, non vengano computati nei 30 giorni di assenza previsti per motivi personali, così come è stato chiarito essere per i colleghi specializzandi. Questa richiesta trova due ordini di motivazione: la tutela del diritto alla malattia del lavoratore e la tutela della saluta pubblica. Oggi, di fatto, in molte regioni i Medici in CFSMG non hanno diritto ad assentarsi dal corso per malattia senza che questi giorni vengano computati all’interno dei 30 giorni di assenza per motivi personali. Questo obbliga i Giovani Medici a recarsi al lavoro anche se malati, aumentando il rischio di diffusione di malattie a pazienti già debilitati che frequentano gli ambulatori o i reparti in cui i medici svolgono la loro formazione. Riteniamo che questa richiesta debba servire a fare chiarezza sul tema e ad equiparare, almeno sotto questo aspetto, i Medici in Formazione Specifica in Medicina Generale ai colleghi specializzandi.

Formazione

GIOVANI MEDICI SIGM: “No al Regionalismo Differenziato. Sì ad una Sanità omogenea ed universale e ad una formazione di qualità”

GIOVANI MEDICI SIGM: “No al Regionalismo Differenziato. Crediamo in una Sanità omogenea ed universale e che garantisca la stessa assistenza in ogni angolo del nostro Paese. Per ottenere questo obiettivo è necessaria una formazione di qualità che non deroghi al raggiungimento di standard minimi!”   Nel merito delle riflessioni recentemente diffuse a mezzo stampa dall’Osservatorio Giovani della FNOMCeO circa le implicazioni negative per il Servizio Sanitario Nazionale pubblico, equo e solidale, derivanti dall’ipotesi di introduzione di un regionalismo differenziato, pur condividendo le preoccupazioni espresse per le potenziali ricadute sulla formazione medica pre e post-lauream, l’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ritiene opportuno ribadire pubblicamente quanto segue. I Giovani Medici (SIGM) hanno da sempre sostenuto in tutte le sedi la necessità di sostenere un sistema formativo di riferimento per i medici e le professioni sanitarie universale ed omogeneo su tutto il territorio nazionale, fermo restando le fisiologiche differenze di contesto, e che sia tale da garantire agli aspiranti medici adeguati standard di qualità della formazione su tutto il territorio nazionale, a garanzia della salute di tutti i cittadini italiani.   A tal fine, il SIGM ha sostenuto e continua a sostenere l’attuale sistema di accreditamento delle scuole di specializzazione di medicina, che ha adottato ed introdotto standard e requisiti minimi ed indicatori di performance assistenziali e formative (decreto interministeriale 402/17) in linea con quanto richiesto ai fini della spendibilità del titolo nel contesto dell’Unione Europea. Siamo alla vigilia del completamento del primo ciclo di accreditamento delle scuole di specializzazione di medicina e, a conclusione del primo triennio, riteniamo un grave errore concettuale ipotizzare di “salvaguardare” l’esistenza di scuole di specializzazione che risultassero inottemperanti rispetto ai criteri di qualità previsti dalla Riforma dell’accreditamento. Né riterremmo in alcun modo di avallare qualsivoglia ipotesi di “correggere” in corso d’opera i criteri di qualità al fine di preservare realtà formative che, negli anni, hanno dimostrato di non poter garantire performance adeguate in maniera autonoma. Tali scuole di specializzazione andrebbero riconfigurate all’interno delle reti formative delle scuole che dimostrino un accreditamento pieno. Pertanto, rivolgiamo un appello ai Ministri dell’Università e della Salute affinchè si facciano garanti di tale percorso di accreditamento, dotando l’Osservatorio Nazionale di una tecnostruttura dedicata e rendendo più efficace l’azione di monitoraggio capillare ad opera degli Osservatori Regionali, che a tal proposito dovrebbero essere presieduti da componenti terzi rispetto alle Università. Inoltre, ai fini della prossima procedura di accreditamento chiediamo che vengano presi in debita considerazione anche i risultati della survey sull’opinione degli specializzandi in tema di qualità della formazione e dei servizi erogati dalle scuole di specializzazione che, da quanto ci è dato sapere, ha riscontrato un’adesione senza precedenti da parte degli iscritti alle scuole di specializzazione. Chiediamo, altresì, che vengano rese pubbliche le valutazioni delle singole scuole di specializzazione e che alle scuole di specializzazione che documentino migliori performance formative venga assegnato un maggior numero di contratti di formazione, nel rispetto del potenziale formativo delle singole scuole. I Giovani Medici (SIGM) in ultimo, ma non da ultimo, fermo restando che l’accesso programmato sia un valore da preservare, laddove questo sia costruito sul bisogno di salute espresso dalla popolazione, credono che debba essere garantito a quanti intendano intraprendere il percorso della formazione medica un continuum formativo-professionalizzate, dall’accesso ai corsi di laurea, alla prosecuzione con la formazione post-lauream ed all’accesso al mondo del lavoro. In tal senso, un modello virtuoso di ingresso alla formazione post-lauream cui guardare con interesse è quello in adozione in Francia.    

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