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Formazione

RETI FORMATIVE SSM

Sono state rese pubbliche le Reti Formative delle SSM accreditate per l’AA 2018/19: Area_Medica_12072019 Area_Chirurgica_12072019 Area_Servizi_Clinici_12072019 Ricordiamo che: Ogni Scuola si articola in una o più Strutture di SEDE + un numero variabile di Strutture COLLEGATE, insieme Strutture di Sede e collegate formato la RETE FORMATIVA DELLA SCUOLA; Gli specializzandi che si immatricoleranno NON dovranno essere assegnati per tutta la durata della Scuola ESCLUSIVAMENTE ad una di queste Strutture Collegate, infatti le sedi di Scuola Aggregate non esistono più! Ogni specializzando viene assegnato – in rotazione – alle Unità Operative delle Strutture della Rete formativa secondo il piano formativo individuale, deliberato dal Consiglio di Scuola, per il periodo di tempo funzionale all’acquisizione delle competenze professionali da esso previste. L’articolazione delle ROTAZIONI – che sono obbligatorie come richiamato dalla nota MIUR del 27.09.2019 Obbligo rotazione SSM –  è determinata all’inizio di ogni anno accademico dal Consiglio di Scuola in ottemperanza ai agli ordinamenti didattici e agli accordi tra Università e Aziende Ospedaliere. NB: il Consiglio di Scuola è un organo collegiale dove siedono anche i rappresentanti degli specializzandi della Scuola! NON PER FORZA TUTTI GLI SPECIALIZZANDI RUOTANO IN TUTTE LE STRUTTURE DELLA RETE, infatti alcune strutture sono omologhe per tipologia di competenze da apprendere e possono essere alternative tra loro. Sappiamo bene che al momento alcune Reti formative presentano strutture in Regioni molto distanti tra loro, abbiamo segnalato ripetute volte negli scorsi mesi questo problema ma ad oggi manca il supporto normativo per evitarlo. Nella proposta di revisione del DM402/17 continueremo a lavorarci affinché possano essere standardizzare delle linee guida ministeriali per la formazione delle Reti formative. Intanto vigileremo affinché le rotazioni vengano regolarmente svolte e daremo voce a tutte le criticità che sperimenterete nella vostra Scuola. Per maggiori informazioni scrivi a presidente@giovanemedico.it e osservatorionazionalesigm@gmail.com Per iscriversi al SIGM –> http://areariservata.giovanemedico.it/?op=register È gratis e non comporta alcun obbligo: al momento serve a noi per tener traccia di quello che facciamo e ad aver peso con le Istituzioni.

Attività

DECRETO CALABRIA: OVVERO, “SE NON TROVIAMO NESSUNO CI METTIAMO LO SPECIALIZZANDO”

Alla Camera è stato approvato il disegno di legge per la conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35 (il cosiddetto “Decreto Calabria”) recante oltre a misure emergenziali per la regione Calabria anche modifiche urgenti in termini di formazione post-lauream. In particolare, è stato approvato l’emendamento 12.200, che prevede che, fino al 31 dicembre 2021, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale (SSN) possano procedere all’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato con orario a tempo parziale gli specializzandi agli ultimi due anni, utilmente collocati nelle graduatorie dei concorsi da dirigente medico, per i quali era stata aperta la partecipazione dalla Legge di Bilancio 2018 (anche se, originariamente, solo per gli specializzandi all’ultimo anno) Si specifica poi che “gli specializzandi assunti ai sensi del presente comma sono inquadrati con qualifica dirigenziale e al relativo trattamento economico, proporzionato alla prestazione lavorativa resa e commisurato alle attività assistenziali svolte” e che “essi svolgono attività assistenziali coerenti con il livello di competenze e autonomia raggiunto e correlato all’ordinamento didattico di corso, alle attività pratiche professionalizzanti nonché al programma formativo seguito e all’anno di corso di studi superato.” Sulla carta, l’assunzione progressiva di responsabilità è un concetto giusto e condivisibile, anzi auspicabile come descritto dal d.lgs 368/99. Ma di preciso, come potrà essere messo in pratica? Come sarà possibile valutare le competenze degli specializzandi se ad oggi non esistono dei piani formativi nazionali per ogni singola scuola di specializzazione? Gli unici obiettivi formativi esistenti sono racchiusi, per ogni specializzazione, in due pagine generiche del DIM 68/2015. In altri paesi, per esempio, esistono curricula standardizzati di più di 300 pagine per disciplina. Chi certificherà cosa, se tra Scuole esistono ancora enormi differenze formative? Allo stato attuale, l’unica condizione che si verificherà sarà un placet discrezionale del Direttore di Scuola dato assieme ai tutor di reparto. All’atto pratico vorrà dire che uno specializzando, già al penultimo anno (che, ricordiamo, già ora lavora erogando attività assistenziale in maniera tutelata), se assunto, dovrà farsi carico di responsabilità che il sistema formativo italiano attualmente non mette nelle condizioni di affrontare. Questo con possibili conseguenze legali per sé e sanitarie per il paziente: una cosa, è svolgere attività medica all’interno di una rete formativa protetta in cui, per legge, l’attività dello specializzando in alcun caso deve essere sostitutiva del personale di ruolo e in cui deve sempre essere garantita la presenza di un tutor; altra cosa è chiamare uno specializzando per sopperire alle carenze di organico in maniera esplicitamente sostitutiva scaricando su di lui tutti gli oneri e i rischi legali. Si avrà, insomma, un quadro pasticciato in cui le aziende sanitarie potranno assumere medici volenterosi (per non dire temerari) che si troveranno in un limbo giuridico non normato, in cui saranno contemporaneamente specializzandi e dirigenti. Senza contare poi che fino all’ultimo lo specializzando deve completare rotazioni tra le strutture della rete formativa, deve poter effettuare attività di ricerca e svolgere periodi all’estero, deve preparare una tesi. Attività che arricchiscono il profilo dello specialista e rischiano di essere sacrificate, dequalificando sempre di più la formazione. Ciò che ci lascia perplessi è inoltre l’applicazione concreta del concetto di “formazione a tempo parziale”: essendo i crediti universitari stabiliti per legge, con il tempo parziale si dilazionerebbe il periodo per ottenerli, con un conseguente allungamento del percorso di specializzazione. Non vorremmo assistere ad un ulteriore tentativo di scardinare la qualità della formazione medica specialistica, già frammentata e disomogenea. Su questa battaglia si gioca la partita della qualità del Sistema Sanitario Nazionale del futuro e pretendiamo che non vengano vanificati gli sforzi profusi per ottenere standard qualitativi. Infine, il trattamento economico. L’emendamento, in maniera poco chiara, afferma che agli specializzandi assunti si applicheranno le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale della dirigenza medica, proporzionato alla prestazione lavorativa resa e commisurato alle attività assistenziali svolte, e che non ci sarà diritto al cumulo del trattamento economico previsto dal contratto di formazione specialistica. Nulla viene detto né sulle somme accantonate, né sull’importo minimo in caso di contratto a tempo determinato con orario a tempo parziale per cui se l’assunzione fosse alle condizioni economiche dell’attuale contratto di formazione specialistica, o di poco superiore, oltre al danno si avrebbe anche la beffa, con maggiori responsabilità e simile retribuzione. L’obiettivo di questa operazione è verosimilmente quello di recuperare risorse dagli ultimi anni delle specializzazioni, di fatto tagliando, per meri motivi economici, preziosi anni di formazione, come se le sforbiciate degli scorsi anni non fossero state sufficienti. Certo, l’emendamento presenta almeno la prospettiva positiva di un inquadramento a tempo indeterminato dello specializzando non appena conseguito il titolo, che permetterebbe di dare una stabilizzazione a coloro disposti ad assumersi, anche con entusiasmo, i rischi prima indicati. Fortunatamente, inoltre, ci sono dei paletti temporali e condizioni precise prima di procedere all’assunzione degli specializzandi. Tuttavia, la logica emergenziale, spesso non suffragata da dati univoci, come sempre serve a creare brecce che poi si potranno in seguito consolidare e allargare, senza intervenire strutturalmente su quello che davvero servirebbe, cioè un miglioramento della qualità didattica-formativa per gli specializzandi e delle condizioni di lavoro per gli specialisti. Sono i ritmi massacranti, i rischi e le responsabilità esagerate a disincentivare in molti casi la partecipazione a certi concorsi da parte dei professionisti, che preferiscono optare per percorsi più sicuri se non addirittura per il privato. O si lavora su questi aspetti, o si tratterà di un palliativo blando, con rischi maggiori dei benefici. Forti preoccupazioni e perplessità inoltre riguardano anche le novità in merito alla Medicina Generale. Il decreto dispone che fino al 31 dicembre 2021, i laureati in medicina e chirurgia idonei all’ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale, che risultino già incaricati, per almeno 24 mesi anche non continuativi negli ultimi 10 anni possano accedere al corso stesso tramite graduatoria riservata, senza borsa di studio e nei limiti di spesa previsti.” Questa decisione presenta vari aspetti critici e non valorizza adeguatamente il valore della Formazione in Medicina Generale e della meritocrazia nell’accesso ai percorsi di formazione post-laurea. Pur essendo noti i problemi dell’imbuto formativo nell’accesso ai percorsi di formazione e specializzazione, questi non possono essere risolti attraverso l’accesso di colleghi con criteri non meritocratici, ovvero scavalcando la graduatoria di merito stilata dopo svolgimento di apposito concorso, per il fatto di aver lavorato almeno 24 mesi nei settori della Medicina Convenzionata. La cosa più grave è il fatto che i colleghi che dovessero accedere ai corsi di formazione attraverso tale modalità non riceveranno una borsa di studio. Questo ovviamente non darebbe loro la possibilità di dedicare alla formazione la maggior parte della loro attività lavorativa, ed andrebbe certamente a scapito della qualità della stessa. CONCLUSIONI Nonostante queste considerazioni, nonostante le nostre richieste e le proposte positive pervenute in più occasioni, la politica ha trovato l’ennesima scappatoia di comodo. Eppure la strada per noi è chiara, e per la tutela della formazione chiediamo: il mantenimento della possibilità per gli specializzandi all’ultimo anno, di partecipare ai concorsi a tempo indeterminato, con l’inizio delle attività lavorative solamente al termine della specializzazione; lo stop di qualsiasi proposta che miri all’istituzione di canali formativi paralleli, su base locale e regionale non standardizzati a livello nazionale; l’eventuale possibilità su base volontaria, solo per gli specializzandi dell’ultimo anno, di fornire prestazioni occasionali tipo gettonista extra orario formativo, con retribuzione separata rispetto alla borsa di studio e con vincoli e garanzie tali (ad esempio non più di 38 ore mensili) da non inficiare la qualità della formazione, in analogia a quanto avviene per le sostituzioni di guardia medica e dei medici di medicina generale; l’aumento straordinario per i prossimi anni dei contratti di formazione specialistica in funzione della capacità massima della rete formativa, al fine di eliminare definitivamente il fenomeno dell’imbuto formativo e ripristinare una corretta programmazione; nel computo generale dei contratti, l’aumento prioritario per le specializzazioni ad oggi carenti, come le chirurgie e l’emergenza urgenza, in relazione a quanto richiesto dalla Conferenza Stato Regioni. l’introduzione, per ogni specializzazione, di core curricula nazionali strutturati per competenze, in modo da avere strumenti rigorosi per certificare l’effettiva autonomia dello specializzando e l’avvio, in parallelo a quelli assistenziali, di sistemi di accreditamento didattici e formativi per tutor e docenti di tutte le Scuole; l’utilizzo, a livello ministeriale, di strumenti precisi per conteggiare la carenza o la pletora di medici, per avere un quadro oggettivo e non discrezionale per ogni specializzazione; il miglioramento delle condizioni lavorative ed economiche per il personale medico del SSN, specie per le aree critiche. A questo proposito si dovrà procedere con urgenza allo sblocco del turnover e dei tetti di spesa e al riconoscimento dello status di lavoro usurante per alcune specializzazioni, come l’Emergenza Urgenza. Chiediamo infine la creazione di un tavolo con tutte le realtà associative interessate per un confronto organico sulla formazione medica post-laurea. Da un lato, c’è il miglioramento strutturale e programmatico delle condizioni del personale del SSN. Dall’altro, soluzioni di comodo che fanno l’interesse di pochi. La politica scelga ora da…

Corso Specifico di Medicina Generale

Il SIMeG dice sì al Core Curriculum del Movimento Giotto per i futuri Medici di Medicina Generale

Apprendiamo con molto piacere, a mezzo stampa, dell’iniziativa del Movimento Giotto di stesura di un “Core Curriculum” della Medicina Generale (link). Dopo il Position Paper (link), è il secondo documento elaborato dal ramo italiano del WONCA per dare un contributo qualificante alla formazione in Medicina Generale in Italia. Un Core Curriculum per la formazione dei futuri medici di famiglia Si tratta, a distanza di quasi 30 dall’istituzione della Formazione Specifica in Medicina Generale, del primo tentativo, in Italia, di definire le specifiche competenze cliniche e conoscenze biomediche che gli aspiranti medici di famiglia devono apprendere e in base alle quali devono formarsi, senza trascurare l’approccio al contesto familiare e alla comunità, che rappresenta un aspetto imprescindibile nell’esercizio quotidiano della professione del medico di medicina generale. Il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM condivide in toto il documento prodotto dal Movimento Giotto, che richiama quanto auspicato storicamente dalla nostra associazione attraverso la proposta di evoluzione del CFSMG in Scuola di Specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarie (link). Pertanto, diamo la nostra piena disponibilità a supportare l’iniziativa e a dare ampio spazio ad un confronto costruttivo e concreto sul tema. Un po’ di numeri • 9 coordinatori; • 52 collaboratori; • 3 mesi di lavoro; • Un documento finale di quasi 200 pagine. Non solo. Il documento prodotto dal Movimento Giotto è frutto di un proficuo lavoro condotto con un metodo innovativo basato su trasparenza e condivisione dei contenuti, aperto a chiunque abbia offerto la propria disponibilità. Un documento ispirato alla letteratura internazionale ed elaborato sulla base delle indicazioni del WONCA e dei curricula formativi dei medici di famiglia, adattate al contesto italiano, con l’obiettivo di perseguire il tanto auspicato miglioramento della formazione in medicina generale, perché la qualità delle Cure Primarie non può prescindere dalla qualità della formazione dei futuri medici di famiglia. Un esempio emblematico di come i giovani medici possano essere promotori di un cambiamento in positivo nella formazione post-lauream, come auspicato da anni dal SIGM, soprattutto in una fase di transizione (demografica, epidemiologica e sociale) come quella attuale, nella quale la necessità di colmare i vuoti formativi e di mettere in atto un netto cambio di paradigma non è più procrastinabile. Alla luce di tutto ciò si esprime rammarico, per aver ritenuto inammissibile, durante il passaggio del provvedimento in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, l’emendamento 12.13 avente come prima firmataria l’onorevole Bologna, che avrebbe consentito proprio l’istituzione di un core curriculum nella Formazione Specifica in Medicina Generale. Il SIGM-SIMeG auspica, pertanto, che i contenuti di tale emendamento, che avrebbero contribuito ad una valorizzazione della formazione in Medicina Generale, vengano riproposti quanto prima. In conclusione, il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM chiede massima condivisione ed invita chiunque sia interessato ad unirsi al gruppo di lavoro del Movimento Giotto per proseguire nell’elaborazione e nel perfezionamento del documento.

Corso Specifico di Medicina Generale

Inviato sollecito al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni sul riconoscimento alla malattia per i Corsisti di Medicina Generale

In data 29/05/2019 il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ha inviato un sollecito (link) al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni a chiarire la questione del riconoscimento del diritto all’assenza per malattia per i Medici in Formazione iscritti ai CFSMG. Il SIMeG richiede, come già fatto in una lettera inviata in data 11/02/2019 (link2), alla quale non è seguita risposta, chiede che anche per i Medici iscritti ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale i giorni di assenza per malattia, debitamente certificati, non vengano computati nei 30 giorni di assenza previsti per motivi personali, così come è stato chiarito essere per i colleghi specializzandi. Questa richiesta trova due ordini di motivazione: la tutela del diritto alla malattia del lavoratore e la tutela della saluta pubblica. Oggi, di fatto, in molte regioni i Medici in CFSMG non hanno diritto ad assentarsi dal corso per malattia senza che questi giorni vengano computati all’interno dei 30 giorni di assenza per motivi personali. Questo obbliga i Giovani Medici a recarsi al lavoro anche se malati, aumentando il rischio di diffusione di malattie a pazienti già debilitati che frequentano gli ambulatori o i reparti in cui i medici svolgono la loro formazione. Riteniamo che questa richiesta debba servire a fare chiarezza sul tema e ad equiparare, almeno sotto questo aspetto, i Medici in Formazione Specifica in Medicina Generale ai colleghi specializzandi.

Bacheca

SSM 2019: le richieste al MIUR di SIGM e CNAS!

In data odierna il SIGM e il Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS) hanno depositato presso il MIUR le richieste per il prossimo concorso di accesso SSM 2019. In particolari si richiede: 1) condizioni logistiche concorsuali omogenee in tutto il territorio nazionale 2) omogeneizzazione degli scaglioni con numero ristretto di candidati; 3) pubblicazione dei dati relativi ai questionari usati per l’accreditamento e dei risultati delle edizioni precedenti per orientare più consapevolmente le scelte dei candidati oltre all’implementazione del numero di contratti di formazione specialistica. Richieste_SSM19_SIGM_CNAS

Formazione

SSM19 VADEMECUM E NOVITA’

VADEMECUM E NOVITA’ SSM19 All’indomani della pubblicazione del bando per l’ammissione alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria, vogliamo fornire ai colleghi che sosterranno la prova un vademecum riassuntivo dei punti salienti inerenti la presentazione della domanda ed il cronoprogramma di questo concorso; nonché una analisi delle novità introdotte. CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL PDF RIASSUNTIVO Due le principali novità di questo bando di concorso: 1) L’introduzione della certificazione di lingua italiana, attestante la conoscenza della lingua italiana corrispondente al livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento delle Lingue (QCER) rilasciata dagli enti certificatori accreditati appartenenti al sistema di certificazione unificato CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità): Società Dante Alighieri, Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena e Università degli Studi Roma Tre. Da bando tale certificazione sarebbe richiesta a tutti i concorrenti extracomunitari, seppur con titolo conseguito in Italia. Come associazione, sottolineando che da circolare MIUR n. 39 del 21 Marzo 2005, si è dispensati per lavorare in Italia dalla presentazione del certificato CELI 5 (corrispondente al C1) qualora in possesso di una laurea conseguita presso una Università Italiana, abbiamo chiesto al MIUR (ED OTTENUTO) chiarimenti affinché la certificazione in oggetto non vada a riguardare i colleghi extracomunitari con titolo conseguito in Italia. (CLICCA QUI). 2) L’introduzione, con riferimento all’art.10 comma 2 del bando, di una Sessione Straordinaria di recupero finalizzata alla riassegnazione dei posti assegnati a candidati che non hanno perfezionato l’immatricolazione. Potranno ambire a questi contratti tutti i candidati “compresi i candidati già immatricolati e quelli decaduti dalla procedura degli scaglioni di scelta o decaduti dal posto assegnato per mancato perfezionamento dell’immatricolazione” nel rispetto della graduatoria di merito. Si legge in questo la volontà delle Istituzioni di porre un argine al fenomeno dei contratti assegnati, ma per i quali non venga poi perfezionata l’immatricolazione. E’ una novità a cui guarderemo con attenzione, vigilando sulla sua efficacia e sulla sua realizzazione nel rispetto della meritocrazia.   Seppur guardando positivamente al rispetto della tempistiche di attuazione della prova concorsuale, intendiamo comunque sottolineare che molti restano ancora i punti critici e non ancora affrontati della prova di accesso alle scuole di specializzazione di area medica: l’eccessiva parcellizzazione ed eterogeneità nella vigilanza delle sedi concorsuali; il numero di contratti di formazione ancora troppo inferiore al numero di concorrenti e slegato a qualunque ottica di programmazione,  la mancata introduzione di criteri che regolino i requisiti di assegnazione dei contratti SSN e l’incapacità di rispondere al gran numero di contratti abbandonati in corso d’opera e non riassegnati. Sono ancora molte, troppe, le criticità da colmare per poterci dire soddisfatti di questa prova di concorso e continueremo a batterci affinché esse vengano recepite e risolte. Intanto auguriamo ai colleghi impegnati in questa tornata concorsuale il nostro più grande in bocca al lupo. L’Associazione Italiana Giovani Medici S.I.G.M.

Specializzazione

Certificazione C1 per Aspiranti Specializzandi stranieri

AGGIORNAMENTO 06/05/2019 Come vi avevamo preannunciato studiando la normativa, il possesso di un titolo di studio ottenuto in Italia equivale alla certificazione C1 secondo il Quadro Normativo Europeo. Per tutti gli altri, sussiste una proroga fino all’8 Luglio 2019. Vi preannunciamo inoltre che tutti gli Enti che rilasciano l’attestato, in questo caso, avranno tempistiche più brevi per il rilascio tali da garantire la partecipazione al concorso. LINK AL DECRETO DIRETTORIALE   POST ORIGINALE: GIOVANI MEDICI SIGM “Grosso clamore mediatico sulla questione della certificazione C1 per la partecipazione degli aspiranti specializzandi stranieri, ma siamo ragionevolmente tranquilli. Abbiamo chiesto un chiarimento al MIUR (LINK ALLA RICHIESTA), ma già in altri ambiti una Laurea conseguita in un Ateneo Italiano non necessita di ulteriore riconoscimento linguistico. Piuttosto, ci aspettiamo la stessa attenzione verso questioni ben più gravose” Il SIGM, in riferimento alla recente pubblicazione del bando per l’accesso al concorso SSM 19, ritiene che, per i colleghi laureatisi in Italia ma provenienti da altri Paesi, non sia necessaria ulteriore documentazione certificante un livello di lingua C1 o superiore. “Appena è stata sollevata la questione sui social, dopo l’uscita del bando di giovedì scorso – commentano I Giovani Medici SIGM – abbiamo cercato di approfondire la problematica da un punto di vista legislativo e di capire se esistesse una normativa in merito. Ci sembrava paradossale che chi avesse sostenuto e superato tutto il corso di Studi in lingua italiana poi non potesse accedere ad un concorso che ne costituisce la naturale prosecuzione.”   “Effettivamente esiste una circolare ministeriale (n.39 del 21 Marzo 2005) che, per quanto concerne l’istruzione della lingua italiana effettuata da personale straniero nella scuola primaria e secondaria, dispensa dalla presentazione della certificazione della conoscenza lingua italiana chi abbia conseguito la laurea presso una Università Italiana. Tale circolare richiama il decreto legislativo 319 del 1994 sul riconoscimento dei titoli professionali nei paesi della Comunità Europea in recepimento di direttive comunitarie”   “I riferimenti legislativi citati sono contenuti nella richiesta inoltrata in data odierna alle Direzioni Generali del MIUR, dove si richiede che, semplicemente e come già accaduto, chi si sia laureato presso una Scuola italiana di Medicina e Chirurgia non debba presentare altra certificazione di lingua.”   “ Apprezziamo – concludono I Giovani Medici SIGM – il vivo interesse per la questione mostrato dalla FNOMCEO e dagli ordini dei Medici. Riteniamo tuttavia che lo stesso impegno debba essere profuso in questioni ugualmente gravi e che rischiano di minare definitivamente l’accesso alla professione delle giovani generazioni di medici. Il contratto a tempo “determinato” per gli specializzandi all’ultimo anno, nella proposta di legge della Lega, rischia di avviare un ciclo continuo di assunzioni a tempo determinato, in cui al termine dei 12 mesi ci sarà un altro specializzando a sostituire chi esaurisce il contratto e si specializza, che non avrà alcuno sbocco professionale possibile perché già occupato da chi lo ha sostituito. In questo modo si garantisce alle Regioni una soluzione low cost, approfittando di medici demansionati e dequalificati da pagare di meno e per soli 12 mesi, e del clamore mediatico generato dalle sigle sindacali sulla carenza di medici che non è vera in tutto il Paese e di cui soffre soprattutto il pubblico, che ha inevitabilmente perso appeal e competitività non ricevendo investimenti statali da oltre dieci anni. Andiamo verso una Sanità di Serie A e di Serie B, con giovani sempre più precari e cittadini costretti ad accedere ad una sanità pubblica fatta di medici inesperti, non formati oppure pensionati richiamati in servizio. E tutto questo nel silenzio della FNOMCEO, così solerte nel sollecitare il MIUR per la certificazione di lingua.”

Corso Specifico di Medicina Generale

Manifestazione 10 maggio a Napoli per la pubblicazione degli ambiti carenti in Campania. Il SIGM aderisce alla protesta dei “Medici senza carriere”

La Sede Provinciale di Salerno del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) e il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G.), preso atto della mancata pubblicazione degli ambiti carenti di Medicina Generale in Regione Campania, aderisce alla manifestazione indetta dai colleghi del movimento “Medici senza carriere”, che si svolgerà il prossimo 10 maggio presso il Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania e del Dipartimento Tutela della Salute. Lo scorso 1 aprile è scaduto il termine per la pubblicazione degli ambiti territoriali carenti della Medicina Generale per l’anno in corso, ai sensi degli Artt. 5 e 6 del vigente Accordo Collettivo Nazionale (ACN 2018). È una criticità tutt’altro che nuova in Regione Campania, dal momento che mancano all’appello anche le zone carenti per l’anno 2018, la cui pubblicazione, in base al precedente ACN, era prevista nei mesi di aprile ed ottobre 2018. I medici presenti in graduatoria regionale sono, inoltre, tuttora in attesa delle assegnazioni delle carenze pubblicate nel 2017. Sulla base della situazione in atto, che grava sul futuro professionale dei medici di medicina generale campani in attesa di convenzione, oltre che sull’assistenza sanitaria offerta ai cittadini, ci uniamo alla protesta dei “Medici senza carriere”. In particolare, chiediamo alla Regione Campania: –          Di rispettare la normativa relativa alla pubblicazione delle aree carenti, in base a quanto stabilito dal vigente ACN, evitando di creare ulteriori ritardi e disagi per i colleghi in attesa di convenzione; –          Di pubblicare quanto prima gli ambiti carenti per gli anni 2018 – 19 e quelli che si renderanno disponibili nel corso dell’anno, come stabilito dagli Artt. 5 e 6, comma 1, dell’ACN 2018; –          Di regolamentare la situazione relativa ai medici in attesa di assegnazione delle carenze per l’anno 2017.  

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CFSMG Sicilia: illegittimo e incostituzionale imporre ai medici in formazione di rinunciare al Corso MG per partecipare al concorso SSM. La lettera del SIMeG a Ministero e Regione.

In una lettera inviata al Ministero della Salute e alla Regione Sicilia (link), il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) chiede una revisione dell’atto notorio fatto sottoscrivere ai medici iscritti al primo anno del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Sicilia (triennio 2018 – 2021). Abbiamo, infatti, ricevuto le segnalazioni dei colleghi siciliani in formazione al primo anno di corso, ai quali è stato fatto firmare un atto notorio, di cui non era stata data la possibilità di prendere visione precedentemente. Nel documento risulta che il corsista in formazione dichiara “di essere a conoscenza del fatto che il medico iscritto al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale può partecipare, successivamente, a fine corso o rinunciando allo stesso, ai concorsi per l’ammissione alle scuole universitarie di specializzazione in Medicina e Chirurgia per il conseguimento dei titoli di specializzazione e che il medico iscritto a scuola universitaria di specializzazione può partecipare, a fine corso o rinunciando allo stesso, al concorso per l’ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.” Tale comma rappresenta un’anomalia sia rispetto alle altre regioni che rispetto ai trienni precedenti, nel quale viene rispolverato un articolo, mai applicato, con un forte profilo di illegittimità ed incostituzionalità, che determinerà molto probabilmente un ricorso alla giustizia amministrativa, con tutte le conseguenze del caso. Non è con misure penalizzanti, che creano tra l’altro una ingiustificata ostilità tra i colleghi in formazione, che si valorizza la Formazione Specifica in Medicina Generale né con tali misure si può risolvere il problema dell’imbuto formativo, ma solo con lo stanziamento di più fondi e con l’adeguamento, sia in termini economici che di qualità formativa, della FSMG. Prendiamo atto, dunque, con amarezza, dell’ennesima occasione che evidenzia una discutibile gestione del CFSMG nella Regione Sicilia (da ricordare, a titolo d’esempio, l’inserimento reiterato di una tassa di iscrizione per l’accesso al Concorso di ammissione al Corso di Formazione in Medicina Generale, rimasto un caso isolato in tutta Italia) da quando, nel 2016, è stata stipulata, tra la Regione Siciliana – Assessorato alla Salute e l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Palermo, la “Convenzione per la definizione dei rapporti di collaborazione per l’organizzazione, l’attuazione e la gestione delle attività formative del Corso triennale di Formazione Specifica in Medicina Generale”, per la quale l’OMCeO di Palermo è divenuto affidatario della gestione delle attività didattiche del CFSMG, mentre le procedure relative all’emanazione del bando annuale di concorso per l’accesso al Corso di Formazione e la gestione della procedura concorsuale sono rimaste in capo all’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia Alla luce di ciò, il S.I.Me.G chiede: –   che sia fatta chiarezza su quanto avvenuto e che venga abrogato con effetto immediato il divieto per i corsisti del CFSMG della Regione Sicilia, e di tutte le altre regioni che dovessero applicare questo regolamento, di partecipare al concorso SSM prima della fine del corso o della rinuncia allo stesso; –   che, per arginare il fenomeno della perdita di borse di studio dovuta al passaggio di medici in formazione dal percorso di formazione specialistica a quello di formazione specifica in medicina generale e viceversa, sia istituito un concorso unico per l’accesso ad entrambi, e che siano garantite le stesse condizioni economiche e di tutela per i medici in scuola di specializzazione e per quelli in formazione specifica di medicina generale; –   che la Regione Sicilia torni ad appropriarsi delle proprie competenze in tema di Formazione in Medicina Generale e di gestione dei corsi, e vigili affinché ai propri medici in formazione siano garantite le stesse condizioni degli altri colleghi italiani.      

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Grillo: “Serve unico contratto di formazione-lavoro”. La posizione del SIMeG

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) apprende a mezzo stampa delle dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo in merito alla riforma delle specializzazioni ed auspica che la linea espressa possa riguardare anche i medici in formazione in Medicina Generale. In base a quanto dichiarato dal Ministro della Salute, emerge la volontà di ripensare il ruolo degli specializzandi in un nuovo contratto di formazione-lavoro, con certificazione delle competenze acquisite, riorganizzazione ed ampliamento delle reti formative che coinvolga i Policlinici universitari e le strutture del SSN che rispettano gli standard formativi, e dunque una valorizzazione della formazione specialistica ed, al contempo, un potenziamento dei servizi sanitari volto a rispondere adeguatamente alla carenza di medici. Da anni il nostro Dipartimento propone un’evoluzione della Formazione Specifica in Medicina Generale in disciplina accademica, atta a consentire una valorizzazione della formazione dei futuri Medici di Medicina Generale, da considerare anch’essi, al pari degli altri colleghi in formazione, quali medici in formazione specialistica da inserire nel contesto del Servizio Sanitario, al quale poter dare il loro contributo qualificante. Far rientrare anche la Formazione Specifica in Medicina Generale nella riforma della formazione specialistica consentirebbe di: Rispondere alla  carenza di medici di Medicina Generale; Adeguare finalmente l’anomalia italiana della formazione specifica in medicina generale, equiparandola a quella degli altri specializzandi, sia per modalità contrattuali, sia per durata del corso di studi; Dare alla Formazione Specifica in Medicina Generale la qualità ed il valore che merita, con la crescita di una nuova generazione di MMG adeguatamente formati per rispondere alle sfide determinate dai cambiamenti epidemiologici e demografici che impongono in maniera sempre più impellente una riorganizzazione delle Cure Primarie, in cui il Medico di Medicina Generale funga da coordinatore dell’assistenza sanitaria; Creare un core curriculum di competenze specifiche che il corsista in formazione deve acquisire. Il Dipartimento SIMeG ribadisce la necessità di valorizzare l’importanza della formazione in Medicina Generale quale percorso fondamentale per formare professionisti in grado, in prospettiva futura, di rispondere ai bisogni di salute della popolazione dettati dal nuovo contesto socio-epidemiologico, superando i vecchi modelli ai quali i CFSMG sono tuttora ancorati. In definitiva, il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) esprime interesse per le nuove proposte del Ministro della Salute volte a  coniugare in modo equilibrato la formazione e il lavoro, al pari di quanto avviene attualmente in diversi Paesi Europei, e si dichiara altresì disponibile a lavorare sui temi suddetti all’interno degli specifici tavoli tecnici e commissioni atte ad attuare tali riforme.

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