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Corso Specifico di Medicina Generale

Il SIMeG dice sì al Core Curriculum del Movimento Giotto per i futuri Medici di Medicina Generale

Apprendiamo con molto piacere, a mezzo stampa, dell’iniziativa del Movimento Giotto di stesura di un “Core Curriculum” della Medicina Generale (link). Dopo il Position Paper (link), è il secondo documento elaborato dal ramo italiano del WONCA per dare un contributo qualificante alla formazione in Medicina Generale in Italia. Un Core Curriculum per la formazione dei futuri medici di famiglia Si tratta, a distanza di quasi 30 dall’istituzione della Formazione Specifica in Medicina Generale, del primo tentativo, in Italia, di definire le specifiche competenze cliniche e conoscenze biomediche che gli aspiranti medici di famiglia devono apprendere e in base alle quali devono formarsi, senza trascurare l’approccio al contesto familiare e alla comunità, che rappresenta un aspetto imprescindibile nell’esercizio quotidiano della professione del medico di medicina generale. Il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM condivide in toto il documento prodotto dal Movimento Giotto, che richiama quanto auspicato storicamente dalla nostra associazione attraverso la proposta di evoluzione del CFSMG in Scuola di Specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarie (link). Pertanto, diamo la nostra piena disponibilità a supportare l’iniziativa e a dare ampio spazio ad un confronto costruttivo e concreto sul tema. Un po’ di numeri • 9 coordinatori; • 52 collaboratori; • 3 mesi di lavoro; • Un documento finale di quasi 200 pagine. Non solo. Il documento prodotto dal Movimento Giotto è frutto di un proficuo lavoro condotto con un metodo innovativo basato su trasparenza e condivisione dei contenuti, aperto a chiunque abbia offerto la propria disponibilità. Un documento ispirato alla letteratura internazionale ed elaborato sulla base delle indicazioni del WONCA e dei curricula formativi dei medici di famiglia, adattate al contesto italiano, con l’obiettivo di perseguire il tanto auspicato miglioramento della formazione in medicina generale, perché la qualità delle Cure Primarie non può prescindere dalla qualità della formazione dei futuri medici di famiglia. Un esempio emblematico di come i giovani medici possano essere promotori di un cambiamento in positivo nella formazione post-lauream, come auspicato da anni dal SIGM, soprattutto in una fase di transizione (demografica, epidemiologica e sociale) come quella attuale, nella quale la necessità di colmare i vuoti formativi e di mettere in atto un netto cambio di paradigma non è più procrastinabile. Alla luce di tutto ciò si esprime rammarico, per aver ritenuto inammissibile, durante il passaggio del provvedimento in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, l’emendamento 12.13 avente come prima firmataria l’onorevole Bologna, che avrebbe consentito proprio l’istituzione di un core curriculum nella Formazione Specifica in Medicina Generale. Il SIGM-SIMeG auspica, pertanto, che i contenuti di tale emendamento, che avrebbero contribuito ad una valorizzazione della formazione in Medicina Generale, vengano riproposti quanto prima. In conclusione, il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM chiede massima condivisione ed invita chiunque sia interessato ad unirsi al gruppo di lavoro del Movimento Giotto per proseguire nell’elaborazione e nel perfezionamento del documento.

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Inviato sollecito al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni sul riconoscimento alla malattia per i Corsisti di Medicina Generale

In data 29/05/2019 il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ha inviato un sollecito (link) al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni a chiarire la questione del riconoscimento del diritto all’assenza per malattia per i Medici in Formazione iscritti ai CFSMG. Il SIMeG richiede, come già fatto in una lettera inviata in data 11/02/2019 (link2), alla quale non è seguita risposta, chiede che anche per i Medici iscritti ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale i giorni di assenza per malattia, debitamente certificati, non vengano computati nei 30 giorni di assenza previsti per motivi personali, così come è stato chiarito essere per i colleghi specializzandi. Questa richiesta trova due ordini di motivazione: la tutela del diritto alla malattia del lavoratore e la tutela della saluta pubblica. Oggi, di fatto, in molte regioni i Medici in CFSMG non hanno diritto ad assentarsi dal corso per malattia senza che questi giorni vengano computati all’interno dei 30 giorni di assenza per motivi personali. Questo obbliga i Giovani Medici a recarsi al lavoro anche se malati, aumentando il rischio di diffusione di malattie a pazienti già debilitati che frequentano gli ambulatori o i reparti in cui i medici svolgono la loro formazione. Riteniamo che questa richiesta debba servire a fare chiarezza sul tema e ad equiparare, almeno sotto questo aspetto, i Medici in Formazione Specifica in Medicina Generale ai colleghi specializzandi.

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Manifestazione 10 maggio a Napoli per la pubblicazione degli ambiti carenti in Campania. Il SIGM aderisce alla protesta dei “Medici senza carriere”

La Sede Provinciale di Salerno del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) e il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G.), preso atto della mancata pubblicazione degli ambiti carenti di Medicina Generale in Regione Campania, aderisce alla manifestazione indetta dai colleghi del movimento “Medici senza carriere”, che si svolgerà il prossimo 10 maggio presso il Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania e del Dipartimento Tutela della Salute. Lo scorso 1 aprile è scaduto il termine per la pubblicazione degli ambiti territoriali carenti della Medicina Generale per l’anno in corso, ai sensi degli Artt. 5 e 6 del vigente Accordo Collettivo Nazionale (ACN 2018). È una criticità tutt’altro che nuova in Regione Campania, dal momento che mancano all’appello anche le zone carenti per l’anno 2018, la cui pubblicazione, in base al precedente ACN, era prevista nei mesi di aprile ed ottobre 2018. I medici presenti in graduatoria regionale sono, inoltre, tuttora in attesa delle assegnazioni delle carenze pubblicate nel 2017. Sulla base della situazione in atto, che grava sul futuro professionale dei medici di medicina generale campani in attesa di convenzione, oltre che sull’assistenza sanitaria offerta ai cittadini, ci uniamo alla protesta dei “Medici senza carriere”. In particolare, chiediamo alla Regione Campania: –          Di rispettare la normativa relativa alla pubblicazione delle aree carenti, in base a quanto stabilito dal vigente ACN, evitando di creare ulteriori ritardi e disagi per i colleghi in attesa di convenzione; –          Di pubblicare quanto prima gli ambiti carenti per gli anni 2018 – 19 e quelli che si renderanno disponibili nel corso dell’anno, come stabilito dagli Artt. 5 e 6, comma 1, dell’ACN 2018; –          Di regolamentare la situazione relativa ai medici in attesa di assegnazione delle carenze per l’anno 2017.  

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CFSMG Sicilia: illegittimo e incostituzionale imporre ai medici in formazione di rinunciare al Corso MG per partecipare al concorso SSM. La lettera del SIMeG a Ministero e Regione.

In una lettera inviata al Ministero della Salute e alla Regione Sicilia (link), il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) chiede una revisione dell’atto notorio fatto sottoscrivere ai medici iscritti al primo anno del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Sicilia (triennio 2018 – 2021). Abbiamo, infatti, ricevuto le segnalazioni dei colleghi siciliani in formazione al primo anno di corso, ai quali è stato fatto firmare un atto notorio, di cui non era stata data la possibilità di prendere visione precedentemente. Nel documento risulta che il corsista in formazione dichiara “di essere a conoscenza del fatto che il medico iscritto al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale può partecipare, successivamente, a fine corso o rinunciando allo stesso, ai concorsi per l’ammissione alle scuole universitarie di specializzazione in Medicina e Chirurgia per il conseguimento dei titoli di specializzazione e che il medico iscritto a scuola universitaria di specializzazione può partecipare, a fine corso o rinunciando allo stesso, al concorso per l’ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.” Tale comma rappresenta un’anomalia sia rispetto alle altre regioni che rispetto ai trienni precedenti, nel quale viene rispolverato un articolo, mai applicato, con un forte profilo di illegittimità ed incostituzionalità, che determinerà molto probabilmente un ricorso alla giustizia amministrativa, con tutte le conseguenze del caso. Non è con misure penalizzanti, che creano tra l’altro una ingiustificata ostilità tra i colleghi in formazione, che si valorizza la Formazione Specifica in Medicina Generale né con tali misure si può risolvere il problema dell’imbuto formativo, ma solo con lo stanziamento di più fondi e con l’adeguamento, sia in termini economici che di qualità formativa, della FSMG. Prendiamo atto, dunque, con amarezza, dell’ennesima occasione che evidenzia una discutibile gestione del CFSMG nella Regione Sicilia (da ricordare, a titolo d’esempio, l’inserimento reiterato di una tassa di iscrizione per l’accesso al Concorso di ammissione al Corso di Formazione in Medicina Generale, rimasto un caso isolato in tutta Italia) da quando, nel 2016, è stata stipulata, tra la Regione Siciliana – Assessorato alla Salute e l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Palermo, la “Convenzione per la definizione dei rapporti di collaborazione per l’organizzazione, l’attuazione e la gestione delle attività formative del Corso triennale di Formazione Specifica in Medicina Generale”, per la quale l’OMCeO di Palermo è divenuto affidatario della gestione delle attività didattiche del CFSMG, mentre le procedure relative all’emanazione del bando annuale di concorso per l’accesso al Corso di Formazione e la gestione della procedura concorsuale sono rimaste in capo all’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia Alla luce di ciò, il S.I.Me.G chiede: –   che sia fatta chiarezza su quanto avvenuto e che venga abrogato con effetto immediato il divieto per i corsisti del CFSMG della Regione Sicilia, e di tutte le altre regioni che dovessero applicare questo regolamento, di partecipare al concorso SSM prima della fine del corso o della rinuncia allo stesso; –   che, per arginare il fenomeno della perdita di borse di studio dovuta al passaggio di medici in formazione dal percorso di formazione specialistica a quello di formazione specifica in medicina generale e viceversa, sia istituito un concorso unico per l’accesso ad entrambi, e che siano garantite le stesse condizioni economiche e di tutela per i medici in scuola di specializzazione e per quelli in formazione specifica di medicina generale; –   che la Regione Sicilia torni ad appropriarsi delle proprie competenze in tema di Formazione in Medicina Generale e di gestione dei corsi, e vigili affinché ai propri medici in formazione siano garantite le stesse condizioni degli altri colleghi italiani.      

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Grillo: “Serve unico contratto di formazione-lavoro”. La posizione del SIMeG

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) apprende a mezzo stampa delle dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo in merito alla riforma delle specializzazioni ed auspica che la linea espressa possa riguardare anche i medici in formazione in Medicina Generale. In base a quanto dichiarato dal Ministro della Salute, emerge la volontà di ripensare il ruolo degli specializzandi in un nuovo contratto di formazione-lavoro, con certificazione delle competenze acquisite, riorganizzazione ed ampliamento delle reti formative che coinvolga i Policlinici universitari e le strutture del SSN che rispettano gli standard formativi, e dunque una valorizzazione della formazione specialistica ed, al contempo, un potenziamento dei servizi sanitari volto a rispondere adeguatamente alla carenza di medici. Da anni il nostro Dipartimento propone un’evoluzione della Formazione Specifica in Medicina Generale in disciplina accademica, atta a consentire una valorizzazione della formazione dei futuri Medici di Medicina Generale, da considerare anch’essi, al pari degli altri colleghi in formazione, quali medici in formazione specialistica da inserire nel contesto del Servizio Sanitario, al quale poter dare il loro contributo qualificante. Far rientrare anche la Formazione Specifica in Medicina Generale nella riforma della formazione specialistica consentirebbe di: Rispondere alla  carenza di medici di Medicina Generale; Adeguare finalmente l’anomalia italiana della formazione specifica in medicina generale, equiparandola a quella degli altri specializzandi, sia per modalità contrattuali, sia per durata del corso di studi; Dare alla Formazione Specifica in Medicina Generale la qualità ed il valore che merita, con la crescita di una nuova generazione di MMG adeguatamente formati per rispondere alle sfide determinate dai cambiamenti epidemiologici e demografici che impongono in maniera sempre più impellente una riorganizzazione delle Cure Primarie, in cui il Medico di Medicina Generale funga da coordinatore dell’assistenza sanitaria; Creare un core curriculum di competenze specifiche che il corsista in formazione deve acquisire. Il Dipartimento SIMeG ribadisce la necessità di valorizzare l’importanza della formazione in Medicina Generale quale percorso fondamentale per formare professionisti in grado, in prospettiva futura, di rispondere ai bisogni di salute della popolazione dettati dal nuovo contesto socio-epidemiologico, superando i vecchi modelli ai quali i CFSMG sono tuttora ancorati. In definitiva, il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) esprime interesse per le nuove proposte del Ministro della Salute volte a  coniugare in modo equilibrato la formazione e il lavoro, al pari di quanto avviene attualmente in diversi Paesi Europei, e si dichiara altresì disponibile a lavorare sui temi suddetti all’interno degli specifici tavoli tecnici e commissioni atte ad attuare tali riforme.

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SIA RICONOSCIUTO ANCHE PER I CORSISTI IN MEDICINA GENERALE IL DIRITTO ALLA MALATTIA, PER LA TUTELA DEI LAVORATORI E DELLA SALUTE PUBBLICA

In una lettera inviata al Ministero della Salute e alla conferenza delle regioni (link), il dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) chiede che anche per i Medici iscritti ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale i giorni di assenza per malattia, debitamente certificati, non vengano computati nei 30 giorni di assenza previsti per motivi personali, così come è stato chiarito essere per i colleghi specializzandi. Questa richiesta trova due ordini di motivazione: la tutela del diritto alla malattia del lavoratore e la tutela della saluta pubblica. Oggi, di fatto, in molte regioni i Medici in CFSMG non hanno diritto ad assentarsi dal corso per malattia senza che questi giorni vengano computati all’interno dei 30 giorni di assenza per motivi personali. Questo obbliga i Giovani Medici a recarsi al lavoro anche se malati, aumentando il rischio di diffusione di malattie a pazienti già debilitati che frequentano gli ambulatori o i reparti in cui i medici svolgono la loro formazione. Riteniamo che questa richiesta debba servire a fare chiarezza sul tema e ad equiparare, almeno sotto questo aspetto, i Medici in Formazione Specifica in Medicina Generale ai colleghi specializzandi.

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DL Semplificazioni: lo stop del Quirinale. Il SIGM: “Pericolo scampato. Adesso collaboriamo tutti per migliorare la formazione in Medicina Generale”

  Il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G.) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) esprime soddisfazione per la decisione del Quirinale di frenare l’iter parlamentare del cosiddetto “Decreto Semplificazioni” rinviando dunque le misure riguardanti la Formazione in Medicina Generale. Riteniamo che in tal modo sia stato scongiurato il pericolo di una modifica delle modalità di accesso alla Formazione in Medicina Generale apportata in assenza di un adeguato confronto con le parti interessate, e che a nostro avviso avrebbe svilito la qualità della formazione e della professione, come da noi evidenziato nei giorni scorsi.   In base a quanto risulta dalle notizie trapelate oggi a mezzo stampa, gli emendamenti momentaneamente bloccati verrebbero riproposti in un ddl di iniziativa parlamentare da presentare con procedura d’urgenza. A tal proposito riteniamo fondamentale che vengano prese in considerazione le opinioni delle associazioni che rappresentano i giovani medici e che più conoscono la realtà e i problemi della categoria. Pertanto, facciamo un appello a tutte le forze politiche, sindacali ed associative del mondo medico giovanile affinché si collabori per l’elaborazione di proposte che rendano l’accesso alla Formazione in Medicina generale meritocratico, adeguatamente retribuito, rispondente a specifiche esigenze qualitative di tipo formativo e al fabbisogno quantitativo di personale da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Riteniamo che questi siano i cardini fondamentali sui quali elaborare proposte e basare la formazione dei Medici di Medicina Generale del futuro.

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Emendamenti Formazione Specifica in Medicina Generale. I Giovani Medici: “No a qualsiasi tentativo di svilire la formazione in MG”

  Approda oggi al Senato della Repubblica il testo della legge di conversione del DL Semplificazioni arricchito dagli emendamenti approvati dalle varie commissioni di Palazzo Madama. Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG), del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), esprime profonda preoccupazione in merito all’emendamento n. 9.2 al DDL n. 989 presentato dai senatori Patuanelli, Grassi, Santillo, Giuseppe Pisani, Sileri, Castellone, Di Marzio, Endrizzi, Mautone, Marinello, Puglia, in particolare sulla parte riguardante la Formazione Specifica in Medicina Generale. L’emendamento in questione, come tale, è stato formulato al fine di sanare la posizione dei colleghi che per anni hanno lavorato nell’SSN, garantendone il servizio di “…funzioni convenzionali previste dall’Accordo Collettivo Nazionale…“, pur non avendo i titoli per farlo.Riteniamo che tale emendamento rappresenti: il tentativo di eludere il diritto ad una formazione retribuita, rendendo strutturale una situazione di precarietà che invece andrebbe affrontata mediante la messa a bando di un congruo numero di borse, sulla base di una programmazione del fabbisogno di professionisti sanitari;   il tentativo  di utilizzare l’ormai drammatica e cronica condizione di definanziamento della formazione post-lauream per risparmiare sul capitolo di spesa della formazione dei futuri professionisti e per nascondere l’incapacità del governo di reperire fondi a tale scopo;   il tentativo di utilizzare le graduatorie in modo non conforme alla posizione utile dei concorrenti adducendo, come validi ai fini dell’accesso, titoli il cui valore è sia dubbio sia in violazione di quanto previsto nei bandi di concorso.   Poniamo, inoltre, in evidenza come attraverso tale emendamento venga meno ancora una volta la valorizzazione del ruolo e dell’importanza  della formazione in Medicina Generale, considerata mero percorso formale per l’accesso all’esercizio della professione di Medico di Medicina Generale, anziché momento fondamentale per formare professionisti capaci di dar vita ad una nuova medicina generale e di soppiantare l’attuale modello obsoleto di Cure Primarie al fine di costruire un nuovo modello di assistenza che sia funzionale al nuovo contesto. Denunciamo, infine, il silenzio dei sindacati e delle categorie di rappresentanza della Medicina Generale, augurandoci che la mollezza da essi mostrata nel contrastare tale iniziativa non derivi dai vantaggi che la pletora medica garantisce alle vecchie generazioni in alcune regioni del nostro Paese. La nostra Associazione si dichiara contraria ad iniziative che sminuiscono il valore della Formazione in Medicina Generale e non rimarrà a guardare di fronte a quanto sta succedendo  ai danni dei giovani medici.

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GRADUATORIE CONCORSO MEDICINA GENERALE 2018-21: NON ABILITATI VINCITORI DI PIU’ DI UN TERZO DELLE BORSE. SIGM-SIMeG: “NECESSARIA ULTERIORE PROROGA DEGLI SCORRIMENTI OLTRE SETTEMBRE 2019”

Il Dipartimento di Medicina Generale (S.I.Me.G) del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) apprezza lo sforzo dimostrato dal Ministro Grillo che, accogliendo le istanze da noi presentate, ha firmato il provvedimento con il quale viene stabilito il prolungamento, a 180 giorni dalla presa di servizio, degli scorrimenti delle graduatorie regionali di merito per l’accesso ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2018-2021. Tuttavia, il prolungamento delle graduatorie fino a settembre 2019, previsto dal Decreto, potrebbe non essere sufficiente a scongiurare la perdita di borse. Dall’analisi delle graduatorie finora pubblicate (link), infatti, si evince che in media il 38% delle borse di studio è stato assegnato a colleghi non ancora abilitati all’esercizio della professione medica che, come tali, non hanno mai sostenuto il Concorso per l’accesso alle Scuole di Specializzazione, e che quindi potrebbero decidere di partecipare alla prossima prova concorsuale, la quale si svolgerà verosimilmente nella primavera/estate 2019. Alla luce di ciò, il pericolo che molte di queste borse vadano perse diventa sempre più concreto, rischiando di vanificare l’aumento del numero di contratti messi a disposizione dal Ministero che ha determinato lo slittamento del Concorso di ammissione ai Corsi di Formazione in Medicina Generale per il triennio 2018-21 al mese di dicembre 2018 e della presa di servizio per i giovani colleghi. In alcune regioni l’aumento dei contratti è stato addirittura numericamente inferiore al numero di non abilitati vincitori di borsa. Per scongiurare il rischio di perdita di borse, il SIGM chiede un’ulteriore proroga degli scorrimenti delle graduatorie regionali per l’accesso ai CFSMG oltre i 180 giorni previsti dal Decreto Ministeriale. Tale proroga consentirebbe di riassegnare, secondo l’ordine della graduatoria, i contratti abbandonati dai candidati che dovessero iscriversi ad una Scuola di Specializzazione anche qualora le graduatorie del concorso SSM dovessero scorrere oltre il mese di Settembre. Vista la reiterata necessità di mantenere le Graduatorie del Concorso per l’accesso al CFSMG per periodi lunghi (vedi, oltre al concorso 2018-2021, gli anni 2014-2017 e 2017-2020), il SIGM chiede al Ministero, come già fatto in passato, di unificare i due concorsi per l’accesso al Corso di Formazione in Medicina Generale e alle Scuole di Specializzazione di Area Medica, con la creazione pertanto di una graduatoria unica, al fine di risolvere definitivamente le criticità della perdita di borse. Inoltre, visti gli slittamenti che il Concorso per l’accesso ai CFSMG ha subito negli ultimi due anni, e preoccupati dal fatto che, con ulteriori slittamenti, si rischierebbe la perdita di un anno di borse di formazione, in una situazione di ormai dichiarata carenza di Medici di Medicina Generale nel prossimo futuro, chiediamo il rispetto dei tempi per i prossimi concorsi, con lo svolgimento di quello per il triennio 2019-2022 già nell’estate del 2019.

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SIGM-SIMeG SU DL SEMPLIFICAZIONI: “IL GOVERNO TRADISCE LA FIDUCIA DEI GIOVANI MEDICI DI MEDICINA GENERALE E PIUTTOSTO CHE MIGLIORARE LA FORMAZIONE LA SVILISCE CON UNA SANATORIA. INTERVENGA IL PARLAMENTO!”

SIGM-SIMeG SU DL SEMPLIFICAZIONI: “IL GOVERNO TRADISCE LA FIDUCIA DEI GIOVANI MEDICI DI MEDICINA GENERALE E PIUTTOSTO CHE MIGLIORARE LA FORMAZIONE LA SVILISCE CON UNA SANATORIA. INTERVENGA IL PARLAMENTO!”   Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) apprende con amarezza a mezzo stampa i contenuti del testo giunto in Senato come base per la legge di conversione del DL Semplificazioni. I Giovani Medici esprimono la loro contrarietà al provvedimento contenuto nel comma 3-quinquies del testo sopracitato, in base al quale i Medici che abbiano ricevuto un incarico di almeno 12 mesi, anche non continuativi, nell’ambito delle funzioni convenzionali previste dall’ACN negli ultimi 10 anni ed entro il 31 dicembre 2018, acquisirebbero il diritto di frequentare in sovrannumero e senza borsa di studio il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, previo superamento di un non ben specificato Concorso di Ammissione al corso triennale e attraverso graduatoria riservata. Questo provvedimento, se approvato, comporterebbe: una disparità nell’accesso alla Formazione in Medicina Generale tra coloro che hanno già lavorato nei settori della medicina regolati dall’ACN, che potrebbero accedere al Corso con un punteggio, nella prova concorsuale, inferiore rispetto a chi non ha mai lavorato in tali settori; la creazione di due categorie di corsisti: quelli senza borsa, e quelli con borsa, con le conseguenti disparità di condizioni di accesso, di obblighi e di trattamento economico; disagi nello svolgimento del tirocinio pratico previsto dal Corso a causa dell’inserimento dei sovrannumero e quindi dell’aumento esponenziale dei medici in formazione tenuti a svolgere le attività pratiche, con notevoli ricadute sulla qualità della formazione; un elevato rischio di contenziosi in sede di giustizia amministrativa sia perchè la direttiva europea n. 82/76/CEE prevede che la formazione deve essere retribuita, sia per la confusione generata da tale provvedimento, in particolar modo tra gli aspiranti Medici di Medicina Generale che al momento della pubblicazione delle graduatorie del Concorso di Ammissione ai CFSMG per il triennio 2018-21 avranno i requisiti previsti dal provvedimento e che al contempo si troveranno ad essere vincitori. una diffusa sensazione di sfiducia e di frustrazione tra gli attuali Medici in Formazione in Medicina Generale e tra quelli già formati, che hanno scelto di intraprendere questa strada tra le tante difficoltà economiche e le molteplici criticità formative e adesso vedono tutto ciò in cui hanno investito e creduto, svuotato di qualsiasi valore a causa di questo provvedimento che implicitamente contiene il gravissimo messaggio di una inutilità della Formazione in Medicina Generale. Tutto questo andrebbe ancora una volta a discapito della Formazione in Medicina Generale, che continuerebbe ad essere considerata soltanto come un obbligo burocratico e formale piuttosto che come una vera opportunità formativa. L’unica nota positiva è presente nel documento recante il parere approvato dalla Commissione Sanità del Senato al Decreto Semplificazioni, che si conclude con la seguente raccomandazione “nell’ambito della prefigurata revisione complessiva del sistema di Formazione Specifica in Medicina Generale, di cui all’Articolo 9, prevedere standard formativi di riferimento utili a garantire uniformità a livello nazionale e in linea con quanto previsto per ogni altra specializzazione medica in ambito accademico.”   Il SIGM si auspica, dunque, che i parlamentari che hanno mostrato  una sensibilità maggiore sul tema e che hanno a cuore la salute dei cittadini facciano di tutto per scongiurare l’ennesimo tradimento nei confronti di una formazione di qualità per i futuri Medici di Famiglia.  

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