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Obbligo di Rotazione in Rete Formativa

L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) apprende con soddisfazione che i la Direzione Generale del MIUR ha diramato ai Rettori delle Università Italiane sedi di Scuole dispecializzazione, ai Presidenti degli Osservatori Regionali per la formazione medico – specialistica e, per conoscenza, ai Componenti dell’Osservatorio Nazionale per la formazione medico-specialistica, una nota relativa all’obbligo di favorire la rotazione degli specializzandi nell’ambito della rete formativa. In particolare si raccomanda di consentire l’obbligo di rotazione indicando nei regolamenti di ogni singola scuola le modalità di esecuzione delle rotazioni al fine di assicurare la possibilità di conseguire una formazione quanto più ampia possibile nelle diverse strutture a disposizione delle Scuole ed in base al percorso formativo della Scuola stessa. Tale circolare risponde alla criticità più volte segnalata da numerosi Colleghi relativamente a Scuole che includono nella propria rete formativa numerose strutture, ma di fatto vincolano lo specializzando a frequentare solo parte delle stesse con importante limitazione in termini di competenze ed interventi pratici che, durante il percorso di Formazione Specialistica, si possono perseguire. Ci è stato inoltre rappresentata la fattispecie di Scuole che precludono le rotazioni vincolando alcuni Medici in Formazione a svolgere l’intero percorso presso una singola struttura della rete formativa. Per garantire a tutti i Colleghi un percorso di Formazione completo abbiamo riportato alle Istituzioni tale discrepanza rispetto alle normative vigenti, che inquadrano la rete formativa come opportunità di valorizzare le specificità di diversi centri. Qualora si perpetuassero ulteriormente criticità, con conseguente limitazione delle opportunità di acquisizione delle competenze, vi invitiamo a segnalarcelo (anche in anonimo, a presidente@giovanemedico.it): per il Medico in Formazione, potersi formare in maniera completa rappresenta un diritto che il nostro Paese non può permettersi di sacrificare.   A questo link, invece, tutte le strutture formative delle vostre Scuole http://www.giovanemedico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2493:giovani-medici-sigm-qfinalmente-vengono-rese-note-le-reti-formative-di-ciascuna-scuola-di-specializzazioneq&catid=25:specializzazione&Itemid=5

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GIOVANI MEDICI (SIGM) SICILIANI denunciano il ritardo nella convocazione dell’Osservatorio Regionale per la Formazione Specialistica

GIOVANI MEDICI (SIGM) SICILIANI: a otto mesi dall’elezione dei nuovi rappresentanti degli Specializzandi non è stato ancora convocato l’Osservatorio Regionale sulla Formazione Medica Specialistica, organo che monitora la qualità della formazione erogata dalle scuole di specializzazione di medicina. Nonostante i numerosi solleciti, ad oggi, nulla è stato fatto, dimostrando come l’Assessore Regionale alla Salute non abbia a cuore, oltre che le sorti dei giovani medici precari siciliani, anche il tema della formazione dei giovani medici siciliani futuri specialisti. I tre medici specializzandi eletti nell’Osservatorio in rappresentanza dei colleghi delle Università di Catania, Messina e Palermo hanno scritto al Ministero della Salute ed al MIUR per chiedere di intervenire sull’Assessorato regionale alla Salute al fine di riattivare l’Osservatorio. A più di otto mesi dall’elezione delle componenti elettive dell’Osservatorio Regionale sulle Scuole di Specializzazione, l’Assessorato della Salute della Regione Sicilia non ha ancora provveduto alla riattivazione dell’organo che monitora la qualità della formazione erogata dalle scuole di specializzazione di medicina che insistono presso le Università siciliane. Nonostante le reiterate richieste, avanzate da parte delle sedi siciliane dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), ad oggi, nulla è stato fatto, dimostrando una grave mancanza di attenzione da parte dell’Assessorato Regionale alla Salute nei confronti del tema della formazione dei giovani medici siciliani, futuri specialisti. L’Osservatorio Regionale, infatti, costituisce uno strumento indispensabile di monitoraggio sulle attività formative e professionalizzanti delle Scuole di specializzazione incardinate presso le Università siciliane, ed ha il compito di garantire uniformità dei percorsi formativi fra le sedi universitarie in conformità agli standard prefissati su scala nazionale. Tale incomprensibile ritardo appare ancor più inaccettabile in considerazione del recepimento di un recente Decreto (DIM n. 68/2015) che riordina l’Ordinamento didattico e l’organizzazione delle Scuole di Specializzazione in Medicina. Per i suddetti motivi i rappresentanti degli Specializzandi eletti nelle tre Università siciliane sede delle scuole di specializzazione di medicina (Catania, Messina e Palermo) hanno scritto al MIUR ed al Ministero della Salute affinchè possano adoperarsi al fine di riattivare l’Osservatorio in vece dell’Assessorato che, ad oggi, risulta inadempiente. <<Appare davvero paradossale essere costretti a chiamare in causa i Ministeri competenti per intervenire al fine di “commissariare” l’Assessorato regionale alla salute a fronte di incomprensibili ritardi ed inadempienze.>> – denunciano le sedi SIGM di Catania, Messina e Palermo – <<Sembra che l’Assessore Gucciardi non abbia a cuore le sorti dei giovani medici siciliani. Infatti, dopo i reiterati fallimenti registratisi ai danni dei medici precari siciliani, segregati nel limbo di una mancata rimodulazione della rete assistenziale, registriamo una disattenzione cronica nei confronti del tema della formazione dei futuri medici specialisti. D’altra parte, l’Assessore ha già dimostrato un atteggiamento incomprensibile, a nostro avviso, nei confronti della formazione dei futuri medici di medicina generale, demandando interamente la gestione ed organizzazione dei corsi regionali agli Ordini dei medici, invece di potenziare i propri uffici dedicati a tale settore ovvero avvalersi, ad esempio, del CEFPAS, l’ente regionale istituzionalmente preposto alla formazione permanente del personale del servizio sanitario regionale>> .  

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Spendibilità del titolo

Il titolo di specialista è spendibile nell’ambito dei Paesi dell’Unione Europea. Nei concorsi di accesso al profilo professionale medico il periodo di formazione specialistica è annoverato fra i titoli di carriera, come servizio prestato nel livello iniziale del profilo stesso nel limite massimo della durata del corso di studi.

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Formazione Medico Specialistica

Le Scuole di Specializzazione di Area sanitaria sono una parte integrante dell’intero percorso formativo del medico e degli altri operatori specialisti, necessaria al conferimento delle capacità professionali specialistiche. Ciò comporta sul piano organizzativo e formativo una inscindibile continuità con il Corso di Laurea (a ciclo unico o specialistico). Il peso rivestito dall’aspetto professionalizzante rende d’altra parte necessaria una piena integrazione e compenetrazione con le attività assistenziali proprie delle strutture sanitarie, sia universitarie che extra universitarie. Le attività assistenziali devono assicurare un completo addestramento professionale pratico in conformità con le norme comunitarie. Per tali ragioni appare utile preliminarmente ricordare in maniera schematica l’impegno formativo professionalizzante del medico in formazione specialistica: Lo specializzando è inserito a tempo pieno nelle attività formative della Scuola e prende parte attiva alle attività assistenziali. L’attività assistenziale degli specializzandi è finalizzata alla acquisizione di competenze professionali specifiche con una progressiva assunzione di responsabilità personale nella esplicazione delle attività professionalizzanti fino a raggiungere la piena autonomia. Va peraltro assicurata una adeguata formazioneculturale basata su una solida preparazione scientifica. L’attività dello specializzando nelle strutture assistenziali e socio-sanitarie non può essere considerata o utilizzata a fini vicarianti le funzioni del personale di ruolo previsto dalla struttura. Il pieno impegno dello specializzando nelle attività formative teoriche e pratiche richiede misure di armonizzazione con i vincoli, anche orari, previsti dal contratto di formazione.

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CONCORSO DI ACCESSO ALLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE IN MEDICINA

Il concorso di accesso alle Scuole di Specializzazione in Medicina è regolamentato dal nuovo “Regolamento concernente le modalita’ per l’ammissione dei medici alle scuole di specializzazione in medicina, ai sensi dell’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368.”, approvato con Decreto del Ministrero dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 105 del 30 giugno 2014. Tale regolamento è andato a modificare il precedente instituendo un concorso a graduatoria nazionale per tipologia di scuola di specializzazione, secondo quanto previsto dalla Legge 128/2013 (Legge Carrozza). Riassumiamo di seguito quanto previsto dal regolamento sopra citato.   AMMISSIONE ALLA SCUOLA Alle scuole si accede con concorso annuale per titoli  ed  esami bandito entro  il  28  febbraio  di  ciascun  anno  con  decreto  del Ministero. Al  concorso possono partecipare i  laureati  in  medicina  e  chirurgia  in  data anteriore al termine di scadenza per la presentazione  delle  domande di partecipazione al concorso fissato dal bando, con obbligo, a  pena di  esclusione,  di  superare  l’esame  di  Stato   di   abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo entro  il  termine fissato per l’inizio delle attivita’  didattiche  delle  scuole. La   data  di  inizio   delle attivita’ didattiche delle scuole di specializzazione viene indicata con il decreto ministeriale di  assegnazione  dei  contratti  di formazione  specialistica.   DOMANDA DI PARTECIPAZIONE La domanda per partecipare alla prova  di  selezione,  corredata della documentazione  prevista  dal  bando,  e’  presentata  per  via telematica al Ministero nei tempi e con  le  modalita’  previste  nel bando stesso. Al fine  di  consentire  la  formazione  e  lo scorrimento della graduatoria nazionale, il candidato, nella  domanda di partecipazione al concorso, indica in ordine di preferenza le sedi universitarie per le quali intende concorrere.   VALUTAZIONE DEI CANDIDATI I candidati sono valutati attraverso una prova d’esame e una valutazione dei titoli, come di seguito riportato. Prova d’esame La prova d’esame si svolge  telematicamente  ed  e’  identica  a livello nazionale con riferimento a  ciascuna  tipologia  di  scuola. La prova d’esame, per ogni tipologia di scuola,  si  svolge  non prima di sessanta giorni dalla data di pubblicazione del bando. In relazione al numero di domande pervenute  e  comunque  almeno venti giorni prima  della  prova  di  esame,  il Ministero comunica le sedi e l’orario di svolgimento della prova d’esame. Sarà garantito a ogni candidato  la  possibilita’  di concorrere  all’accesso  fino  a   due   tipologie   di   scuole   di specializzazione   per   ciascuna   area. La prova d’esame consiste in una prova scritta che prevede la  soluzione  di  110 quesiti a risposta multipla, ciascun quesito  con  quattro  possibili risposte, ed e’ divisa in due parti. La prima parte e’ comune a tutte le tipologie di scuola e  viene  svolta  in  unica  data  e  medesimo orario, in piu’ sedi, a livello nazionale. Essa comprende 70  quesiti su argomenti  caratterizzanti  il  corso  di  laurea  di  medicina  e chirurgia. Il  bando  puo’  prevedere  un  punteggio  minimo  per  il superamento della prima parte. La seconda parte comprende 40 quesiti, con particolare riferimento alla valutazione, nell’ambito di  scenari predefiniti, di dati clinici, diagnostici  e  analitici,  di  cui  30 quesiti comuni a tutte  le  tipologie  di  scuola  appartenenti  alla medesima area e  10  quesiti  specifici  per  ciascuna  tipologia  di scuola. Essa e’ svolta in una o piu’ sedi, nella stessa data  e  allo stesso orario per tutte le scuole appartenenti alla medesima area. Non  sono  ammessi,  durante  la   prova   del   concorso,   la consultazione di alcun  testo  cartaceo  o  digitale  e  l’uso  o  la detenzione di telefoni cellulari o di altri strumenti  elettronici  o telematici, pena l’esclusione dal concorso. I QUESITI I quesiti d’esame non saranno precedentemente noti e la loro predisposizione e’ affidata  al Ministero, che a tal fine puo’ avvalersi di soggetti  con comprovata competenza in materia,  individuati  nel  rispetto  dei  principi  di imparzialita’ e trasparenza e tenuti al piu’  rigoroso  rispetto  del segreto d’ufficio. LA VALUTAZIONE DELLA PROVA D’ESAME La valutazione dei 70 quesiti della prima parte  della  prova  e dei 30 quesiti di area della  seconda  parte  della  prova  determina l’attribuzione di un punteggio di +1 per ogni risposta esatta,  di  0 per ogni risposta non data e di -0,30 per ogni  risposta  errata.  La valutazione dei 10 quesiti di  ciascuna  tipologia  di  scuola  della seconda parte della prova determina l’attribuzione di un punteggio di +2 per ogni risposta esatta, di 0 per ogni risposta  non  data  e  di -0,60 per ogni risposta errata. Titoli di studio La Commissione Nazionale (vedi di seguito) attribuisce fino a 15 punti, di cui 2 punti per il voto di laurea e 13  punti  per  il curriculum degli  studi. I  punti  che  il  singolo  candidato  puo’ ottenere in base al voto di laurea e al curriculum degli  studi  sono determinati secondo i seguenti criteri: a) Voto di laurea – fino a 2 punti: Voto 110 e lode = 2 punti; Voto 110 = 1,5 punti; Voto da 108 a 109 = 1 punto; Voto da 105 a 107 = 0,5 punti. b) Curriculum – fino a 13 punti: b.1)  Media  aritmetica  complessiva  dei  voti   degli   esami sostenuti – fino a 5  punti.  I  punti  sono  attribuiti  secondo  la seguente scala valutativa: Media dei voti ≥ 29,5 = 5 punti; Media dei voti ≥ 29 = 4 punti; Media dei voti ≥ 28,5 = 3 punti; Media dei voti ≥ 28 = 2 punti; Media dei voti ≥ 27,5 = 1 punto. b.2) Punti per  voto  ottenuto  negli  esami  fondamentali  del percorso di laurea e negli esami caratterizzanti o specifici – fino a 5 punti. I punti sono assegnati sulla base del  voto  ottenuto  negli esami  fondamentali  del   percorso   di   laurea   e   negli   esami caratterizzanti la tipologia di scuola  di  specializzazione  per  la quale si concorre, individuati, per ciascuna tipologia di scuola,  in numero non superiore a cinque. I punti  sono  attribuiti  secondo  la seguente scala valutativa: 1 punto per ogni 30 o 30 e lode; 0,7 punti per ogni 29; 0,5 punti per ogni 28; 0,2 punti per ogni 27. b.3) Altri  titoli  –  fino  a  3  punti.  I  titoli  non  sono riconoscibili e  computabili  ai  concorrenti  gia’  in  possesso  di diploma di specializzazione, ne’  ai  concorrenti  gia’  titolari  di contratto di specializzazione per un periodo minimo  di  un  anno.  I punti vengono attribuiti come segue: 1 punto per la tesi sperimentale in una disciplina  specifica che comprenda uno dei settori scientifico-disciplinari di riferimento della tipologia di scuola,  debitamente  documentata  secondo  quanto indicato nel bando; 2 punti per il titolo di dottore di ricerca in una disciplina specifica  che  comprenda  i  settori   scientifico-disciplinari   di riferimento  della  tipologia  di  scuola,  debitamente   documentata secondo quanto indicato nel bando.   GRADUATORIA NAZIONALE Il Ministero  redige  una  graduatoria  nazionale  per  ciascuna tipologia di scuola. Sono ammessi alle scuole di specializzazione coloro che, in  relazione  al numero dei posti disponibili, si siano collocati in  posizione  utile nella  relativa  graduatoria  nazionale  sulla  base  del   punteggio complessivo riportato. Le  graduatorie  sono rese pubbliche dal Ministero entro 20 giorni dallo svolgimento  delle prove. In caso di parita’ di punteggio, prevale il candidato  che  ha ottenuto il maggior  punteggio  complessivo  nella  prova  di  esame, quindi il candidato  che  ha  ottenuto  il  maggior  punteggio  nella seconda parte della prova di esame relativa ai quesiti  specifici  di ciascuna tipologia di  scuola,  in  caso  di  ulteriore  parita’,  il candidato con minore eta’ anagrafica. In caso  di  rinuncia,  mancata immatricolazione secondo le modalita’ indicate dal  bando  o  mancato superamento dell’esame di Stato di abilitazione  all’esercizio  della professione di medico-chirurgo entro il termine fissato per  l’inizio delle  attivita’  didattiche, subentra  il candidato che segue nella graduatoria,  fermo  restando  che,  tra  i candidati ammessi alle scuole di  specializzazione,  e’  precluso  lo scambio di sede.   COMMISSIONE NAZIONALE Il Ministero istituisce con proprio Decreto un’unica Commissione  nazionale,  tenuta  al  piu’  rigoroso  segreto d’ufficio,   composta   da   un   direttore   di   una   scuola    di specializzazione, con funzioni di presidente, e da cinque  professori universitari per ciascuna area, anche in quiescenza, individuati  fra professori dei settori scientifico-disciplinari di riferimento  delle tipologie di scuola rientranti nella relativa  area.  La  Commissione nazionale valida i quesiti e specifica i criteri per la valutazione dei titoli,  ai  fini  dell’attribuzione  del  relativo  punteggio   e   della approvazione della graduatoria unica nazionale per ciascuna tipologia di scuola da parte del Ministero.   ULTERIORI INFORMAZIONI Il bando di accesso alle Scuole di Specializzazione in Medicina dovrà riportare ogni anno ulteriori informazioni, quali: –        i posti disponibili  presso  ciascuna  scuola, –        i temi di studio sui  quali  sono  predisposti  i  quesiti, –        gli  esami fondamentali, caratterizzanti e specifici valutabili in  relazione  a ciascuna tipologia di scuola per la quale si concorre, –        i  criteri  di assegnazione del punteggio relativo alla valutazione dei titoli, –        il  calendario, la durata e le modalita’ di svolgimento e di correzione  della  prova d’esame, –        le  modalita’  relative  alla scelta della sede universitaria da parte del candidato al fine  della successiva iscrizione in relazione alla posizione  nella  graduatoria nazionale, –        le   istruzioni applicative, di carattere tecnico  informatico,  sulle  modalita’  di somministrazione dei quesiti e di correzione degli stessi  necessarie a garantirne l’affidabilita’, la trasparenza e l’uniformita’.   CLICCA QUI per leggere i chiarimenti sul bando per l’ammissione alle scuole di specializzazione in…

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Il complesso istituto della Formazione medico specialistica si articola su 2 livelli, a cui fanno da contro altare due differenti riferimenti normativi. Un primo livello definisce l’Ordinamento Didattico delle scuole di specializzazione istituite con Decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162. L’Ordinamento Didattico previgente, ai sensi del Decreto del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca dell’11 maggio 1995: “Modificazioni all’ordinamento didattico universitario relativamente alle scuole di specializzazione del settore medico”, superato a decorrenza dall’A.A. 2008/2009 per tutti i nuovi iscritti dal Nuovo Ordinamento, riveduto e corretto ai sensi del Decreto M.I.U.R. sul Riassetto delle Scuole di specializzazione di area sanitaria. (GU n. 258 del 5-11-2005- Suppl. Ordinario n.176). Il secondo livello normativo definisce lo Status del medico in formazione, ai sensi del D. Lgs. 368/1999, modificato dalla legge n. 266/2005 (Allegato N). La nota M.I.U.R. n° prot. 4149 del 31 Ottobre 2006, emessa dalla Direzione Generale per l’Università – Ufficio II (Allegato B), ha notificato alle Università l’entrata in vigore del D. Lgs. 368/1999,  modificato  dalla legge n. 266/2005, nonché l’abrogazione del D. Lgs. 257/1991 (norma che definiva il vecchio status di medici borsisti). Ciò a seguito dell’individuazione di un apposito capitolo di spesa ed al contestuale reperimento delle somme, pari a 300 milioni di euro, richieste per l’attivazione dei contratti di formazione specialistica, stanziati ai sensi dell’art. 300 della legge n. 266 del 23 dicembre 2005 (Finanziaria 2006), che ha modificato la normativa di riferimento (D. Lgs. 368/1999) apportando al contempo la sostituzione del «contratto di formazione-lavoro», previsto dal testo originario, con un «contratto di formazione specialistica». Tutti i diritti/doveri connessi allo status di medico in formazione sono, quindi, entrati in vigore dal 1° Novembre 2006. La Direzione Generale per l’Università – Ufficio II del M.I.U.R. (Allegato B), infatti, rispondendo con nota n° prot. 356 del 7 Febbraio 2007 ad alcuni dei Quesiti posti dal S.I.M.S. con lo spirito di fare chiarezza in merito ad alcuni risvolti applicativi conseguenti all’entrata in vigore del D. Lgs. 368/1999,  modificato  dalla legge n. 266/2005, ha precisato che: Il D. Lgs. n. 368/1999 è entrato in vigore a decorrere dall’A.A. 2006/2007, quindi la normativa ivi contenuta deve essere applicata  nel citato riferimento temporale. Il contratto di formazione specialistica non è altro che un contenitore formale di tutta la normativa esplicitata nel D.Lgs. n. 368/1999.