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Aspetti medico-legali

È sovente imbattersi nella cronaca giudiziaria dei principali quotidiani locali e nazionali in casi di presunta mala sanità in cui si ritrovano coinvolti loro malgrado i medici specializzandi lasciati a ricoprire guardie senza il supporto del medico strutturato. Di seguito vengono riportati tutti gli elementi utili a suggerire ai medici in formazione i comportamenti corretti da adottare al fine di prevenire una loro sovraesposizione di interesse medico legale. In generale si possono configurare tre differenti quadri operativi, cui corrispondono differenti graduazioni della responsabilità: 1)   responsabilità totale: è il caso dello specializzando che assume pienamente ed autonomamente un compito che si conclude con evento infausto; in tal caso, la responsabilità è concretamente attribuibile allo specializzando che ha assunto la posizione di garanzia richiesta dalla giurisprudenza; 2)   insussistenza di responsabilità: è il caso dello specializzando che agisce senza alcuna possibilità di scelta (né operativa, né scientifica) eseguendo semplici atti che, autonomamente, non incidono sull’intera attività terapeutica decisa dal tutor; 3) responsabilità graduata: l’ipotesi più ricorrente è quella dell’operazione effettuata in equipe; in tal caso si può ravvisare responsabilità in compartecipazione (ex art. 113 Cod. Pen.) da parte di tutti i singoli operatori, ma la minore esperienza del discente potrà incidere su una riduzione in sede di condanna. Giova ricordare sin da subito l’esclusione dai compiti dello specializzando di qualsivoglia attività di tipo amministrativo, quale: Richiesta degli esami, in quanto atto rapportuale tra due strutture con risvolti economici Certificazione dell’esame obiettivo per gli usi di legge Emissione dei documenti di dimissione Se l’impegno clinico, con finalità formative, è certamente incluso nei doveri dello specializzando, è di tutta evidenza che la sua funzione in quel momento ha dei limiti (quelli connessi con la componente amministrativa), che impongono quanto meno una collaborazione con chi è autorizzato a svolgerli. Il medico in Formazione, in termini medico legali e giurisprudenziali, nel momento in cui “prende in carico” un paziente è responsabile degli atti conseguenti, ed in caso di esiti avversi, dunque, non potrebbe sottrarsi da responsabilità, adducendo a propria discolpa la giustificazione di non essere stato affiancato dallo strutturato/tutor, o di avere effettuato la prestazione oltre il monte ore  stabilito dal tempo pieno. Nessun atto medico deve quindi essere effettuato senza il supporto del tutor ed in ogni caso tanto per la compilazione della cartella clinica quanto per la richiesta di prestazioni diagnostiche lo specializzando deve limitarsi a controfirmare quanto sottoscritto dallo strutturato. Lo specializzando inoltre ha il dovere di dissociarsi per iscritto in cartella se non dovesse concordare la prestazione decisa dallo strutturato; diversamente si assumerebbe di fatto la responsabilità dell’atto medico “imposto”. Il medico in formazione quindi non deve in alcun modo provvedere alla copertura delle guardie in assenza del medico strutturato divisionale fisicamente presente. Tale affermazione trova fondamento nelle seguenti citazioni: – Art. 16 CCNL: “Nelle ore notturne e nei giorni festivi, la continuità assistenziale e le urgenze/emergenze dei servizi ospedalieri è garantita … mediante: la guardia medica di U.O. o tra U.U.O.O. appartenenti ad aree funzionali omogenee e dai srvizi speciali di diagnosi e cura…” Il servizio di guardia è dunque assicurato da tutti i dirigenti medici in servizio.- Risposta del MIUR n° prot. 356 del 7 Febbraio 2007 a quesiti posti dal SIMS: “Sull’espletamento del tirocinio pratico, previsto dall’ordinamento della scuola di specializzazione, il medico in formazione specialistica  deve svolgere un numero di ore pari  a quello svolto da un medico del S.S.N. a tempo pieno per attività di servizio.   Inoltre  le attività pratiche svolte dai medici in formazione specialistica  devono essere eseguite sempre sotto la guida di un tutore, come peraltro prevede il D.M. 5/5/1995 e, altresì, l’ art. 40, D.Lgs. n. 368/1999: infatti tali attività non sono assimilabili all’attività professionale autonoma del medico dipendente dall’azienda sanitaria ove si opera”.  Rapporto di GaranziaLo specializzando, pur guidato e controllato da un tutor, deve sempre tener presente che stabilisce un rapporto col paziente, tecnicamente definito di Garanzia. Il Rapporto di Garanzia si fonda sulla corretta comunicazione al paziente da parte del medico in formazione di come il proprio ruolo in quel momento sia finalizzato alla formazione e pertanto non sostitutivo del personale strutturato, unicamente titolo e preposto all’erogazione di prestazioni specialistiche; ciò nell’ambito di una più ampia informazione al malato intesa quale preciso diritto di questi, al fine di evitare che lo stesso paziente richieda prestazioni specialistiche a chi ancora specialista non è. Responsabilità CivileSi configura in relazione all’esecuzione di mansioni amministrative a qualsivoglia natura: non a caso il datore di lavoro (Aziende Sanitarie presso le quali viene svolta l’attività formativa) è tenuto a provvedere a una copertura assicurativa degli specializzandi in termini completi con l’esclusione delle responsabilità derivanti da atti di valore amministrativo. Responsabilità PenaleIl medico in formazione – come ogni medico abilitato alla professione – risponde personalmente secondo parametri di valutazione dell’imperizia, dell’imprudenza, della negligenza, nonché dell’inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline impiegati per ogni caso Responsabilità degli Altri AttoriIl D.Lgs 368/1999 modificato stabilisce che “I tempi e le modalità di svolgimento dei compiti assistenziali, nonché la tipologia degli interventi che il medico in formazione specialistica deve eseguire, sono concordati dal Consiglio della scuola con la Direzione Sanitaria e con i dirigenti responsabili delle strutture delle aziende sanitarie presso le quali lo stesso svolge la formazione sulla base del programma formativo personale”. In relazione alle tipologie di evenienze sopra riportate, è ravvisabile pertanto l’addebito di Culpa in eligendo et in vigilando per i Responsabili delle U.U.O.O., per i Direttori Scuole, per la Direzione Sanitaria, tutti attori responsabili del percorso formativo-assistenziale professionalizzante del medico in formazione. Osservatorio Medico Legale Giovani MediciIl S.I.G.M. ha creato uno spazio interattivo dedicato al supporto dei Giovani Medici, in formazione ed operatori del SSN, per affrontare le delicate problematiche medico – giuridiche legate all’esercizio della professione ed alla Responsabilità professionale e per diffondere nella categoria la cultura della Gestione del Rischio Clinico. Tutti gli utenti registrati al sito www.giovanemedico.it possono partecipare ad appositi forum tematici ospitati su www.giovanimedici.com, al fine di confrontarsi con i nostri consulenti medico legali e con colleghi di altre branche su esperienze personali, casi specifici e dubbi derivanti dalla pratica dell’attività medico-chirurgica; gli utenti possono inoltre inserire documenti, sentenze, riferimenti legislativi ed ogni altra informazione utile ad affrontare le specifiche tematiche trattate.

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Attività assistenziale

L’attività assistenziale svolta dal medico in formazione è connessa per definizione alla formazione. Infatti, la formazione del medico implica la partecipazione guidata alla totalità delle attività mediche dell’unità operativa presso la quale è assegnato dal Consiglio della Scuola, nonché la graduale assunzione di compiti assistenziali e l’esecuzione di interventi con autonomia vincolate alle direttive ricevute dal tutore, di intesa con la direzione sanitaria e con dirigenti responsabili delle strutture delle aziende sanitarie presso cui si svolge la formazione. Viene chiaramente specificato che in alcun caso l’attività del medico in formazione specialistica è sostitutiva del personale di ruolo, e che l’impegno richiesto per la formazione specialistica è parificato a quello previsto per il personale medico del Servizio Sanitario Nazionale a tempo pieno. Il medico in formazione specialistica dovrebbe infine essere riconoscibile come tale dalle persone presenti nelle strutture sanitarie e, in particolare, dai pazienti che ricevono prestazioni diagnostiche o terapeutiche. A tal fine si propone che le Aziende Sanitarie provvedano a dotare gli specializzandi dei necessari strumenti di identificazione (cartellino con foto-tesserino di riconoscimento). Rapporto di pubblico impiegoIl medico in formazione specialistica, ove sussista un rapporto di pubblico impiego, è collocato, compatibilmente con le esigenze di servizio, in posizione di aspettativa senza assegni.Il periodo di aspettativa è utile ai fini della progressione di carriera e del trattamento di quiescenza e di previdenza. LimitazioniPer la durata della formazione a tempo pieno al medico è inibito l’esercizio di attività libero-professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui si effettua la formazione ed ogni rapporto convenzionale o precario con il servizio sanitario nazionale o enti e istituzioni pubbliche e private. L’impegno richiesto per la formazione specialistica è pari a quello previsto per il personale medico del Servizio sanitario nazionale a tempo pieno, assicurando la facoltà dell’esercizio della libera professione intramuraria (quest’ultima facoltà è stata recepita dallo schema tipo di contratto all’Art 5, comma 3: E’ assicurata al medico in formazione specialistica la facoltà dell’esercizio della libera professione intramuraria). Deroghe alle limitazioniL’art 19, comma 11 della Legge 28 Dicembre 2001, n. 448 (Legge Finanziaria 2002), recita come segue: “I laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione o ai corsi di formazione specifica in medicina generale, possono sostituire a tempo determinato medici di medicina generale convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale ed essere iscritti negli elenchi di guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica ma occupati solo in caso di carente disponibilità di medici già iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica”. Essendo la predetta Legge Finanziaria posteriore al D.Lgs 368/99, quanto precedentemente ricordato deve intendersi attuale e pertanto in vigore. Tali acquisizioni sono per di più chiaramente definite dall’Art 5, comma 2, dello schema tipo di contratto: Il medico in formazione specialistica fermo restando il principio del rispetto del tempo pieno può, ai sensi dell’art. 19, comma 11, della Legge 28 dicembre 2001, n. 448, sostituire a tempo determinato i medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale ed essere iscritto negli elenchi della guardia medica notturna, festiva e turistica, ma occupato solo in caso di carente disponibilità dei medici già iscritti nei predetti elenchi. Il medico specializzando può iscriversi ai corsi di formazione specifica in medicina generale solo una volta terminato il corso di specializzazione o rinunciando al corso stesso. Le attività predette possono essere espletate compatibilmente con gli obblighi propri della formazione specialistica e sono escluse dalla copertura assicurativa di cui gode lo specializzando in formazione. La già richiamata facoltà dell’esercizio della libera professione intramuraria*, prevista ai sensi dell’articolo 40 del D.Lgs 368/99 modificato, trova ulteriore sussistenza nella Risoluzione N. 254/E del 29 settembre 2009 emanata dalla Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate (Allegato T): “considerato che l’attività libero professionale intramoenia è esercitata dagli specializzandi sulla base della stessa disciplina amministrativa applicabile ai dipendenti e che le modalità di esercizio dell’attività sono le medesime, si ritiene che in relazione ai compensi percepiti per lo svolgimento dell’attività intramurale dai medici in formazione specialistica risulti applicabile la disposizione recata dalla lettera e) dell’articolo 50 del TUIR”.  * N.B.: Non costituiscono reddito da lavoro autonomo i compensi percepiti per l’attività intramuraria dai medici in formazione (Fonte: Unione Consulenti- www.unioneconsulenti.it). E’ quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 254/E del 29 settembre, relativamente ad un’Azienda ospedaliera universitaria che ha autorizzato gli specializzandi a svolgere attività intramuraria. Ciò perché la libera professione è esercitata dagli specializzandi sulla base della stessa disciplina amministrativa che si applica ai dipendenti.

In particolare, il policlinico universitario ricorda che la possibilità di esercitare l’attività intramoenia è stata espressamente riconosciuta ai medici in formazione specialistica dal decreto legislativo 368/19999 che, all’articolo 40, recita: “L’impegno richiesto per la formazione specialistica è pari a quello previsto per il personale medico del Servizio sanitario nazionale a tempo pieno, assicurando la facoltà dell’esercizio della libera professione intramuraria”. A differenza dei medici del Ssn, però, gli specializzandi non sono legati da un rapporto di lavoro dipendente con l’ospedale universitario presso cui prestano attività. Il loro contratto è infatti finalizzato esclusivamente all’acquisizione delle capacità professionali specialistiche e “non dà in alcun modo diritto all’accesso ai ruoli del Ssn e dell’università o ad alcun rapporto di lavoro con gli stessi enti”. Inoltre, tornando al caso in questione, il contratto di formazione non viene stipulato con l’Azienda ospedaliera ma con un soggetto giuridico diverso – l’Università – che corrisponde agli specializzandi il trattamento economico spettante, che non è non soggetto a tassazione ai fini delle imposte sui redditi. Ciò posto, l’istante chiede di sapere qual è il corretto trattamento fiscale che si applica ai compensi per l’attività libero-professionale intramuraria corrisposti ai medici in formazione specialistica: vanno tassati come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente o di lavoro autonomo?

Nessun dubbio per i tecnici delle Entrate. L’articolo 50 del Tuir, comma 1, lettera e), spiega l’Agenzia, qualifica come redditi assimilati a quelli di lavoro di lavoro dipendente i compensi relativi a prestazioni rese in intramoenia, anche se definiti di tipo “libero professionale”, se resi nel rispetto della relativa disciplina amministrativa (articolo 72 della legge 448/1998). Posto che la disciplina applicabile ai dipendenti regola, con le stesse modalità, anche l’attività esercitata dagli specializzandi, i compensi percepiti da questi ultimi sono sicuramente da considerare redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e soggetti a tassazione come tali. Neanche la circostanza che il contratto di formazione sia stipulato con un soggetto giuridico diverso rispetto al policlinico universitario, vale infatti a ricondurre i compensi in questione nel reddito di lavoro autonomo (articolo 53 del Tuir). Riassumendo in maniera schematica, sono compatibili con il contratto di formazione di formazione specialistica le seguenti attività:  – Esercizio della libera professione intramuraria- Guardia medica- Sostituzione di medico di base- Guardia turistica- Borse di studio per formazione all’estero- Prestazioni occasionali libero professionali: entro un reddito annuo integrativo massimo consentito pari a circa 5000 euro e quindi documentabile attraverso emissione di ritenuta d’acconto.

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Diritti&Doveri

DOVERI La formazione del medico specialista implica la partecipazione guidata alla totalità delle attività mediche dell’unità operativa presso la quale è assegnato dal Consiglio della Scuola, nonché la graduale assunzione di compiti assistenziali e l’esecuzione di interventi con autonomia vincolate alle direttive ricevute dal tutore, di intesa con la direzione sanitaria e con dirigenti responsabili delle strutture delle aziende sanitarie presso cui si svolge la formazione. L’impegno in termini di monte ore cui deve far fronte l’assistente in formazione è pari “a quello svolto da un medico del S.S.N. a tempo pieno per attività di servizio” e, come si evince chiaramente dall’ art. 40, del D.Lgs. n. 368/1999  (in vigore dal corrente A.A.), l’attività dell’assistente in formazione non è in alcun modo sostitutiva di quella del personale di ruolo, tanto è vero che “le attività pratiche svolte dai medici in formazione specialistica devono essere eseguite sempre sotto la guida di un tutore”; per di più, “tali attività non sono assimilabili all’attività professionale autonoma del medico dipendente dall’azienda sanitaria ove si opera”. Così stanti le cose, con l’entrata in vigore in toto del D.Lgs. n. 368/1999 modificato, è stato dissipato l’equivoco di fondo talora perpetrato in regime di D.Lgs 257/91 (in regime di borse per intenderci), che vedeva gli specializzandi impegnati in attività assistenziali (ad es. guardie notturne o festive) senza la contestuale presenza fisica di medici strutturati Universitari o del S.S.R. (il medico reperibile non rientra in questa casistica, appunto perché non fisicamente presente). Inoltre, le ore di attività assistenziale (che per definizione è connessa alla formazione), vengono assimilate all’impegno pari a quello in regime di tempo pieno del medico del S.S.N., laddove il tempo pieno, per definizione, come stabilito dal pacchetto normativo che configura la c.d Riforma “Bindi” e come ricordatoci dalla Nota del Ministero della Salute – Ufficio VII – Direzione Generale delle Risorse Umane e delle Professioni Sanitarie (Allegato E Manuale del Giovane Medico), inviata il 19 Marzo 2007 in risposta ai Quesiti posti dal S.I.M.S., è pari a 38 ore settimanali (4 delle quelli sono dedicate all’attività didattica frontale). In tal senso è necessario che le previsioni relative all’orario di servizio siano attuate e garantite: a tal fine dovrebbe essere implementata una modalità oggettiva e standardizzata di verifica dell’orario di lavoro. Non è mistero infatti che i medici in formazione specialistica vivano in una situazione di sostanziale deregulation: alcuni di essi giovano della mancanza di controllo disertando attività cliniche e didattiche, molti altri sono sovraccaricati da orari settimanali che arrivano anche a 60-70 ore, oltre ogni limite di stress fisico e psicologico e senza possibilità di recupero delle ore in eccesso. DIRITTI Il medico in formazione nella sua attuale configurazione può essere paragonato, in ultima analisi, ad un lavoratore atipico, con un parziale riconoscimento dunque dei diritti fondamentali del lavoratore, soprattutto se paragonati a quelli connessi ad una tipologia di rapporto subordinato a tempo determinato ascrivibile ad un contratto di formazione-lavoro, inizialmente previsto dal D.Lgs 368/99 prima delle modifiche introdotte dall’art. 1, comma 300, lettera c) della legge 23 dicembre 2005, n.266. Manifesta è l’esigenza dell’emanazione urgente di direttive uniformi e condivise in merito alle modalità di espletamento dell’impegno assistenziale in regime di tempo pieno da parte dei medici in formazione specialistica (con espresso riferimento a guardie ordinarie, notturne e festive), con particolare attenzione al rapporto tra Specializzando, Università ed Aziende Ospedaliere facenti capo alla rete formativa, alle modalità di esercizio del diritto all’assenza per malattia e gravidanza, alle modalità di inserimento dei medici in formazione presso le strutture afferenti alla Rete Formativa. Aspetti PrevidenzialiA decorrere dall’anno accademico 2006-2007, ai contratti di formazione specialistica si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 26, primo periodo, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e disposizioni correlate. I medici in formazione sono dunque incardinati nell’ambito della Gestione separata I.N.P.S. analogamente a quanto previsto per l’attività lavorativa autonoma e per i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (ex co.co.co. oggi co.co.pro.). Aliquote contributiveLa circolare n° 37 dell’8 febbraio del 2007 emanata dalla Direzione Centrale Entrate Contributive I.N.P.S. (Allegato H Manuale del Giovane Medico), specifica che “dovranno essere osservate le seguenti aliquote:- per l’anno 2006 il 18,20% entro il limite di reddito di cui all’art. 3 della legge 14 novembre 1992, n. 438 fissato in € 39.297,00 e il 19,20% per la quota eccedente tale limite;- per l’anno 2007 il 23,50%, così come precisato con circolare n. 7 dell’11/1/2007. Qualora il medico in formazione specialistica sia già soggetto ad una tutela previdenziale obbligatoria ai fini pensionistici le aliquote saranno: 10% per il 2006 e 16% per il 2007”. D’altra parte, tutti i medici in formazione abilitati all’esercizio della professione ed iscritti all’Ordine professionale di riferimento per la provincia di residenza contribuiscono obbligatoriamente alla “QUOTA A” dell’ENPAM. L’aliquota contributiva I.N.P.S. deve essere intesa quale integrazione alla sostenuta “QUOTA A” dell’ENPAM, ed essere pertanto quantificabile nel 17%. Inoltre, l’onere contributivo è ripartito nella misura di un terzo a carico del medico in formazione specialistica e di due terzi a carico dell’Università committente. AssicurazioneGli oneri derivati dalla copertura assicurativa per i rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all’attività assistenziale svolta dal medico in formazione a partire dall’A.A. 2006/2007 sono a carico delle Aziende Sanitarie presso le quali viene svolta l’attività formativa, alle stesse condizioni del proprio personale (cfr.: c. 3, art. 41, D.Lgs. n. 368/1999).  Particolare attenzione deve essere fatta dai colleghi che vengono destinati dalla propria scuola ad un periodo di formazione presso una scuola facente capo ad una differente azienda sanitaria; in tal caso, essendo il contratto assicurativo stipulato cumulativamente, il passaggio ad altra scuola dovrebbe essere maturato prima della data del rinnovo del predetto contratto. In caso contrario gli oneri dovuti per la copertura assicurativa di un singolo medico in formazione potrebbero risultare troppo elevati e quindi svantaggiosi per l’azienda sanitaria, che si potrebbe rifiutare di corrisponderli. Assenze autorizzateNon determinano interruzione della formazione, e non devono essere recuperate, le assenze per motivi personali, preventivamente autorizzate salvo causa di forza maggiore, che non superino trenta giorni complessivi nell’anno accademico e non pregiudichino il raggiungimento degli obiettivi formativi. In tali casi non vi è sospensione del trattamento economico. Malattia e GravidanzaGli impedimenti temporanei superiori ai quaranta giorni lavorativi consecutivi per gravidanza e malattia, sospendono il periodo di formazione, fermo restando che l’intera sua durata non è ridotta a causa delle suddette sospensioni. Restano ferme le disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla Legge 30 Dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, nonché quelle sull’adempimento del servizio militare di cui alla legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni (D.Lgs. n. 151/2001 congedo per gravidanza). In altre parole, le assenze superiori a 40 giorni in riferimento a gravidanza e malattia devono essere totalmente recuperate. Infatti gli obiettivi formativi devono essere conseguiti dallo specializzando e le singole scuole devono dunque adottare i provvedimenti atti a favorire il predetto recupero. Se quanto precedentemente affermato appare chiaro per la malattia, lo stesso non si può dire per la gravidanza: infatti, il MIUR con la nota del 31 Ottobre 2006 specifica che “è opportuno prevedere per gli specializzandi in formazione, che l’assenza per maternità sia regolata ai sensi del D.Lgs. n. 151/2001, come peraltro previsto dal c. 3, dell’art. 40, del D.Lgs n. 368/1999”. Ne consegue che le colleghe in stato di gravidanza possono richiedere un “congedo per gravidanza”, pari a 5 mesi, dunque oltre i 40 giorni di assenza continuativa. In tal caso,  le colleghe in congedo di gravidanza potrebbero ad esempio concordare con il proprio direttore di essere escluse dall’attività assistenziale, ma potrebbero seguire le lezioni teoriche, compatibilmente con loro stato di gravidanza, e conseguire al loro rientro dal congedo gli obiettivi formativi raggiungibili attraverso l’attività pratica; qualora tale recupero non potesse essere effettuato entro l’A.A. in corso, la scuola dovrà stabilire una sessione di esami di recupero per permettere alle colleghe di rimettersi in carreggiata. Recupero Obiettivi formativiDurante i periodi prolungati di sospensione della formazione tanto per malattia che per gravidanza, al medico in formazione compete esclusivamente la parte fissa del trattamento economico limitatamente ad un periodo di tempo complessivo massimo di un anno oltre quelli previsti dalla durata legale del corso. Il periodo di sospensione viene interamente recuperato, unitamente ai relativi obiettivi formativi, in coda all’anno accademico in corso con remunerazione piena. Modalità di verifica assenzeIl godimento dei giorni di assenza giustificata, unitamente all’esercizio del diritto all’assenza per malattia dovrebbero essere regolamentate in maniera analoga a quanto accade per i dirigenti medici. Le Segreterie delle Scuole di Specializzazione dovrebbero curare: la registrazione delle assenze autorizzate richieste e godute; la pianificazione del godimento delle assenze autorizzate non effettuate, che andrebbero in ogni caso godute entro i primi sei mesi dell’anno successivo e prima dell’esame finale di specializzazione; la ricezione dei certificati di malattia, attraverso l’istituzione di un protocollo riservato. Sorveglianza SanitariaTutti i medici in formazione devono essere sottoposti a Sorveglianza Sanitaria, ai sensi del D. Lgs. 368/1999, modificato dalla legge n. 266/2005, del D.M. 5 Agosto 1998, n. 363 (Regolamento recante…

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Trattamento economico

Al medico in formazione specialistica, per tutta la durata legale del corso, è corrisposto un trattamento economico annuo onnicomprensivo. Il trattamento economico è corrisposto mensilmente dalle Università presso cui operano le scuole di specializzazione ed è costituito da una parte fissa, uguale per tutte le specializzazioni e per tutta la durata del corso, e da una parte variabile; è determinato annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della Salute e con il Ministro dell’economia e delle finanze, avuto riguardo preferibilmente al percorso formativo degli ultimi tre anni. In fase di prima applicazione, per gli anni accademici 2006-2007 e 2007-2008, la parte variabile non potrà eccedere il 15 per cento di quella fissa». Il trattamento economico è rideterminato ogni tre anni nei limiti dei fondi previsti e delle quote del Fondo Sanitario Nazionale destinate al finanziamento della formazione dei medici specialisti. In data 8 Marzo 2007 è stato emanato il primo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, quello relativo alla parte economica, col quale è stato adottato il contratto di formazione specialistica per i medici specializzandi a decorrere dal corrente anno accademico 2006/07. Il trattamento economico già quantificato in tempi non sospetti, come documentato in anteprima dal S.I.M.S. attraverso un documento risalente al 28 Febbraio 2007, richiesto ed ottenuto dal Ministero della Salute (Allegato D), per il triennio 2006/09, si basa su un impegno economico pari a circa 26000 euro annui (circa 2160 euro mensili lordi) per gli iscritti agli ultimi tre anni di corso, mentre per gli iscritti agli anni precedenti agli antecedenti agli ultimi tre, è pari a circa 25000 euro annui (circa 2080 euro mensili lordi). Pertanto l’impegno economico risulta più che raddoppiato rispetto a quello che era necessario per la copertura della borsa, che ammontava a circa 11.600 euro annui circa. Tabella relativa alla ripartizione delle risorse disponibili per la copertura dei contratti di formazione per l’A.A. 2006/07 A.A. 2006/2007 I anno II anno III anno IV anno V anno VI anno   quota fissa 22.700 22.700 22.700 22.700 22.700 22.700   quota variabile 2.300 2.300 3.300 3.300 3.300 3.300   contratto costo/unità 25.000 25.000 26.000 26.000 26.000 26.000   Specializzandi 5.000 4.999 4.613 5.451 2.292 320 22.675 TOTALI 125.000.000 124.975.000 119.938.000 141.726.000 59.592.000 8.320.000 579.551.000 A questo link trovate un interessante prospetto elaborato dall’Università di Pisa

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Contratto

Il contratto di formazione è finalizzato esclusivamente all’acquisizione delle capacità professionali inerenti al titolo di specialista, mediante la frequenza programmata delle attività didattiche formali e lo svolgimento di attività assistenziali funzionali alla progressiva acquisizione delle competenze previste dall’ordinamento didattico delle singole scuole, in conformità alle indicazioni dell’Unione Europea.Il contratto non dà in alcun modo diritto all’accesso ai ruoli del Servizio Sanitario Nazionale e dell’Università o ad alcun rapporto di lavoro con gli enti predetti.  Schema-tipo del contratto Lo schema-tipo del contratto (Allegato G) è definito con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Università e della Ricerca, di concerto con i Ministri della Salute, del Tesoro e del Lavoro e della Previdenza Sociale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.Il contratto è annuale ed è rinnovabile, di anno in anno, per un periodo di tempo complessivamente uguale a quello della durata del corso di specializzazione.Lo schema-tipo del contratto di formazione specialistica è stato adottato, dopo il controverso passaggio in Conferenza Stato – Regioni del 19 Aprile 2007, con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 luglio 2007.  Adozione e sottoscrizione del Contratto A decorrere dall’A.A. 2006/2007 è entrato in vigore il D.Lgs n. 368/1999, modificato dalla legge n. 266/2005 e quindi deve essere attuato il “contratto di formazione specialistica” previsto per tutti gli specializzandi in formazione; ovviamente il D.Lgs. n. 257/1991, viene abrogato. La Direzione Generale per l’Università – Ufficio II del M.I.U.R. (Allegato C), rispondendo ad alcuni dei Quesiti posti dal S.I.M.S. con lo spirito di fare chiarezza in merito ad alcuni risvolti applicativi conseguenti all’entrata in vigore del D.Lgs 368/1999, modificato dalla legge n. 266/2005, ha precisato che: ”Il D.Lgs. n. 368/1999 è entrato in vigore a decorrere dall’A.A. 2006/2007, quindi la normativa ivi contenuta deve essere applicata  nel citato riferimento temporale. Il contratto di formazione specialistica non è altro che un contenitore formale  di tutte le normativa esplicitata nel D.Lgs. n. 368/1999”. La complessa definizione dell’iter contrattuale si articola in tre momenti, a cui fanno da contro altare nell’ordine i tre seguenti Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri: 1) D.P.C.M. relativo alla parte economica; 2) D.P.C.M. relativo allo schema tipo del contratto; 3) D.P.C.M. relativo alla ripartizione delle somme alle Università.Dal momento della pubblicazione del secondo D.P.C.M., tutta la procedura per la sottoscrizione del contratto di formazione è a totale appannaggio delle amministrazioni universitarie periferiche, che devono provvedere alla definizione e comunicazione dei tempi e delle modalità della sottoscrizione da parte di tutti gli iscritti, con precedenza a quelli dell’ultimo anno di corso, che si avviano a concludere il loro corso di studio, ed ai neoimmatricolati.  Risoluzione anticipata del contratto Sono causa di risoluzione anticipata del contratto: a) la rinuncia al corso di studi da parte del medico in formazione specialistica;b) la violazione delle disposizioni in materia di incompatibilità;c) le prolungate assenze ingiustificate ai programmi di formazione o il superamento del periodo di comporto in caso di malattia(A tal proposito la Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 18 aprile 2007 ha auspicato che in caso di grave e giustificata assenza per malattia oltre il termine di anno, in presenza della dovuta disponibilità economica, si possano prevedere eccezioni alla norma tali da consentire il reinserimento senza incorrere nella risoluzione del contratto);d) il mancato superamento delle prove stabilite per il corso di studi di ogni singola scuola di specializzazione. N.B.: In caso di anticipata risoluzione del contratto il medico ha comunque diritto a percepire la retribuzione maturata alla data della risoluzione stessa nonché a beneficiare del trattamento contributivo relativo al periodo lavorato.

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Status di Medico in Formazione

Il Medico in Formazione, questo è l’esatto termine per definire tale figura, è un contrattista in formazione per il quale viene a configurarsi di fatto, oltre che con l’Università, un rapporto con la Regione presso cui insistono le aziende sanitarie, le cui strutture sono parte prevalente della rete formativa delle scuole di specializzazione. Mentre in regime di D.Lgs 257/91, norma che definiva per gli specializzandi lo status di borsisti, l’interlocutore unico (datore di lavoro) dello specializzando era l’Università, adesso si configura un rapporto duplice con Università, a cui gli specializzandi continueranno a corrispondere le tasse, e le Regioni da cui dipendono le Aziende Sanitarie facenti capo alla rete formativa. Questa affermazione è suffragata ad esempio dal fatto che la copertura degli oneri assicurativi degli specializzandi è passata interamente a carico delle Aziende predette (con decorrenza a partire dal 1° Novembre 2006). Dunque, al Medico in Formazione vengono per la prima volta riconosciuti, seppur parzialmente, diritti fondamentali quali assenze autorizzate (ferie atipiche), diritto alla malattia e gravidanza, diritti previdenziali (anche se su quest’ultimo aspetto resta molto ancora da ottenere), ma soprattutto quello che ci piace definire il “diritto al riconoscimento formale della presenza dello specializzando nelle varie unità operative e dipartimenti assistenziali” da parte delle Direzioni Sanitarie delle Aziende facenti capo alla rete formativa, con tutte le conseguenti implicazioni organizzative (documentazione presenza e monte orario) e di natura medico legale.