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Certificazione C1 per Aspiranti Specializzandi stranieri

AGGIORNAMENTO 06/05/2019 Come vi avevamo preannunciato studiando la normativa, il possesso di un titolo di studio ottenuto in Italia equivale alla certificazione C1 secondo il Quadro Normativo Europeo. Per tutti gli altri, sussiste una proroga fino all’8 Luglio 2019. Vi preannunciamo inoltre che tutti gli Enti che rilasciano l’attestato, in questo caso, avranno tempistiche più brevi per il rilascio tali da garantire la partecipazione al concorso. LINK AL DECRETO DIRETTORIALE   POST ORIGINALE: GIOVANI MEDICI SIGM “Grosso clamore mediatico sulla questione della certificazione C1 per la partecipazione degli aspiranti specializzandi stranieri, ma siamo ragionevolmente tranquilli. Abbiamo chiesto un chiarimento al MIUR (LINK ALLA RICHIESTA), ma già in altri ambiti una Laurea conseguita in un Ateneo Italiano non necessita di ulteriore riconoscimento linguistico. Piuttosto, ci aspettiamo la stessa attenzione verso questioni ben più gravose” Il SIGM, in riferimento alla recente pubblicazione del bando per l’accesso al concorso SSM 19, ritiene che, per i colleghi laureatisi in Italia ma provenienti da altri Paesi, non sia necessaria ulteriore documentazione certificante un livello di lingua C1 o superiore. “Appena è stata sollevata la questione sui social, dopo l’uscita del bando di giovedì scorso – commentano I Giovani Medici SIGM – abbiamo cercato di approfondire la problematica da un punto di vista legislativo e di capire se esistesse una normativa in merito. Ci sembrava paradossale che chi avesse sostenuto e superato tutto il corso di Studi in lingua italiana poi non potesse accedere ad un concorso che ne costituisce la naturale prosecuzione.”   “Effettivamente esiste una circolare ministeriale (n.39 del 21 Marzo 2005) che, per quanto concerne l’istruzione della lingua italiana effettuata da personale straniero nella scuola primaria e secondaria, dispensa dalla presentazione della certificazione della conoscenza lingua italiana chi abbia conseguito la laurea presso una Università Italiana. Tale circolare richiama il decreto legislativo 319 del 1994 sul riconoscimento dei titoli professionali nei paesi della Comunità Europea in recepimento di direttive comunitarie”   “I riferimenti legislativi citati sono contenuti nella richiesta inoltrata in data odierna alle Direzioni Generali del MIUR, dove si richiede che, semplicemente e come già accaduto, chi si sia laureato presso una Scuola italiana di Medicina e Chirurgia non debba presentare altra certificazione di lingua.”   “ Apprezziamo – concludono I Giovani Medici SIGM – il vivo interesse per la questione mostrato dalla FNOMCEO e dagli ordini dei Medici. Riteniamo tuttavia che lo stesso impegno debba essere profuso in questioni ugualmente gravi e che rischiano di minare definitivamente l’accesso alla professione delle giovani generazioni di medici. Il contratto a tempo “determinato” per gli specializzandi all’ultimo anno, nella proposta di legge della Lega, rischia di avviare un ciclo continuo di assunzioni a tempo determinato, in cui al termine dei 12 mesi ci sarà un altro specializzando a sostituire chi esaurisce il contratto e si specializza, che non avrà alcuno sbocco professionale possibile perché già occupato da chi lo ha sostituito. In questo modo si garantisce alle Regioni una soluzione low cost, approfittando di medici demansionati e dequalificati da pagare di meno e per soli 12 mesi, e del clamore mediatico generato dalle sigle sindacali sulla carenza di medici che non è vera in tutto il Paese e di cui soffre soprattutto il pubblico, che ha inevitabilmente perso appeal e competitività non ricevendo investimenti statali da oltre dieci anni. Andiamo verso una Sanità di Serie A e di Serie B, con giovani sempre più precari e cittadini costretti ad accedere ad una sanità pubblica fatta di medici inesperti, non formati oppure pensionati richiamati in servizio. E tutto questo nel silenzio della FNOMCEO, così solerte nel sollecitare il MIUR per la certificazione di lingua.”

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Continuano le procedure di presentazione delle istanze di accreditamento delle Scuole di Specializzazione. Il punto dei Giovani Medici

Mancano pochissimi giorni all’inizio della valutazione da parte dell’Osservatorio Nazionale delle proposte di Scuola che arriveranno, ma stiamo già lavorando per fare in modo che quanto accadrà nelle fasi successive alla valutazione possa tutelare la regolare prosecuzione del corso di studio degli specializzandi iscritti e non solo. Infatti, abbiamo chiesto e continueremo a farlo che: 1. quanto indicato dalla Nota Direttoriale del 16.10.2017 “Indicazioni operative relative al trasferimento di specializzandi iscritti presso Scuole di Specializzazione di area medica non accreditate” possa valere anche in questa edizione e che possano essere ricomprese nella stessa anche le Scuole con ACCREDITAMENTO PROVVISORIO che in questa tornata saranno RICOMPRESE nelle reti formativi di Scuole di altre sedi. Resta il problema per gli specializzandi vincitori di BORSA REGIONALE presso Scuole che non saranno accreditate. Infatti qualora nella stessa Regione non siano presenti Scuole accreditate della stessa tipologia, ad oggi il loro trasferimento presso sedi accreditate non risulta garantito. Come per le scorse volte ci faremo interlocutori con le Regioni affinché si possano trovare soluzioni idonee a favore dei colleghi che rientrano in questa fattispecie;2. gli Atenei garantiscano l’avventura NOTIFICA dell’esito dell’acccreditamento delle Scuole agli specializzandi iscritti alle stesse;3. le RETI FORMATIVE di ciascuna Scuola siano rese PUBBLICHE prima della momento della scelta del prossimo concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione;4. i QUESTIONARI compilati dagli specializzandi, seppur in maniera aggregata, siano anch’essi pubblicati prima della momento della scelta del prossimo concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione.5. venga rispettato il cronoprogramma per non ritardare l’emanazione del bando per il prossimo concorso SSM 6. alle scuole di Specializzazione con migliori performance formative vengano assegnati un maggior numero di contratti di formazione È grande la preoccupazione sui tempi e le forze che l’Osservatorio Nazionale avrà a disposizione per portare a termine questo difficile compito.L’auspicio è che, terminando con questa edizione il periodo di  introduzione di questo nuovo e complesso sistema a tutela della qualità della formazione, l’Osservatorio possa essere dotato dell’infrastruttura di supporto più opportuna per poter affinare e ottimizzare l’importante percorso già iniziato. In questa fase sarà nostra premura continuare a segnalare situazioni di criticità, seguire da vicino quanto si farà e soprattutto supportare i colleghi di tutte le sedi. Per DUBBI, CHIARIMENTI e SEGNALAZIONI continuate a scriverci in privato o su presidente@giovanemedico.it

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IL SIGM RICEVE LE SEGNALAZIONI DEI COLLEGHI SULL’IMPOSSIBILITA’ DI PARTECIPARE ALLE PROCEDURE CONCORSUALI PER GLI SPECIALIZZANDI DELL’ULTIMO ANNO E CHIEDE L’ADEGUAMENTO URGENTE DEI BANDI DI CONCORSO

Giovani Medici (SIGM): “Decine di segnalazioni da parte dei medici all’ultimo anno di formazione specialistica sull’impossibilità a partecipare alle procedure concorsuali indette nel 2019, differentemente da quanto previsto e approvato in legge di Bilancio. Dov’è la carenza di medici denunciata dalle Regioni? Chiediamo adeguamento urgente dei bandi di concorso!” Com’è noto con l’approvazione della Legge 145/2018 del 30/12/18 (cfr. Legge di Bilancio o di Stabilità) è stata introdotta la possibilità per gli specializzandi all’ultimo anno di partecipare ai concorsi per l’accesso alle posizioni di Dirigente Medico. <<Abbiamo già segnalato al Ministero della Salute, in data 31 Gennaio, l’impossibilità per i medici all’ultimo anno di formazione specialistica di partecipare alle procedure di iscrizione ai concorsi per l’accesso alle posizioni di Dirigenza medica, perché non i bandi non erano stati aggiornati. Abbiamo chiesto a tal fine una circolare ministeriale che desse istruzioni alle Regioni di adeguare i bandi, ma non abbiamo ancora avuto riscontro. Ci continuano ad arrivare decine di segnalazioni di specializzandi che vorrebbero partecipare ai concorsi -dichiarano i Giovani Medici SIGM – ma non possono. Al momento solo la Regione Lazio ha emanato una nota, recepita dall’ASL di Frosinone da qualche giorno (link), in cui si apre ai giovani medici la possibilità di accedere ai concorsi indetti nel 2019, i cui termini di presentazione delle domande non sono ancora scaduti.” <<Ci troviamo di fronte alla solita situazione all’italiana: abbiamo finalmente una legge, accolta con soddisfazione, che riduce i tempi di accesso al mondo del lavoro ma nessuno la fa applicare. Curiosamente, le stesse Regioni che lamentano la cronica mancanza di medici e vorrebbero inserire gli specializzandi in corsia nicchiano nel recepire i provvedimenti parlamentari che ne consentirebbero l’assunzione, spesso anche a tempo indeterminato, in tempi brevissimi dal conseguimento del diploma di specializzazione. A condire il tutto – incalzano dal SIGM – ci sono procedure concorsuali, pochissime in verità, in corso di adeguamento ai termini di legge. Si è creata la solita disomogeneità sul territorio nazionale: la discrezionalità nell’applicazione dei provvedimenti legislativi non fa bene a nessuno!>> <<Abbiamo richiesto, (link alla lettera) in data odierna, a tutti gli assessorati alle politiche sanitarie delle Regioni Italiane di emanare una nota urgente con l’aggiornamento dei bandi di concorso – continuano i Giovani Medici – e, contestualmente, al Ministero della Salute di vigilare affinché il contenuto della legge di bilancio, che tutela finalmente le giovani professionalità, non venga ignorato dagli uffici competenti. Rimaniamo in attesa di novità, confidando che le Istituzioni sblocchino questa situazione il prima possibile.>>  

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CHIARITA DALLA DIREZIONE GENERALE DEL MIUR LA DIFFERENZA TRA ASSENZE GIUSTIFICATE E ASSENZE PER MALATTIA. UN TASSELLO IN PIU’ PER GARANTIRE I DIRITTI DEI MEDICI IN FORMAZIONE

La Direzione Generale del MIUR, nella figura della dott.ssa Melina, ha emanato una nota indirizzata ai rettori delle Università Italiane in cui chiarisce che gli “impedimenti temporanei inferiori a quaranta giorni lavorativi consecutivi non rientrino tra le assenze per motivi personali […] in quanto gli stessi, debitamente certificati, sono da ritenersi giustificati ex se in applicazione dei principi generali dell’ordinamento giuridico”. Tali assenze non comportano sospensione della formazione (si ricorda che la sospensione della formazione è prevista per impedimenti come servizio militare, gravidanza o malattia che duri più di 40 giorni). <<Siamo soddisfatti che la Direzione Generale del MIUR si sia attivata per chiarire la zona grigia che molti Direttori di Scuole e molte Segreterie utilizzavano per spaventare i medici in formazione specialistica. In molti casi – dichiarano i Giovani Medici – ci sono pervenute segnalazioni di colleghi che avevano timore di sottoporsi ad operazioni chirurgiche per potersi concedere una settimana di vacanza estiva. Abbiamo girato tutte le email che ci sono arrivate alla Direzione Generale del MIUR per cercare di smuovere questa situazione e, a quanto pare, la massa di segnalazioni ha funzionato!>> La nota dovrebbe essere stata recapitata presso le PEC di ciascun rettore già nella mattinata odierna: <<Invitiamo gli specializzandi a far presente, presso le proprie segreterie, del chiarimento inviato alle Università dal MIUR e che stiamo diffondendo anche a mezzo Social – continuano dal SIGM – Hanno finalmente un documento ufficiale con quale difendere i propri diritti. Adesso – continuano i Giovani Medici – vorremmo riuscire ad avere un’interlocuzione con il Ministero della Salute per chiarire anche i diritti dei Corsisti di Medicina Generale>> <<Ad ogni modo – concludono – ci teniamo a ringraziare la dott.ssa Melina, che ha mostrato comprensione della problematica, e si è adoperata per incaricare gli uffici preposti a chiarire in maniera definitiva la questione. In tempi in cui le Istituzioni vengono percepite lontane, è soddisfacente sapere che si riescono ad ottenere risultati positivi con competenza e collaborazione>>.

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Emendamenti Concorso di Specializzazione: i chiarimenti dei Giovani Medici

Intendiamo richiamare l’attenzione su un emendamento in tema di formazione medica specialistica, recentemente presentato in seno al Decreto Legge di Semplificazione http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=18&id=1094568&idoggetto=1095835 Da sempre la nostra Associazione è a favore della trasparenza. Non a caso, negli scorsi anni, ha sostenuto in prima linea la riforma dell’accesso alle Scuole di Specializzazione, fondata su un concorso a graduatoria nazionale. E siamo, ancora oggi, impegnati per richiedere la semplificazione degli standard organizzativi delle prove di accesso alle SSM. Pertanto, non possiamo che accogliere favorevolmente qualsivoglia emendamento che preveda la pubblicazione, prima dello svolgimento delle prove concorsuali, del numero di contratti di formazione specialistica abbandonati nel corso dell’anno accademico precedente (cosa peraltro parimenti richiesto dalla nostra Associazione in passato (https://drive.google.com/file/d/1Jz4JgrQ5qqr2ZLREi2uYwEEhzt4pgY9f/view).   Tuttavia, è bene fare alcune precisazioni a beneficio di giovani medici aspiranti specializzandi. In verità, già dal 2014, tale aspetto è regolamentato nei Bandi di accesso alle scuole di specializzazione, laddove è stabilito quanto segue:   1) Premesse: “VISTA la nota del 4 aprile 2018 prot. n. 10781 con la quale il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con riferimento alla coorte di specializzandi iscritti agli a.a. precedenti all’a.a. 2017/2018, ha comunicato al Ministero dell’Economia e Finanze l’ammontare della spesa prevista per l’A.A. 2017-2018, comprensiva anche delle sospensioni, relativa alla corresponsione dei contratti di formazione medica specialistica già in essere, al netto della quale risultano attivabili con risorse statali n. 6.200 contratti di formazione medica specialistica per l’A.A. 2017-2018;2   2) Articolo 10: […] “I contratti di formazione specialistica eventualmente resisi liberi sono oggetto, compatibilmente con le procedure ministeriali in atto, di riassegnazione nell’ambito del contingente dei contratti di specializzazione per i successivi anni accademici.” Nonostante ciò, in passato è stato fatto notare come non ci sia corrispondenza tra il numero di contratti abbandonati/non assegnati nell’anno accademico precedente e quello dei contratti rimessi a bando nell’anno accademico successivo. Come mai accade?   Anche questo è già in parte spiegato nel bando, sempre nelle premesse: “TENUTO CONTO che parte delle risorse residue relative all’a.a. 2016-2017 sono state accantonate, in via prudenziale, a copertura delle eventuali spese a carico dello Stato per il finanziamento dei contratti di formazione medico specialistica quale conseguenza di una eventuale soccombenza del Ministero nel contenzioso instaurato avverso la procedura concorsuale relativa all’a.a. 2016/2017;” (http://www.miur.gov.it/documents/20182/6487429/DECRETO+N.+1208+DEL+17+MAGGIO+2018.pdf/f9b6cab8-505b-49cc-ab45-af45d70237fc?version=1.0)   Ma vi sono non altri meccanismi di natura amministrativo-contabile che riteniamo opportuno spiegarvi di seguito. Giova spiegare, innanzitutto, che la contabilità nella Pubblica Amministrazione segue l’anno solare (inizio 1 gennaio e scadenza 31 dicembre) e non certamente quello accademico. Per di più, l’anno accademico di riferimento per le scuole di specializzazione è sfalsato di un anno indietro nel tempo (gli attuali neospecializzandi risultano iscritti all’a.a. 2017/2018, con inizio delle attività assistenziali il 1° novembre 2018). Laddove, ad esempio, si sia registrata nel precedente anno accademico una rinuncia in corso d’opera, non è detto che le corrispondenti economie liberatisi, a causa di ineludibili passaggi economico-contabili e del predetto disallineamento, possano essere immediatamente disponibili in tempo per il successivo bando di specializzazione. Infatti, lo Stato centrale trasferisce le somme spettanti alle Università tramite il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), con cadenza annuale. Ogni coorte di specializzandi ha iniziato la propria attività in anni differenti: può accadere che un medico in formazione specialistica rinunci all’inizio dell’anno accademico, ma può anche accadere che rinunci ad anno iniziato, o magari a ridosso del 31 Dicembre quando la contabilità solare è già chiusa (in molti casi, se vi rivolgete alle vostre Segreterie, vi rendete conto che la contabilità chiude già nelle prime settimane di Dicembre, per poi riaprire a Gennaio). Qualora accada una situazione del genere, la rinuncia viene contabilizzata ancora per l’anno successivo, cioè nel concorso che viene bandito due anni dopo l’effettiva rinuncia. In altre parole, se si registra la rinuncia di un contratto entro un termine temporale utile, ovvero tale da allinearsi con le scadenze amministrative, allora in linea teorica si potrebbe disporre delle economie per l’anno successivo. Ma se, come invece avviene spesso, tale rinuncia è troppo a ridosso della scadenza dell’anno solare (31 dicembre) o se scavalla nell’anno solare successivo, tali economie non sono immediatamente recuperabili dalla Stato. Ne consegue, pertanto, che le Università non “conservano” tali somme, nè sono autorizzate ad utilizzarle per finalità diverse da quelle della formazione medica specialistica. Semmai, parte di tali fondi residuali (ma potrebbe accadere tutti) sono utilizzati dalle Università, di concerto con il MEF ed il MIUR, per coprire le spettanze relative al recupero della formazione da parte delle giovani colleghe che esercitano il diritto del congedo di gravidanza, ovvero da parte di tutti quei colleghi che siano costretti ad assentarsi dalla formazione/lavoro per periodi superiori ai 40 giorni. Queste colleghe e questi colleghi dovranno recuperare la formazione in coda all’anno di riferimento, percependo di diritto la parte fissa della retribuzione. Ne consegue che, di anno in anno, attraverso il FFO lo Stato trasferisce alle Università le risorse spettanti al netto delle risorse residue, recuperando, laddove necessario, le risorse non effettivamente erogate dall’Università, anche se risalenti.   Alla base di tutto, al di là della complessità di tali passaggi, la garanzia che le risorse residuali destinate ai contratti di formazione medica specialistica non vengano “distratte” per altre finalità, deriva dal fatto che nel bilancio statale esiste un capitolo di spesa dedicato ai contratti di formazione specialistica e, pertanto, a quello si deve fare riferimento. Ed ogni eventuale storno, non potrebbe che avvenire tramite espresse disposizioni in sede di bilancio dello Stato. Non ci risulta che, almeno negli ultimi 10 anni, una siffatta fattispecie si sia mai verificata, anzi, il capitolo del spesa, a partire dall’anno accademico 2012/2013 è stato sempre progressivamente implementato.   In conclusione, ben venga la trasparenza, ma sia altrettanto benvenuta una rappresentanza competente e responsabile, tale da fornire ai medici in formazione specialistica ed agli aspiranti Specializzandi informazioni complete ed esaustive. Il rischio, altrimenti, è quello di scadere in  annunci sensazionalistici o, addirittura, di dare informazioni distorte rispetto alla verità fattuale. Nel caso dell’emendamento in questione, pertanto, non è per nulla detto che rendere note “per legge” quante e quali risorse siano residuate dalla rinunzia, ovvero dalla non assegnazione, di contratti nel corrente anno accademico, possa tradursi, nel prossimo bando di concorso, in una pedissequa disponibilità di tali somme per stanziare contratti aggiuntivi.   Il Segretariato Italiano Giovani Medici

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“LA FORMAZIONE NON SIA L’ESCAMOTAGE PER RISPONDERE A CARENZE DI ORGANICO”. LA RISPOSTA DEL SIGM AL MINISTRO GRILLO

L’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.) prende le distanze dalla posizione espressa di rispondere alle carenze di Medici Specialisti attraverso l’impiego/assunzione di Medici in Formazione Specialistica in percorsi di Formazione-Lavoro. Pur premettendo che siamo in linea con l’assunto che il medico laureato e abilitato sia un professionista, è bene non confondere le competenze del neoabilitato con quelle dello specialista: l’approccio al paziente e alle problematiche specifiche che si possono acquisire con la specializzazione non possono e non devono essere paragonate a quelle di un medico privo di specializzazione. Lo stesso ingresso dei colleghi in formazione specialistica è, come già ripetuto anche in sede istituzionale, foriero di problematiche da non sottovalutare. In particolare si precisa che: –          L’impiego del Medico in Formazione Specialistica per rispondere a pure esigenze di organico è dequalificante per quanto concerne sia l’assistenza che la formazione specialistica; –          Da un mero punto di vista numerico, il nostro paese non ha carenza assoluta di medici specialisti, ma solo di alcune figure professionali in alcuni territori del Paese: a tal fine, sarebbe opportuno la pubblicazione da parte del Ministero della Salute dei dati ottenuti dalle Regioni nella ricognizione del fabbisogno figure specialistiche e delle previsioni di pensionamento; –          Sarebbe inoltre fondamentale ed opportuna anche una ricognizione di quei medici che, non operanti nel pubblico o al termine della loro carriera lavorativa, continuano ad operare in strutture convenzionate; –          In particolare se si configura la fattispecie di una carenza di medici specialisti gli strumenti per rispondere sono legate a stabilizzazioni di chi è già in possesso dei titolo e nuove assunzioni di medici specialisti. Attualmente, invece, spesso Giovani Medici Specialisti si riscoprono precari con forme contrattuali non stabili a fronte di ampia responsabilità richiesta. Inoltre per rispondere adeguatamente, con una prospettiva a medio-lungo termine, urge eseguire una reale e seria programmazione quali-quantitativa: aumentare i contratti di formazione specialistica a fronte delle evidenti carenze è l’unico modo per avere più specialisti. –          Inoltre le opportunità formative per i Colleghi in formazione specialistica nella rete ospedaliera extrauniversitaria sono note e già esistenti attraverso l’istituzione della rete formativa nel contesto delle scuole di specializzazione e del relativo accreditamento (Decreto Interministeriale n. 402 del 13.6.2017). La rete formativa della scuola di specializzazione è tenuta a rispondere a obiettivi e requisiti identificati dalle normative e deve sottostare ai controlli dell’Osservatorio Nazionale per la Formazione Medica Specialistica e degli Osservatori Regionali. In questa ottica, qualora si evidenziassero strutture capaci di offrire una formazione di qualità siamo a favore di una introduzione nell’ambito della rete formativa delle scuole e della valorizzazione di esperienze in contesti extrauniversitari, purché siano rispettate le garanzie di qualità che la normativa prevede a tutela della formazione dei Colleghi. –          Richiamiamo inoltre le direttive europee in tema di durata minima del periodo di specializzazione, che per essere considerata valida in territorio comunitario deve rispondere anch’essa a dei requisiti minimi. Ci teniamo a precisare che siamo disponibili a partecipare a tavoli di lavoro per definire e rendere operative proposte relative alla programmazione quali-quantitativa della formazione post-laurea, in sinergia con il lavoro dell’Osservatorio Nazionale per la Formazione Medico Specialistica.   L’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.)

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QUALITA’ DELLA FORMAZIONE e ACCREDITAMENTO

L’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M) riceve continuamente segnalazioni in merito alla mancata applicazione dei regolamenti relativi alla rotazione dei medici in formazione specialistica all’interno della rete formativa sia delle scuole autonome che delle scuole aggregate, venendosi ad ingenerare delle sostanziali disparità di trattamento nell’erogazione dell’offerta formativa.   Attualmente l’Osservatorio Nazionale per la Formazione Medico Specialistica (ONFMS), organo consultivo del MIUR a tutela della formazione medica post-lauream, non viene posto nelle condizioni di effettuare le site visit né le attività di monitoraggio della qualità della formazione. L’Associazione Italiana Giovani Medici nel rispetto della normativa vigente in tema di formazione medico specialistica, chiede fortemente che il MIUR metta l’Osservatorio Nazionale per la Formazione Medico Specialistica in condizione di poter adottare il prima possibile tutte le azioni necessarie affinchè tutte le Scuole di specializzazione di area sanitaria, nell’ambito delle rispettive sedi in rete formativa, garantiscano a tutti gli iscritti parità di accesso all’offerta formativa erogata all’interno delle corrispondenti reti formative; rimuovendo qualsiasi ostacolo al suo normale, corretto e produttivo funzionamento.   A tal fine, inoltre, i Consigli di Scuola, fermo restando quanto previsto dalle norme statutarie e dai regolamenti didattici in vigore nell’ateneo di appartenenza, stabiliscano modalità e tempi di frequenza degli specializzandi, garantendo a tutti i Colleghi piena opportunità di acquisizione delle competenze individuate ed il soddisfacimento dei requisiti richiesti dalle normative, anche attraverso la rotazione degli stessi all’interno della rete formativa in modo da conciliare sia le esigenze formative dei discenti che il carico clinico-assistenziale delle relative Unità Operative.   Segnaliamo inoltre che a distanza di diversi anni dall’applicazione del concorso nazionale, non è stata avviata dal MIUR un’opportuna ricognizione del gradimento dei neo-specializzandi sulle scuole di specializzazione. A tal proposito l’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), nel 2016 ha promosso la nascita del progetto www.valutalatuascuola.net per diffondere la prima survey online (VAlutazione requisiti Minimi Offerta formativa delle Scuole di Specializzazione di Medicina – V.A.M.O.SSM) con l’obiettivo di indagare la qualità formativa percepita da parte dei medici in formazione specialistica per applicare un metodo standardizzato e replicabile all’analisi sistematica dei punti di forza dell’attuale impianto formativo post laurea in medicina sul territorio nazionale.   L’indagine lanciata dai Giovani Medici SIGM, ha dimostrato il suo valore ed è stata apprezzata anche come bussola orientativa per tutti i colleghi aspiranti specializzandi che, all’atto dell’iscrizione al concorso nazionale di accesso alle Scuole di Specializzazione, si trovano nella non facile situazione di scegliere al buio in quali centri poter completare il proprio percorso formativo-professionale dopo gli anni del corso di laurea e l’ottenimento dell’abilitazione alla professione.   Ad oggi rimangono inapplicati gli aspetti innovativi e qualificanti del Decreto Interministeriale sul Riordino degli Ordinamenti didattici delle scuole di specializzazione di area sanitaria (D.I.M. 4 febbraio 2015 n. 68) e del Decreto Interministeriale n. 402 del il 13 Giugno 2017, in cui i Ministeri dell’Istruzione, Università e Ricerca e della Salute hanno varato il nuovo sistema di accreditamento delle Scuole di Specializzazione di medicina. Nel particolare, sono stati adottati i nuovi standard e requisiti minimi, nonché sono stati introdotti per la prima volta degli indicatori di performance (che misurano le performance assistenziali e formative), che devono essere posseduti dalle differenti tipologie di Scuola di Specializzazione.   Il SIGM chiede ai due Ministri l’immediata implementazione di tutte le procedure di valutazione diretta (site visits) ed indiretta (questionari anonimi di valutazione delle scuole di specializzazione), al fine di rendere più efficace l’azione dell’Osservatorio Nazionale per la Formazione Medica Specialistica e degli omologhi Osservatori Regionali e l’attivazione di tutti gli Osservatori Regionali, nell’ottica di garantire in maniera capillare il monitoraggio continuo degli standard, dei requisiti e delle performance formative ed assistenziali delle scuole di specializzazione, così come previsto dal Decreto Interministeriale n. 402/2017.   La nostra Associazione, inoltre, invita tutti gli specializzandi d’Italia ad inviare le segnalazioni di eventuali criticità strutturali e/o formative in termini di requisiti e competenze nell’ambito del percorso di Formazione Specialistica ( presidente@giovanemedico.it ) e vi informiamo che presto avvierà la nuova edizione di V.A.M.O.SSM

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Giovani Medici S.I.G.M. “Finalmente vengono rese note le Reti Formative di ciascuna Scuola di Specializzazione”

Care Colleghe e cari Colleghi, facendo seguito alla nostra richiesta, depositata in via ufficiale il 10 Luglio 2018, in data odierna il MIUR ha pubblicato tutte le Strutture insistenti in tutte le Reti Formative di ciascuna Scuola di Specializzazione di Area Medica d’Italia: Area Medica Area Servizi Clinici Area Chirurgica E’ una svolta epocale, perchè finalmente ciascuno specializzando sarà consapevole di tutte le opportunità formative a cui può accedere essendo iscritto ad una determinata Scuola di Specializzazione, rappresentando un’arma in più per poter godere di quei diritti alla formazione spesso negati, ed obbligherà quei Direttori, che hanno inserito determinate scuole nella propria Rete Formativa, a rendere ragione dei motivi qualora negassero la rotazione ai propri specializzandi. Invitiamo pertanto a diffondere i documenti in allegato a tutti i vostri colleghi e a rivolgersi al nostro sportello osservatorionazionalesigm@gmail.com per segnalare e denunciare tutte le criticità e le incongruenze che emergeranno dalle Vostre Richieste. Il Consiglio Nazionale SIGM Il Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi

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BREAKING NEWS SSM2018

BREAKING NEWS Come richiesto in data 10 Luglio 2018 con richiesta ufficiale di pubblicazione delle strutture insistenti nelle reti formativa di ciascuna Scuola di Specializzazione e ribadito nel tweet-mob di ieri sostenuto dall’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) e dal Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS) il MIUR, attraverso l’Area Personale di ciascun candidato, ha condiviso il prospetto delle Reti Formative delle singole Scuole di Specializzazione. Avvisiamo i candidati affinché possano controllare nella propria area riservata.   Il Segretariato Italiano Giovani Medici    

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SSM18: LE IMPRESSIONI A CALDO DEI CONCORRENTI

A poche ore dalla conclusione dell’ultima tornata concorsuale, ecco i punti salienti che hanno caratterizzato l’ SSM18: Qualità delle domande: Nel complesso si è confermata la tendenza a prediligere casi clinici e quesiti estrapolati dai vari campi della medicina in maniera più o meno conforme; si è assistito però ancora al persistere di alcuni quesiti eccessivamente specialistici, come il trattamento dell’encefalopatia ipossica fetale o l’utilizzo del femtolaser in oculistica.  Nel complesso la prova è risultata più complessa rispetto allo scorso anno. Sorveglianza: Con merito si è assistito a controlli più regolari in alcune delle aule che lo scorso anno avevano peccato di criticità; ma persistono gravi segnalazioni di aule affollate, postazioni eccessivamente vicine, concorrenti in grado di collaborare e scarsa attenzione da parte dei commissari. Gestione dei tempi: Ingresso dopo un’ora dalla convocazione, due ore di attesa prima dell’inizio della prova. Adeguato o forse un po’ eccessivo  il tempo dedicato alle domande. Continuate a inviarci le vostre segnalazioni all’indirizzo segnala.ssm2018@gmail.com così da lavorare insieme al resoconto ufficiale che invieremo all’attenzione delle Istituzioni .

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