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Giovani Medici (SIGM) Sicilia contrari all’utilizzo dei colleghi neolaureati nei Pronto Soccorsi dopo la frequenza di un semplice corso regionale a pagamento: “la Regione ascolti le nostre controproposte”

Le Sedi siciliane dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) prendono posizione nel merito dell’annuncio dell’Assessorato regionale per la Salute di voler ricorrere all’impiego nei Pronto Soccorso siciliani di giovani medici neolaureati, cui destinare contratti di “training on the job”, a seguito della frequenza di un semplice corso regionale di formazione professionale. <<Apprendiamo a mezzo stampa di questa iniziativa nei confronti della quale esprimiamo fortissime riserve.>> – dichiarano i Giovani Medici siciliani del SIGM – <<Dispiace rilevare, innanzitutto, che la Regione assuma iniziative indirizzate ai giovani medici, senza tuttavia essersi preoccupata di conoscere il loro punto di vista. Viene proposto un percorso che non offre prospettive di sbocchi lavorativi. A dispetto di promesse di futuribili “sanatorie”, non si può non rilevare come, anche in recepimento di direttive comunitarie, in Italia sia necessario il possesso del diploma di specializzazione per rivestire incarichi di dirigente medico all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Il rischio è quello di condannare in un limbo alcune centinaia di giovani medici, per di più in setting clinici complessi e particolarmente usuranti, con l’aggravante di non poter godere di una progressione di carriera ancorché stabilizzati da una fantomatica sanatoria.>> <<Ma quello che più ci preme sottolineare è il tema della qualità della formazione, che è strettamente connessa alla qualità e sicurezza delle cure rivolte ai cittadini, e che non può essere garantita da un corso di formazione professionale, tantomeno dal proiettare nella trincea di un Pronto Soccorso un neolaureato privo delle competenze di base necessarie a confrontarsi con la complessità delle emergenze-urgenze. – continuano i Giovani Medici siciliani del SIGM – Altre strade si sarebbero potute percorrere, inserendo i Pronto Soccorso ed i DEA nelle reti formative delle scuole di specializzazione equipollenti alla medicina dell’emergenza-urgenza già esistenti ed attive, impegnando in questo ambito i medici specializzandi degli ultimi anni di corso, ovvero quelli già prossimi al completamento di un percorso strutturato di formazione specialistica. Le risorse altrimenti destinate ai corsi regionali, invece, si sarebbero potute investire in contratti aggiuntivi regionali da destinare a tali scuole di specializzazione per allargare la platea degli iscritti, oltre che all’unica scuola di specializzazione in emergenza-urgenza presente in Sicilia, con sede presso l’Università di Catania, la cui rete formativa si sarebbe potuta parimenti ampliare su base regionale, aumentandone le capacità ricettive e quindi il numero degli iscritti. – incalzano i Giovani Medici siciliani del SIGM – Nulla di tutto questo è stato preso in considerazione! Invece si è scelta la strada di far ricorso ai giovani neolaureati, sfruttandoli quale manodopera a basso costo. Apprendiamo dalla stampa che, se questi colleghi mai decideranno di fare questo salto nel buio, dovranno prima frequentare il citato corso regionale a fronte del pagamento di ben 2400 euro di iscrizione (costo che potrebbe essere finanziato da una Banca e poi rimborsato a rate dai tirocinanti). Atteso che sembra che a tale corso potrebbero accedere sino a 250/300 medici, ci sembra di capire che il CEFPAS potrebbe introitare almeno 600mila euro per realizzare 300 ore di formazione, cifra che appare alquanto elevata. Già in passato abbiamo lamentato come la Regione abbia scambiato i giovani medici per una sorta di bancomat, laddove, unico caso in Italia, è stata introdotta una quota di iscrizione per la partecipazione alle selezioni per l’accesso al corso regionale di formazione specifica di medicina, a seguito dell’affidamento all’Ordine dei medici di Palermo dell’organizzazione di tali corsi e dei relativi finanziamenti pubblici! E sembra che la giustificazione addotta dalla Regione sia tata quella di utilizzare tali somme introitate per finanziare borse di studio aggiuntive.. Inoltre, il compenso previsto per il training on the job sarebbe di sole 1300 euro a fronte delle 1600 euro che si percepiscono con la specializzazione, da cui detrarre anche le spese per la copertura assicurativa per la colpa grave! Un’iniziativa similare era già stata annunciata dalla Regione Piemonte, qualche giorno addietro, sollevando una levata di scudi ad opera degli Ordini dei Medici e dei Sindacati, mentre non solo gli Ordini dei medici siciliani non si esprimono sul tema, ma addirittura alcuni sindacati sembrano vedere di buon occhio questa iniziativa che mortifica non solo la componente giovane, bensì la professione medica tutta!>> Questa vicenda conferma quanto già lamentato in precedenti occasioni dalla nostra Associazione: <<In tema di formazione medica post lauream la Regione Sicilia non riesce ad avere una visione strategica e di insieme e manca di fare una reale programmazione dei fabbisogni e degli interventi, limitandosi a rifugiarsi, di volta in volta, in interventi in urgenza. Prova ne è stata la recente vicenda del tardivo stanziamento dei finanziamenti per contratti aggiuntivi regionali da assegnare a mezzo dell’ultimo concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione: non solo impegno finanziario e distribuzione dei contratti sono stati comunicati al MIUR oltre la scadenza data a livello nazionale, ma in pieno mese di Agosto, a concorso espletato ed in piena fase di scorrimento della graduatoria nazionale per l’assegnazione dei contratti, la Regione ha pubblicato un Avviso col quale invitava le Università a presentare dei progetti per accedere al fondo sociale europeo, da approvare ex post al fine di finanziare i medesimi contratti di specializzazione già in fase di assegnazione nominale ai candidati meritevoli ed in possesso dei requisiti. È lecito chiedersi cosa diranno gli ispettori della Commissione Europea allorquando si troveranno innanzi a siffatta irrituale procedura nel corso delle visite periodiche di verifica dell’utilizzo dei finanziamenti europei da parte della Regione. Questa spesa sarà a rischio di decertificazione? Se ciò accadesse, da chi sarà garantita la regolare corresponsione degli stipendi a questi giovani medici siciliani vincitori di un pubblico concorso?>> <<Abbiamo appreso da un video diffuso sui social network del tentativo dell’Assessorato regionale alla Salute di ricorrere all’utilizzo dei residui della quota parte del Fondo Sanitario Nazionale attribuito dallo Stato alla Sicilia per finanziare contratti aggiuntivi regionali. Siffatta ipotesi era stata esplorata in passato ed era già stato acquisito il diniego del Ministero dell’Economia e Finanze in ragione della natura “aggiuntiva” del finanziamento regionale, che si integra al finanziamento statale. Se ci fosse stata la disponibilità e l’attitudine al confronto con le associazioni di categoria lo avremmo ricordato all’Assessorato, evitando di disperdere tempo prezioso, avanzando al contempo proposte alternative.>> <<Siamo disponibili a confrontarci a fronte dell’impegno ad adottare una seria pianificazione degli interventi, ma si ponga fine alle soluzioni emergenziali ed a ribasso, adottate sulle spalle delle giovani generazioni di medici! In caso contrario, non ci resta che continuare a pensare che la Sicilia non è una regione per giovani medici!>> – concludono i Giovani Medici siciliani del SIGM.

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“Ma chi ci va più dal medico di famiglia?”. Il SIMeG risponde al Sottosegretario Giorgetti “Dichiarazioni lontane dalla realtà. Medicina Generale vero fulcro del SSN”

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) apprende a mezzo stampa delle dichiarazioni del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giancarlo Giorgetti. “Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti?”, è quanto avrebbe detto quest’oggi nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini, aggiungendo che “Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha meno di 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito”. Esprimiamo amarezza riguardo tali affermazioni, che riteniamo anacronistiche e lontane dalla realtà. Una realtà, quella attuale, caratterizzata da profondi cambiamenti demografici, sociali ed epidemiologici (invecchiamento della popolazione, aumento delle patologie croniche, impoverimento delle reti sociali), che solo il medico di medicina generale, grazie alla sua visione olistica ed al ruolo da egli svolto nell’ambito dell’assistenza territoriale, può essere in grado di affrontare e gestire, dando supporto e nuova linfa  all’intero Servizio Sanitario Nazionale. Una vera e propria transizione, quella attualmente in atto, che impone un sempre maggiore potenziamento ed una valorizzazione delle Cure Primarie, oltre ad una lucida e costruttiva programmazione nella formazione medico-specialistica alla luce del cambio di paradigma nell’assistenza sanitaria orientato verso la gestione, proattiva ed integrata, delle cronicità, che vede il medico di medicina generale quale figura cardine. Ribadiamo, come da lungo tempo sostenuto dalla nostra Associazione, l’importanza sempre più determinante che la medicina generale esercita nella risposta ai bisogni di salute della popolazione, nella promozione della salute e nella prevenzione di patologie e complicanze, nella presa in carico globale dei pazienti, soprattutto quelli cronici – in netto e progressivo aumento – che difficilmente possono essere gestiti dai medici specialisti, e dei soggetti indigenti, anziani, con multimorbidità, che necessitano di continuità nelle cure e di un approccio integrato che possono essere garantiti solo dal medico di famiglia, vero fulcro attorno al quale ruota l’assistenza sanitaria ed unico reale filtro per la sostenibilità dell’assistenza ospedaliera. Ricordiamo, inoltre, al sottosegretario Giorgetti che in Italia, a differenza della maggior parte dei Paesi Europei, la Medicina Generale non è una specializzazione e sottolineiamo nuovamente la necessità di valorizzare tale branca, caratterizzata da competenze specifiche al pari delle altre branche mediche specialistiche, piuttosto che continuare a denigrarla con dichiarazioni che rischiano di creare ulteriore danno alla professione medica oltre che alla popolazione.

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DECRETI DI ACCREDITAMENTO SSM A.A. 2018/19 del 3 luglio 2019

Cari colleghi, a seguito dalle nostre richieste, le Università stanno finalmente pubblicando i Decreti Direttoriale MIUR del 3 luglio 2019 di accreditamento delle Scuole di specializzazione di area sanitaria e delle relative strutture appartenenti alla rete formativa per l’A.A. 2018/19.Aggiorneremo questo post man mano che le Università pubblicheranno i decreti e solleciteremo gli Atenei che mancano all’appello a farlo il prima possibile. Università degli studi Bologna Bologna_Accreditamento Università degli studi Catania Catania_Accreditamento 2019 Università degli studi Catanzaro Catanazaro_Accreditamento 2019 Università degli studi Chieti Pescara ChietiPescara_Accreditamento 2019 Università degli studi Ferrara  Ferrara_Accreditamento 2019 Università degli studi Genova Genova_Accreditamento 2019 Humanitas University Humanitas University_Accreditamento 2019 Università degli studi L’Aquila L’Aquila_Accreditamento 2019 Università degli studi Modena Modena_Accreditamento2019 Università degli studi Napoli Federico II  Federico II_Accreditamento Università degli studi Padova Padova_Accreditamento 2019 Università degli studi Palermo Palermo_Accreditamento 2019 Università degli studi Parma Parma_Accreditamento2019 Università degli studi Piemonte Orientale Piemonte Orientale_Accreditamento 2019 Università degli studi San-Raffaele San-Raffaele_Accreditamento 2019 Università degli studi Sassari Sassari_Accreditamento 2019 Università degli studi Siena Siena_Accreditamento 2019 Università degli studi Torino Torino_Accreditamento 2019  Università degli studi Trieste Trieste_Accreditamento 2019 Università degli studi dell’Insubria (Varese) Insubria_Accreditamento 2019 Università degli studi Verona Verona_ Accreditamento 2019 Università degli studi Udine Udine_Accreditamento 2019 Università Cattolica del Sacro Cuore (cliccando sulla pagina di ogni scuola l’esito dell’accreditamento è scritto come prima cosa). Nonostante qualcuno voglia non riconoscere la rilevanza della mozione della CRUI, anche solo da un punto di vista temporale, siamo contenti di aver offerto questo servizio ai colleghi e continueremo come sempre con la nostra rappresentanza. Per le Scuole che avevano ricevuto una valutazione complessiva negativa dai QUESTIONARI DEGLI SPECIALIZZANDI, troverete nel decreto, come postilla all’esito di accreditamento della stessa, una NOTA – fortemente voluta dai rappresentanti degli specializzandi in ON – con la quale l’Osservatorio nazionale si riserva di effettuare ulteriori approfondimenti, anche tramite site visit, ed invitata la Scuola ad adottare le azioni di competenza finalizzate al continuo miglioramento della qualità della stessa. Per qualunque informazione o chiarimaneto scrivete a osservatorionazionalesigm@gmail.com

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MOZIONE CRUI su TRASFERIMENTI SCUOLE NON ACCREDITATE/CHIUSE e ROTAZIONE RETE FORMATIVA

Apprendiamo con orgoglio che la richiesta fatta alla CRUI nei giorni scorsi è stata discussa e approvata lo scorso 25 luglio riprendendo praticamente in toto le nostre richieste, a tutela di tutti gli specializzandi. Cogliamo l’occasione per ringraziare il Presidente della CRUI e gli altri interlocutori istituzionali, auspicando il recepimento delle indicazioni da parte di tutti i Rettori e i Direttori di Scuola. In ogni caso, siamo fieri di aver messo nelle mani dei nostri colleghi in formazione specialistica un ulteriore strumento a tutela dei propri diritti da far valere nelle sedi opportune, al netto di proclami sensazionalistici. Mozione CRUI Scuole specializzazione area santiraria

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DL Calabria e bandi concorso di medicina generale 2019. Il SIMeG sulle linee guida delle Regioni: “Presenti ancora criticità. Ecco la nostra proposta in 3 punti”

Al fine di superare l’impasse dei bandi regionali per la prova d’accesso ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2019-22, venutosi a determinare a causa delle criticità presenti nel testo del DL Calabria, evidenziate dalle Regioni in una nota, le Regioni stesse, di concerto con il Ministero della Salute hanno prodotto una “Proposta di Linee Guida Regionali in merito all’attuazione delle disposizioni di cui all’art.12 della legge 25/06/2019, n.60, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n.35, recante misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e di altre misure urgenti in materia sanitaria” (link). Il SIGM, pur concordando in pieno con le perplessità delle Regioni, come già espresso in una lettera inviata lo scorso 24 luglio al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome, nella quale si richiedeva l’emanazione di un decreto attuativo che ponesse chiarezza su tali aspetti consentendo dunque la pubblicazione dei bandi per il concorso di quest’anno (link), ritiene tuttavia che il documento elaborato presenti ancora alcune criticità e non scongiuri il rischio di ricorso alla giustizia amministrativa. Pertanto, con l’obiettivo di  superare tali ambiguità, in data odierna il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ha inviato al Ministero della Salute e alle Regioni una lettera (in allegato in fondo all’articolo) nella quale propone che nel recepimento del documento in sede di Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e di intesa Stato-Regioni, vengano accettate le seguenti modifiche al testo: “Idoneità al concorso” non retroattiva, ma applicata a partire dal prossimo concorso. Sulla scorta di quanto previsto dal DL Calabria, i candidati in possesso del requisito “idoneità al concorso per l’ammissione al corso” accedono ad una graduatoria riservata, non specificando tuttavia a quale concorso ci si riferisca. Per il principio della non retroattività di una legge e per l’impossibilità di confrontare le idoneità conseguite in concorsi diversi e con diverse prove d’esame, si verrebbero a creare, con molta probabilità, disparità di trattamento tra i candidati in possesso dei requisiti. Dunque per scongiurare il ricorso alla giustizia amministrativa, il SIGM ritiene che l’idoneità di cui al Dl Calabria dovrebbe essere conseguita alla prossima selezione concorsuale, per poter garantire a tutti i candidati in possesso dei requisiti di godere delle stesse possibilità maturate ai sensi della legge; Stesso concorso, due graduatorie. In base a quanto previsto dal DL Calabria, i candidati in possesso dei requisiti previsti dal comma 3 accedono ad una graduatoria riservata. Il SIGM ritiene che questo punto debba essere normato come segue: unico concorso in cui al momento della presentazione della domanda per la partecipazione i candidati in possesso dei requisiti devono scegliere se accedere alla graduatoria ordinaria (per merito e per le borse retribuite) o alla graduatoria riservata. Uno stesso concorso, rispetto a due concorsi separati, permetterebbe infatti da un lato un risparmio in termini economici e di tempistiche, dall’altro preserverebbe l’uniformità d’accesso per tutti coloro che sono in possesso dei requisiti. Meritocrazia principio costituzionale. Secondo il DL Calabria  “accedono in via prioritaria all’iscrizione al corso coloro che risultino avere il maggior punteggio per anzianità di servizio maturata nello svolgimento dei suddetti incarichi convenzionali, attribuito sulla base dei criteri previsti dall’accordo collettivo nazionale vigente per il calcolo del punteggio di anzianità di servizio.” E’ la costituzione (art. 34 e 97) che pone la meritocrazia come valore primario sul quale operare una selezione nei concorsi pubblici. L’attuale interpretazione presente nel documento redatto dalle Regioni presenta, dunque, profili di illegittimità e incostituzionalità. Per tale motivo, la proposta del SIGM di un concorso con graduatoria riservata come sopra esposto, e il mantenimento come primo criterio di selezione del punteggio conseguito durante la prova, e solo secondariamente l’anzianità di servizio, garantirebbe la meritocrazia per la selezione dei concorsi pubblici come previsto dalla Costituzione . Il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM si rende disponibile ad un confronto costruttivo con le istituzioni, al fine di garantire un accesso meritocratico alla formazione specifica in medicina generale e di scongiurare il rischio di contenzioni in sede di giustizia amministrativa. proposte modifiche linee guida dl calabria_sigm_simeg

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Diritto alla malattia per i corsisti di Medicina Generale. A seguito della risposta favorevole del Ministero della Salute il SIMeG chiede il parere delle Regioni

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), in una lettera (in allegato in fondo all’articolo) inviata in data 25 luglio 2019, ha chiesto alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome un parere in merito al diritto alle assenze per malattia di durata inferiore a 40 giorni per i medici in formazione in Medicina Generale. Riassunto delle puntate precedenti. A seguito dei chiarimenti ricevuti dal MIUR, su richiesta del SIGM, con la nota del 5 febbraio 2019 (link) che ha precisato che, per i medici in formazione specialistica, le assenze inferiori a 40 giorni, debitamente certificate, non vengano computate nell’ambito dei 30 giorni previsti dall’art. 40, comma 4 del d.lgs. 368/99, quali assenze per motivi personali, il Dipartimento di Medicina Generale del SIGM ha ritenuto opportuno avere chiarimenti riguardo tale aspetto anche per i corsisti in formazione in medicina generale. Il 14 giugno scorso, il Ministero della Salute, nella figura della Dott.ssa Rossana Ugenti, Direttore delle Professioni Sanitarie e Risorse Umane, in risposta al nostro sollecito (link), ha inviato alle Regioni una nota (link) nella quale ha espresso “orientamento favorevole” al riconoscimento, anche per i medici in formazione specifica in medicina generale, del diritto all’assenza per malattia, al di fuori dei 30 giorni previsti per motivi personali, per periodi inferiori a 40 giorni, senza che ciò determini interruzione della formazione, ritenendo altresì che la questione investa la sfera di competenza delle Regioni e Province Autonome “che necessariamente devono essere interpellate in ordine alla accoglibilità di quanto formulato dal Segretariato di indirizzo”. Restiamo in attesa di risposta da parte delle Regioni riguardo tale questione e vi teniamo aggiornati. richiesta_parere_assenze_malattia_corso_medicina_generale

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“Gli specializzandi non diventino tappabuchi”. L’intervento del Presidente SIGM Emanuele Spina a Radio Rai su Decreto Calabria e formazione medica specialistica

Nella mattinata odierna il Presidente nazionale del SIGM, Emanuele Spina, è intervenuto su Radio Rai insieme ad altri ospiti, tra i quali il Ministro della Salute Giulia Grillo, per discutere del DL Calabria e del ruolo degli specializzandi alla luce delle modifiche normative introdotte dal suddetto decreto. Il SIGM ribadisce la sua posizione in merito: seppure l’evoluzione contrattuale sia auspicabile, è necessario scongiurare il rischio che gli specializzandi possano essere usati come tappabuchi e che il Decreto Calabria possa rivelarsi un espediente per le Regioni per assumere a basso costo gli specializzandi piuttosto che i dirigenti medici, spostando, di conseguenza, soltanto il precariato in avanti invece che formulare proposte risolutive. Il rischio è anche quello che il decreto venga utilizzato solo nelle branche specialistiche e nelle aree in cui risulta una effettiva carenza sulla base dei dati reali registrati dal Ministero della Salute e non da altri enti. “E’, inoltre, di fondamentale importanza – come sottolineato dal Presidente SIGM – chiarire le responsabilità medico-legali e le tutele previdenziali, il tipo di contratto e l’inquadramento economico dei medici in formazione specialistica, in quanto potrebbe configurarsi una situazione ibrida nella quale lo specializzando può erogare una parte di prestazioni professionali ma con l’incognita su come possa completare il proprio percorso di formazione.”

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SIGM: “NON PIU’ TOLLERABILE IL RITARDO DEI BANDI PER IL CONCORSO DI MEDICINA GENERALE.” LE PROPOSTE DEI GIOVANI MEDICI AL MINISTERO DELLA SALUTE PER UN DECRETO ATTUATIVO CHE SUPERI L’IMPASSE CREATA DAL DL CALABRIA

Ormai quasi alla fine del mese di luglio e all’indomani della pubblicazione della graduatoria per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di Area Medica, il ritardo nell’uscita dei bandi regionali per il test di ammissione al triennio 2019-2022 del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, ma soprattutto la mancanza di informazioni e di chiarimenti in proposito, pone gli aspiranti medici di medicina generale in una situazione di smarrimento. Il ritardo di pubblicazione dei bandi per la prova di ammissione di quest’anno, come segnalato dalle Regioni in una nota, sarebbe dovuto al fatto che la conversione in legge del DL Calabria presenta diverse ambiguità, tali che senza un decreto attuativo ad hoc da parte del Ministero della Salute “qualsiasi formulazione del prossimo bando di concorso per l’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale rischia di essere fonte di notevoli contenziosi”. Alla luce di ciò, per superare le criticità evidenziate dalle Regioni, il SIMeG ritiene che in sede di decreto ministeriale possano essere risolutive dell’impasse le seguenti proposte: DL Calabria effettivo a partire dal prossimo concorso. Il SIGM ritiene che il concorso di cui al DL Calabria dovrebbe essere un concorso che si deve ancora bandire ed espletare. Stesso concorso, due graduatorie. Un unico concorso in cui al momento della presentazione della domanda per la partecipazione alla prova i candidati in possesso dei requisiti devono scegliere se accedere alla graduatoria ordinaria o alla graduatoria riservata. Meritocrazia principio costituzionale da salvaguardare: il decreto attuativo dovrebbe prevedere, all’interno della graduatoria riservata, quale primo criterio di selezione il punteggio conseguito al test e solo secondariamente l’anzianità di servizio; Definizione chiara del numero di borse in sovrannumero finanziate e della redistribuzione su base regionale. A ciò si aggiunge il fatto che si potrebbe avere una riduzione delle borse stanziate per i candidati, non in possesso dei requisiti previsti dal DL Calabria, che superano il test. Le Regioni potrebbero infatti decidere di dimezzare rispetto all’anno precedente il finanziamento delle borse, sfruttando l’accesso, in sovrannumero e senza borsa, di un numero cospicuo di medici secondo i requisiti del decreto in questione. Ciò si tradurrebbe di fatto in un definanziamento della formazione in medicina generale, contrapponendosi allo sforzo compiuto dalle Regioni, nell’agosto 2018, quando si optò per un incremento delle borse stanziate per la Medicina Generale per il triennio 2018-2021, determinando tra l’altro lo slittamento della prova d’accesso e di conseguenza l’inizio delle attività didattiche. Pertanto, in data odierna il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ha inviato al Ministero della Salute e alle Regioni una lettera (link in fondo all’articolo) nella quale chiede l’emanazione urgente di un decreto ministeriale attuativo che, facendo chiarezza sulle criticità sopra esposte, consenta di superare il blocco delle procedure concorsuali determinato dal Decreto Calabria, permettendo alle Regioni di elaborare e di pubblicare i bandi per la prova d’accesso al triennio 2019-22 dei CFSMG. Il SIMeG esorta, inoltre, allo stanziamento di un numero di borse congruo sulla base del fabbisogno di medici di famiglia, scongiurando il definanziamento della formazione medica post-lauream in medicina generale. richiesta_decreto_attuativo_sigm_simeg

Formazione

RETI FORMATIVE SSM

Sono state rese pubbliche le Reti Formative delle SSM accreditate per l’AA 2018/19: Area_Medica_12072019 Area_Chirurgica_12072019 Area_Servizi_Clinici_12072019 Ricordiamo che: Ogni Scuola si articola in una o più Strutture di SEDE + un numero variabile di Strutture COLLEGATE, insieme Strutture di Sede e collegate formato la RETE FORMATIVA DELLA SCUOLA; Gli specializzandi che si immatricoleranno NON dovranno essere assegnati per tutta la durata della Scuola ESCLUSIVAMENTE ad una di queste Strutture Collegate, infatti le sedi di Scuola Aggregate non esistono più! Ogni specializzando viene assegnato – in rotazione – alle Unità Operative delle Strutture della Rete formativa secondo il piano formativo individuale, deliberato dal Consiglio di Scuola, per il periodo di tempo funzionale all’acquisizione delle competenze professionali da esso previste. L’articolazione delle ROTAZIONI – che sono obbligatorie come richiamato dalla nota MIUR del 27.09.2019 Obbligo rotazione SSM –  è determinata all’inizio di ogni anno accademico dal Consiglio di Scuola in ottemperanza ai agli ordinamenti didattici e agli accordi tra Università e Aziende Ospedaliere. NB: il Consiglio di Scuola è un organo collegiale dove siedono anche i rappresentanti degli specializzandi della Scuola! NON PER FORZA TUTTI GLI SPECIALIZZANDI RUOTANO IN TUTTE LE STRUTTURE DELLA RETE, infatti alcune strutture sono omologhe per tipologia di competenze da apprendere e possono essere alternative tra loro. Sappiamo bene che al momento alcune Reti formative presentano strutture in Regioni molto distanti tra loro, abbiamo segnalato ripetute volte negli scorsi mesi questo problema ma ad oggi manca il supporto normativo per evitarlo. Nella proposta di revisione del DM402/17 continueremo a lavorarci affinché possano essere standardizzare delle linee guida ministeriali per la formazione delle Reti formative. Intanto vigileremo affinché le rotazioni vengano regolarmente svolte e daremo voce a tutte le criticità che sperimenterete nella vostra Scuola. Per maggiori informazioni scrivi a presidente@giovanemedico.it e osservatorionazionalesigm@gmail.com Per iscriversi al SIGM –> http://areariservata.giovanemedico.it/?op=register È gratis e non comporta alcun obbligo: al momento serve a noi per tener traccia di quello che facciamo e ad aver peso con le Istituzioni.

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LA SICILIA NON è UNA REGIONE CHE VALORIZZA I GIOVANI MEDICI! NESSUN CONTRATTO AGGIUNTIVO è STATO FINANZIATO DALLA REGIONE PER FAVORIRE L’ACCESSO ALLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DEI GIOVANI MEDICI SICILIANI. L’ENNESIMA BEFFA DOPO LE ULTIME SELEZIONI PER L’ACCESSO AL CORSO REGIONALE DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE, LADDOVE ERA STATA CONFERMATA UNA INIQUA TASSA DI ISCRIZIONE ED ERA STATO RIDOTTO IL NUMERO DI BORSE.

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI (SIGM) – SICILIA Con la emanazione del Decreto n. 617 dell’8 luglio 2019 il MIUR ha reso noti i contratti statali (n. 8000) ed i contratti aggiuntivi a finanziamento regionale (n. 612) e da parte dei privati (n. 164) da mettere a concorso nel corrente a.a. 2018/2019 per l’accesso alle scuole di specializzazione riservate ai medici. Quest’anno le prove, svoltesi il 2 luglio 2019, per la prima volta si sono tenute prima che i posti da distribuire alle Università fossero resi noti. Questo anche per dare tempo alle Regioni di comunicare al MIUR l’impegno di spesa a copertura dei contratti aggiuntivi da assegnare attraverso il concorsone nazionale. Purtroppo, i giovani medici siciliani hanno dovuto prendere atto, a malincuore, del mancato stanziamento di contratti aggiuntivi da parte della Regione Sicilia, a differenza degli anni precedenti. <<La Sicilia si conferma una Regione che non valorizza i propri giovani medici!>> – dichiarano le Sedi Siciliane dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM). Il riferimento è alla polemica sollevata dal SIGM Sicilia, esattamente un anno fa, in occasione della pubblicazione del bando relativo alle selezioni per l’accesso al corso regionale di formazione specifica di medicina generale per il triennio 2018/2021. In quell’occasione, infatti, i Giovani Medici siciliani  avevano contestato la decisione dell’Assessorato Regionale alla Salute di prevedere il versamento da parte dei concorrenti di 50 euro su un conto intestato all’OMCeO Provinciale di Palermo quale contributo per le spese di organizzazione delle medesime selezioni. Iniziativa questa che non trovava precedenti nelle altre Regioni Italiane. Inoltre, il bando di concorso, pubblicato il 22 giugno 2018, prevedeva, rispetto al precedente anno, una riduzione del numero di borse da 120 a 110. Ed adesso, si registra l’ulteriore beffa in occasione delle selezioni per l’accesso alle scuole di specializzazione!  <<Lamentiamo un atteggiamento schizofrenico della Regione che, a fronte degli annunci in risposta alla carenza di medici specialisti in alcuni settori strategici per il Servizio Sanitario Regionale, da un lato, si dichiara a favore dell’incremento degli accessi ai corsi di medicina – annunciando al contempo il sostegno alla discutibile iniziativa di attivare la quarta facoltà di medicina e chirurgia della Regione presso una università privata – arrivando addirittura a paventare anche il ricorso a medici pensionati e, dall’altro, non finanzia contratti aggiuntivi per garantire il diritto allo studio e l’accesso alla formazione post lauream dei propri giovani medici.>> – affermano le Sedi Siciliane del SIGM. <<Siamo stanchi di rivolgere appelli ai politici!>> incalzano i Giovani Medici siciliani – <<Non ci resta che invitare quei colleghi che non dovessero trovare giusta collocazione, dopo le procedure di assegnazione dei contratti agli idonei vincitori, a considerare seriamente l’ipotesi di emigrare all’estero.>> Le Sedi Siciliane SIGM

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