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Comunicato congiunto della Conferenza Stampa sulla Formazione Medica “Criticità e Orizzonti”

In data 13 Marzo il Segretariato Italiano Giovani Medici S.I.G.M ha presieduto, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, ad una conferenza nella quale sono state attenzionate le criticità impellenti relative alla formazione ed alla Professione Medica in genere. All’ordine del giorno della discussione: accesso allo studio e nella fattispecie alle Scuole di Medicina e Chirurgia, l’abilitazione alla Professione Medica, l’accesso al post-lauream ed il regionalismo differenziato in Sanità. Il tavolo tecnico, organizzato dal “Forum Sanità Giovani Democratici”, ha potuto contare della presenza e condivisione di intenti da parte di diverse associazioni di categoria (SIGM, GD, Federspecializzandi, ALS, CLDS) e di una rappresentanza del CNSU. L’incontro, aperto a tutti i partiti, ha visto nel ruolo di moderatore il Vice -coordinatore del Forum Sanità GD, Dr. Giovanni Romualdi, inoltre hanno preso parte attivamente all’evento non solo gli On. Vito De Filippo e Paolo Siani e i Sen. Paola Boldrini e Stefano Collina in orbita al PD ,ma anche la Sen. Paola Binetti (UDC), l’On Marcello Gemmato (FDI), l’On. Manuel Tuzi (M5S) e per quanto concerne il mondo Accademico il Vice Presidente della Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia,Prof. Giuseppe Familiari; segno tangibile di quanto le criticità relative alla formazione Medica e professionale siano sentite e necessitino di attenzione. La posizione del SIGM è stata rappresentata dal Dott. Gaetano Tumbarello, Responsabile Nazionale per la Comunicazione e Ufficio Stampa, che ha chiesto, provocatorio: <<“Dove va la Sanità? Curiamo la miopia dovuta alla non lungimiranza figlia di cattive programmazioni sanitarie”>>. Nei pochi minuti a disposizione abbiamo cercato di toccare le problematiche più pressanti dell’accesso alla formazione post-lauream, quale la necessità di risoluzione immediata dell’imbuto formativo, svilente e grande minus per l’aspirante specialista o medico di medicina generale, la necessità di una tempestiva programmazione con prospettiva almeno decennale del numero di accessi al corso di Laurea pari al numero di contratti/borse per la formazione post-lauream, la riqualificazione del corso di formazione specifica in medicina generale in vera e propria specializzazione con una creazione di skills tali da garantire un core curriculum omogeneo, la creazione di un concorso unico con unica graduatoria di merito per Specializzazioni-MG in modo da evitare inutile spreco di borse e quindi risorse, la difesa della qualità della formazione medica che passi attraverso un miglioramento degli standard di accreditamento atti a garantire alla popolazione italiana una sanità di valore. Positivo il riscontro, ma deve essere, oggi più che mai, il momento del fare, lontani da logiche personalistiche e scevri da logiche di partito. Al link il comunicato congiunto redatto dal tavolo tecnico, comprensivo di tutti gli interventi esposti.

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I GIOVANI MEDICI CHIEDONO RISPOSTE TEMPESTIVE SULLA LAUREA ABILITANTE ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE

COMUNICATO CONGIUNTO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI S.I.G.M, DEL COMITATO NAZIONALE ASPIRANTI SPECIALIZZANDI C.N.A.S., DELLA CONFEDERAZIONE DEGLI STUDENTI C.D.S. E DEL COORDINAMENTO LISTE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO C.L.D.S. SU LAUREA ABILITANTE L’approvazione del D.M. del 9 maggio 2018 n. 58. del MIUR, regolamentante le nuove modalità di svolgimento degli Esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione medico-chirurgica, e lo stralcio della sua proroga, inserita all’interno del dl semplificazioni, vedrebbero le nuove modalità di svolgimento in vigore dalla sessione di luglio 2019.   Le Sigle firmatarie chiedono una proroga dell’applicazione del D.M. del 9 maggio 2018, n. 58. a decorrere dalla sessione di esame di luglio 2020. Riteniamo opportuno che per questa sessione la prova si svolga secondo le vecchie modalità, per non gravare sugli esaminandi, non opportunamente preparati all’introduzione della nuova normativa. Richiediamo a tal fine la tempestiva emanazione di note ministeriali ufficiali circa i tempi di pubblicazione del bando di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo della I sessione dell’anno 2019, al fine di non compromettere l’inizio del tirocinio clinico di tre mesi previsto per aprile e di non ostacolare la partecipazione dei laureati al concorso di accesso alle scuole di specializzazione del 2019.   Si ritiene necessario inoltre, per le sessioni d’esame a decorrere dall’anno 2020, che venga reso omogeneo il regolamento del tirocinio pratico-valutativo pre-laurea valido ai fini dell’esame di Stato, di modo che garantisca opportuni livelli di qualità formativa. Ad oggi, secondo quanto emerso dall’analisi della Conferenza Permanente dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, il tirocinio pratico richiesto dal Decreto Fedeli sarebbe previsto solo in pochissimi poli Universitari, rendendo necessario ricorrere a modalità provvisorie e discutibili che suppliscano a quanto richiesto ed accentuando peraltro le differenze già esistenti a livello di core curricula tra i diversi Atenei. Non viene inoltre considerato il problema del tirocinio pratico di studenti appartenenti a ordinamenti precedenti al vigente (NODbis), non prevedenti lo svolgimento di un tirocinio medico-chirurgico durante il corso di laurea.   Pur constatando il tentativo di adeguamento al contesto europeo nella riduzione dei tempi di ingresso nel mondo del lavoro, riteniamo che una adeguata applicazione del decreto necessiti di un riordino del sistema formativo-professionalizzante, coordinando gli Atenei per conformarsi alle nuove modalità. Riteniamo che tale riordino debba comprendere: – una calendarizzazione dei tirocini clinici all’interno dei semestri formativi e la definizione di obiettivi professionalizzanti da certificare su apposito libretto-diario; – l’istituzione di una commissione validatrice degli stessi, attualmente prevista per il post- laurea, ma non per il pre-laurea. – la corretta e anticipata informazione degli studenti circa le effettive nuove modalità di svolgimento della prova scritta – l’istituzione di una commissione nazionale atta a redigere la prova scritta, con l’attenzione che essa sia sì valutativa delle competenze del concorrente, ma che non vada a costituire un ulteriore blocco nel percorso di immissione nel campo del lavoro, aggravando il già drammatico imbuto formativo.   Le nostre Associazioni invitano i Ministeri interessati ad investire in risorse umane ed economiche nella programmazione e nel miglioramento della qualità del percorso formativo puntando ad una laurea realmente abilitante, alla quale il DM 58/2018 supplisce solo parzialmente. Riteniamo infatti che il percorso di laurea, da solo, dovrebbe dotare lo studente di un curriculum qualificante ed omogeneo sul territorio nazionale, condizione possibile mediante l’aggiornamento del core curriculum del corso di laurea di medicina e chirurgia e l’eliminazione dell’esame di stato.   Auspichiamo pertanto da parte del MIUR l’istituzione di un tavolo tecnico con la compartecipazione, fra i vari attori, delle Associazioni di rappresentanza giovanili, agendo nell’interesse della formazione di professionisti che sappiano far fronte alle esigenze di Salute in costante evoluzione del nostro Paese, a cui dovrebbero corrispondere adeguati standard del Sistema Sanitario Nazionale.   Associazione Italiana Giovani Medici S.I.G.M Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi C.N.A.S Confederazione degli Studenti C.d.S. Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio C.L.D.S

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III Conferenza Nazionale dei Giovani Medici. A dieci anni dalla nascita del SIGM tracciamo bilancio e road map per il futuro

Bari, 3 marzo 2019 In occasione dei 10 anni dalla nascita del SIGM, tracciamo il bilancio di questi anni e la road map per il nostro futuro. A dieci anni dalla sua nascita, proprio a Bari dove si è celebrata il 2 e 3 Marzo scorsi la terza Conferenza Nazionale dell’Associazione, tutti noi Giovani Medici del SIGM vogliamo ribadire che la forza della nostra associazione rimane la relazione diretta e capillare con i Colleghi sull’intero territorio nazionale, armonizzata con la rappresentanza eletta assicurata negli Organi istituzionali, sulla base di un forte rapporto fiduciario a livello locale, regionale e nazionale. Un ulteriore elemento qualificante la nostra azione quotidiana risiede nell’essere espressione di tutte le componenti dei giovani medici, siano esse attive nelle corsie degli ospedali, nel territorio o nelle università, nell’ambito della ricerca o della primary health care. Vivendo quotidinanamente la complessità dell’intero sistema formativo e professionale medico,  raccogliamo le nuove sfide circa l’accesso alla formazione, la qualità della stessa, le istanze dei camici grigi e dei neo-specialisti. Se da un lato la nostra rappresentanza assicura competente propositività nelle appropriate sedi istituzionali, dall’altro restiamo in continuo ascolto delle singole istanze che i colleghi rappresentano e ci presentano. Al netto dei sensazionalismi e dei proclami che molti avocano nella realizzazione dei propri successi, sul piano istituzionale, spesso, le modifiche che proponiamo richiedono tempi di confronto e implementazione molto lunghi e non si traducono, quindi, in immediati cambiamenti, apprezzabili nel breve tempo. Il vero cambiamento, specie quello culturale, necessita dei tempi giusti. Nonostante ciò, rivendichiamo la forza della goccia che erode la roccia e il nostro coerente e tenace impegno nel corso degli anni. La risoluzione delle problematiche, evidenziate a livello locale dai colleghi con cui abbiamo costruito un rapporto fiduciario, risulta invece più tangibile nelle quotidiane battaglie vinte per il rispetto dei diritti e l’applicazione delle norme. Rivendichiamo la nostra autonomia rispetto a qualsiasi influenza partitica e sindacale, non avendo la nostra rappresentanza alcuno spirito personalistico e autoreferenziale. D’altro canto, non siamo più disposti a delegare il nostro futuro a una generazione di professionisti che, finora, per gli interessi di pochi a mantenere lo status quo, non ha osato soluzioni lungimiranti e in linea con le nuove esigenze epidemiologiche della popolazione e i bisogni formativi di una classe medica sempre più preparata e distante da vecchie logiche consociative o di subalternità. Le giovani generazioni hanno il diritto di essere adeguatamente rappresentate e di poter partecipare ai processi decisionali che, in primis, impatteranno sulla propria vita professionale. Esse stanno dimostrando sempre più consapevolezza delle criticità proprie  del nostro Servizio Sanitario Nazionale, nonché responsabilità sociale e visione a lungo termine nella proposta di soluzioni efficaci. Riteniamo che la componente giovanile negli organi di rappresentanza sia tutt’oggi poco valorizzata, sia in termini di equa rappresentatività  che, soprattutto,  in relazione al contributo che  i più giovani – cioè coloro che vivranno e manterranno in vita il nostro S.S.N –  possono dare nella lettura delle moderne e future esigenze organizzative del sistema, dei diversi bisogni di salute della popolazione, del cambio dei paradigmi culturali che il nuovo millennio impone. A titolo di esempio, in FNOMCeO le componenti giovanili sono nominate e confinate in organi consultivi. In Assemblea ENPAM, vi è la presenza di un unico giovane eletto tra i contribuenti della quota A sugli oltre 180 componenti, risultando di tutta evidenza una scarsa rappresentatività di una categoria, quella giovanile, che rappresenta  un gran numero di contribuenti. Da quanto descritto emerge nettamente  la pochezza  di spazi reali di azione e confronto, utili concretamente a  poter fornire il punto di vista delle giovani professionalità mediche, determinando una totale impossibilità nel direzionare le politiche degli organi e delle istituzioni della nostra professione. Aperti come sempre a qualsiasi nuovo contributo, in virtù della volontà di un confronto costruttivo orientato alla risoluzione delle problematiche dei giovani medici, mai come in questo periodo sotto attacco, in occasione della Terza Conferenza Nazionale dei Giovani Medici organizzata a Bari, abbiamo voluto ascoltare il punto di vista delle Istituzioni, attraverso la partecipazione di rappresentanti di forze politiche di diverso orientamento, e avviare un confronto con le altre realtà portatrici di interessi comuni. La delicatezza del momento storico impone una collaborazione sinergica e tesa al lungo periodo, priva di protagonismi, per far fronte comune alle serie problematiche emerse. Il confronto si è concentrato sulla necessaria programmazione degli accessi e della qualità della formazione pre e post-laurea e sul ruolo della Professione. Su questi temi esprimiamo di seguito la nostra ferma posizione, convinti che non sia possibile trovare soluzioni populiste, atte solo a raccogliere consensi immediati e a posticipare o evitare possibili soluzioni reali.

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GIOVANI MEDICI: “LA FORMAZIONE DEI MEDICI E L’EROGAZIONE DEI SERVIZI SANITARI SIANO UNICI E UNIVERSALI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, E L’ACCESSO AVVENGA ALLE MEDESIME CONDIZIONI IN TUTTO IL PAESE

Giovani Medici SIGM su autonomia differenziata e formazione medica “La formazione, come del resto l’erogazione dei servizi sanitari, deve essere unica e universale su tutto il territorio italiano e l’accesso deve avvenire alle medesime condizioni. Lo Stato si deve far garante che vengano preservati i principi di uguaglianza, merito e trasparenza nella selezione dei giovani medici!” Il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM), apprendendo l’orientamento governativo di favorire il Regionalismo Differenziato anche in tema di formazione medica, esprime forti preoccupazioni e auspica che le forze parlamentari agiscano con forza sul tema, per garantire sia alla formazione medica che al sistema sanitario in toto l’omogeneità e l’universalismo su tutto il territorio italiano. Sui presupposti dell’articolo 116 della Costituzione, comma terzo, che prevede che la legge ordinaria possa attribuire alle regioni non a statuto speciale “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” sulla base di un’intesa fra lo Stato e la regione interessata, l’iter per definire l’attribuzione dell’autonomia differenziata a Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, già avviato da anni, ha subito un’accelerazione. Circa il riparto costituzionale delle competenze in materia di salute, l’autonomia differenziata consentirebbe l’attribuzione alle regioni di competenze statali riguardo ai principi fondamentali in materia di salute e ricerca scientifica e in particolare per quel che riguarda la formazione medica: –         Attribuirebbe una maggiore autonomia finalizzata a rimuovere specifici vincoli di spesa in materia di personale stabiliti dalla normativa statale –         Attribuirebbe maggiore autonomia in materia di accesso alle scuole di specializzazione, ivi incluse: la programmazione delle borse di studio per i medici specializzandi e l’integrazione operativa dei medici specializzandi con il sistema aziendale con inquadramenti contrattuali tipo “specializzazione lavoro” da intendere come strumenti alternativi all’accesso alle scuole di specializzazione –         Per la Lombardia: l’autonomia si estenderebbe alla determinazione del numero dei posti dei corsi di formazione per i medici di medicina generale. È evidente che consentendo autonomia su questi temi, verrebbe meno l’omogeneità dei percorsi di formazione specialistica su tutto il territorio nazionale, già a partire dall’accesso, sia da un punto di vista culturale che contrattuale. Sarebbe infatti prevista una modalità di ammissione alternativa al percorso di formazione medico-specialistica con differenti criteri di selezione, con il rischio di soccombere nuovamente a logiche localistiche o a selezioni influenzate da fattori non oggettivi. Si tratta di un passo indietro rispetto al traguardo raggiunto solo pochi anni fa, e non senza sforzi per combattere i tentativi di ostruzionismo baronale, di un concorso uguale su tutto il territorio nazionale che ha consentito, da cinque edizioni ad oggi, agli aspiranti specializzandi di tutta Italia di concorrere, in base al punteggio conseguito, per tutte le borse messe a concorso nelle Scuole di Specializzazione di Area Medica d’Italia. Risulta inoltre utile constatare in tal senso che delle 640 borse regionali finanziate nel 2018 in aggiunta ai contratti di formazione specialistica previsti su scala nazionale, il 38% è appannaggio delle tre regioni che oggi chiedono maggiore autonomia (15% Emilia Romagna, 14% Veneto, 9% Lombardia). Nessuna regione, ad eccezione della Campania che attinge però ai fondi del FSE 2014-2020, fa di più e meglio in termini di finanziamento di contratti di formazione. Ciò condurrebbe a disparità di opportunità per la formazione post-laurea sulla base del solo dato geografico, a evidente discapito dei medici delle Regioni meno abbienti. Quale sarebbe, infatti, lo stimolo per dette Regioni a continuare a finanziare il capitolo di spesa regionale per i contratti regionali da assegnare Scuole di Specializzazione in Area Medica con il concorso nazionale? Sarebbe sicuramente più proficuo, in quelle Regioni, favorire i propri candidati con concorsi ad hoc (o proprio ad personam), svincolati da contenuti definiti a livello nazionale e correzione centrale, e pericolosamente influenzabili da fattori esterni. Non da sottovalutare inoltre il fatto che i contratti di “specializzazione lavoro” sarebbero ben diversi dai contratti di formazione specialistica attualmente in essere. Svuotati dal forte indirizzo formativo e più orientati invece alla professione, si configurerebbero come una scappatoia a doppio senso: le regioni si assicurerebbero manodopera a basso costo da inserire nelle aziende del territorio, magari per coprire le carenze di organico, mentre i medici esclusi dal concorso nazionale troverebbero, è bene ribadirlo, solo se residenti in tali regioni, una possibilità di impiego che sarebbe pura illusione.   Sottopagati per le mansioni di responsabilità e alto profilo che sarebbero tenuti a svolgere, i medici così inquadrati non conseguirebbero al termine di tale contratto a tempo determinato neppure un titolo equiparabile alla Specializzazione. Ad aggravare il quadro, già di per sè drammatico, c’è il rischio che i giovani professionisti neo-specialisti siano difficilmente assunti dalle strutture, pubbliche o convenzionate che siano, poiché queste trarrebbero sicuramente maggior beneficio a finanziare a ciclo continuo medici in formazione “specialistica” a costo ben più basso, dal punto di vista economico e delle tutele professionali.   Il pericolo derivante dal regionalismo differenziato è proprio quello di svincolare anche la formazione specialistica dal meccanismo virtuoso di controllo e continuo miglioramento previsto dal sistema di accreditamento e di conferire potere, anche in questo ambito, ai potentati sindacali locali senza alcuna tutela per la qualità della formazione e, in ultimo, per la salute dei cittadini, quando l’auspicio sarebbe di potenziare l’attività dell’Osservatorio Nazionale, da accompagnarsi a Osservatori Regionali funzionanti e terzi rispetti al sistema universitario.   Non vogliamo rinunciare all’idea di un SSN e di una formazione universitaria omogenea, universale e uguale per tutti, su tutto il territorio italiano, che tenda al miglioramento e alla qualità! Fonti: http://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1104705.pdf https://www.miur.gov.it/normativa/-/asset_publisher/l5McTyTJNEft/content/requisiti-specifici-contratti-aggiuntivi-di-formazione-medica-specialistica-presso-le-scuole-di-specializzazione-mediche-a-a-2017-2018?inheritRedirect=false https://www.miur.gov.it/normativa/-/asset_publisher/l5McTyTJNEft/content/decreto-ministeriale-di-distribuzione-contratti-di-formazione-medica-specialistica-presso-le-scuole-di-specializzazione-mediche-a-a-2017-2018?inheritRedirect=false

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GRANDE DELUSIONE DEI GIOVANI MEDICI PER IL DL SEMPLIFICAZIONI

  L’Associazione Italiana dei Giovani Medici (SIGM), insieme al Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU) e a FederSpecializzandi esprime forte preoccupazione circa l’emendamento prevede accesso a concorsi in Medicina d’Urgenza anche senza specializzazione del DL Semplificazioni. COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO ISCRIZIONE CONCORSI ACCETTAZIONE E URGENZA SENZA TITOLO Abbiamo appreso a mezzo stampa che la maggioranza di Governo ha presentato una proposta per permettere ai medici che abbiano maturato almeno quattro anni di esperienza in area di emergenza-urgenza negli ultimi dieci, di accedere, anche in assenza di diploma di specializzazione, ai concorsi per la Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza.Leggiamo la notizia con frustrazione, delusione, rammarico e rabbia, ma non con sorpresa.La frustrazione nasce dal fatto che mille parole siano cadute nel vuoto, inascoltate. La frustrazione nasce dal fatto che mille parole siano cadute nel vuoto, inascoltate.Dopo aver evidenziato per anni le criticità nel settore dell’emergenza, quest’estate avevamo inviato al Sottosegretario alla Salute Prof. Bartolazzi una serie di proposte per migliorare la situazione di carenza cronica, poi riprese anche da un nutrito gruppo di colleghi su Quotidiano Sanità. Per rendersi conto del quadro di carenze drammatiche di figure specialistiche per l’emergenza-urgenza e in presenza di stime catastrofiche, vogliamo ricordare che la scuola di specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza esiste solo dal 2008-2009 e a partire dal 2014 sono stati immessi sul mercato del lavoro circa 300 specialisti addestrati specificatamente a gestire le urgenze e le emergenze, sia all’interno dell’ospedale che sul territorio, a fronte di circa 2800 Anestesisti e 1600 Chirurghi Generali. Nonostante alcuni incrementi, il finanziamento nell’ultimo concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina d’emergenza-urgenza è stato di soli 162 contratti ministeriali: un numero del tutto insufficiente, anche nel caso di un sistema a regime, considerando che sul territorio nazionale sono presenti 844 PS/DEA, di cui 513 di base e 331 ad alta complessità e 76 centrali operative di emergenza territoriale con sedi di automediche/ambulanze medicalizzate/elisoccorso. Sicuramente la situazione che l’attuale Governo ha ereditato è il frutto di un decennio di una politica miope sia delle Istituzioni centrali che locali. L’adozione di soluzioni inadeguate, stabilmente provvisorie, e la contemporanea assenza di provvedimenti strutturali, di fatto, rende però gli attori attuali allo stesso modo responsabili. Sappiamo che qualcuno potrà obiettare che, proprio perché il problema della carenza degli specialisti nei PS è reale e improcrastinabile, occorre intanto attivarsi anche con soluzioni immediate e temporanee. Ci teniamo però a sottolineare una cosa: attualmente, sono 28 le specialità che garantiscono la possibilità di essere assunti come medici di Pronto Soccorso, eppure si denuncia una cronica assenza di candidati ai concorsi e una fuga sistematica di coloro che già lavorano nei PS. Nessuno si chiede il perché? Come già espresso in precedenza, la risposta sta a valle dell’intera filiera formativa: condizioni di lavoro massacranti, assenza di una remunerazione in proporzione al carico di lavoro (fino a 6-8 notti al mese, festivi e superfestivi compresi), mancanza di sbocchi universitari e di altri ambiti di carriera. L’emendamento al DL Semplificazioni prova a tamponare l’emergenza sfruttando le condizioni critiche raggiunte, ma continua a ignorare deliberatamente interventi strutturali che mirino ad aumentare la qualità del lavoro: facendo ciò, si mortificano sia coloro che si sono avviati in un percorso di formazione mai davvero valorizzato, sia coloro che per anni hanno lavorato senza specializzazione e che accetteranno le attuali condizioni contrattuali, da cui tutti fuggono, pur di stabilizzarsi. Ciò che viene proposto penalizza inoltre il merito: quale incentivo avrebbe il neolaureato a specializzarsi e ad acquisire specifiche competenze? Perché mai partecipare ad un concorso altamente selettivo, trasferirsi in un’altra città, spesso in un’altra Regione, per frequentare una scuola di specializzazione impegnativa, di cinque anni, che richiede sacrificio ed abnegazione? Quale cittadino si sentirebbe tranquillo a farsi operare da un medico non specializzato in chirurgia? Chi si sottoporrebbe a coronarografia praticata da un medico non specializzato in cardiologia? E allora perché in Pronto Soccorso dovrebbe essere differente? Non vogliamo mancare di fiducia nei confronti dei Colleghi che non hanno avuto negli anni la possibilità di formarsi: anche loro sono vittime di politiche lavorative e di programmazione dissennate. La nostra è una riflessione di sistema, che punti a tutelare la Salute dei Cittadini, che esigono professionisti di alto livello specie in un contesto delicato come le emergenze, e a valorizzare appieno un sistema formativo ancora in sviluppo. Ancora una volta, dunque, chiediamo a gran voce la necessità di intervenire prioritariamente garantendo: Il miglioramento qualitativo delle condizioni lavorative, per rendere appetibile e valorizzare la figura del medico dell’emergenza-urgenza, caratterizzata da un elevato carico di lavoro e di responsabilità, mediante un incremento della retribuzione e il riconoscimento dello stato di “lavoro usurante”, che permetterà di beneficiare di tutele specifiche. Un aumento adeguato del numero di contratti di formazione in medicina d’emergenza-urgenza; se davvero l’esecutivo volesse risolvere questo problema dovrebbe fornire ALMENO quattromila borse in medicina d’emergenza-urgenza nei prossimi 5 anni (800 all’anno), in accordo alle stime effettuate sulle necessità future. Soluzioni come quella proposta dall’emendamento al DL Semplificazioni sono solo blandi palliativi, e non possono che essere temporanee e provvisorie, limitandosi categoricamente ad un contesto eccezionale di cui le istituzioni devono farsi carico in maniera strutturale. Siamo a disposizione per un confronto plurale e condiviso per discutere ulteriori soluzioni pratiche per la risoluzione delle attuali e future criticità della medicina d’emergenza-urgenza, con l’obiettivo ultimo di tutelare il diritto alla salute dei Cittadini e la qualità del percorso formativo di tanti giovani colleghi. Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU) Associazione Italiana dei Giovani Medici (SIGM) FederSpecializzandi Alexandra Asrow – Italian Ambassador – American College of Emergency Physicians (ACEP)

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I Giovani Medici fanno sentire la loro voce in Commissione Cultura della Camera dei Deputati

Care Colleghe e Colleghi, l’Associazione Italiana dei Giovani Medici (SIGM), è stata oggi in audizione presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, su convocazione delle forze politiche per esprimere la propria posizione in merito a Programmazione, Accesso e Formazione post-laurea.    VEDI IL VIDEO DELL’INTERVENTO –> CLICCA QUI In sede di audizione i Giovani Medici SIGM hanno illustrato le proposte operative  (allegato) in merito ai tre i momenti critici su cui si compone la formazione dei Giovani Medici: l’accesso al corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, la laurea e l’accesso alla formazione post-lauream, l’inizio dell’attività lavorativa. Una programmazione della reale domanda di professionisti della salute svincolata da stime obsolete appare ancora un miraggio perché i fabbisogni stimati non tengono conto dell’evoluzione sociale e demografica della popolazione e si limitano a pure equazioni numeriche per cui è necessario un numero di medici pari a quanti cessano l’attività lavorativa. L’inizio dell’attività lavorativa e il fabbisogno di salute della nostra popolazione devono guidare la programmazione numerica degli accessi alle Scuole di Medicina e Chirurgia. Per quanto concerne invece la selezione dei candidati, sottolineamo l’imprescindibilità del numero programmato: la scelta di posticipare la selezione al secondo anno per l’area medica è puramente politica e dovrà sempre rispettare i principi di imparzialità, trasparenza, sostenibilità e qualità della formazione e della didattica. Per ciò che concerne la laurea abilitante, ancora numerose sono le incognite circa la attuazione e le disposizioni del DM n.58 del 09/05/2018 del MIUR. Sarebbe auspicabile che, in fase di intervento legislativo, la laurea in Medicina e Chirurgia divenisse automaticamente abilitante e che vengano messe in essere soluzioni tampone per le prossime edizioni dell’abilitazione (dalla pubblicazione di un pool di domande note al posticipo di un anno il nuovo metodo di abilitazione). In ultimo, la drammatica situazione dell’accesso al post-laurea, in cui da anni non viene ad essere pareggiato il fabbisogno espresso dalla Conferenza Stato Regioni sui medici specialisti e generici, rendendo sempre più stretto l’imbuto formativo. E’ necessario non solo finanziare un numero di contratti adeguato alle necessità del Paese, ma anche prevenire i fenomeni di abbandono di contratti. In primis, la creazione di una graduatoria unica nazionale per scuole di specializzazione e medicina generale: secondo le nostre stime, il posticipo del concorso di Medicina Generale a Dicembre 2018 avrà conseguenze sanguinose, con un numero di contratti persi che oscillerà tra 800 e 1000 unità; in secundis, prevenire il fenomeno del “salto” da un contratto di specializzazione all’altro, inserendo opportuni correttivi. Ma non solo: va migliorata la struttura del concorso nazionale, consentendo ai candidati di inserire tutte le sedi di tutte le scuole desiderate, superando il meccanismo degli scaglioni, e garantire lo svolgimento delle prove in un’unica sede nazionale per omogeneizzare i controlli e lo svolgimento della prova, oltre alla regolamentazione dell’accesso ai posti riservati SSN. Non è più procrastinabile, inoltre, un potenziamento delle attività dell’Osservatorio Nazionale con uffici dedicati, cruciale per rendere sempre piu’ un diritto cio’ che per anni e’ sembrato un privilegio: un training specialistico adeguato ai requisiti e agli standard europei. L’attuazione del decreto DM 402/2017 con l’implementazione del monitoraggio dei percorsi formativi si inserisce nella scia delle battaglie che da anni la nostra Associazione cerca di perseguire e su cui non  abbiamo intenzione di cedere il passo. E’ fondamentale affiancarlo ad Osservatori Regionali attivi e fattivi, ed è fondamentale tutelare il diritto degli specializzandi ad essere formati adeguatamente, e non ad essere usati, come ogni anno qualcuno cerca di fare, come tappabuchi nelle corsie ospedaliere. Nodi che sembrano ancora troppo stretti da sciogliere e a cui la nostra Associazione sta cercando di sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica : uno sguardo sul passato con occhio vigile sul futuro, questo in Commissione Cultura i nostri rappresentati hanno voluto segnalare, ricordando che nel futuro delle nuove generazioni di medici risiede il futuro dell’intera comunità cittadina. Le risposte dei Deputati che ci hanno accolto in Commissione Cultura, che ringraziamo per l’opportunità di essere ricevuti, segnano l’inizio di una interlocuzione, speriamo proficua. Il messaggio che l’accesso programmato  al Corso di Laurea va difeso e che vanno preservati il merito, la trasparenza e l’oggettività sembra essere stato ben compreso al pari della necessità di rendere automaticamente abilitante il corso di Medicina e Chirurgia al momento della Laurea; e sembra anche che ci sia la volontà di riformare la formazione medica in un’ottica programmatica e progettuale, con un numero di accessi al post-laurea congruo  alle necessità del Paese. Rimaniamo in attesa di visionare i provvedimenti legislativi adottati per poter continuare a dare il nostro Contributo!

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Emendamenti alla Legge di Stabilità. Giovani Medici: “Provvedimenti non soddisfacenti che mancano di affrontare le criticità segnalate negli ultimi anni dai giovani medici.

L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) esprime delusione nel prendere visione dei contenuti degli emendamenti governativi alla Legge di Stabilità in tema di “disposizioni in materia sanitaria” ed “incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo al personale medico”.  Nonostante le interlocuzioni avute col Ministero della Salute e col MIUR, prendiamo atto del fatto che il Governo sembra orientato ad alimentare il fenomeno del precariato medico ed a lasciare irrisolte alcune delle criticità note che riguardano la categoria dei giovani medici.   <<Rimaniamo perplessi di fronte all’iniziativa di creare un doppio canale di accesso per i medici al SSN in assenza di un progetto organico di riforma dell’intero sistema.>> – dichiarano i Giovani Medici (SIGM) – <<Non si comprende il motivo per cui le Regioni, in completa autonomia, potranno “organizzare o riconoscere dei percorsi formativi dedicati all’acquisizione di competenze teorico-pratiche negli ambiti di potenziale impiego dei medici privi di diploma di specializzazione”. Sembra che si siano persi di vista obiettivi strategici quali una formazione medica post-lauream di qualità e lo stanziamento di maggiori investimenti per incentivare l’accesso alla professione delle giovani generazioni di medici. Se alcuni concorsi vanno deserti, non è soltanto a causa della carenza di alcuni profili di specialisti, ma anche poiché alcuni settori del SSN appaiono non più attrattivi. La soluzione, pertanto, non può essere quella di adottare provvedimenti a ribasso, che mirano a creare medici di serie A e di serie B e una Sanità di serie A e di serie B! I titoli rilasciati dalle Regioni, peraltro, non possono essere equiparati alla Specializzazione né come contenuti né come valore legale: che futuro per i giovani colleghi? Non solo: nell’emendamento si fa menzione della possibilità di interruzione precoce del contratto stipulato con i colleghi “tappabuchi” qualora ci fossero colleghi più titolati. Davvero l’intenzione è quella di usare i medici come manodopera a basso costo, senza consentirei un adeguato percorso formativo?>>   <<Nell’attesa che veda la luce il più volte annunciato ambizioso progetto di generale riordino del sistema formativo pre- e post-lauream dei medici, che richiederà in ogni caso tempi di implementazione a medio-lungo termine, rimangono irrisolte alcune criticità che la nostra Associazione, ormai da anni, ha portato all’attenzione della politica, la risoluzione delle quali non può più essere rinviata.>> – incalzano i Giovani Medici (SIGM) – <<Avevamo rappresentato l’esigenza di migliorare l’organizzazione del concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione, per superare l’attuale disallineamento tra le selezioni per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina ed i concorsi regionali per l’accesso ai corsi di formazione specifica di medicina generale (peraltro ancora gestiti a livello locale ed oggetto di periodiche lamentele dei candidati per difetto di trasparenza), che è alla base del fenomeno cronico della perdita di contratti di formazione e borse di studio. La mancata unificazione delle due selezioni, entro il corrente anno, comporterà inevitabilmente anche per l’anno successivo l’ennesimo spreco di risorse preziose, alimentando ancora l’imbuto formativo e penalizzando ulteriormente quanti non hanno ancora avuto la possibilità di accedere alla formazione post-lauream.>> continuano i Giovani Medici (SIGM) – <<In ultimo, ma non da ultimo, a seguito dell’inchiesta del Corriere della Sera e della Gabanelli, avevamo proposto, rimanendo ad oggi inascoltati, di procedere al potenziamento del sistema di accreditamento delle scuole di specializzazione, estendendolo anche ai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale, e rendendo al contempo più stringenti le attività di monitoraggio degli Osservatori Regionali. Ma tutto sembra tacere anche su questo fronte!>>   I Giovani Medici (SIGM) rivolgono un appello al Governo ed al Parlamento affinchè vengano incontro alle istanze delle giovani generazioni di medici: <<Chi, in passato, ha varato le riforme, senza tuttavia dedicarvici gli investimenti che esse meritano, aveva l’alibi dell’avvio di un percorso. Oggi, atteso che le criticità sono note e parimenti lo sono le possibili soluzioni, non ci sono scuse che reggano. Pretendiamo una discontinuità con le vecchie legislature, in presenza di forze politiche che si affacciano per la prima volta ai temi di Sanità e Formazione. L’auspicio è quello di poter avviare un percorso ambizioso di riprogettazione di un nuovo Sistema Sanitario Nazionale che si concentri, più che sul tappare falle nell’immediato, nel soddisfare in maniera organica e a lungo termine le necessità di Salute del nostro Paese>>  

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Sentiamo spesso parlare degli Osservatori ma come funzionano veramente?

Il decreto 368\99 prevede l’istituzione di un Osservatorio Nazionale per la Formazione Medica Specialistica che coordini le attività degli Osservatori Regionali. In seno all’Osservatorio Nazionale trovano posto i rappresentanti degli specializzandi, del MIUR e del Ministero della Salute, dei Presidenti delle Scuole di Medicina e Chirurgia e della Conferenza Stato Regioni. In quelli Regionali, invece, siedono i rappresentanti degli specializzandi, i docenti universitari nelle sedi dove insistono le Scuole di Medicina e Chirurgia e dirigenti sanitari delle strutture della rete formativa con il compito di monitorare e vigilare sulla qualità della nostra formazione post laurea. In questi anni però solo poche regioni hanno effettivamente dato vita ad Osservatori Regionali funzionali e pertanto l’Osservatorio Nazionale ha dovuto farsi carico di una mole di lavoro che andava ben oltre le possibilità previste. Ciononostante, grazie anche e soprattutto alle vostre segnalazioni e al lavoro di mediazione della nostra rappresentante in Osservatorio nazionale, molte criticità sono state sanate: l’immagine esplicativa che alleghiamo al presente post spiega, nel particolare, da cosa siamo partiti, cosa abbiamo fatto e quali sono le prospettive future alle quali stiamo lavorando! Noi però non vogliamo fermarci qui: adesso è il momento di rendere capillari gli osservatori regionali! abbiamo disegnato la geografia di quelli già attivi, quelli da attivare e quelli addirittura da istituire, e abbiamo richiesto di provvedere e sollecitare quanto prima le regioni ancora inadempienti! Ne va della nostra formazione!   La mappa allegata restituisce lo stato attuale degli Osservatori Regionali in Italia.. Se sei uno specializzando e vuoi aiutarci a istituire l’osservatorio regionale nella tua regione, questo è il tuo momento! Contattaci qui –> osservatorionazionalesigm@gmail.com e ti daremo tutte le info utili! #accreditamento #osservatori #sitevisits

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I GIOVANI MEDICI SIGM: “IRRESPONSABILE L’ABOLIZIONE DEL NUMERO PROGRAMMATO A MEDICINA”

Da una nota stampa relativa al DL sulla Legge di Stabilità 2019 pubblicata sul sito del Governo, al punto 22, si fa riferimento all’ “Abolizione del Numero Chiuso a Medicina”. Da 10 anni l’Associazione Italiana dei Giovani Medici ” SIGM promuove iniziative e manifestazioni di piazza per richiedere una PROGRAMMAZIONE SANITARIA per il nostro SSN pubblico che tenga conto dei fabbisogni professionali reali del paese ancorati sul dato epidemiologico e socio-demografico e l’abolizione del numero chiuso si oppone fortemente alle logiche di programmazione e meritocrazia. Alla luce della recente notizia che sconvolge tutti, non ci esimiamo di alcune considerazioni: La Formazione medica è l’unico ambito in cui due diritti fondamentali sanciti dalla nostra costituzione, il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, devono contemperarsi e bilanciarsi in un equilibrio che è garanzia per la qualità delle cure. Un cambiamento drastico come l’abolizione del numero programmato aprirebbe le porte a un numero di studenti non sostenibile per il sistema formativo andando ad arrecare grave danno al SSN in un momento storico in cui è già ampia la pletora di medici neolaureati che non possono accedere alla formazione medica post-lauream per l’ormai cronica mancanza di investimenti. Come il sistema garantirà la formazione ai futuri medici? Come potrà permettere una formazione specialistica a un  numero potenzialmente decuplicato di medici quando già oggi riesce a garantire le risorse per nemmeno la metà degli attuali laureati? Altro che programmazione! Attendiamo la lettura del testo del DL ma, se si dovesse confermare una siffatta misura, chiediamo già da ora la disponibilità a tutte le associazioni di categoria, a tutti i giovani medici, a tutto il mondo della sanità scendere in piazza! La salute e le risorse umane della sanità sono un valore non una merce; la definzione del contingente di medici e di professionisti dell’area sanitaria da formare va sottoposto a programmazione quali-quantitativa a tutela della salute dei cittadini; ed il sistema di selezione per l’accesso alla formazione ed al mondo del lavoro deve essere trasparente, meritocratico e  non discrezionale. Quello della formazione medica pre e post lauream, rappresenta l’unico ambito in cui il diritto allo studio dello studente deve trovare un punto di equilibrio con la tutela del diritto alla salute del cittadino. Oggi come ieri, più che mai per tutelare il futuro del nostro SSN. #weLoveSSN #mediciSenza Futuro #SalviamoLaSanità

Congressi & Convegni

UN GIOVANE COLLEGA CATANESE TRA I SOPRAVVISSUTI NELL’INCIDENTE AEREO IN SUD SUDAN

Cari Colleghi e Colleghe, in data 9 settembre  un piccolo aereo di linea partito dalla Juba e diretto nella città di Yirol in Sudan si è schiantato nell’omonimo lago poco prima dell’atterraggio. Tra i passeggeri del volo vi era Damiano Biagio Cantone, giovane medico volontario del progetto Cuamm-Medici con l’Africa. Il nostro giovane collega catanese, 32 anni, è uno dei pochi sopravvissuti allo schianto, era impegnato in misisone Cuamm-Medici con l’Africa – prima organizzazione italiana che si spende per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane con cui la nostra  Associazione collabora nella tutela della salute di mamme e bambini – ed era diretto all’ospedale di Yirol per prestare servizio dopo un lungo periodo di preparazione. Nel rispetto della privacy di Damiano, le cui condizioni sono riferite stabili e che domenica e’ stato trasferito in capitale a Juba, in collegamento con l’Unità di Crisi della Farnesina e l’ambasciata italiana ad Addis Abeba, ci auguriamo che si riprenda presto e che questa tragedia non spenga il suo entusiasmo e lo spirito di solidarietà  che lo ha portato in Africa a  dedicare energia e professionalità a chi è vulnerabile  e spesso dimenticato. Esprimiamo profondo cordoglio alle famiglie delle 18 vittime, tra cui  quattro bambini, il pilota, il co-pilota, diversi operatori sanitari ed un vescovo anglicano e siamo vicini alla famiglia che in queste ore così delicate. Forza Damiano! Il Segretariato Italiano Giovani Medici

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