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UN GIOVANE COLLEGA CATANESE TRA I SOPRAVVISSUTI NELL’INCIDENTE AEREO IN SUD SUDAN

Cari Colleghi e Colleghe,

in data 9 settembre  un piccolo aereo di linea partito dalla Juba e diretto nella città di Yirol in Sudan si è schiantato nell'omonimo lago poco prima dell'atterraggio. Tra i passeggeri del volo vi era Damiano Biagio Cantone, giovane medico volontario del progetto Cuamm-Medici con l’Africa.

Il nostro giovane collega catanese, 32 anni, è uno dei pochi sopravvissuti allo schianto, era impegnato in misisone Cuamm-Medici con l’Africa - prima organizzazione italiana che si spende per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane con cui la nostra  Associazione collabora nella tutela della salute di mamme e bambini - ed era diretto all’ospedale di Yirol per prestare servizio dopo un lungo periodo di preparazione.

Nel rispetto della privacy di Damiano, le cui condizioni sono riferite stabili e che domenica e’ stato trasferito in capitale a Juba, in collegamento con l’Unità di Crisi della Farnesina e l’ambasciata italiana ad Addis Abeba, ci auguriamo che si riprenda presto e che questa tragedia non spenga il suo entusiasmo e lo spirito di solidarietà  che lo ha portato in Africa a  dedicare energia e professionalità a chi è vulnerabile  e spesso dimenticato.

Esprimiamo profondo cordoglio alle famiglie delle 18 vittime, tra cui  quattro bambini, il pilota, il co-pilota, diversi operatori sanitari ed un vescovo anglicano e siamo vicini alla famiglia che in queste ore così delicate.

Forza Damiano!

Il Segretariato Italiano Giovani Medici

 

VERRA’ PUBBLICATA OGGI LA NOTA MINISTERIALE SANCENTE IL RINVIO DEL CONCORSO DI ACCESSO AI CORSI DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE PER IL TRIENNIO 2018/2021

Risposta positiva delle Regioni alla nota Ministeriale del 10.08.2018 in cui il Ministro della Salute chiedeva al Coordinamento Salute della Conferenza Stato Regioni di operare la riapertura dei bandi regionali regolanti il Concorso d'accesso ai corsi di formazione in medicina generale, al fine di garantire la messa a bando di ulteriori 860 contratti. Questa sera verrà resa pubblica in Gazzetta Ufficiale la nota ministeriale che ufficializzerà la riapertura dei bandi regionali.


Cosa aspettarci ora?

-Il nuovo concorso dovrebbe svolgersi orientativamente nel mese di novembre, tenendo in considerazioni gli opportuni tempi tecnici (30 giorni per la presentazione delle domande e comunicazione della data concorsuale almeno 30 giorni prima della prova stessa).
È plausibile che l'inizio dei corsi sarà a dicembre se non a gennaio 2019, in funzione dell’esito degli scorrimenti delle graduatorie. Tale previsione, tuttavia, non dovrebbe penalizzare i corsisti che conseguiranno il diploma “in ritardo” circa l’iscrizione alle graduatorie regionali, dal momento che nell’Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale, recentemente stipulato, sarebbe prevista l’iscrizione in graduatoria con riserva anche per i diplomandi.
Qualora l'inizio dei corsi dovesse slittare, si dovrebbe tenere in considerazione un'altra importante tematica: la possibilità che i laureati della sessione estiva abbiano ottenuto i requisiti per iniziare i corsi e quindi decidano di partecipare alla prova.

- Visto l’annullamento dei bandi precedenti e l’annunciata riapertura di nuovi bandi con numero di posti aggiornato e aumentato, resta da chiarire se sarà permesso concorrere in una regione differente rispetto a quella precedentemente scelta qualora un candidato lo ritenga più vantaggioso. Pertanto sarebbe importante che venissero fornite informazioni ufficiali sulla possibilità di cambiare la propria precedente scelta. Infine rimangono ignote anche le conseguenze che questa modifica avrà su chi aveva deciso di concorrere per la regione Sicilia, unico caso in Italia a prevedere il pagamento di una tassa di iscrizione al concorso stesso. Non si sa se verrà rimborsata a tutti, ad alcuni (verosimilmente chi cambierà regione o non concorrerà più), o a nessuno.

Il S.I.G.M. chiede al Ministero di informare in maniera tempestiva i prossimi partecipanti al concorso al fine di dissolvere i dubbi che persistono intorno ad esso.

Necessaria resta inoltre la considerazione che stante il permanere del disallineamento tra il concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione e le selezioni per l’accesso ai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale, anche quest’anno si verificherà il fenomeno dell’abbandono dei contratti di formazione specialistica da parte di quanti, partecipando al concorso di medicina generale e trovandosi in posizione utile, dovessero decidere di optare per la borsa di medicina generale. Anzi, è lecito attendersi che tale fenomeno, a seguito del sensibile incremento delle borse di studio destinate ai corsi regionali di medicina generale, avrà maggiore consistenza. Tale fenomeno, peraltro, in passato si è verificato a parti invertite (ad ordine di selezioni invertito) anche ai danni dei corsi di formazione specifica di medicina generale. Ne consegue che, l’unica soluzione utile a contenere il fenomeno degli abbandoni è rappresentata dall’unificazione delle procedure concorsuali, così come da anni proposto dall’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.). Tale proposta è stata recentemente sottoposta all’attenzione del Ministro della Salute e confidiamo che possa essere oggetto di adeguata attenzione ed analisi da parte del Ministero della Salute, di concerto col MIUR e le Regioni.

Il Segretariato Italiano Giovani Medici S.I.G.M.

 

Riduzione della durata del Corso di Formazione in Medicina Generale: le ragioni della contrarietà del SIMeG alla dichiarazione del dott. Anelli

Comunicato SIMeG

in merito alle dichiarazioni del Presidente FNOMCEO Dott. F. Anelli (link).

Estratto dell’articolo:

In riferimento alla medicina generale – aggiunge Anelli – la Fnomceo ha chiesto che sia pienamente applicata la norma che consente di ridurre per un tempo massimo di un anno il corso di formazione specifica della medicina generale, ai sensi del comma 2 bis art. 24 del D. Lvo 368/99, condividendo con il Ministero la necessità di dare piena attuazione alle direttive comunitarie”.

In altre parole, la frequenza espletata presso strutture della medicina generale, come ad esempio uno studio di medicina generale, o in altri ambiti che dispongano di attrezzature e di servizi di medicina generale o centri in cui i medici dispensano cure primarie, andrebbero a ridurre il tempo di formazione post laurea in medicina generale per un periodo massimo di un anno, diminuendo conseguentemente il costo della formazione stessa e permettendo così di aumentare il numero delle borse."

 

Il SIMeG prende le distanze dalla posizione espressa dal Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEO), Dott. Filippo Anelli, ritenendole anacronistiche e non appropriate rispetto alle criticità attuali e alle prospettive future relative ai temi della “Carenza di Medici Specialisti e di Medicina Generale” e della “Formazione Post – Lauream”.

A tale proposito ribadiamo quanto espresso dalla nostra Associazione nel documento che abbiamo presentato in occasione dell’incontro tenutosi in data 30/08/18 presso il Ministero della Salute (link).

In particolare, riguardo la Medicina Generale, auspichiamo:

-          la valorizzazione formativa ed economica del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale;

-          l’evoluzione accademica dell’attuale Corso di FSMG con l’istituzione di una Scuola di Specializzazione in Medicina Generale, di Comunità e Cure Primarie.

 

Ne consegue che la proposta avanzata dal Presidente Anelli riguardo la riduzione “per un tempo massimo di un anno del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale” non possa rispondere in maniera adeguata alla carenza dei Medici di Medicina Generale che sembra prospettarsi (link).

Riteniamo, piuttosto, che la questione relativa alla carenza di Medici Specialisti e di Medicina Generale debba essere affrontata attraverso un’attenta programmazione che tenga conto del fabbisogno reale e che non vada a scapito della qualità della formazione, che costituisce un aspetto imprescindibile per la crescita e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e che risulterebbe seriamente inficiata dalla riduzione degli anni in cui è strutturato il Corso di FSMG. La carenza di personale prospettata è soggetta a forte variabilità regionale (link) e deve essere oggetto di una lucida pianificazione piuttosto che di soluzioni tampone provvisorie e non risolutive.

I compiti del Medico di Medicina Generale richiedono un’adeguata formazione e lo sviluppo di competenze che comprendono:

-          corretta gestione delle cronicità;

-          organizzazione dei servizi territoriali;

-          individuazione dei bisogni di salute;

-          comunicazione e counseling.

Tali competenze devono essere acquisite in virtù di un percorso professionalizzante guidato da tutor esperti.

 

Pertanto, riteniamo necessario implementare la qualità del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale piuttosto che ridurne la durata, al fine di sviluppare pienamente le potenzialità della nostra branca per il bene del Servizio Sanitario Nazionale.

 

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