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Tante sedi: a rischio la regolarità del concorso. Inviate le vostre segnalazioni

I Giovani Medici (SIGM) esprimono insoddisfazione riguardo leccessiva parcellizzazioni delle sedi concorsuali per il prossimo concorso per laccesso alle scuole di specializzazione di area medico previsto per martedì 28 Novembre prossimo.
Nonostante gli sforzi profusi nel corso di tutto l’anno solare 2017 e parte del 2016 per ovviare alla criticità maggiore del concorso nazionale, rappresentata dall’eterogeneità nel controllo dei candidati, anche questa edizione sembra andare nella stessa direzione delle precedenti.
Per tale ragione è stata richiesta al MIUR la presenza in ciascuna sede di un delegato ministeriale e di forze dell’ordine, la schermatura elettronica delle sedi e di programmare, a supporto dell’operato dell’Osservatorio Nazionale della Formazione Specialistica, un confronto strutturato volto a superare le criticità concorsuali già nei giorni successivi a questa edizione.
Non è più possibile tollerare che la miopia organizzativa possa azzoppare una delle maggiori conquiste degli ultimi anni in termini di trasparenza e merito.


La nostra associazione è pronta a inviare prontamente al ministero episodi di possibile deficit di sicurezza e controllo nelle aule dove si svolge il concorso, pertanto, come tutti gli anni, segnalateci situazioni o episodi discutibili ai seguenti indirizzi:


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Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.)

Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS)

 

Pieno supporto alla protesta “anti-sfruttamento” nata dal web, il SIGM in campo per l’equo compenso anche per i medici

COMUNICATO STAMPA

ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI

Il SIGM, a tutela dei giovani medici, aderisce alla manifestazione unitaria “L’equo compenso è un diritto” lanciata dal Comitato Unitario degli Ordini e Collegi Professionali e la Rete delle Professioni Tecniche in programma per il prossimo 30 novembre a Roma; appello a FNOMCeO e OMCeO Provinciali per supportare concretamente le fasce più giovani della Professione.

È ormai evidente da tempo che esiste un limbo per i giovani medici che comincia il giorno successivo alla laurea e termina con l’agognato ingresso nella formazione post lauream. È in questo momento, soprattutto nelle grandi città, che i giovani medici alla ricerca del primo impiego si imbattono in situazioni poco chiare, vere e proprie trappole, travestite da società di servizi e/o cooperative, che offrono lavoro in cambio di tariffe indecorose o, addirittura, veri e propri baratti.

Prestazioni mediche in cambio di "pizza e birra" o "lezioni di sci", notizie assurte alla cronaca degli ultimi giorni, cui vanno aggiunte le annose problematiche delle sostituzioni gratuite nel territorio o dell'adozione di tariffari indecorosi da parte di guardie turistiche e punti di soccorso privati. Ciò, evidentemente, fa leva sulle condizioni peculiari in cui vivono i giovani medici oggi, costretti ad affrontare lunghi periodi in attesa dei primi concorsi cui poter partecipare, che possono trasformarsi anche in periodi indeterminabili nel caso di mancato collocamento.

I social hanno il merito di raccontare la realtà in modo diretto e senza filtri. <– ricordano i Giovani Medici SIGM - Si straparla di mancanza di medici quando in Italia sono tantissimi i giovani colleghi disoccupati o sfruttati. Le storie di camici bianchi pagati con pizza e birra o con qualche altra forma di baratto le conosciamo; comprendiamo benissimo la rabbia che sta montando sui social. Il lavoro dei colleghi che si sono uniti in un gruppo Facebook denominato medici anti sfruttamento è ottimo e ha tutto il nostro supporto.>>

Altrettanto grave il precariato 2.0 delle Partite Iva e dei contratti a gettone per i neo-specialisti: in molti ospedali lavorano fianco a fianco medici strutturati e altri colleghi pagati “a gettone” per le ore di prestazione. Hanno le stesse responsabilità, fanno entrambi notti e guardie, ma il loro contratto di lavoro parla chiaramente di prestazioni e condizioni differenti.

Da anni, con numerosi interventi, missive e segnalazioni presso gli Organi competenti, il SIGM segnala le gravi irregolarità lavorative e retributive in cui spesso i giovani medici si trovano a dover prestare la propria opera professionale.

< – segnalano i Giovani Medici SIGM. - La Commissione Bilancio del Senato, sulla scorta dell’azione del Comitato Unitario degli Ordini e Collegi Professionali e dalla Rete delle Professioni Tecniche, ha approvato un emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale che stabilisce il diritto a un compenso minimo sotto al quale non si potrà scendere e che deve essere proporzionato alla qualità e quantità del lavoro>>.

Per questo il SIGM il 30 novembre a Roma presso il Teatro Brancaccio prenderà parte all’evento “L’equo compenso è un diritto”, organizzato dal Comitato Unitario degli Ordini e Collegi Professionali e dalla Rete delle Professioni Tecniche per chiedere garanzie e maggiori tutele per i giovani medici durante l’avvio della Professione e denunciare l’abuso dell’utilizzo delle Partite Iva anche all’interno del Servizio Sanitario Nazionale: al momento il SIGM è l’unica associazione di medici che aderisce a questo evento, organizzato da altre categorie di liberi professionisti.

In ultimo l'Associazione Italiana Giovani Medici, confermando l’impegno a lottare a fianco dei colleghi, segnala la prossima uscita di un “Codice di Comportamento per il Giovane Medico: diritti e doveri” che potrà essere d'aiuto per muoversi nelle tante realtà locali e potrà dare dei punti di riferimento per evitare di cadere in situazioni anomale o al limite della legalità.

L’appello a tutti i colleghi è a lavorare insieme per:

- l'inserimento della categoria medica tra le categorie interessate dall'equo compenso, stimolando la componente ordinistica della Professione medica ad oggi colpevolmente assente nel dibattito finora occorso;

- l'adozione di un tariffario equo ed etico, da sottoporre alla FNOMCeO e a tutti gli OMCeO provinciali chiedendone l'immediata diffusione;

- la costituzione di un collettore di segnalazione volto a raccogliere, verificare qualsivoglia forma di proposta lavorativa lesiva in termini economici, deontologici e morali, della figura del giovane medico.

 

IL SIGM DENUNCIA IL TENTATIVO DI SVILIRE IL VALORE DELLA FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE E RIBADISCE L’URGENTE NECESSITÀ DI UNA SUA VALORIZZAZIONE A COMINCIARE DALL’EVOLUZIONE A DISCIPLINA ACCADEMICA.

L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) a nome del suo Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG), denuncia l’ennesimo tentativo di eludere la necessità della Formazione Specifica in Medicina Generale.

E’ stato presentato infatti l’emendamento 16.0.1 al DDL 2942 a nome di Angioni, Cucca, D’Adda, Sterano Esposito, Elena Ferrara, Favero, Manassero, Pezzopane, Spilabotte, Pagliari, Astorre, che punta ad estendere il diritto acquisito al riconoscimento della titolo di formazione specifica in medicina generale ai medici iscritti all’Università prima del 31 Dicembre 1991 e abilitati all’esercizio professionale dopo il 31 Dicembre 1994.

Il diritto acquisito si applica attualmente ai medici abilitati entro il 31 Dicembre 1994, grazie ad un’interpretazione già molto ampia di tale diritto, come denunciato più volte dalla nostra associazione sottolineandone la necessità di una reinterpretazione.

Da notare come alla base di tale diritto vi sia la strisciante convinzione che l’esercizio della Medicina Generale non necessiti oggi competenze e una formazione specifiche, diversamente da quanto ormai riconosciuto a livello internazionale e sancito oltre trenta anni fa dalla normativa comunitaria con la Direttiva 86/457/CEE, il cui senso viene in molti aspetti svilito dalla nostra normativa.

Le sfide poste dalla modernità ai Sistemi Sanitari, a causa della transizione epidemiologica, demografica e sociale in atto a livello globale, impongono una formazione di professionisti dotati di competenze nuove, capaci di promuovere un’evoluzione delle Cure Primarie e un cambio di paradigma nell’assistenza territoriale, in modo da rendere sostenibile il mantenimento del diritto alla salute per tutti i cittadini.

Per questo motivo la nostra Associazione da anni sostiene la necessità di un’evoluzione e valorizzazione della Formazione Specifica in Medicina Generale, a cominciare dal suo riconoscimento accademico.

Purtroppo la Formazione Specifica in Medicina Generale italiana è rimasta cristallizzata nei corsi regionali, dove di fatto si tramanda ancora troppo spesso una visione della medicina generale tradizionale, orientata ad un modello di Cure Primarie oramai obsoleto e non più sostenibile. Tale situazione di stallo, spesso giustificata mediante il ricorso della retorica della “difesa del titolo” da parte del mondo sindacale, sono alla base delle tesi che ritengano di fatto non fondamentale per il sistema sanitario avere professionisti del territorio con una formazione specifica in medicina generale, sostituibile con periodi di esercizio, svolti casomai in setting, quali quelli dell’emergenze, tipicamente orientati alla gestione del paziente acuto anziché cronico.

Ricordiamo inoltre che i medici iscritti all’Università prima del 31 Dicembre 1991 e abilitati all’esercizio professionale dopo il 31 Dicembre 1994 possono già oggi accedere al percorso che permette loro di acquisire una formazione specifica in medicina generale senza svolgere alcun concorso. Tale diritto, che di fatto è a nostro avviso già un’interpretazione eccessiva del diritto acquisito, permette comunque questi colleghi una strada preferenziale per acquisire una formazione specifica in medicina generale, se veramente sono interessati a farlo. Appare pertanto inaccettabile un’ulteriore forzatura del diritto acquisito all’esercizio della Medicina Generale, per favorire colleghi che di fatto non hanno mostrati negli anni (in alcuni casi ormai oltre venti) la volontà di intraprendere tale percorso.

Chiediamo infine che venga posto rimedio alla vergognosa condizione in cui versa la formazione dei futuri medici di medicina generale, relegata a fanalino di coda della formazione postlaurea dei medici, spesso a causa di interessi di parte, e che a tale percorso venga riconosciuta la giusta importanza e la necessaria valorizzazione a cominciare dal suo riconoscimento accademico e l’istituzione di una Specializzazione dedicata a tale percorso formativo.

DIPARTIMENTO DI MEDICINA GENERALE (SIMEG)

ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI (SIGM)

 

Legge di Stabilità: al lavoro per programmazione "real world" e aumento del numero di contratti per la formazione medica post lauream

Care Colleghe e cari Colleghi,

con grande entusiasmo il SIGM apprende della presentazione dell’emendamento numero 41.0.1 a firma degli Onorevoli Dirindin, Ricchiuti, Gatti e Guerra alla Legge Finanziaria attualmente in corso di discussione parlamentare.

In particolare sosteniamo e riteniamo indispensabili e tutti gli sforzi che tale emendamento mira ad introdurre per avvicinare il numero di contratti bandibili in base alle risorse stanziate dalla Legge stessa a quelli che sono i numeri che si prospettano nel prossimo triennio.

Ricordiamo infatti che, a causa dei provvedimenti della giustizia amministrativa, pur a fronte dei ripetuti warning della nostra Associazione, il numero di ingressi ai Corsi di Laurea a numero chiuso (in particolare Medicina e Chirurgia) è stato superiore a quanto programmato. Pertanto i neo-laureati che nei prossimi anni si troveranno a confrontarsi con l’imbuto del post-laurea (che per ora ha costretto circa un Collega su due a non continuare, quantomeno in Italia, il percorso di formazione), si troveranno in tanti a dover attraversare un varco ancora più esiguo di chi li ha preceduti.

Sebbene riteniamo che il puro aumento numerico dei contratti di formazione (mediato dall’aumento delle risorse individuate nel capitolo di spesa dedicato) non sia di per sé una misura totalmente esaustiva a far fronte alla sfida della formazione post-laurea, non possiamo che sostenerla in quanto, per ogni singolo contratto in più stanziato, sappiamo celarsi l’opportunità per un Collega di potersi formare nel nostro Paese.

Pertanto, nel pieno sostegno al suddetto emendamento, ci sembra opportuno ribadire ai Colleghi Aspiranti Specializzandi, ai futuri Colleghi Medici ed a tutti i cittadini in quanto fruitori del Sistema Sanitario Nazionale, che per assicurare un futuro alla Sanità Italiana occorre un adeguato sforzo in termini di programmazione oggi, stanziando adeguate risorse su un piano che attualmente viaggia su numeri fittizi e non responsivi dei reali fabbisogni di salute di Ospedali e Territorio.

In questa ottica di programmazione quali-quantitativa della formazione post-laurea rientrano le manifestazioni che la nostra Associazione ha portato avanti negli ultimi anni:

- Iniziative Settembre 2017

- Utilizzo del Fondo Sociale Europeo per il finanziamento di contratti aggiuntivi in regione Campania

Fondi extra FSE Regione Sicilia e approfondimento su utilizzo Fondo Sociale Europeo (clicca qui)

- Finanziamento di ulteriori contratti per specializzandi medici e non medici

- Legge di stabilità 2014

- Manifestazione Nazionale GiovaniMediciDay II (Giugno 2014)

- Petizione nazionale MediciSenzaFuturo (Marzo 2014)

 

Ci riserviamo di proporre iniziative sui Social Network e sulla piazza a seconda di quanto accadrà nei prossimi giorni riguardo all’iter di approvazione di un tassello essenziale della formazione post-laurea, affinché la programmazione non diventi l’ennesima promessa mancata.

 

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