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La formazione del Giovani Chirurgo: appuntamento SIGM al Congresso SPIGC

Cari Colleghi e Colleghe,

abbiamo il piacere di comunicarvi che il Segretariato Italiano Giovani Medici parteciperà attivamente al XXVIII Congresso Nazionale della Società Polispecialistica Italiana dei Giovani Chirurghi (SPIGC), la più grande società italiana di giovani chirurghi under 40.

Un sodalizio tra le due Associazioni che converge sull’obiettivo comune di sostenere le cause delle giovani generazioni di medici.

Per la nuova edizione molte sono le innovazioni: innanzitutto il sottotitolo “Giovani Mani” rimarca l’intento di coinvolgere giovani chirurghi in quanto tali, a prescindere dalla specialità e/o dalle diverse società scientifiche di appartenenza, dando priorità e risalto all’entusiasmo nell’attività chirurgica che li caratterizza.

In seconda battuta, innovativo è il carattere dinamico ed interattivo che caratterizza la XXVIII edizione, già in fase “pre-evento”, con un sito web moderno, una survey per la scelta dei topic ed un blog attivo nella comunicazione via social.

Durante il meeting, inoltre, un’app per smartphone e tablet fornirà il programma e faciliterà l’interattività dei partecipanti a ciascuna delle sessioni dai format originali con un respiro multidisciplinare, assolutamente aperto alle discipline non chirurgiche con il diretto coinvolgimento di oncologi, gastroenterologi, radiologi, patologi e nutrizionisti.

Tanti i topic trattati, primo fra tutti quest’anno l’innovazione tecnologica applicata al mondo chirurgico, ed i corsi teorico-pratici.

La nostra Associazione avrà modo di discutere dei nuovi scenari della formazione post-lauream e delle criticità connesse muovendosi dai dati della nostra survey online #V.A.M.O.S.S, indagine volta a fotografare l’attuale status della formazione medica specialistica, proprio nella sessione inaugurale sulla formazione, co-organizzata e co-gestita dalle due Associazioni, SIGM e SPIGC. Una sessione innovativa rispetto al passato, con un format interattivo in cui i partecipanti in aula (e a distanza) saranno protagonisti diretti interfacciandosi con gli interventi di esperti e rappresentanti delle istituzioni che sovraintendono la formazione medica.

Insomma.. un appuntamento da non perdere!

 

Qui di seguito il link del programma.

http://www.spigc2017.it/PROGRAMMA.pdf

Diremmo che non resta che aspettare che #mentiaudaci muovano #GiovaniMani!

 

Il Consiglio Esecutivo SIGM

 

 

 

Formazione medica post lauream: incontro dei giovani medici e aspiranti specializzandi al MIUR con il Ministro Valeria Fedeli

Nella giornata odierna una delegazione dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), del Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS) e dell’Associazione Italiana Medici (AIM) ha incontrato il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, On. Valeria Fedeli, presso la sede del Ministero di via Trastevere. Durante l’incontro, alla presenza dell’On. Filippo Crimì, primo firmatario di emendamenti sulle tematiche di interesse dei giovani medici negli scorsi mesi, e del Direttore Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore del MIUR, sono stati trattati i principali temi riguardanti la formazione post laurea di area medica, tra cui:

  1. Programmazione e pianificazione quali-quantitativa dei medici
  2. Laurea abilitante
  3. Accesso alle Scuole di Specializzazione e prossimo concorso nazionale SSM2017 e relative modifiche migliorative
  4. Nuovo regolamento di accreditamento delle Scuole di Specializzazione e valutazione della qualità della formazione
  5. Implementazione delle prerogative dell’Osservatorio Nazionale sulla Formazione Medico Specialistiche (anche a tutela delle specializzazioni non mediche)
  6. Evoluzione della formazione specifica in Medicina Generale in Scuola di Specializzazione

La delegazione ha ricevuto rassicurazioni circa l’impegno a un miglioramento organizzativo del concorso nazionale a partire già dalla prossima edizione, a.a. 2016/2017, nonché sulla prossima realizzazione della laurea abilitante e dell’emanazione del DM recante il regolamento di accreditamento delle Scuole di Specializzazione.

Inoltre il Ministro ha dimostrato notevole sensibilità nei confronti delle criticità del percorso formativo in Medicina Generale, prendendo atto delle attuali difficoltà in cui versa la formazione specifica e della necessità di proseguire il percorso verso un’immediata riforma che abbia l’obiettivo di portare alla nascita della Scuola di Specializzazione in Medicina Generale e Cure Primarie, integrando finalmente le esperienze del Territorio e quello dell’Università.

Con l’occasione, a supporto di una ripresa istituzionale del monitoraggio della qualità della formazione delle Scuole di Specializzazione, è stato consegnato al Ministro il primo draft del rapporto sulla formazione medico specialistica, frutto dell’analisi completa del dataset del progetto VA.M.O.SSM (allegato) realizzato dal S.I.G.M.

In merito alla programmazione e alle criticità di fondo della formazione medica post lauream abbiamo rappresentato al Ministro un documento di proposte generali che, tra le varie azioni da intraprendere, ricorda la necessità di attuare una programmazione quali-quantitativa dei professionisti in sanità, operare per il mantenimento e miglioramento delle modalità di accesso a numero programmato (poiché la formazione medica è l’unico ambito dove il diritto all’istruzione deve contemperare il diritto alla tutela delle salute, entrambi garantiti dalla Costituzione).

Inoltre, rispetto alla necessità di procedere verso la realizzazione, finalmente anche in Italia, della laurea abilitante, abbiamo registrato l’attività del Ministero che sta procedendo verso la definizione delle proposte emerse dal tavolo tecnico ormai partito lo scorso anno. L’intervento immediatamente attuabile senza modifiche normative (difficilmente prevedibili in questa legislatura sempre più incerta) richiederebbe l’inserimento del trimestre di tirocinio all’interno dell’ultimo anno di corso di laurea con esame di abilitazione fissato immediatamente dopo le sedute di laurea. Ciò permetterebbe di abbattere considerevolmente i tempi morti e garantire ai neolaureati la possibilità di poter esercitare la professione in attesa dell’accesso alla formazione post lauream e, quindi, una maggiore indipendenza economica.

Concorso Nazionale: in continuità con quanto già segnalato più volte al MIUR lo scorso anno, abbiamo chiesto una semplificazione delle procedure, una maggiore trasparenza e meritocrazia, suddividendo le proposte tra quelle immediatamente attuabili senza modifica normativa e quelle da attuare ma attraverso modifica normativa (questo per richiedere al MIUR un impegno un passo avanti già a partire dal concorso SSM2017, aldilà degli impedimenti che l’imprevedibile situazione parlamentare potrebbe causare).

In quest’ottica abbiamo concentrato l'attenzione principalmente sulla parcellizzazione delle sedi concorsuali, forte limite e grande criticità delle precedenti edizioni del concorso. Per ridurre l'eterogeneità e la disparità tra le differenti sedi (parallelamente alla previsione di procedura di controllo più rigide e finalmente standardizzate) è necessario, come già da anni sostenuto, arrivare ad un’aggregazione delle sedi e a una riduzione del numero. Tale proposta sarebbe immediatamente applicabile, non richiede modifiche normative ed è un puro atto di scelta politica che chiama in causa Ministero e Università (es. CRUI).

Semplificazione vuol dire poi ripensare, alla luce dell’eterogeneità dei corsi di studio, il sistema di valutazione del curricula. Abbiamo sottolineato al Ministro la necessità di trovare modalità di riponderazione e ridefinizione del CV sulla base di indicatori semplici per standardizzare, senza penalizzare l’eccellenza, i diversi piani di studio dei vari Atenei. Abbiamo inoltre chiesto di eliminare quei vincoli che, di fatto, non aggiungono nulla alla qualità del concorso, come il limite di scelta a massimo due scuole per macroarea, norma fortemente limitante per la libertà di scelta e rispetto delle vocazione medica dei candidati. Inoltre abbiamo richiesto che il contenuto del quiz sia maggiormente clinico e non eccessivamente nozionistico sulle basic sciences come nella scorsa tornata.

Abbiamo rilanciato inoltre, a fronte della lentezza di scorrimento delle graduatorie, la proposta di una graduatoria unica nazionale. Questa consentirebbe di non disperdere le risorse annuali relative ai contratti di formazione abbandonati (N.d.R. che in ogni caso vengono poi ricondotti al fondo generale di finanziamento) a causa della chiusura dell’ultima graduatoria prima di aver allocato tutti i posti; ciò consentirebbe agli aspiranti specializzandi una maggiore libertà di scelta di sede e di specialità in relazione alla propria posizione in graduatoria.

Partendo dalle soluzioni a tali criticità, per l’appunto risolvibili senza modifiche alle normative, abbiamo poi consegnato al Ministro un documento più completo che raccoglie le proposte migliorative al concorso già consegnate lo scorso anno e scelte sulla base della consultazione pubblica sul web che SIGM e CNAS avevano sottoposto ai colleghi concorrenti all’indomani del concorso dell’a.a. 2014/2015 (scarica allegato).

Formazione post-laurea in Medicina Generale: abbiamo rappresentato al Ministro che la Medicina Generale, rappresentando il primo livello socio-assistenziale del SSN, ha bisogno di grande attenzione sugli aspetti formativi. Riteniamo, in accordo a numerosi documenti internazionali (cfr., tra gli altri, il report “Transforming and scaling up health professionals’ education and training” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il documento “Global standards for postgraduate Family Medicine education” di Wonca), che la formazione in Medicina Generale (MMG) debba evolvere al fine di formare medici capaci di operare efficacemente all’interno dei nuovi modelli organizzativi e, soprattutto, delle moderne Cure Primarie, indispensabili per rispondere ai nuovi bisogni di salute della popolazione, frutto dei moderni mutamenti sociali, economici e culturali. Anticipare la malattia e a gestire la cronicità, lavorando sia sul singolo paziente sia sulle popolazioni, attraverso un approccio raggiunto mediante il proprio ruolo di leader e co-gestore dei percorsi all'interno di reti integrate multi-professionali e multidisciplinari; e ancora, garantire un’effettiva presa in carico della persona e della sua famiglia, utilizzando un approccio olistico che tenga conto non solo dalla dimensione biologica, ma anche del contesto sociale, relazionale e valoriale in cui si svolge l’attività assistenziale.

Se questi sono i compiti del medico di medicina generale allora serve provvedere con urgenza a una formazione maggiormente evoluta centrata non solo competenze cliniche di medicina generale, ma anche di governo clinico dei percorsi integrati di cura alla persona, caratterizzati dal lavoro in team multi-professionali, nonché  di competenze gestionali.

L’attuale Formazione Specifica in Medicina Generale, affidata ai corsi Regionali, si è dimostrata insufficiente nel farsi volano di un cambiamento che, prima di tutto, è culturale. Inoltre la lontananza e la disparità dei diritti rispetto agli altri percorsi specialistici postlaurea ha contribuito a diffondere l’idea della medicina generale (e più in generale delle cure primarie) quale disciplina meno importante rispetto alle altre branche mediche.

Il clima di condivisione culturale tra le parti – a cui si è successivamente aggiunta anche la FNOMCeO, correggendosi dopo le iniziali barricate contro le proposte emendative in legge di stabilità - e lo sforzo della politica registrato negli scorsi mesi non deve essere lasciato cadere. Abbiamo pertanto ricordato al Ministro l’urgenza di riprendere con ogni mezzo e con urgenza lo sforzo verso l’evoluzione del percorso di Formazione Specifica in Medicina Generale italiano mediante l’incontro e l’integrazione tra l’Università (cfr. esperienza della Specializzazione di Medicina di Comunità e Cure Primarie) e il bagaglio esperienziale prodotto dalle migliori esperienze degli attuali Corsi Regionali di Formazione Specifica in medicina generale.

Valutazione della formazione specialistica e ruolo dell'ONFMS: è stato richiesto un potenziamento dell’Osservatorio Nazionale sulla Formazione Medica Specialistica e degli Osservatori Regionali, tramite un ruolo di maggior peso del Ministero dell’istruzione, Ministero della Salute e delle Regioni al proprio interno nonché l’ampliamento delle competenze e degli obiettivi di monitoraggio della qualità della formazione e l’incentivazione dell’utilizzo degli strumenti di valutazione della qualità della formazione erogata. Per il monitoraggio dei requisiti di accreditamento e valutazione continua della qualità, grazie al contributo dell’ A.ge.Na.S. Nello specifico si dovrebbe instaurare un meccanismo virtuoso di valutazione per premiare le best practices, certificando in tal modo le qualità della formazione della scuola e, tramite il confronto, instaurare un meccanismo che induca un miglioramento complessivo delle reti formative.

Come sempre sostenuto dai Giovani Medici, è estremamente importante che l'Osservatorio Nazionale della Formazione Medico Specialistica (ONFMS) torni ad affrontare direttamente la tematica dell’analisi dell’offerta formativa delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria attraverso il meccanismo delle visite on site. Tale strumento infatti, per come era stato ideato dall'Osservatorio nello scorso mandato - con il contributo sostanziale della nostra Associazione nel contribuire a definire le regole di ingaggio per la partecipazione attiva di uno specializzando per ogni sopralluogo scelto tra quelli indicati come disponibili/idonei dalle associazioni di categoria e da identificarsi per il tramite di un albo – ha rappresentato un’importante novità in grado non solo di monitorare ma anche di spingere verso l’alto la qualità formativa attraverso un approccio per emulazione/competizione.

Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM)

Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS)

Associazione Italiana Medici (AIM)

 

#SaveAhmad: SIGM E AIM CHIEDONO LA LIBERAZIONE DEL COLLEGA INGIUSTAMENTE ARRESTATO E CONDANNATO A MORTE IN IRAN

Il SEGRETARIATO ITALIANO GIOVANI MEDICI (#SIGM) e l'Associazione Italiana Medici AIM si associano all’appello del Centro di ricerca in medicina di emergenza e delle catastrofi (Crimedim) dell'Università di Novara che mira arichiamare l’attenzione delle autorità politiche e dell’opinione pubblica a favore del medico e ricercatore, #AhmadrezaDjalali, incarcerato in Iran da mesi e sul quale pende una sentenza di pena capitale.

Ahmadreza, quarantacinquenne, marito e padre di due bambini, ha lavorato e studiato in Italia, per quattro anni (dal 2012 al 2015), presso il #CRIMEDIM in qualità di ricercatore,e, dopo essersi trasferito in Svezia, da quasi un anno è imprigionato in Iran, Paese natale dove si era recato per motivi personali, con l’accusa di spionaggio contro il governo.

A nulla sono valsi gli accorati appelli dei familiari ed il lunghissimo sciopero della fame cui si è sottoposto volontariamente, che gli ha fatto perdere più di 20 kg, ed ora Ahmadreza attende l’esecuzione della sua condanna a morte.
Il collega, la cui unica colpa è stata quella aver lavorato insieme a ricercatori di ‘Paesi nemici’ per migliorare la capacità operativa di ospedali in paesi affetti da povertà estrema e colpiti da disastri, è stato obbligato a firmare una confessione con la quale si dichiarava colpevole di attività di spionaggio.

SIGM ed AIM chiedono a tutti i medici italiani di contribuire all’iniziativa di far circolare la notizia sul web, utilizzando gli hashtag #AhmadrezaFree e #SaveAhmad, nonchè di sottoscrivere la petizione su change.org predisposta dalla moglie del collega Ahmad.

Link alla petizione: http://bit.ly/ahmad-change-it

 

DDL SICUREZZA DELLE CURE E RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE: il parere dei giovani medici

L’11 Gennaio 2017, Palazzo Madama ha approvato con 168 voti favorevoli, 8 contrari e 35 astenuti il ddl “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Numerose le novità apportate nel passaggio in Commissione Sanità al Senato rispetto al testo approvato dalla Camera lo scorso 28 Gennaio. Si attende adesso il definitivo passaggio a Montecitorio in tempi rapidi.

Il Parlamento, dopo quasi 20 anni di dibattito e qualche tentativo (cfr. legge Balduzzi), è vicino a dare una risposta organica in tema di responsabilità professionale del personale sanitario e della sicurezza delle cure.

L’obiettivo del legislatore è trovare un giusto punto di equilibrio nel potenziale contenzioso tra Paziente e Medico ovvero, da un lato, garantire al paziente maggiore trasparenza e minor attesa per ottenere il risarcimento qualora venga acclarato un danno subito e, dall’altro, garantire maggiore serenità ai professionisti sanitari, la cui azione è spesso negativamente influenzata dal timore di sottostare quotidianamente alla spada di Damocle di un procedimento giudiziario.

 

Negli ultimi anni il non governo di questa situazione ha portato ai ben noti fenomeni della medicina difensiva nonché al rialzo dei premi delle assicurazioni professionali che sempre di più rendono proibitivo l’esercizio della professione, soprattutto per i giovani medici. Un prezzo non più accattabile né per i professionisti né per il Servizio Sanitario Nazionale nel suo insieme.

 

Tra le novità del testo in via di approvazione 1) l'obbligo per le strutture di fornire la documentazione sanitaria dei pazienti che ne faranno richiesta entro 7 giorni; 2) obbligo di procedere per il tentativo obbligatorio di conciliazione innanzi al giudice civile; 3) predisposizione di relazioni annuali sugli eventi avversi verificatisi nella struttura sanitaria alla responsabilità civile extracontrattuale in ambito pubblico; 4) esclusione della responsabilità in carico al professionista che rispetta le raccomandazioni previste dalle linee guida; 5) affidamento del coordinamento e validazione nella costruzione delle stesse all’Istituto Superiore di Sanità ma anche ad enti, istituzioni ed associazioni tecnico scientifiche pubbliche e private; 6) obbligo di assicurazione per le strutture sanitarie e sociosanitarie al fondo di rischio per il risarcimento dei sinistri.

 

Con la necessaria prudenza esperienziale che ci impone di attendere, oltre all’approvazione alla Camera dei Deputati anche e soprattutto le modalità di attuazione del presente dispositivo normativo, sembra però giusto accompagnare con grande favore l’arrivo nella nostra sanità del “Ddl Gelli” che colma finalmente, anche in Italia, una cronica lacuna e traccia un indirizzo chiaro in linea con la modernità e managerialità di cui il nostro SSN ha bisogno.

 

Un Ddl vicino al medico e rispettoso del paziente, in linea con una moderna medicina basata sulle prove di efficacia (evidence based medicine) e attenta alla sostenibilità dei servizi sanitari. Si ringraziano pertanto, tra i parlamentari, il relatore e i numerosi colleghi che, lavorando alacremente, sono riusciti dopo circa 20 anni a presentare un testo responsabile e virtuoso.

 

Di seguito l’analisi per ogni singolo articolo:

 

Articolo 1 – SICUREZZA DELLE CURE IN SANITA’:

Emergono norme di natura generale relative alla sicurezza delle cure. Essendo essa parte fondamentale del diritto alla salute, deve essere perseguita con attività volte alla prevenzione e alla gestione del rischio e mediante l’utilizzo di risorse strutturali, tecnologiche ed organizzative.

 

Articolo 2 - DIFENSORE CIVICO E CENTRI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO SANITARIO:

Le Regioni possono affidare al Difensore civico la funzione di garante del diritto alla salute, disciplinandone l’organizzazione. Esso può essere adito gratuitamente dai soggetti destinatari di prestazioni sanitarie per eventuali disfunzioni assistenziali.

In ogni Regione viene istituito il Centro per la gestione del rischio sanitario e per la sicurezza del paziente con il compito di raccogliere i dati regionali e trasmetterli all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche in Sanità.

Tutte le strutture eroganti prestazioni sanitarie (pubbliche e private) devono attivare una funzione di monitoraggio e gestione del rischio sanitario predisponendo una relazione annuale consuntiva, pubblica sul proprio sito web, con gli eventi avversi verificatisi, le cause e le misure correttive apportate.

 

Articolo 3 - OSSERVATORIO NAZIONALE DELLE BUONE PRATICHE SULLA SICUREZZA IN SANITÀ:

Presso l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) viene istituito, senza oneri maggiori a carico delle finanze pubbliche, l’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, con funzioni di raccolta (vedi Art. 2), di individuazione di misure di prevenzione e gestione del rischio sanitario e di formazione del personale. Il Ministro della Salute trasmette ogni anno la relazione svolta da tale Osservatorio che si potrà avvalere anche del SIMES (Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità).

 

Articolo 4 – TRASPARENZA DEI DATI:

Nel rispetto del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 30 196/2003), le direzioni sanitarie di strutture pubbliche e private, devono fornire entro 7 giorni dalla presentazione della richiesta, la documentazione sanitaria relativa al paziente. Eventuali integrazioni saranno fornite entro 30 giorni dalla presentazione della suddetta richiesta. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture sanitarie devono adeguarsi a queste disposizioni. Le stesse strutture sanitarie devono rendere disponibili, mediante pubblicazione sul proprio sito internet, i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell’ultimo quinquennio.

 

Articolo 5 – BUONE PRATICHE CLINICO – ASSISTENZIALI E RACCOMANDAZIONI PREVISTE DALLE LINEE GUIDA:

Si prevede l'istituzione di un Elenco di società scientifiche e si afferma che gli esercenti le professioni sanitarie si devono attenere, salve specificità del caso concreto, alle raccomandazioni indicate mediante linee guida elaborate da soggetti iscritti in un apposito elenco (da emanare entro 90 giorni alla data di entrata in vigore della presente legge e da aggiornare ogni due anni). In mancanza delle suddette raccomandazioni, ci si attiene alle buone pratiche clinico - assistenziali.
Il Ministero della Salute norma e stabilisce i requisiti minimi per l’iscrizione al suddetto elenco.
Le linee guida sono integrate nel Sistema nazionale per le linee guida (SNLG) e l'Istituto Superiore di Sanità ne effettua un monitoraggio, previa verifica della conformità del rigore metodologico e della rilevanza delle evidenze scientifiche dichiarate a supporto delle stesse.

 

Articolo 6 – RESPONSABILITA’ PENALE DELL’ESERCENTE LA PROFESSIONE SANITARIA:

Il nuovo articolo inserisce nel codice penale l'articolo 590 – sexies, ovvero la "Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario". Ne deriva che se i reati di omicidio colposo (art. 589 c.p.) e lesioni personali colpose (art. 590 c.p.) sono commessi nell'esercizio della professione sanitaria, si applicano le pene ivi previste escludendo la punibilità, qualora l'evento si sia verificato a causa di imperizia, quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida […] ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto.

 

Articolo 7 – RESPONSABILITA’ CIVILE DELLA STRUTTURA E DELL’ESERCENTE LA PROFESSIONE SANITARIA:

Conferma che la responsabilità civile della struttura sanitaria o sociosanitaria, per i danni derivanti dalle condotte dolose o colpose degli esercenti professioni sanitarie è sempre di natura contrattuale (la responsabilità in capo al soggetto debitore di risarcire i danni cagionati al creditore con la non esatta esecuzione della prestazione dovutagli in virtù del rapporto obbligatorio tra loro sorto), anche in riferimento alle prestazioni svolte in regime di libera professione intramuraria.

Il danno è risarcito sulla base di tabelle (Danno biologico per lesioni di non lieve entità; Danno biologico per lesioni di lieve entità) del Codice delle assicurazioni private.

Si provvede alla predisposizione di una specifica tabella unica del danno su tutto il territorio nazionale delle menomazioni relativa alla integrità psicofisica comprese tra dieci e cento punti e del corrispettivo valore pecuniario da attribuire ad ogni singolo punto di invalidità in base all’età del soggetto leso.

 

Articolo 8 – TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE:

Prevede l’applicazione dell'istituto del ricorso presso il giudice civile per l'espletamento di una consulenza tecnica preventiva, ai fini dell'accertamento e della determinazione dei crediti derivanti dalla non corretta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito.

Specifica che la partecipazione al procedimento di consulenza tecnica preventiva è obbligatoria per tutte le parti, comprese le imprese di assicurazione che hanno l'obbligo di formulare l'offerta di risarcimento del danno o di comunicare i motivi per cui ritengono di non formularla. In caso di sentenza a favore del danneggiato il giudice trasmette copia della sentenza all'IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) per gli adempimenti di propria competenza.

Articolo 9 – AZIONE DI RIVALSA O DI RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA:
Si limita la possibilità di azione di rivalsa (diritto di richiedere ad un soggetto una somma di denaro pari al tributo di cui è debitore) nei confronti dell'esercente una professione sanitaria ai casi di dolo o colpa grave, prevedendo una disciplina specifica dell'azione di rivalsa.

Articolo 10 – OBBLIGO DI ASSICURAZIONE:

Per la responsabilità civile, si conferma l'obbligo di assicurazione o di adozione di un'analoga misura a carico delle strutture sanitarie o sociosanitarie per danni cagionati dal personale a qualunque titolo operante.

Si conferma inoltre l'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile a carico degli esercenti attività sanitaria in forma libero-professionale.
Tale obbligo concerne anche le prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria, nel corso di attività di formazione ed aggiornamento, di sperimentazione e di ricerca, in regime di convenzione con il Ssn ed in telemedicina.
Viene introdotto l'obbligo per gli esercenti attività sanitaria, operanti a qualsiasi titolo in strutture pubbliche o private, di stipulare una polizza di assicurazione per colpa grave per la responsabilità civile. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge si avrà la determinazione dei requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e per gli esercenti le professioni sanitarie, nonché dei requisiti minimi di garanzia e le condizioni generali anche di eventuale assunzione diretta del rischio, prevedendo nel bilancio delle strutture un fondo rischi e di un fondo costituito dalla messa a riserva per competenza dei risarcimenti relativi ai sinistri denunziati.

 

Articolo 11 – ESTENSIONE DELLA GARANZIA ASSICURATIVA:
La garanzia assicurativa deve prevedere una copertura anche per gli eventi accaduti nei 10 anni antecedenti alla conclusione del contratto assicurativo, purché denunciati all'impresa di assicurazione durante la effettiva copertura temporale della polizza.

Articolo 12 - AZIONE DIRETTA DEL SOGGETTO DANNEGGIATO:

Si introduce, fatte salve le norme di cui all’Art. 8, la possibilità di azione diretta, da parte del danneggiato, nei confronti dell'impresa di assicurazione,entro i limiti delle somme per le quali sia stato stipulato il contratto di assicurazione.
L'impresa di assicurazione ha diritto di rivalsa verso l'assicurato nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di rifiutare o di ridurre la propria prestazione. L’impresa di assicurazione, l'esercente la professione sanitaria e il danneggiato hanno diritto di accesso alla documentazione della struttura sanitaria relativa ai fatti dedotti in ogni fase della trattazione del sinistro.

Articolo 13 - OBBLIGO DI COMUNICAZIONE ALL'ESERCENTE LA PROFESSIONE SANITARIA DEL GIUDIZIO BASATO SULLA SUA RESPONSABILITÀ:

Le strutture sanitarie e sociosanitarie e le imprese di assicurazione devono comunicare all’esercente la professione sanitaria l’instaurazione del giudizio promosso nei loro confronti dal danneggiato, entro 10 giorni dalla ricezione della notifica dell’atto introduttivo, mediante posta elettronica certificata o lettera raccomandata, nonché l'avvio di trattative stragiudiziali con il danneggiato, con invito a prenderne parte. L'omissione o l'incompletezza della comunicazione preclude l'ammissibilità del giudizio di rivalsa.

Articolo 14 - FONDO DI GARANZIA PER I DANNI DERIVANTI DA RESPONSABILITÀ SANITARIA:

Si istituisce il Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria presso il Ministero della Salute. Tale fondo è costituito dal versamento di un contributo annuale (in misura da stabilirsi entro 120 giorni) versato dalle imprese autorizzate all'esercizio delle assicurazioni per la responsabilità civile per i danni causati da responsabilità sanitaria.
Il Fondo di garanzia concorrerà al risarcimento del danno nel caso in cui il danno sia eccedente rispetto ai massimali previsti dai contratti di assicurazione stipulati dalla struttura ovvero dall'esercente la professione sanitaria o se l’impresa assicuratrice sia in stato di insolvenza o liquidazione.

Articolo 15 - NOMINA DEI CONSULENTI TECNICI D'UFFICIO, E DEI PERITI NEI GIUDIZI DI RESPONSABILITÀ SANITARIA:

Nei procedimenti civili e penali con oggetto la responsabilità sanitaria, l'espletamento della consulenza tecnica e della perizia deve essere affidata a un medico specializzato in medicina legale e a specialisti nella disciplina che abbiano specifica e pratica conoscenza di quanto oggetto del procedimento, iscritti negli albi e che non siano in posizione di conflitto di interessi nello specifico procedimento o in altri connessi. I consulenti da nominare nell'ambito del procedimento di conciliazione (Art. 8), devono possedere adeguate e comprovate competenze nell'ambito della conciliazione acquisite anche mediante specifici percorsi formativi.  Negli albi devono essere indicate e documentate le specializzazioni degli iscritti, l'esperienza professionale con riferimento al numero e alla tipologia degli incarichi conferiti e di quelli revocati. Gli albi devono essere aggiornati con cadenza almeno quinquennale.

 

Articolo 16 - MODIFICHE ALLA LEGGE 28 DICEMBRE 2015, N. 208, IN MATERIA DI RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DEL PERSONALE SANITARIO:

Si conferma che i verbali e gli atti conseguenti all’attività di gestione del rischio clinico non possono essere acquisiti o utilizzati nell’ambito di procedimenti giudiziari.
Si prevede che l'attività di gestione del rischio sanitario nelle strutture pubbliche e private sia coordinata da personale medico dotato delle specializzazioni in igiene, epidemiologia e sanità pubblica o equipollenti, in medicina legale ovvero da personale dipendente con adeguata formazione e comprovata esperienza almeno triennale nel settore.

 

Articolo 17 – CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA:

Vi è l’applicabilità delle disposizioni per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome.

 

Articolo 18 – CLAUSOLA DI INVARIANZA FINANZIARIA:

Non vi sono nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

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