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previdenza

Proposte dei Giovani Medici in tema di futuro previdenziale

A normativa vigente, tra gli strumenti proposti al fine di correre ai ripari e compensare l’insufficiente pacchetto pensionistico che i giovani medici si vedranno restituire alla fine del percorso lavorativo a fronte dei contributi previdenziali versati negli anni, il S.I.G.M. sostiene l’opportunità per i giovani medici di ricorrere a sistemi pensionistici integrativi privati, ovvero fondi complementari, che aiuteranno a raggiungere un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento. A tal proposito, non peregrina sarebbe l’ipotesi di estendere la possibilità di accedere a forme di previdenza complementare già nel corso del periodo di formazione universitaria pre-lauream.

Inoltre, il S.I.G.M. ha sottoposto all’attenzione delle Istituzioni delle proposte finalizzate ad ottenere: 1) l’agevolazione del riscatto degli anni di laurea per tutti i giovani medici, attualmente estremamente oneroso e difficoltoso; 2) un esclusivo inquadramento previdenziale in ENPAM degli specializzandi, eliminando il duplice livello contributivo che li vincola alla Gestione Separata INPS e prevedendo il recupero dei contributi già versati all’INPS dall’a.a. 2006/2007 ad oggi.

  1. Facilitazione accesso e valorizzazione istituto riscatto anni di laurea

  2. Unificazione regime previdenziale medici in formazione specialistica

  3. La Proposta di Legge dei Giovani Medici

Scarica il documento con le proposte dei Giovani Medici in tema di Previdenza

 

La Proposta di Legge dei Giovani Medici

Art.1. A decorrere dall’anno accademico 2011-2012, il medico, iscritto all’Albo professionale, che sottoscrive un contratto di formazione specialistica, è tenuto a versare all’ENPAM, sui compensi percepiti, una contribuzione in misura non inferiore a quella stabilita per i soggetti di cui all’art.1, comma 770, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n.296”. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge l’ENPAM adegua il proprio statuto e i propri regolamenti nel senso indicato dal precedente periodo. Qualora l’Ente non provveda nel predetto termine, si applica in ogni caso quanto previsto dal presente comma.

 

Art.2. I contributi di cui al precedente articolo, versati in conformità alle disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge, sono trasferiti al Fondo di previdenza generale gestito dall’ENPAM, previa convenzione tra gli enti previdenziali interessati, da stipulare entro sei mesi dalla entrata in vigore delle presenta legge.

 

Unificazione regime previdenziale medici in formazione specialistica

In merito alle criticità connesse all’attuale duplice inquadramento previdenziale del medico in formazione specialistica in ENPAM e nella Gestione Separata INPS, esposte nella sezione “Inquadramento Previdenziale del Medico in formazione specialistica”, il S.I.G.M. ha predisposto e presentato tramite le Commissioni Affari Sociali e Lavoro della Camera dei Deputati una Proposta di Legge che disponga il trasferimento all’ENPAM della tutela previdenziale dei medici in formazione specialistica, prevedendo il versamento dei contributi alla Quota B del Fondo di Previdenza Generale, con l’aliquota contributiva pro–tempore

vigente, direttamente da parte delle Università in cui sono incardinate le scuole di specializzazione. Il provvedimento dovrebbe, altresì, prevedere che con apposita convenzione sia regolato il trasferimento all’ENPAM dei contributi già versati all’INPS in conformità alla previgente citata normativa. A tal proposito, si rileva come i medici iscritti agli ultimi due anni delle scuole di specializzazione di area sanitaria nell’anno accademico 2006/2007, ossia gli specializzandi interessati a corso di specializzazione già avviato dagli effetti dell’entrata in vigore del D.Lgs 368/1999 e s.m.i., rappresentino la fattispecie più penalizzata. Per questi ultimi, infatti, non è stato possibile maturare la continuità minima contributiva richiesta dalla gestione separata INPS e, conseguentemente, i contributi dagli stessi versati all’INPS non potranno essere oggetto di totalizzazione a titolo non oneroso, qualora non venisse predisposto il trasferimento all’ENPAM delle somme versate.

Infine, il SIGM propone l’introduzione di modalità di elezioni che permettano di portare al governo dell'ENPAM gli eletti direttamente dagli azionisti, ovvero tutti i contribuenti alla Cassa previdenziale. L'elezione diretta dei vertici (CdA e organismi consultivi dei Fondi), o di una parte di essi, da parte della base aprirebbe alla possibilità, ad oggi nei fatti disattesa, di favorire la presenza dei giovani negli organi di governo dell'Ente previdenziale dei medici, in un momento delicato in cui si devono operare delle scelte cruciali che ricadranno sul futuro pensionistico delle giovani generazioni.

 

Facilitazione accesso e valorizzazione istituto riscatto anni di laurea

Al fine di rimuovere le limitazioni connesse all’accesso all’istituto del riscatto degli anni di laurea, esposte nella sezione “Riscatto Anni di Laurea”, sarebbe necessario adottare un’iniziativa legislativa intesa ad emendare l’art. 2, comma 5-bis del D. Lgs. 30 aprile 1997, n. 184, in modo da:

1. consentire l’utilizzo del nuovo istituto anche agli specializzandi, escludendo la Quota A del Fondo Generale dell’ENPAM, per la sua particolare natura, dal novero delle gestioni che precludono l’accesso al riscatto;

2. fiscalizzare in tutto o almeno in parte (50%) l’onere della ricongiunzione presso l’ENPAM dei periodi riscattati dai medici neolaureati e giacenti presso l’INPS.

Inoltre, si ritiene opportuno rappresentare in linea di principio l’esigenza, trasversalmente avvertita dai giovani medici, di rendere meno gravoso l’impatto economico connesso al riscatto oneroso degli anni di laurea.

Infine, sarebbe opportuno che l’ENPAM rimuova dai propri regolamenti il requisito minimo dei dieci anni di iscrizione presso la Quota B del Fondo di Previdenza Generale e presso i Fondi Speciali, oggi richiesto per poter accedere all’istituto del riscatto. L’abolizione di tale prerequisito consentirebbe da subito ai giovani medici iscritti al corso specifico di medicina generale e, in prospettiva, anche agli specializzandi, nell’ipotesi di positivo accoglimento della proposta di cui alla successiva sezione, di poter anticipare sensibilmente i tempi del riscatto del corso legale di studi universitari con indubbi vantaggi in proiezione pensionistica. Le richieste modifiche regolamentari, peraltro, allineerebbero il regime dei riscatti dell’ENPAM a quello già vigente presso le altre gestioni previdenziali pubbliche che consentono il riscatto subito dopo l’avvio dell’attività lavorativa e la concomitante iscrizione all’Ente di previdenza di riferimento.

 

Calcolo della pensione

Nel sistema di previdenza obbligatoria generale, a normativa vigente, è previsto che i periodi coperti da contribuzione obbligatoria presso diverse gestioni pensionistiche (spezzoni contributivi), al fine della maturazione del diritto alla pensione, potranno essere riuniti mediante il ricorso agli istituti della ricongiunzione e della totalizzazione contributiva.

La ricongiunzione permette il trasferimento materiale dei contributi da una cassa e/o gestione ad altra, quindi tutti i contributi vengono utilizzati secondo le regole della cassa presso la quale sono stati ricongiunti; è onerosa, ma può essere vantaggiosa.

Nella totalizzazione, invece, i contributi restano accreditati presso le originarie casse e/o gestioni e pertanto l’ammontare finale del trattamento pensionistico è dato dalla sommatoria delle singole quote di pensione, calcolate secondo le differenti regole di ciascuna cassa e/o gestione; non è onerosa, ma necessita di un periodo contributivo minimo nella singola cassa di almeno 3 anni (al di sotto del quale è possibile effettuare il riconoscimento degli anno a titolo oneroso), e non è sempre conveniente. All’atto della presentazione della domanda di entrata in quiescenza, l’ultima cassa previdenziale di riferimento trasmette la pratica all’INPS, che provvede a collezionare tutti i contributi versati a vario livello nelle varie casse e poi provvede alla corresponsione della pensione.

ai fini del calcolo della pensione, nel passato si faceva riferimento al Sistema Retributivo, applicabile sulla base di una netta preponderanza di soggetti lavoratori attivi contribuenti rispetto ai pensionati: era molto vantaggioso in quanto il calcolo si basava sulle retribuzioni percepite dal lavoratore negli ultimi cinque anni.

A seguito delle variazioni demografiche (aumento dell’aspettativa di vita alla nascita e calo delle nascite), il rapporto tra contingente di lavoratori e di pensionati si è progressivamente assottigliato, rendendo tale sistema di fatto non più sostenibile.

Si è dovuto pertanto ricorrere, a seguito di una complessiva riforma del sistema pensionistico, all’adozione del Sistema Contributivo, che si basa sui contributi versati nel corso del periodo lavorativo e su coefficienti di trasformazione predefiniti. Tale mutamento nel metodo di calcolo dovrà investire progressivamente tutte le forme di previdenza, per garantire la sostenibilità delle gestioni e l’erogazione delle prestazioni future.

 
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