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S.I.Me.G. - Formazione in medicina generale

Carenza Medici di Medicina Generale Proposta per Scongiurare Il collasso delle Cure Primarie

Carenza Medici Medicina Generale

la proposta del SIGM per allontanare visioni apocalittiche con soluzioni che promuovano l'evoluzione di Cure Primarie capaci di far fronte alle sfide attuali


Negli ultimi mesi, in tutto il territorio italiano, si prospettano scenari sempre più difficili per il futuro della Medicina Generale e di tutto il sistema delle Cure Primarie. Oltre all’imminente massivo  pensionamento  dei MMG  e  alla  ridotta  reperibilità  di medici  tra  quelli  già  iscritti  nelle  graduatorie  regionali,  si  assiste  a  proposte al  ribasso  che  mirano  a  mortificare  l'importanza  di  una  formazione specifica  in  ambito  di  Medicina  Generale, spesso  per mal  celati  interessi  di natura  sindacale.


L’Associazione  Italiana  Giovani  Medici  ha  pertanto  formulato  un documento  programmatico  sviluppato  in  5  punti  ed  inviato  al  Ministero  della Salute, alla  direzione  Professioni  Sanitarie  del Ministero  della  Salute ed  al  Coordinamento Tecnico  Commissione  Salute  Regione  Piemonte, con l’augurio  che  possa  fungere  da  stimolo  sia  per  l'apertura  di  una discussione  costruttiva  che  per  la  ricerca  e  l’elaborazione  di  soluzioni fattive  e  concrete  nell’ambito  delle  Cure  Primarie.



La proposta è definita in cinque punti, clicca qui per la visualizzazione.


 

AGGIORNAMENTO BANDI REGIONALI PER I CORSI DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE

Sono in questi giorni in via di pubblicazione i bandi regionali di ammissione ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale.

Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è di 30 giorni a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, pertanto, non essendo ancora stato pubblicato il bando in Gazzetta Ufficiale, NON E' ANCORA NOTA LA DATA DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA NE' QUELLA DI SVOLGIMENTO DEL CONCORSO!

Per maggiori dettagli si rimanda ai bandi delle singole Regioni e Province Autonome, che trovate nei link sottostanti e che verranno aggiornati continuamente via via che le singole Regioni provvederanno alla pubblicazione dei bandi o del numero di borse finanziate.

ABRUZZO

BASILICATA

CALABRIA

CAMPANIA

EMILIA ROMAGNA

FRIULI VENEZIA GIULIA (pag. 121)

LAZIO

LIGURIA

LOMBARDIA

MARCHE (pag.22)

MOLISE

PIEMONTE

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

PUGLIA

SARDEGNA

SICILIA

TOSCANA

UMBRIA

VALLE D’AOSTA

VENETO


REGIONE

POSTI

2017-2020

POSTI

2018-2021

DIFFERENZA

ABRUZZO

20

20 0

BASILICATA

25

25 0

CALABRIA

22

41 +19

CAMPANIA

80

106 +26

EMILIA ROMAGNA

80

100

+20

FRIULI V.G.

20

30 +10

LAZIO

70

85

+15

LIGURIA

40

41

+1

LOMBARDIA

100

165

+65

MARCHE

25

31
+6

MOLISE

20

14

-6

PIEMONTE

120

119 -1

PR. AUT. BOLZANO

25

25 0

PR. AUT. TRENTO

20

25 +5

PUGLIA

100

103 +3

SARDEGNA

40

40 0

SICILIA

120

110 -10

TOSCANA

80

100 +20

UMBRIA

30

27 -3

VALLE D’AOSTA

8

(8)

VENETO

50

100 +50

TOTALI

1095

1307 (+8) +220

 

Segnaliamo inoltre che il nostro dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) sta lavorando in congiunzione con il Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS) per richiedere al Ministero che la data del test e le procedure di assegnazione delle borse del CFSMG siano coordinate con quelle del Concorso Nazionale SSM18, al fine di ridurre al minimo il numero di borse perse o non assegnate a causa della distanza temporale tra i due suddetti concorsi.

 

UN NUOVO MODELLO DI CURE PRIMARIE PER AFFRONTARE LA TRANSIZIONE EPIDEMIOLOGICA. UN GRUPPO DI PROFESSIONISTI DELLA SALUTE SI INCONTRA PER INFORMARSI E FORMARSI SULLA COMPREHENSIVE-PHC

Medici in formazione specifica in medicina generale, giovani medici di medicina generale e studenti in medicina si sono dati appuntamento a Ferrara dal 16 al 18 dello scorso Novembre, per parlare di Primary Health Care ad indirizzo Comprehensive, ovvero di un modello di cure primarie con un forte accento sull’integrazione.

È stata scelta la città di Ferrara perché capoluogo di una provincia in cui sono state portate avanti delle scelte coraggiose da parte di Azienda Socio-Sanitaria Locale ed MMG circa lo sviluppo di un modello di Cure primarie, centrato sulle Case della salute, con una forte integrazione tra professionisti e servizi socio-sanitari per far fronte alla crescente complessità e fragilità della cura.

Ad arricchire l’incontro vi è stato il contributo del Prof. Ardigò Martino, dell’Università di Bologna, che ha portato a sostegno di questo modello diverse esperienze internazionali, corroborate da abbondante letteratura sul tema. Attraverso una metodologia del tipo wokshop in-site, scelto ad hoc per il tipo di incontro e le tematiche trattate, sono state visitate le case della salute di Copparo e Portomaggiore. È stata un’esperienza che, grazie anche alle site-visit nei luoghi di cura, al colloquio con gli operatori e a dei momenti dedicati per la discussione e il confronto, ha permesso la presa di coscienza e la maturazione di una consapevolezza da parte dei partecipanti circa le criticità dell’attuale sistema italiano di cure primarie, e di converso dei numerosi pregi e vantaggi di un modello di Comprehensive-Primary Health Care.

Proprio per tale motivo i partecipanti hanno deciso di sviluppare ulteriormente l’argomento, di creare una campagna per la sensibilizzazione di professionisti, decisori politici e società civile. È stato fissato, inoltre, un secondo appuntamento da tenersi a Bologna dal 16 al 19 Febbraio, in occasione della 7°edizione del Laboratorio Italo-Brasiliano di Formazione, Ricerca e Pratiche in Salute Collettiva, e che sarà caratterizzato dalla presenza di ospiti internazionali.

L’evento è aperto a tutti gli interessati e per tutte le informazioni del caso è possibile consultare il sito oppure inviare una email a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


 

IL SIGM ESPRIME DELUSIONE PER LE LIMITAZIONI NELL’APPLICAZIONE DELL’ART. 8 COMMA 8BIS DEL D.LGS N.502/92 AL TRIENNIO 2014-17 E SUCCESSIVI. PENALIZZATI I GIOVANI MEDICI PER TUTELARE VECCHI PRIVILEGI!!!

L’Associazione Italiana Giovani Medici esprime profonda delusione per le conclusioni rappresentate nella nota del 29/11/2017, prot n.62117, del Ministero della Salute, in merito alla possibilità di applicazioni dell’ Art. 8, comma 8bis, del D.Lgs n.502/92 al triennio 2014-17.

La nostra Associazioni, per mezzo del suo Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) aveva evidenziato, già nel Maggio scorso, la possibilità di applicazione di quanto disposto dal comma 8, Art. 8bis del D.Lgs n502/92 al Triennio 2014-17 e successivi, contrariamente al parere rappresentato con nota del 26/07/2016, prot. 35916, del Ministero della Salute, avente per oggetto “Corso di formazione specifica in medicina generale di cui al triennio 2014/2017 - Effetti dei dd.mm. Salute 28.8.2014 e 20.02.2015, relativi allo scorrimento delle graduatorie” in risposta alla richiesta della Regione Autonoma Venezia Giulia.

Pur non avendo ricevuto risposta alla nostra richiesta, nel mese di Giugno il ricorso al comma 8, Art. 8bis del D.Lgs n. 502/92 veniva invocato nella nota del 30/06/2017, prot. 35352, avente per oggetto “Decreto del Ministero della Salute 7 Giugno 2017. Riapertura bandi di concorso per l’ammissione al corso di formazione specifica in medicina generale” che permetteva il ricorso all’iscrizione in graduatoria in riserva per i corsisti del triennio 2017-20 per motivi analoghi ai ritardi verificatisi nei trienni 2014-17.

A seguito di ciò, il Coordinamento Commissione Salute della Regione Piemonte, su sollecitazione della Regione Campania, ha inoltrato al Ministero della Salute richiesta di parere in merito alla possibilità di iscrizione in riserva alle graduatorie regionali della medicina generale per i trienni 2014-17, alla luce dell’analogia esistenti con il triennio 2017-20.

La risposta rappresentata nella recente nota del 29/11/2017, prot n. 62117, del Ministero della Salute, pur permettendo la possibilità di iscrizione in riserva alle graduatorie regionali per i corsisti del triennio 2014-17, lascia del tutto insoddisfatte le richieste avanzate inizialmente dalla nostra Associazione. I benefici derivanti dalla iscrizione in riserva vengono, di fatto, totalmente annullati dalle condizioni poste dalla stessa nota, che prevedono l’iscrizione in riserva “senza attribuzione del titolo e del relativo punteggio”, ragioni per cui tali corsisti saranno “posizionati in coda alla graduatoria stessa e graduati tra loro ai sensi dell’art. 16, comma 5, del vigente ACN”.

Altrettanto gravi sono le motivazioni addotte dalla stessa nota, che deriverebbero dal parere espresso dalla SISAC che, pur riconoscendo di fatto l’applicabilità dell’Art.8 comma 8bis del D.lgs 502/92 al triennio 2014-17, di fatto ne annulla gli effetti “al fine di evitare il sorgere di conseguenti e prevedibili contenziosi da parte di coloro che – già inseriti nelle graduatorie in questione in quanto possessori di un titolo equipollente o dei cosiddetti diritti acquisiti in medicina generale – verrebbero ad essere inevitabilmente lesi, in conseguenza dei successivi inserimenti ad opera dei medici iscritti con riserva”.

L’Associazione Italiana Giovani Medici denuncia l’ennesima beffa nei confronti dei giovani medici di medicina generale, il cui accesso alla professione viene ritardato, per motivi non riconducibili a loro responsabilità, al fine non ledere la posizione di chi si avvale oggi di un presunto diritto acquisito, che trova nel nostro ordinamento un’interpretazione estremamente estensiva, tanto da apparire troppo spesso un retaggio senza senso. Non più di qualche settimana fa, la nostra Associazione ha denunciato la presenza di un emendamento teso a estendere ulteriormente l’applicabilità del diritto acquisito, a sottolineare come l’attuale formazione specifica in medicina generale sia considerata, in Italia, ancora da parte di troppe persone non indispensabile per l’esercizio della medicina generale.

La nostra Associazione, infine, ribadisce ancora una volta la necessità di un’evoluzione della formazione specifica in medicina generale, a cominciare dal suo riconoscimento accademico, non ritenendo più accettabile la continua svalutazione nei fatti del valore della formazione specifica in medicina generale e, per estensione, nell’ambito delle cure primarie.

DIPARTIMENTO DI MEDICINA GENERALE (SIMeG)

ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI (SIGM)

 

IL SIGM DENUNCIA IL TENTATIVO DI SVILIRE IL VALORE DELLA FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE E RIBADISCE L’URGENTE NECESSITÀ DI UNA SUA VALORIZZAZIONE A COMINCIARE DALL’EVOLUZIONE A DISCIPLINA ACCADEMICA.

L’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) a nome del suo Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG), denuncia l’ennesimo tentativo di eludere la necessità della Formazione Specifica in Medicina Generale.

E’ stato presentato infatti l’emendamento 16.0.1 al DDL 2942 a nome di Angioni, Cucca, D’Adda, Sterano Esposito, Elena Ferrara, Favero, Manassero, Pezzopane, Spilabotte, Pagliari, Astorre, che punta ad estendere il diritto acquisito al riconoscimento della titolo di formazione specifica in medicina generale ai medici iscritti all’Università prima del 31 Dicembre 1991 e abilitati all’esercizio professionale dopo il 31 Dicembre 1994.

Il diritto acquisito si applica attualmente ai medici abilitati entro il 31 Dicembre 1994, grazie ad un’interpretazione già molto ampia di tale diritto, come denunciato più volte dalla nostra associazione sottolineandone la necessità di una reinterpretazione.

Da notare come alla base di tale diritto vi sia la strisciante convinzione che l’esercizio della Medicina Generale non necessiti oggi competenze e una formazione specifiche, diversamente da quanto ormai riconosciuto a livello internazionale e sancito oltre trenta anni fa dalla normativa comunitaria con la Direttiva 86/457/CEE, il cui senso viene in molti aspetti svilito dalla nostra normativa.

Le sfide poste dalla modernità ai Sistemi Sanitari, a causa della transizione epidemiologica, demografica e sociale in atto a livello globale, impongono una formazione di professionisti dotati di competenze nuove, capaci di promuovere un’evoluzione delle Cure Primarie e un cambio di paradigma nell’assistenza territoriale, in modo da rendere sostenibile il mantenimento del diritto alla salute per tutti i cittadini.

Per questo motivo la nostra Associazione da anni sostiene la necessità di un’evoluzione e valorizzazione della Formazione Specifica in Medicina Generale, a cominciare dal suo riconoscimento accademico.

Purtroppo la Formazione Specifica in Medicina Generale italiana è rimasta cristallizzata nei corsi regionali, dove di fatto si tramanda ancora troppo spesso una visione della medicina generale tradizionale, orientata ad un modello di Cure Primarie oramai obsoleto e non più sostenibile. Tale situazione di stallo, spesso giustificata mediante il ricorso della retorica della “difesa del titolo” da parte del mondo sindacale, sono alla base delle tesi che ritengano di fatto non fondamentale per il sistema sanitario avere professionisti del territorio con una formazione specifica in medicina generale, sostituibile con periodi di esercizio, svolti casomai in setting, quali quelli dell’emergenze, tipicamente orientati alla gestione del paziente acuto anziché cronico.

Ricordiamo inoltre che i medici iscritti all’Università prima del 31 Dicembre 1991 e abilitati all’esercizio professionale dopo il 31 Dicembre 1994 possono già oggi accedere al percorso che permette loro di acquisire una formazione specifica in medicina generale senza svolgere alcun concorso. Tale diritto, che di fatto è a nostro avviso già un’interpretazione eccessiva del diritto acquisito, permette comunque questi colleghi una strada preferenziale per acquisire una formazione specifica in medicina generale, se veramente sono interessati a farlo. Appare pertanto inaccettabile un’ulteriore forzatura del diritto acquisito all’esercizio della Medicina Generale, per favorire colleghi che di fatto non hanno mostrati negli anni (in alcuni casi ormai oltre venti) la volontà di intraprendere tale percorso.

Chiediamo infine che venga posto rimedio alla vergognosa condizione in cui versa la formazione dei futuri medici di medicina generale, relegata a fanalino di coda della formazione postlaurea dei medici, spesso a causa di interessi di parte, e che a tale percorso venga riconosciuta la giusta importanza e la necessaria valorizzazione a cominciare dal suo riconoscimento accademico e l’istituzione di una Specializzazione dedicata a tale percorso formativo.

DIPARTIMENTO DI MEDICINA GENERALE (SIMEG)

ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI (SIGM)

 
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