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S.I.Me.G. - Formazione in medicina generale

CFSMG nel triennio 2014/2017: il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del SIGM chiede l’applicazione del comma 8bis dell’articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, N. 502

Care Colleghe e cari Colleghi,

come è noto il Decreto Ministeriale 28 Agosto 2014 e il Decreto Ministeriale 20 Febbraio 2015 del Ministero della Salute, per  esigenze  di funzionalità  dei  corsi , hanno ampliato il termine di utilizzo della graduatoria per l’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale 2014/2017 rispettivamente a 60 giorni e 180 giorni. In particolare, il primo dei due decreti ha esteso, in modo permanente, il limite per gli scorrimenti di graduatoria a 60 giorni dall’inizio delle attività, dunque, a partire dal concorso riferito al triennio 2014/2017, ogni anno potrebbero verificarsi iscrizioni al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG) fino a fine gennaio.

Come effetti di tali disposizioni, chiarendo il Decreto Legislativo che il Corso prevede 36 mesi e almeno 4800 ore di formazione e che tale durata non può essere ridotta, molti Corsisti conseguiranno il titolo attestante la formazione specifica in medicina generale in data successiva al 31 Dicembre del terzo anno trovandosi, di conseguenza, nell’impossibilità di presentare la relativa di domanda di inserimento nelle relative Graduatorie Regionali di Medicina Generale poiché, agli effetti della normativa vigente, possono presentare domanda di inserimento in graduatoria regionale i medici che, entro il 31 dicembre siano in possesso del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale; va altresì sottolineato che il sistema attuale comporta già un notevole ritardo nell'ingresso al lavoro dei giovani Medici di Medicina Generale dal momento che le domande presentate entro il 31 Gennaio servono alla stesura di una graduatoria utilizzabile, nella migliore delle ipotesi, dall'anno successivo. Il ritardo nel conseguimento del diploma di formazione specifica in medicina generale dilaterà pertanto ulteriormente l'ingresso dei giovani medici di medicina generale nelle graduatorie regionali.

 

PUBBLICATI IN GAZZETTA UFFICIALE I BANDI REGIONALI PER I CORSI DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE TRIENNIO 2017-2020. AUMENTATE LE BORSE RISPETTO AL TRIENNIO PRECEDENTE!

E' stato pubblicato in data 09 Maggio, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, IV Serie Speciale n. 35, l’avviso di avvenuta emanazione da parte delle Regioni dei bandi per l’ammissione ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dà il via alla presentazione delle domande. Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è di 30 giorni a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ovvero entro il 08 Giugno p.v.. Per maggiori dettagli si rimanda ai bandi delle singole Regioni e Province Autonome, che trovate nei link sottostanti.

ABRUZZO

BASILICATA

CALABRIA

CAMPANIA

EMILIA ROMAGNA

FRIULI VENEZIA GIULIA (pag. 58)

LAZIO

LIGURIA

LOMBARDIA

MARCHE

MOLISE

PIEMONTE

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO (scaduto il 21 aprile)

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

PUGLIA

SARDEGNA

SICILIA (pag.37)

TOSCANA

UMBRIA

VALLE D’AOSTA

VENETO




REGIONE

POSTI 2016-2019

POSTI 2017-2020

DIFFERENZA

ABRUZZO

20

20

0

BASILICATA

25

25

0

CALABRIA

22

22

0

CAMPANIA

80

80

0

EMILIA ROMAGNA

70

80

+10

FRIULI VENEZIA GIULIA

20

20

0

LAZIO

70

70

0

LIGURIA

35

40

+5

LOMBARDIA

90

100

+10

MARCHE

25

25

0

MOLISE

20

20

0

PIEMONTE

110

120

+10

PR. AUT. BOLZANO

25

25

0

PR. AUT. TRENTO

20

20

0

PUGLIA

80

100

+20

SARDEGNA

30

40

+10

SICILIA

80

120

+40

TOSCANA

80

80

0

UMBRIA

27

30

+3

VALLE D’AOSTA

3

8

+5

VENETO

50

50

0

TOTALI

982

1095

+113

 

Prendiamo atto con disappunto della mancata adozione dei provvedimenti per consentire ai medici neolaureati e abilitandi di poter presentare la domanda per la partecipazione al concorso, come richiesto dalla nostra associazione (LINK). Analogamente  permane l’anomalia del Bando della Regione Sicilia, segnalato dal nostro dipartimento di Medicina Generale (SIMeG), che richiede ai candidati il versamento di un contributo in denaro al contrario di tutte le altre Regioni e della stessa regione Sicilia negli anni precedenti.

 

Possibilità di partecipare al concorso di accesso ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale anche per chi è in attesa dell'abilitazione: SIGM e CNAS inviano richiesta al Ministero della Salute

Care Colleghe e cari Colleghi,

in accordo con il Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi, il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del SIGM ha inviato lo scorso 28 aprile al Ministero della Salute la richiesta di adozione di provvedimenti urgenti per consentire ai neolaureati in attesa di abilitazione all’esercizio di medico chirurgo di partecipare al concorso per l’accesso ai Corsi di Formazione Specifica in Medicina Generale 2017-2020 (scarica il documento).

I corsi per la Formazione Specifica in Medicina Generale sono normati dal D. Lgs 17 Agosto 1999 n.368, che recepisce le Direttive Europee in tema di formazione specifica in medicina generale. Ai sensi del Decreto del Ministro della Salute del 7 marzo 2006, recante i “Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale”, tra i requisiti necessari per l’ammissione al concorso vi è il possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione, titolo che il candidato è tenuto a dichiarare all'atto di presentazione della domanda di partecipazione.

Dal momento che il termine ultimo per la presentazione delle domande scade molti mesi prima dello svolgimento del concorso stesso, ciò si traduce, per i colleghi che conseguiranno l’abilitazione all’esercizio della professione nella sessione di Luglio, nell'impossibilità di partecipare al concorso per l’accesso ai CFSMG per un lasso di tempo superiore ad un anno dal conseguimento della laurea e della stessa abilitazione.

Va detto, inoltre, che tale situazione non si verifica invece nel concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di area medica, ove il possesso dell’abilitazione professionale è un requisito imprescindibile soltanto al momento della presa in servizio da parte del candidato vincitore, non essendo pertanto annoverato fra i titoli necessari all'atto di iscrizione al concorso per l’accesso alle suddette scuole.

Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG)

Il Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS)

 

Richiesta di chiarimenti urgenti sul Bando di concorso per l’accesso al corso di Formazione Specifica in Medicina Generale 2017-2020 della Regione Sicilia.

Pubblichiamo di seguito la lettera (CLICCA QUI PER APRIRLA) che l'Associazione Italiana Giovani Medici ha inviato alla Direzione Generale Professioni Sanitarie del Ministero della Salute, all’Assessore Regionale alla Salute - Sicilia e p.c. al Presidente OMCeO Provincia di Palermo e ai Presidenti OMCeO provinciali siciliani, per chiedere chiarimenti urgenti in merito alla presenza di un contributo di iscrizione per la partecipazione al concordo di formazione specifica in medicina generale nella Regione Sicilia.

Chiediamo di sapere le ragioni alla base di tale contributo, che non ha corrispondenti nel resto dei concordi di accesso ai CFSMG, e di eliminarlo nel caso non fosse dovuto.

 

LA FORMAZIONE POST LAUREAM IN MEDICINA GENERALE: TERRENO DI SCAMBIO TRA POLITICA E SINDACATI, NEL SILENZIO DELLE ASSOCIAZIONI SCIENTIFICHE E CULTURALI

"La formazione in medicina generale è specifica, non è una scuola di specializzazione. È diversa [dalla formazione specialistica] perché deve rispondere alle realtà territoriali [che sono] diverse dall’ospedale".

Sono queste le parole che nelle scorse settimane, durante i lavori del Congresso della FIMMG, sono state pronunciate dalla Direttrice Generale delle Professioni sanitarie del Ministero Salute, dott.ssa Rossana Ugenti, destando stupore all’interno del Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM)

Stupore misto a disappunto poiché non possiamo non rilevare come, anche da parte di un’autorevole rappresentante del Ministero della Salute, continui a essere riproposta l’errata quanto sedimentata contrapposizione tra i termini “formazione specifica” e “formazione specialistica”; termini che, in realtà, non si escludono vicendevolmente, come peraltro dimostra il fatto che a livello internazionale le scuole di specializzazione in medicina generale rappresentino la norma.

Ci preme ricordare, infatti, come il termine “formazione specifica” sia stato introdotto dalla normativa comunitaria oltre 30 anni fa per indicare la necessità che i camici bianchi chiamati a esercitare la professione di medico di medicina generale possedessero una formazione specifica in tale ambito, non ritenendo più sufficiente la sola formazione di base (fornita dal corso di laurea), in analogia, e non in contrapposizione, a quanto già avveniva per le altre branche della medicina. In gran parte dei Paesi dell’Unione Europea (ma sarebbe più appropriato dire nella quasi totalità dei paesi occidentali) tale formazione è svolta in ambito accademico senza che questo implichi dei distinguo sul fatto che la formazione debba essere di matrice territoriale e orientata alla primary health care e non rinchiusa all’interno del setting ospedaliero.

Facciamo notare, inoltre, come il binomio formazione accademica-formazione specialistica è frutto di un contesto storico-culturale basato sul modello ospedalo-centrico. Questa situazione viene ulteriormente accentuata in negativo nel nostro Paese a causa della lontananza della medicina generale dal mondo accademico, il che ha contribuito alla quasi completa assenza – tranne sporadiche eccezioni - di tale insegnamento durante i sei anni di corso di laurea in medicina e chirurgia.

Una grande mole di letteratura in ambito di formazione dei professionisti sanitari ha già evidenziato, ormai da tempo, l'opportunità e i vantaggi legati all'implementazione di insegnamenti nel pre-laurea e post-laurea da svolgersi all’interno dei servizi del territorio ovvero all'interno di quei "community health centers" che nel nostro SSN abbiamo, con anni di ritardo, identificato nelle cosiddette Unità Complesse di Cure Primare/Case della Salute.

Numerosi documenti e linee guida (cfr. il report “Transforming and scaling up health professionals’ education and training” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e il documento “Global standards for postgraduate Family Medicine education” di Wonca) hanno ribadito come la formazione in Medicina Generale debba essere sotto ogni aspetto (durata, finanziamento, possibilità di formazione post-laurea) equiparata alle altre specializzazioni.

Non è un mistero, inoltre, che la formazione italiana nell’ambito delle cure primarie debba essere migliorata, tanto che secondo alcuni autori (tra cui anche Barbara Starfield) l’Italia sia uno dei Paesi cosiddetti occidentali a possedere una formazione nell’ambito dell’assistenza socio-sanitaria primaria più arretrata di quanto non lo sia quella presente in molti Paesi in via di sviluppo.

Sorprende, pertanto, vedere come nell’epoca dell’Evidence Based Healthcare anche le parole di eminenti rappresentanti del Ministero della Salute vadano in controtendenza rispetto a quanto già evidenziato dalla letteratura internazionale e continuino ad alimentare una stanca dialettica di contrapposizione tra università, ospedale e territorio, quando già da anni le realtà organizzative più avanzate ragionino in termini di integrazione funzionale e strutturale.

L’insensatezza di tali contrapposizioni tra il mondo della medicina specialistica e quella della medicina del territorio è rivelata anche dall’accordo stipulato tra la FIMMG e la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) all’interno del quale le due organizzazioni (una un sindacato e l’altra una società scientifica) stabiliscono una collaborazione finalizzata ad apportare interventi significativi da parte degli specialisti in Igiene e Sanità Pubblica nell’insegnamento all’interno dei corsi con particolare riferimento alle tematiche di organizzazione e management sanitario.

Leggiamo nelle premesse dell’accordo che il sindacato “nel suo ruolo di rappresentanza dei suddetti professionisti assume un ruolo importante nella pianificazione delle attività formative dei Corsi di Formazione di Medicina Generale con particolare riguardo alla programmazione e stesura degli incontri seminariali.”

Leggendo ciò è lecito domandarsi, crediamo a ragione, in quale decreto legislativo o ministeriale sia stato assegnato al sindacato tale ruolo nonché il compito di pianificazione dell’attività formativa e di programmazione della stessa. Nel D.lgs 17 Agosto 1999, n. 368? Nel Decreto Ministeriale del 7 Marzo 2006 “Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale” il cui art.15 è riportato anche nell’accordo? (ndr. crediamo che l’erronea citazione del Decreto Legislativo n.256 del 2006 presente nel testo dell’accordo volesse riferirsi in realtà a questo Decreto Ministeriale del Ministro della Salute).

Pur mostrando apprezzamento per un’apertura nei confronti del mondo universitario e specialistico che, seppur minima, rappresenta una novità per un mondo in gran parte autoreferenziale quale quello della Medicina Generale, ci appare difficile comprendere questo accordo alla luce della resistenza del sindacato a un eventuale sviluppo della FSMG in formazione accademica e delle motivazioni finora addotte dai detrattori di tale proposta di evoluzione.

Ricordiamo che finora le obiezioni a un’evoluzione accademica della formazione in MG italiana siano state spesso motivate proprio dal paventato rischio che l’insegnamento all’interno dei corsi di formazione universitari dei futuri medici di medicina generale venisse sempre più affidato a medici non di medicina generale. Appare quindi strano come il sindacato ritenga ora così importante implementare tali temi nella formazione dei medici di medicina generale e continui ad avversare la proposta avanzata dalle Regioni di far incontrare il meglio dell’esperienza degli attuali corsi di formazione specifica in medicina generale con l’esperienza della Scuola di specializzazione in medicina di comunità e cure primarie.

Ci chiediamo cosa impedisca ancora oggi di iniziare a sviluppare, anche in Italia, un filone accademico dedicato alla medicina del territorio che possa permettere ai giovani medici al termine della formazione post lauream in medicina generale di proseguire nella ricerca, accedere a specifici programmi di dottorato e contribuire così alla creazione di poli di eccellenza in cui promuovere la cultura della medicina generale e delle cure primarie.

Né capiamo le motivazioni di ordine economico avverse a un’eventuale istituzione di una specializzazione dedicata alla formazione specifica in medicina generale dal momento che tutti, compresa FIMMG, siano d’accordo con la necessità di eliminare le differenze di trattamento economico tra corsisti e specializzandi (a circa 16.700€ ammonta la retribuzione per un corsista mentre si attesta a circa 25.000€ quella di uno specializzando) e, quindi, con la necessità di ricercare una valorizzazione dello status anche attraverso lo stanziamento di fondi ulteriori per la formazione specifica in medicina generale.

Dopo tante obiezioni alla nascita di una scuola di specializzazione dedicata all’insegnamento della Medicina Generale e alle Cure Primarie ci sembra che in realtà questo recente accordo metta in luce come, dopo tutto, non erano in fondo queste obiezioni a sostenere le resistenze di un’evoluzione della formazione specifica italiana. Ci auguriamo che a motivare le resistenze al riconoscimento accademico della medicina generale italiana (caso unico di trattamento nettamente distinto dal resto della formazione medica post laurea, a oltre 30 anni dalla prima Direttiva Europea sull’istituzione della formazione specifica in medicina generale europea) non sia  in realtà la volontà del sindacato di mantenere quel “ruolo importante nella pianificazione delle attività̀ formative dei Corsi di Formazione di Medicina Generale” citato dalla stessa FIMMG nell’accordo.

Tra tante domande e qualche auspicio abbiamo una certezza: il Dipartimento di Medicina Generale SIMeG dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM) ribadisce il proprio sostegno alla proposta di evoluzione della Medicina Generale avanzata dalle Regioni all’interno del controverso articolo 22 del Patto per la Salute 2014-2016. La nostra associazione, inoltre, mantiene il forte convincimento che il dialogo sul futuro della formazione in questa branca della medicina non possa essere oggetto di trattativa sindacale ma debba essere ispirato dall’analisi delle migliori pratiche nazionali e internazionali e debba essere guidato dai principi dell’Evidence based Healthcare.

 
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