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S.I.Me.G. - Formazione in medicina generale

GRADUATORIE REGIONALI Corso di Formazione Specifico in Medicina Generale 2018-2021

 

GRADUATORIE REGIONALI Corso di Formazione Specifico in Medicina Generale 2018-2021

Link al BUR regionale con pubblicata la graduatoria del concorso per il CFSMG

 

ABRUZZO [38 posti]

BASILICATA  [33 posti]

CALABRIA  [64 posti]

CAMPANIA [192 posti]

EMILIA ROMAGNA [167 posti]

FRIULI VENEZIA GIULIA  [40 posti]

LAZIO [174 posti]

LIGURIA [63 posti]

LOMBARDIA  [317 posti]

MARCHE [55 posti]

MOLISE [20 posti]

PIEMONTE  [189 posti]

P. A. DI BOLZANO []

P. A. DI TRENTO [25 posti]

PUGLIA [164 posti]

SARDEGNA [40 posti]

SICILIA (primi 1067 candidati) [186 posti]

TOSCANA [151 posti]

UMBRIA [41 posti]

VALLE D’AOSTA [8 posti]

VENETO [126 posti]

 

IL SIGM SU DECRETO SEMPLIFICAZIONE: “SIA STRUMENTO PER RILANCIARE LA QUALITA’ DELLA FORMAZIONE DEI FUTURI MEDICI DI FAMIGLIA O IL RISCHIO E’ CHE I GIOVANI MEDICI VENGANO USATI COME TAPPABUCHI”.

Ad una prima lettura dell’articolo 9 “Disposizioni urgenti in materia di personale sanitario, di formazione specifica in medicina generale e di formazione specialistica dei medici” del Decreto Legge Semplificazione (controllare link), si sarebbe portati a pensare che, dopo più di un ventennio dall’istituzione dei corsi regionali di Formazione Specifica in Medicina Generale (FSMG), il Legislatore abbia inteso mettere mano al titolo IV del D.Lgs 368/99 e ss.mm.ii. per rilanciare la qualità della formazione dei futuri medici di medicina generale. Tuttavia, da una attenta lettura del testo, emerge che l’unica modifica che il Governo intenderebbe apportare sia l'applicazione temporanea, ovvero fino al 31 dicembre 2021, l’applicazione dell’Art.29 della Direttiva 2005/36/CE, il che consentirebbe ai medici in formazione specifica in medicina generale di acquisire la convenzione come già previsto dalla normativa europea, e come peraltro proposto dal SIGM al Ministero della Salute quale primo step di una proposta di più ampio respiro di cui avrebbe potuto beneficiare tutta la Formazione Specifica in Medicina Generale e non solo.

Il Segretariato Italiano Giovani Medici, infatti, richiede che accanto al recepimento della direttiva 2005/36/CE, si provveda ad evolvere la Formazione Specifica in Medicina Generale attraverso la definizione di un core curriculum di competenze che devono essere acquisite dai futuri Medici di Famiglia, nonchè attraverso l’estensione del sistema di accreditamento e degli Osservatori sulla formazione medica anche ai corsi regionali di Formazione Specifica in Medicina Generale.

 

Inoltre, il SIGM ripropone il reinserimento dell’attivazione dei corsi part-time, della definizione della formazione complementare, dello scorporo della Medicina Penitenziaria e del 118 dall’ACN della Medicina Generale.

 

Alla luce di tutto ciò, rimane comunque difficile comprendere il razionale alla base della scelta di consentire ai medici in formazione di poter accedere alla convenzione, senza però aver al contempo definito un core curriculum di competenze da acquisire. Sembrerebbe proprio che, sfruttando quanto previsto dalla normativa europea, si vogliano utilizzare i medici in formazione come tappabuchi. Perchè dunque non applicare anche quanto previsto circa la qualità della formazione in Medicina Generale o l’evoluzione in Scuola di Specializzazione come già avviene nel resto d’Europa?

 

In questo contesto di transizione demografica, sociale ed epidemiologica, che potremmo definire epocale, il SSN necessita di professionisti delle Cure Primarie adeguatamente formati nella gestione del cronico e della complessità, e al contempo attenti alla salute e alla comunità.

Affinchè ciò avvenga è necessario investire sulla formazione e in particolare sulla Formazione in Medicina Generale, come ribadito recentemente da un position paper (controllare link) di numerose realtà associative e scientifiche aderenti al Wonca.

 

Senza un rinnovamento e un miglioramento della formazione dei Medici di Famiglia non è possibile in alcun modo mettere in atto quanto auspicato nel Contratto di Governo in tema di Sanità. In tutti i Paesi in cui si è deciso di rilanciare il sistema salute si è sempre partiti da una riforma delle Cure Primarie  e dalla evoluzione della Formazione Specifica in Medicina Generale.

 

Sebbene la FSMG esista da più 25 anni, nessuno dei precedenti Governi si è mai concretamente preoccupato di cosa un Medico di Famiglia dovrebbe apprendere e di quali competenze  dovrebbero essere acquisite.

Sulla base di tutto ciò il SIGM CHIEDE al Parlamento di segnare una forte discontinuità rispetto al passato, attraverso l’adozione delle seguenti iniziative:

  • valorizzare e rilanciare la Formazione Specifica in Medicina Generale, recependo le proposte elaborate dal Dipartimento di Medicina Generale del SIGM (SIMeG) ed investendo sulla qualità della formazione dei futuri Medici di Famiglia come asset strategico per tutto il SSN;

  • affrontare, in sede di Legge di Conversione del DL Semplificazione, il tema della qualità della Formazione dei futuri Medici di Famiglia, urgente al pari della carenza di medici di MG, prevedendo l’immediata definizione di un core curriculum di competenze da acquisire e l’estensione del sistema di accreditamento e degli Osservatori sulla formazione medica anche ai corsi regionali di Formazione Specifica in Medicina Generale.

 

I Giovani Medici sono pronti al Cambiamento, e la politica?


 

 

Decreto dell'Assessore salute Regione Sicilia per i precari del 118: Le perplessità di SIGM e AIM

Si apprende della prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del Decreto dell’Assessorato Regionale alla Salute sulle “Misure per il superamento del precariato del “personale medico sostituto” operante nei servizi di emergenza 118”.

Tale Decreto mirerebbe ad una stabilizzazione dei medici sostituti dell’emergenza 118 dunque in possesso dell’attestato di idoneità all’esercizio dell’Emergenza Sanitaria Territoriale, ma laureati ed abilitati dopo il 1994 e non in possesso di diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale.

È, infatti, noto come in Italia l’Emergenza Sanitaria Territoriale sia un settore della Medicina Generale, e in quanto tale disciplinato dall’Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale.  Inoltre, ai sensi della direttiva Europea (n. 93/16/CEE) l’esercizio della Medicina Generale è subordinato al possesso dell’attestato di Formazione Specifica in Medicina Generale. Il possesso del diploma di Medicina Generale consente, altresì, l’accesso agli altri due settori della Medicina Generale: l’Assistenza Primaria e la Continuità Assistenziale.

Per diventare medici titolari di Emergenza Sanitaria Territoriale è quindi necessario essere in possesso del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale e, in aggiunta, di un attestato di idoneità all’esercizio dell’Emergenza Sanitaria Territoriale.

L’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale è a numero programmato e ciascuna Regione emana i bandi di concorso per l’ammissione ogni anno, in relazione alle proprie esigenze ed alle necessità formative evidenziate nelle rilevazioni dei fabbisogni.

Orbene, per venire incontro all’esigenza di stabilizzazione di quei medici che sono stati chiamati ad operare nel settore dell’Emergenza Sanitaria Territoriale 118 con contratto di sostituzione (e non di titolarità), poiché in possesso del solo attestato di idoneità all’esercizio dell’Emergenza Sanitaria Territoriale, ma non del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale, in Regione Siciliana si intenderebbe, già a partire dal 2019, ammettere in sovrannumero al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale e senza il riconoscimento della borsa di studio.

L’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.) ed l’Associazione Italiana Medici (AIM) esprimono le seguenti forti perplessità nei confronti dei contenuti del predetto Decreto dell’Assessorato Regionale alla Salute:

-          Innanzitutto, non si comprende la scelta dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia del sovrapporre la problematica della carenza di medici del 118 con la Formazione Specifica in Medicina Generale. Altre Regioni (Emilia Romagna e Piemonte) hanno superato in maniera più lineare tale criticità, consentendo ai medici sostituti già in possesso del diploma per l’Emergenza-Urgenza Territoriale di poter accedere agli incarichi a tempo indeterminato e, quindi, di essere stabilizzati.

-          Non si comprende il ricorso a quanto previsto dall’art.3 della Legge del 29 Dicembre 2000, n. 401 che prevede l’ammissione in sovrannumero al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale per un numero di casi ad esaurimento, cioè di medici che erano iscritti al corso di laurea entro il 31 dicembre 1991, abilitati alla professione, in deroga al limite del contingente numerico stabilito per l’accesso al corso di formazione medesima. A tal proposito, giova far notare che il Legislatore non ha creato un terzo modello di formazione in contrasto con quelli indicati dalla normativa Comunitaria, ma si è limitato a rimuovere l’ostacolo alla partecipazione ai corsi di formazione, costituito dal contingente di posti del corso medesimo, consentendone la frequenta, seppur in soprannumero, ai medici che si erano iscritti al corso di Medicina entro la fine del 1991, ovvero quando, prima del d.lgs. n. 256/1991, in Italia la formazione specifica di medicina generale non era ancora requisito obbligatorio per l’esercizio dell’attività di medico di medicina generale. Ne discende, pertanto, che i medici destinatari del Decreto Assessoriale non rientrano in tale fattispecie di ammissione in sovrannumero in quanto non iscritti ai corsi di laurea in medicina e chirurgia prima del dicembre 1991.

-          Stante quanto previsto dal D.A. in questione, pertanto, si profilerebbe a parere delle scriventi Associazioni un rischio di illegittimità dal momento che tali medici avrebbero accesso ai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale senza mai aver partecipato ad un concorso, il che disattenderebbe la normativa vigente.

-          Ed ancora, una volta conseguito il diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale, i medici che beneficerebbero degli effetti del D.A. potranno fare domanda di inserimento anche nelle altre graduatorie della Medicina Generale, ovverossia per l’Assistenza Primaria e la Continuità Assistenziale. Il loro punteggio in tali graduatorie, inoltre, sarà determinato non solo dal titolo acquisito, ma anche dall’attività di sostituzione svolta prima della frequenza al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale e potranno concorrere all’assegnazione della quota di riserva (che in Sicilia è del 60%), riservata ai medici in possesso del titolo. Ciò potrebbe comportare uno “scavalcamento” dei medici già inseriti in graduatoria in quanto laureati prima del 1994, ma non in possesso del CFSMG e che, dunque, non possono avere accesso alla quota di riserva dei posti. Si tratterebbe, dunque, di un provvedimento iniquo che creerebbe una incomprensibile disparità di trattamento tra le diverse generazioni di medici senza avere la certezza di risolvere il problema.

-          Ci si chiede, inoltre, perché, in alcune Province, come quella di Messina, a fronte di un problema di precarizzazione del personale medico operante nel 118, si preferisca conferire incarichi di sostituzione piuttosto che bandire zone carenti (le ultime sono state bandite nel marzo 2016), consentendo ai medici già in graduatoria a pieno titolo di acquisire titolarità in tale settore.

-          Certamente, la attuale carenza di medici del 118 è un problema ereditato dai precedenti governi, tuttavia, la soluzione che si appresta ad adottare l’Assessorato Regionale per la Salute appare non adeguata. Di contro, una soluzione potrebbe essere quella di fare propria l’esperienza del Piemonte e dell’Emilia Romagna per stabilizzare i medici precari, nonchè di organizzare nuovi corsi di formazione per il conseguimento dell’idoneità all’esercizio dell’Emergenza Sanitaria Territoriale, possibilmente itineranti o comunque non soltanto presso il CEFPAS di Caltanissetta. Si ricorda, infatti, che il primo corso in Sicilia è stato organizzato circa un anno fa dopo oltre dieci anni.

-          D’altra parte, non si comprende come, per analogia, il Decreto dell’Assessorato Regionale alla Salute non abbia previsto, per par condicio, l’accesso dei diplomati in medicina generale ai corsi di formazione per il conseguimento dell’idoneità all’esercizio dell’Emergenza Sanitaria Territoriale in sovrannumero, senza partecipare alle relative procedure di selezione e senza dover versare una quota di iscrizione.

 

L’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.) e l’Associazione Italiana Medici (AIM) CHIEDONO, pertanto, l’immediato congelamento del citato Decreto dell’Assessorato Regionale alla Salute sulle “Misure per il superamento del precariato del “personale medico sostituto” operante nei servizi di emergenza 118 e si rendono disponibili al confronto con l’Assessorato Regionale per la Salute.

 

IL SIMEG RICEVUTO PRESSO IL MINISTERO DELLA SALUTE PER PORTARE LE PROPOSTE DEI GIOVANI MEDICI SUL TEMA DELLA CARENZA DI MMG

In data 22 ottobre una delegazione del Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) deI Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) è stata ricevuta presso gli uffici tecnici del Ministero della Salute per discutere in merito alle proposte, in via di elaborazione da parte del Ministero, in tema di carenza dei medici di famiglia e di riforma del sistema delle Cure Primarie. E’ stato consegnato in tale occasione un documento (Link) relativo all’evoluzione della Formazione Specifica in Medicina Generale alla luce della prevista carenza di Medici di Medicina Generale.

La nostra Associazione si riserva di esprimere le proprie valutazioni non appena sarà possibile prendere visione della proposta del Ministero, auspicando che possano essere prese in considerazione le posizioni delle realtà giovanili non sindacalizzate che si riconoscono nei principi culturali della Medicina Generale, definiti da WONCA, e nei principi delle Cure Primarie.

 

NO A QUALSIASI TENTATIVO DI DEQUALIFICARE LA FORMAZIONE IN MEDICINA GENERALE! AI TAVOLI TECNICI VENGANO CONVOCATI ANCHE LE ASSOCIAZIONI DEI GIOVANI MEDICI!

Pur non potendo esprimerci nel merito, poiché non invitati al tavolo sulla formazione specifica in Medicina Generale e l’accesso alla professione tenutosi in data 11 ottobre us, riteniamo fondamentale che con questo governo i giovani medici possano essere ascoltati su tematiche che hanno dirette ricadute su di loro.

Con il presente comunicato inoltre, vogliamo ribadire la nostra assoluta contrarietà a qualsiasi forma di condono o di accorciamento del percorso formativo, che vada a compromettere la già precaria qualità della formazione Specifica in Medicina Generale.

In un momento delicato e di transizione per il nostro SSN è importante che ogni cambiamento e ogni decisione riguardante la professione medica siano quanti più condivisi possibili con tutte le parti sociali portatrici di interesse.

 

 

Associazione Italiana Giovani Medici - SIGM

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