“Ma chi ci va più dal medico di famiglia?”. Il SIMeG risponde al Sottosegretario Giorgetti “Dichiarazioni lontane dalla realtà. Medicina Generale vero fulcro del SSN”

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Il Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) apprende a mezzo stampa delle dichiarazioni del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giancarlo Giorgetti.

Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti?“, è quanto avrebbe detto quest’oggi nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini, aggiungendo che “Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha meno di 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito”.

Esprimiamo amarezza riguardo tali affermazioni, che riteniamo anacronistiche e lontane dalla realtà.

Una realtà, quella attuale, caratterizzata da profondi cambiamenti demografici, sociali ed epidemiologici (invecchiamento della popolazione, aumento delle patologie croniche, impoverimento delle reti sociali), che solo il medico di medicina generale, grazie alla sua visione olistica ed al ruolo da egli svolto nell’ambito dell’assistenza territoriale, può essere in grado di affrontare e gestire, dando supporto e nuova linfa  all’intero Servizio Sanitario Nazionale. Una vera e propria transizione, quella attualmente in atto, che impone un sempre maggiore potenziamento ed una valorizzazione delle Cure Primarie, oltre ad una lucida e costruttiva programmazione nella formazione medico-specialistica alla luce del cambio di paradigma nell’assistenza sanitaria orientato verso la gestione, proattiva ed integrata, delle cronicità, che vede il medico di medicina generale quale figura cardine.

Ribadiamo, come da lungo tempo sostenuto dalla nostra Associazione, l’importanza sempre più determinante che la medicina generale esercita nella risposta ai bisogni di salute della popolazione, nella promozione della salute e nella prevenzione di patologie e complicanze, nella presa in carico globale dei pazienti, soprattutto quelli cronici – in netto e progressivo aumento – che difficilmente possono essere gestiti dai medici specialisti, e dei soggetti indigenti, anziani, con multimorbidità, che necessitano di continuità nelle cure e di un approccio integrato che possono essere garantiti solo dal medico di famiglia, vero fulcro attorno al quale ruota l’assistenza sanitaria ed unico reale filtro per la sostenibilità dell’assistenza ospedaliera.

Ricordiamo, inoltre, al sottosegretario Giorgetti che in Italia, a differenza della maggior parte dei Paesi Europei, la Medicina Generale non è una specializzazione e sottolineiamo nuovamente la necessità di valorizzare tale branca, caratterizzata da competenze specifiche al pari delle altre branche mediche specialistiche, piuttosto che continuare a denigrarla con dichiarazioni che rischiano di creare ulteriore danno alla professione medica oltre che alla popolazione.

 

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